Ordine costantiniano di San Giorgio (Napoli)

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Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio
Croix constantinien.svg
Le insegne dell'ordine
Flag of the Kingdom of the Two Sicilies (1816).svg
Tipologia Ordine dinastico
Status attivo
Capo Carlo di Borbone-Due Sicilie
Istituzione Costantinopoli, 313 (tradizionalmente)
Precedenza
Ordine più alto Insigne e reale ordine di San Gennaro
Ordine più basso Reale ordine di San Ferdinando e del merito

Il Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio è un ordine religioso cavalleresco di collazione da ultimo legato alla casata dei Borbone di Napoli, le cui origini vengono tradizionalmente fatte risalire all'imperatore Costantino I; esso sarebbe stato costituito dopo la vittoria contro Massenzio a Ponte Milvio, vittoria ottenuta grazie al favore divino della visione della croce in cielo con la scritta “In hoc signo vinces”. È perciò considerato il più antico ordine cavalleresco della cristianità.

L'Ordine si propone la glorificazione della croce, la propagazione della fede cattolica, e la difesa della Chiesa apostolica romana, cui è strettamente legato. Condizione necessaria infatti per divenire membri dell'Ordine, è professare la religione Cattolica apostolica romana.

L'Ordine, inoltre, si propone anche di dare il suo maggior contributo d'azione e di attività alle due grandi opere eminentemente sociali dell'assistenza ospedaliera e della beneficenza.

Il gran maestro è S.A.R. il principe Carlo di Borbone-Due Sicilie, duca di Castro e il gran priore è il cardinale Renato Raffaele Martino

L’Ordine mantiene status consultivo del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite a New York, Ginevra e Vienna

L'uso delle onorificenze viene attualmente autorizzato in Italia, ai sensi della legge 178/51, dal Ministero degli Affari Esteri[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

La fondazione dell'ordine si attribuisce tradizionalmente all'imperatore romano Costantino I, e collocata nel 313, e all'imperatore bizantino Isacco II Comneno, della dinastia degli Angeli (che si dichiarava discendente di Costantino) nel 1190, ad imitazione degli ordini monastico militari sorti in oriente a seguito delle crociate. Su ordine del gran maestro Alessio V Angelo Flavio Comneno, Imperatore d’Oriente, i Cavalieri Costantiniani parteciparono alla prima crociata dal 1099. Nel 1209 l'Ordine partecipò alla Crociata Albigese, voluta dal papa Innocenzo III, agli ordini del gran maestro Alessio Andrea Angelo Flavio Comneno.


Una delle prime menzioni scritte di questo ordine è costituita dal breve apostolico Quod alias di papa Giulio III, con cui il pontefice riconosceva la dignità di gran maestro dell'ordine ad Andrea Angelo Flavio Comneno. La cronologia storicamente accertata dei gran maestri inizia pertanto da questi, morto nel 1580. Suo fratello Girolamo era stato co-gran maestro a partire dagli anni '70 del XVI secolo fino alla sua morte, ma ad Andrea successe il nipote Pietro II dal 1580 fino alla morte nel 1592. Gli successe a sua volta il figlio maggiore Giovanni Andrea (1569-1630), alla cui morte il magistero passò al nipote Angelo (ancora minore d'età fino al 1634), morto nel 1678. Gli succedettero il fratello Marco, ma per poco, poiché morì l'anno dopo, ed in seguito un altro fratello, Girolamo, morto nel 1687, cui successe il fratello Giovanni Andrea, l'ultimo della famiglia, morto nel 1703. Sopravvisse loro una nipote di nome Laura, figlia di Girolamo, suora nel 1756.

Il periodo farnesiano[modifica | modifica sorgente]

L'ultimo discendente del casato, il principe Giovanni Andrea Angelo Flavio Comneno, nel 1698, concesse il gran magistero dell'ordine al duca di Parma Francesco Farnese e il contratto di cessione venne sancito dal breve papale Sincerae fidei di papa Innocenzo XII del 1699[2]. Gli statuti dell'ordine subirono una revisione nel 1706 e una conferma definitiva della cessione al casato farnense con bolla papale Militantis Ecclesiae di papa Clemente XI del 1718. In quell'anno il duca scelse come sede dell'ordine la chiesa di Santa Maria della Steccata, da allora detta anche "chiesa magistrale".

