Roberto Formigoni

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Roberto Formigoni
RobertoFormigoniLombardia.jpg

Presidente della Regione Lombardia
Durata mandato 23 aprile 1995 –
17 marzo 2013
Predecessore Paolo Arrigoni
Successore Roberto Maroni

Dati generali
Partito politico NCD (2013-presente)
Precedenti:
DC (1975-1994)
PPI (1994-1995)
CDU (1995-1998)
CDL (1998-2001)
FI (2001-2009)[1]
PdL (2009-2013)
Tendenza politica Cristianesimo democratico
sen. Roberto Formigoni
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Partito Forza Italia (2006)
Il Popolo della Libertà (2008)
Nuovo Centrodestra (2013)
Legislatura XV, XVI, XVII
Coalizione Casa delle Libertà (2006)
Coalizione di centro-destra del 2008 (2008)
Coalizione di centro-destra del 2013 (2013)
Incarichi parlamentari

XV Legislatura (2006)

  • Membro della 13ª Commissione permanente (Territorio, Ambiente, Beni Ambientali) del Senato della Repubblica dal 6 giugno 2006 al 12 luglio 2006

XVI Legislatura (2008)

  • Membro della 11ª Commissione permanente (Lavoro, Previdenza Sociale) del Senato della Repubblica dal 22 maggio 2008 al 4 giugno 2008

XVII Legislatura (2013- in carica)

  • Presidente della 9ª Commissione permanente (Agricoltura e Produzione Agroalimentare) del Senato della Repubblica dal 7 maggio 2013
Pagina istituzionale
on. Roberto Formigoni
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito DC (1987-1994)
PPI (1994-1995)
Legislatura X, XI, XII
Coalizione Pentapartito (1987-1994)
Polo delle Libertà (1994-1995)
Incarichi parlamentari

X Legislatura (1987-1992)

  • Componente della III Commissione (Esteri) della Camera dei Deputati dal 4 agosto 1987 al 22 aprile 1992

XI Legislatura (1992-1994)

  • Componente della III Commissione (Esteri) della Camera dei Deputati dal 9 giugno 1992 al 19 maggio 1993
  • Componente della X Commissione (Attività Produttive) della Camera dei Deputati dal 20 maggio 1993 al 14 aprile 1994
  • Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Ambiente della Repubblica Italiana (Governo Ciampi-I) dal 6 maggio 1993 al 10 maggio 1994

XII Legislatura (1994-1995)

  • Componente della III Commissione (Esteri) della Camera dei Deputati dal 25 maggio 1994 al 27 giugno 1995
Pagina istituzionale
Roberto Formigoni
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Luogo nascita Lecco
Data nascita 30 marzo 1947
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura II, III
Gruppo Partito Popolare Europeo
Incarichi parlamentari
II Legislatura (1984-1989)
  • Presidente della Commissione Politica del Parlamento Europeo dal 26 luglio 1984 al 20 gennaio 1987
  • Vicepresidente del Parlamento Europeo dal 21 gennaio 1987 al 24 luglio 1989
  • Membro dell'Ufficio di Presidenza del Parlamento Europeo dal 21 gennaio 1987 al 24 luglio 1989
  • Membro della Delegazione per le relazioni con la Repubblica popolare cinese del Parlamento Europeo dal 12 febbraio 1985 al 20 gennaio 1987
  • Membro della Commissione per la gioventù, la cultura, l'educazione, l'informazione e lo sport del Parlamento Europeo dal 21 gennaio 1987 al 24 luglio 1989

III Legislatura (1989-1994)

  • Vicepresidente del Parlamento Europeo dal 25 luglio 1989 al 13 luglio 1992
  • Membro dell'Ufficio di Presidenza del Parlamento Europeo dal 25 luglio 1989 al 13 luglio 1992
  • Membro della Delegazione per le relazioni con la Bulgaria, la Romania e l'Albania del Parlamento Europeo dal 26 luglio 1989 al 14 gennaio 1992
  • Membro della Commissione per la gioventù, la cultura, l'istruzione, i mezzi di comunicazione e lo sport del Parlamento Europeo dal 15 settembre 1989 al 14 gennaio 1992
  • Membro della Commissione per gli affari esteri e la sicurezza del Parlamento Europeo dal 15 gennaio 1992 al 6 maggio 1993
  • Membro della Delegazione per le relazioni con la Repubblica popolare cinese del Parlamento Europeo dal 15 gennaio 1992 al 6 maggio 1993
  • Membro sostituto della Commissione per la gioventù, la cultura, l'istruzione, i mezzi di comunicazione e lo sport del Parlamento europeo dal 26 luglio 1989 al 15 settembre 1989
  • Membro sostituto della Commissione politica del Parlamento Europeo dal 26 luglio 1989 al 14 luglio 1992
  • Membro sostituto della Commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro del Parlamento Europeo dal 15 gennaio 1992 al 6 maggio 1993
  • Membro sostituto della Delegazione per le relazioni con il Giappone del Parlamento Europeo dal 15 gennaio 1992 al 6 maggio 1993
  • Membro sostituto della Delegazione per le relazioni con le Repubbliche di Jugoslavia (con le Repubbliche dell'ex Jugoslavia) del Parlamento Europeo dal 25 febbraio 1992 al 6 maggio 1993
Pagina istituzionale

Roberto Formigoni (Lecco, 30 marzo 1947) è un politico italiano, presidente della regione Lombardia dal 1995 al 2013.


Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Lecco nel 1947, figlio di Emilio[2] ingegnere e di Doralice Baroni[3] insegnante, primo di tre fratelli.

Frequenta il Liceo classico Manzoni di Lecco[4] e si laurea nel 1971 in Filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano[5] con una tesi sugli studi giovanili di Marx; quindi studia Economia politica alla Sorbona di Parigi[6].

In gioventù incontra don Luigi Giussani, aderisce al movimento Gioventù Studentesca e, in seguito, a Comunione e Liberazione (diventa Memor Domini nel 1970, a 23 anni). Nel 1978 è stato fra i fondatori del settimanale cattolico Il Sabato[7] e dal 1985 è iscritto all'ordine dei giornalisti come professionista.[8][9]

Il 13 dicembre 2004 l'Università IULM gli conferisce la Laurea Honoris Causa in Scienze e tecnologie della comunicazione[10].

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Formigoni durante la X Legislatura (1987-1992)

Dalla Democrazia Cristiana a Forza Italia[modifica | modifica wikitesto]

Formigoni inizia giovanissimo l'attività politica nelle fila della Democrazia Cristiana. Nel 1975 fonda il Movimento Popolare, di cui rimane presidente nazionale fino al 1987.

Nel 1984 è eletto al Parlamento europeo risultando, con oltre 450 000 preferenze, il primo degli eletti nelle liste del proprio partito, venendo confermato anche nel 1989. Nel1987 è nominato vicepresidente del Parlamento europeo[11], dopo essere stato Presidente della Commissione Politica[12].

Nelle elezioni politiche del 1987 è eletto Deputato ed entra a far parte della Commissione Affari Esteri. In tale veste, nel 1990, guidò a Baghdad una delegazione di parlamentari che fu ricevuta da Saddam Hussein ed ottenne la liberazione di 250 ostaggi italiani e di altri 200 europei.[13] Rieletto deputato alle elezioni politiche nel 1992 e nel 1994; nel biennio 1993-1994 Formigoni è Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente nel Governo Ciampi, incarico per il quale lascia il Parlamento europeo. Rieletto deputato nel 1994 nella XII legislatura è nominato membro della Commissione Esteri.

Nel 1994 la DC si trasforma in Partito Popolare Italiano: Formigoni rimane al suo interno, aderendo alla corrente più moderata del partito, che si affermerà su quella progressista al congresso dello stesso anno, facendo eleggere segretario Rocco Buttiglione.

Il 23 luglio 1995 nascono i Cristiani Democratici Uniti (CDU) con segretario Buttiglione, di cui Formigoni sarà eletto presidente nel 1996.

Nel 1998, quando il CDU confluirà nell’UDR, Formigoni – contrario a tale scelta – si dimetterà dal partito e fonderà i Cristiani Democratici per la Libertà (CDL).

Presidente della Regione Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Primo mandato (1995-2000)[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 1995 è eletto per la prima volta Presidente della Giunta della Regione Lombardia, nella VI Legislatura del Consiglio Regionale della Regione Lombardia con il 41,6% dei voti, contro il 27,6% del candidato de L'Ulivo, l'imprenditore Diego Masi e del candidato della Lega Nord, l'ex Ministro delle Riforme del Governo Berlusconi I Francesco Speroni al 17,1%.

Secondo mandato (2000-2005)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 Si ricandida alla Presindenza della Giunta della Regione Lombardia nella lista Per la Lombardia, alleata con la Lega Nord, venendo eletto con il 62,4% dei voti, battendo l'ex Segretario Nazionale della DC e del PPI Mino Martinazzoli

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scuola_privata#Finanziamenti_alla_scuola_privata_in_Italia.

Formigoni inaugura il sistema del buono scuola: un finanziamento alle famiglie volto a sostenere il pagamento delle rette scolastiche e a garantire la libertà d'educazione[14], di cui secondo i suoi critici beneficia all'80% gli alunni delle scuole private (9% del totale della popolazione scolastica), senza criteri di merito o di reddito, per un totale di 400 milioni di euro tra 2001 e 2009, aggirando i divieti costituzionali di finanziamento diretto[15][16][17]. Secondo altri, la misura si è rivelata inefficace nel favorire le scuole private e non ha favorito la qualità della formazione in Lombardia, che nelle indagini OCSE PISA (2003 e 2006) è peggiorata, ma ha costituito un semplice trasferimento di fondi dalla Regione alle famiglie degli studenti delle scuole private[18]

Terzo mandato (2005-2010)[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni regionali del 3-4 aprile 2005, Formigoni viene riconfermato per la terza volta presidente della Lombardia per la VIII Legislatura, alla guida della coalizione di centrodestra, battendo Riccardo Sarfatti, candidato dell'Unione, con il 53,4% delle preferenze.