Tale conferma papale, fu anche frutto della costituzione di un reparto militare che combatté in difesa della cristianità. Infatti a partire dal febbraio del 1717, venne creato il Reggimento Costantiniano, per dare supporto alle truppe della Repubblica di Venezia e del Sacro Romano Impero contro i Turchi in Dalmazia. Il Reggimento, comandato dal conte piacentino Federico dal Verme e da altri nobili, era composto da 8 compagnie, per un totale complessivo di circa 2000 uomini.

Nel 1727 all'ultimo discendente della dinastia dei Farnese, il duca Antonio Farnese, succedette nel gran magistero dell'ordine, per scelta di quest'ultimo, l'infante di Spagna don Carlo di Borbone, figlio della nipote Elisabetta Farnese. Dopo il 1736 quando l'Austria occupò Parma, Carlo di Borbone mantenne le sue funzioni di gran maestro ed il controllo della chiesa di Santa Maria della Steccata, anche se era già sovrano di Napoli. Asceso al trono di Spagna con il nome di Carlo III, cedette al suo figlio terzogenito, l'infante don Ferdinando, oltre al Regno delle Due Sicilie, il gran magistero costantiniano, trasmissibile ai figli ma schi primogeniti ("primogeniti farnesiani"). Il trasferimento del gran magistero dell'ordine costituì un atto separato, avvenuto dieci giorni dopo il passaggio del trono di Napoli e Sicilia. In seguito l'ordine venne tramandato a tutti i successori sul trono delle Due Sicilie ed ha continuato ad essere conferito fino ad oggi, nell'ambito del patrimonio dinastico della famiglia dei Borbone.

La disputa dinastica tra il ramo "franco-napoletano" e quello "ispano-napoletano" dei Borboni delle Due Sicilie[modifica | modifica sorgente]

Il 14 dicembre 1900, a Cannes il principe Carlo Tancredi di Borbone-Due Sicilie, allora secondo nella linea di successione al trono delle Due Sicilie, essendo in procinto di sposare la principessa delle Asturie e di divenire principe spagnolo(di fatto lo divenne), sottoscrisse il cosiddetto "atto di Cannes", un atto di rinuncia all'eventuale futura successione alla corona delle Due Sicilie.

Il Gran magistero dell'ordine fu però assunto sia dal fratello Ranieri di Borbone-Due Sicilie, in ossequio all'atto di rinuncia alla corona, sia dal figlio, Alfonso Maria di Borbone-Due Sicilie, che invece contestò la validità dell'atto di Cannes. Tecnicamente esistono perciò due distinte obbedienze del medesimo ordine. L'obbedienza facente capo al principe Ranieri è conosciuta come "ramo (oppure ordine) franco-napoletano", mentre quella facente capo al principe Alfonso Maria come "ramo (oppure ordine) ispano-napoletano"; queste denominazioni si riferiscono alla residenza di questi due rami dei Borbone.

Attualmente il gran maestro della prima obbedienza è Carlo di Borbone-Due Sicilie, duca di Castro, già duca di Calabria, il cui nonno era Ranieri di Borbone, il cui bisnonno era Alfonso, conte di Caserta, fratello di Francesco II. La seconda obbedienza, per contro, fa riferimento al gran magistero di don Carlo Maria di Borbone-Due Sicilie, duca di Calabria e infante di Spagna, riconosciuto del re di Spagna quale "primogenito farnesiano".

Governo[modifica | modifica sorgente]

Nel ramo franco-napoletano l'ordine ha la seguente organizzazione:

  • Gran Maestro
    • reale deputazione:
      • gran prefetto
      • gran priore
      • grande inquisitore
      • gran cancelliere
      • gran tesoriere
      • presidente della reale deputazione
      • vice presidente
      • segretario
        • 11 deputati
          • 20 deputazioni nazionali:
            • delegato
            • vice delegato
            • cappellano della delegazione
            • cancelliere della delegazione
            • rappresentanze provinciali
              • rappresentante provinciale
          • 21 delegazioni estere:
            • delegato
            • vice delegato
            • cappellano della delegazione
            • cancelliere della delegazione
            • rappresentanze provinciali
              • rappresentante provinciale
          • varie rappresentanze estere:
            • rappresentante

Elenco dei Gran Maestri[modifica | modifica sorgente]

Cronologia leggendaria, tradizionale (non documentata)[modifica | modifica sorgente]

  1. Costantino I il Grande, imperatore 313 – 22 maggio 337
  2. Costantino II Flavio, imperatore 22 maggio 337 – febbraio 340
  3. Costante I Flavio, imperatore 22 maggio 337 – 18 gennaio 350
  4. Costanzo II Flavio, imperatore 22 maggio 337 – 3 novembre 361
  5. Costanzo Gallo Angelo Flavio, principe di Macedonia 361 – 362
  6. Michele Gallo Angelo Flavio, principe di Macedonia 362 – 428
  7. Alessio Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia 428 – 458
  8. Alessio II Angelo Flavio Comneno, principe di Cilicia e di Macedonia 458 – 514
  9. Michele II Angelo Flavio Comneno, principe di Cilicia e di Macedonia 514 – 548
  10. Alessio Michele Angelo Flavio Comneno, principe di Cilicia e di Macedonia 548 – 586
  11. Angelo Michele Angelo Flavio Comneno, principe di Cilicia e di Macedonia 586 – 617
  12. Filippo Basilio Pipino Angelo Flavio Comneno, principe di Cilicia e di Macedonia 617 – 625
  13. Isacco Angelo Flavio Comneno, principe di Cilicia e di Macedonia 625 – 667
  14. Alessio III Angelo Flavio Comneno, principe di Cilicia e di Macedonia 667 – 719
  15. Costantino III Angelo Flavio Comneno, principe di Cilicia e di Macedonia 719 – 781
  16. Michele IV Angelo Flavio Comneno, principe di Cilicia e di Macedonia 781 – 820
  17. Costantino IV Angelo Flavio Comneno, principe di Cilicia e di Macedonia 820 – 905
  18. Alessio IV Angelo Flavio Comneno, principe di Cilicia e di Macedonia 905 – 953
  19. Michele V Angelo Flavio Comneno, principe di Cilicia e di Macedonia 953 – 984
  20. Emanuele Michele Angelo Flavio Comneno, principe di Cilicia e di Macedonia 984 – 1021
  21. Isacco II Angelo Flavio Comneno, imperatore (Isacco I) 1021 – 1061
  22. Alessio V Angelo Flavio Comneno, imperatore (Alessio I) 1061 – 1118
  23. Giovanni Angelo Flavio Comneno, imperatore (Giovanni II) 1118 – 8 aprile 1143
  24. Isacco III Angelo Flavio Comneno 1143 – 1152
  25. Andronico Angelo Flavio Comneno 1152 – 1185
  26. Isacco IV Angelo Flavio Comneno, imperatore (Isacco II) 1185 – 12 aprile 1204
  27. Alessio VI Angelo Flavio Comneno, imperatore (Alessio IV) 1195 – 28 gennaio 1204
  28. Alessio Andrea Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1204 – 1260
  29. Michele VI Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1260 – 1318
  30. Andrea Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1318 – 1366
  31. Michele VII Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1366 – 1410
  32. Paolo Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1410 – 1453
  33. (33) Andrea II Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1453 – 1479
  34. (34) Pietro I Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo, Arcivescovo di Durazzo, 1479 – 1511
  35. (35) Giovanni Demetrio Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1511 – 1570

Cronologia storica (documentata)[modifica | modifica sorgente]

  1. (36) Andrea Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1570-1580
  2. (36) Girolamo Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1570-1591 (co-Gran Maestro)
  3. (37) Pietro II Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1580 – 1592
  4. (38) Giovanni Andrea I Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1572 – 20 luglio 1623
  5. (39) Marino Caracciolo, principe di Avellino 20 luglio 1623 – 1627
    • Giovanni Andrea I Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo (per la seconda volta) 1627 – 1630
  6. (40) Angelo Maria Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1634 – 1678
  7. (41) Marco Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1678 – 1679
  8. (42) Girolamo II Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1679 – 1687
  9. (43) Giovanni Andrea II Angelo Flavio Comneno, principe di Macedonia, duca di Drivasto e Durazzo 1687 – 1699
  10. (44) Francesco I Farnese, duca di Parma e Piacenza 1699 – 26 febbraio 1727
  11. (45) Antonio Farnese, duca di Parma e Piacenza 26 febbraio 1727 – 20 gennaio 1731
  12. (46) Carlo di Borbone, re di Napoli e di Sicilia 20 gennaio 1731 – 1759
  13. (47) Ferdinando IV di Borbone, re di Napoli e di Sicilia, poi Ferdinando I delle Due Sicilie 1759 – 4 gennaio 1825
  14. (48) Francesco I di Borbone, re delle Due Sicilie 4 gennaio 1825 – 8 novembre 1830
  15. (49) Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie 8 novembre 1830 – 22 maggio 1859
  16. (50) Francesco II di Borbone, re delle Due Sicilie 22 maggio 1859 – 27 dicembre 1894
  17. (51) Alfonso di Borbone-Due Sicilie, conte di Caserta 27 dicembre 1894 – 16 maggio 1934
  18. (52) Ferdinando Pio di Borbone-Due Sicilie, duca di Calabria 16 maggio 1934 – 17 gennaio 1960
  19. (53) Ranieri di Borbone-Due Sicilie, duca di Castro, 17 gennaio 1960 – 13 gennaio 1973
  20. (54) Ferdinando Maria di Borbone-Due Sicilie, già duca di Calabria, duca di Castro, 13 gennaio 1973 – 20 marzo 2008
  21. (55) Carlo di Borbone-Due Sicilie, già duca di Noto e poi duca di Calabria, duca di Castro, dal 20 marzo 2008

Membri[modifica | modifica sorgente]

I membri dell'Ordine vengono suddivisi in 5 categorie in base allo "status" personale:

Giustizia: riservato a coloro che dimostrino 4/4 di nobiltà da almeno 200 anni.

Speciale: riservato ad alte personalità.

Grazia: riservato a coloro che dimostrino 2/4 di nobiltà da almeno 200 anni o che facciano parte di famiglia di antica e provata nobiltà.

Merito e d'Ufficio: riservato a cavalieri non nobili che si siano resi meritevoli per pregi personali e per servizi resi all’Ordine.

  • A) Categoria di Giustizia
Balì, Cavaliere di Gran Croce di Giustizia, decorato del Collare
Balì, Cavaliere di Gran Croce di Giustizia
Balì, Cavaliere di Gran Croce di Giustizia, per cardinali di Santa Romana Chiesa
Cavaliere di Gran Croce di Giustizia
Dama di Gran Croce di Giustizia
Commendatore di Giuspatronato di Giustizia
Commendatore di Giustizia
Cavaliere di Giustizia
Cavaliere di Giustizia Ecclesiastico
Dama di Giustizia
  • B) Categoria Speciale
Cavaliere di Gran Croce, con placca d'Oro, decorato del Collare
Cavaliere di Gran Croce, con Placca d'Oro
  • C) Categoria di Grazia
Cavaliere di Gran Croce di Grazia
Cavaliere di Gran Croce di Grazia Ecclesiastico
Dama di Gran Croce di Grazia
Commendatore di Giuspatronato di Grazia
Commendatore di Grazia
Commendatore di Grazia Ecclesiastico
Cavaliere di Grazia
Cavaliere di Grazia Ecclesiastico
Dama di Grazia
  • D) Categoria di Merito
Cavaliere di Gran Croce di Merito
Dama di Gran Croce di Merito
Commendatore di Giuspatronato di Merito
Commendatore di Merito con Placca
Commendatore di Merito
Cavaliere di Merito con Placca
Dama di Merito con Placca
Cavaliere di Merito
Dama di Merito
  • E) Categoria di Ufficio
Cavaliere d'Ufficio
Dama d'Ufficio
Divisa.Ord.Costantiniano-Napoli.png
Nastrino Cavalieri d'Ufficio dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio.jpg
Cavaliere d'Ufficio
Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.png
Cavaliere di Merito - Commendatore
Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.png
Cavaliere di gran Croce

Vengono inoltre concesse per particolari meriti verso l'Ordine, le seguenti Medaglie di Benemerenza:

Medaglia d'Oro di Benemerenza

Medaglia d'Argento di Benemerenza

Medaglia di Bronzo di Benemerenza

Medaglie di Benemerenza
(Decreto Magistrale del 3 dicembre 1967, integrato il 4 novembre 1982, integrato il 15 maggio 2002)
Nastrino Medaglia di Benemerenza d'Oro dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio.jpg
Medaglia d'Oro di Benemerenza
Nastrino Medaglia di Benemerenza d'Argento dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio.jpg
Medaglia d'Argento di Benemerenza
Nastrino Medaglia di Benemerenza di Bronzo dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio.jpg
Medaglia di Bronzo di Benemerenza

Privilegi araldici[modifica | modifica sorgente]

I membri hanno diritto a dotare il proprio stemma araldico delle insegne dell'Ordine Costantiniano, rispettando le seguenti norme araldiche:

  • Balì, Cavalieri di Gran Croce di Giustizia: sono autorizzati a portare la Croce dell'Ordine quale Capo del proprio stemma nobiliare; quest’ultimo può essere cinto dal Collare Costantiniano (per coloro che lo hanno ricevuto), oppure dal nastro blu cielo, con la Croce, la Corona, il Trofeo Militare e il S. Giorgio a cavallo che uccide il drago, sospeso il tutto.
  • Cavalieri di Gran Croce di Giustizia: Sono autorizzati a cingere il proprio stemma col nastro blu cielo e la placca d'oro di Giustizia, sospesa.
  • Cavalieri di Gran Croce di Grazia e di Merito: Sono autorizzati a cingere il proprio stemma col nastro blu cielo e la placca d'argento, sospesa.
  • Cavalieri di Giustizia:Sono autorizzati a cingere il proprio stemma col nastro blu cielo (in proporzione più stretto della banda di Gran Croce) e la Croce dell'Ordine, con Corona e Trofeo Militare, sospesi.
  • Cavalieri di Grazia: Sono autorizzati a cingere il proprio stemma a partire dalla terza zona superiore dello scudo, col nastro blu cielo e la Croce dell'Ordine con la corona, sospesa.
  • Cavalieri di Merito: Possono appendere la Croce dell'Ordine al nastro blu cielo al di sotto dello scudo.
  • Cavalieri di Ufficio: Possono appendere la Croce dell'Ordine, al di sotto dello scudo.

Membri illustri[modifica | modifica sorgente]

Simboli[modifica | modifica sorgente]

  • "Croce del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio": è di oro gigliata, smaltata di color porporino, a forma greca, caricata alle quattro estremita’ dalle lettere I.H.S.V. (In Hoc Signo Vinces) e nel centro ha il Cristogramma XP e, sui bracci della Croce, ha le lettere greche Alfa ed Omega. Il nastro dell’Ordine è di seta ondata celeste
  • "Labaro dell'ordine", ispirato dalla descrizione del labaro di Costantino, nel testo greco dello storico Eusebio[3], approvato da Alfonso di Borbone-Due Sicilie, conte di Caserta, gran maestro, e benedetto da papa Benedetto XV il 22 dicembre 1913.
  • "Bandiera del gran magistero": in stoffa di seta di colore bianco, di forma quadrata, della misura di 100 cm di altezza e 100 cm di larghezza. È bordata da una grande frangia d’oro, con in ricamo da entrambi i lati la Croce costantiniana, di 70 cm di altezza. Nei quattro angoli di ambo i campi vi sono ricamati in oro quattro gigli, nel mezzo di una ghirlanda di alloro di forma ovale. L'asta è fasciata di velluto rosso e ornata di bullette di ottone dorato a linea spirale. La freccia è a forma di lancia con una costolatura verticale in rilievo in ambo i lati.
  • "Bandiera dei delegati": come la precedente senza il ricamo dei gigli agli angoli e della ghirlanda d'alloro.
  • "Bandiera del Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio": come la precedente senza fascia d'oro laterale

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gli ordini cavallereschi e la Legge 178/51
  2. ^ Nel testo non si faceva menzione del titolo ducale di Parma e Piacenza, ma solo della famiglia Farnese: Nec non praeclara illustris familiae Farnesiaee in eadem S. Sedem merita nos adducunt ut ea tibia ac tuis futuris natis et descendentibus alliisque ejusdem tuae familiare Principbus libenter concedamus per quae benorum Vobis fiat accessio et perenne aliquod paternae nostrae in te, tuumque familium praedictam voluntatis extet monumentum. Nello stesso anno si ebbe anche la lettera patente imperiale Agnoscimus et notum facimus del 5 agosto 1699 che recita: Agnoscimus, … quod cum nobis vir Illustris Joannes Andreas Angelus Flavius Comnenus, Sacrae Angelicae Auratae Constantiniae Militiae, sub titulo Sancti Georgia, & Regula Divi basilio, Magnus Magíster humiliter exposuerit, nihil sibi ex per antiqua, & potentísima Comnenorum Familia tantumodo superstiti magis curae, & cordi essen, quam, ut Ordo Militaris Auratus Angelicus… a dicto Isaacio Angelo Comneno continua non interrupta serie Descendentis jure successionis, & sanguinis Mágnum Magisterium competat… que ad dictum Ordinem spectantes prerogativae transferri, dictumque Magisterium ex jure Sanguinis, & Successionis sibi competens, resginari possetr, praeterquam Serenissimum nunc Regnantem Farnesiorum Familia Oriundum, atque in spem Maximorum facinorum florenti aetate crescentem, non minus amplissimis facultatibus instructum, quam generis Claritate, atque Heroicarum Virtutum Splendore, & generositate praesulgentem: demisse Nos rogando, ut non modo persiciendae hujusmdi translationis, & resignationis facultatem sibi impertiri; Sed, & preadicto Serenísimo Párame, & Placentiae Duci Mágnum illius Ordinis Magisterium clementer deferre dignaremur. Jurisdictioni nostrae supremae convenire existimantes eiusdem Inclyti ordinis instaurationi et conservationi quovis modo consulere, non possumus non laudare providam saepe nominati magni Magistri electionem…ejusdemque legitimis descendentibus filius in infinitum et, his deficientibus (quod absit), Serenissimo Principi Primogenito Farnesiae stirpis donec illustrissimi huius sanguinis gloria vigebit... In questo documento si avrebbe la dimostrazione che il gran agistero fosse una dignità a carattere familiare, non legata al trono di Parma.
  3. ^ Eusebio, libro I, capo 28,31

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alfonso Marini Dettina (con prefazione del cardinale Gilberto Agustoni), Il legittimo esercizio del Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ed. Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2003.
  • Ettore Gallo (con prefazione del cardinale Mario Francesco Pompedda), Il Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ed. Il Minotauro, Roma 2002.
  • Roberto Saccarello, Gli Ordini cavallereschi della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, Ente Fiere di Vicenza, 2006.
  • Roberto Saccarello, IL Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio: storia, istituzioni, insegne, Viterbo: Ed. Araldiche, 2008
  • Domenico Libertini, Dagli antichi cavalieri agli attuali ordini cavallereschi, Città di Castello, 2009.