Nel luglio 2009 ha promulgato la legge regionale "per il rilancio del settore dell'edilizia"[19]

Alle elezioni politiche del 2006, Formigoni è eletto Senatore nelle liste di Forza Italia ricoprendo l'incarico di membro della Commissione Ambiente. Il 12 luglio lascia l'incarico per incompatibilità in favore del ruolo di Presidente della Regione Lombardia. Nelle elezioni politiche del 2008 viene eletto Senatore per il Popolo della Libertà ricoprendo l'incarico di membro della Commissione Lavoro. Proposto come ministro nelle trattative per la formazione del IV governo Berlusconi e per la presidenza del Senato, non gli sarà assegnato nessun incarico istituzionale. Lascerà l'incarico il 4 giugno per continuare la Presidenza della giunta regionale lombarda. Il 30 aprile 2008 è nominato vicepresidente di Forza Italia.

Quarto mandato (2010-2013)[modifica | modifica wikitesto]

Nelle elezioni regionali 2010, Formigoni viene eletto per la quarta volta presidente della Lombardia con 2.704.364 voti, pari al 56,11% delle preferenze, battendo Filippo Penati. La lista di Formigoni viene sostenuta dal Popolo della Libertà e dalla Lega Nord, oltre che dal partito La Destra limitatamente alla circoscrizione di Milano.

La fine della Presidenza Formigoni[modifica | modifica wikitesto]

Tutta la IX legislatura regionale è stata caratterizzata da inchieste e arresti che hanno coinvolto esponenti della maggioranza di centrodestra che sosteneva Formigoni e che hanno portato alla fine anticipata della legislatura.

Nel 2010 infatti è arrestato il consigliere PdL Gianluca Rinaldin condannato a due anni e mezzo di reclusione per truffa [5]. Nel 2011 sono indagati la consigliera PdL Nicole Minetti per induzione alla prostituzione minorile [6], l'Assessore all'Urbanistica Daniele Bellotti della Lega per tifo violento [7], l'Assessore allo Sport Monica Rizzi della Lega per dossieraggio [8] mentre è arrestato il Vicepresidente del Consiglio regionale per il PdL ed ex Assessore in tre Giunte Formigoni Franco Nicoli Cristiani per corruzione e tangenti [9]. Nel 2012 viene arrestato il Segretario del Consiglio regionale per il PdL ed ex Assessore in due Giunte Formigoni Massimo Ponzoni per corruzione, concussione e bancarotta [10] mentre sono indagati il consigliere PdL ed ex Sottosegretario regionale nella Giunta Formigoni Angelo Giammario per corruzione e finanziamento illecito dei partiti [11], il consigliere della Lega Renzo Bossi per appropriazione indebita [12], l'Assessore alla Sicurezza del PdL Romano La Russa per finanziamento illecito ai partiti [13] ed il Presidente del Consiglio regionale per la Lega ed ex Assessore della Giunta Formigoni Davide Boni per corruzione [14]. Il 14 giugno 2012 anche il Presidente della Regione Lombardia Formigoni (su cui già pende un processo per diffamazione nei confronti dei Radicali) è indagato per corruzione riguardo presunte pressioni per delibere a favore della Fondazione Maugeri [15].

Il 10 ottobre 2012 viene arrestato l'Assessore alla Casa Domenico Zambetti per voto di scambio e concorso esterno in associazione mafiosa per aver acquistato voti dalla 'ndragheta [16]. Nelle stesse ore sono indagati per peculato e truffa i consiglieri PdL Franco Nicoli Cristiani e Massimo Buscemi e il consigliere leghista Davide Boni [17] mentre l'Assessore all'Ambiente Marcello Raimondi risulta indagato per corruzione [18].Dopo gli ultimi scandali la Lega Nord chiede formalmente a Formigoni di dimettersi o azzerare la Giunta minacciando le sue dimissioni dal Consiglio in caso di mancata risposta per poter così votare in aprile.[19].Formigoni intanto ritira le deleghe agli Assessori leghisti.[20]

Il 12 ottobre 2012 dopo un incontro tra il Segretario PdL Angelino Alfano e il Segretario della Lega Roberto Maroni alla presenza di Formigoni viene concordato l'azzeramento della Giunta regionale e il prosieguo della legislatura [21] ma dopo un Consiglio federale il Carroccio ribadisce la sua linea di andare a votare anticipatamente contravvenendo al patto sancito con il PdL [22].

Formigoni nell'impossibilità di andare avanti a scadenza naturale chiede il voto subito chiedendo al gruppo regionale del PdL di dimettersi insieme all'opposizione per tornare subito ad elezioni [23]. Il 26 ottobre 2012 Formigoni vara la nuova Giunta provvisoria che porterà la Lombardia al voto composta per la maggior parte di tecnici mentre è confermato alla vicepresidenza della Regione Lombardia il leghista Andrea Gibelli [24]. Nel pomeriggio il Consiglio regionale modifica la legge elettorale abrogando il listino bloccato e con 74 dimissioni su 80 il Consiglio regionale della Lombardia è ufficialmente sciolto e la Regione si avvia al voto anticipato.[25]

Senatore (2013)[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche italiane del 2013, Formigoni è candidato per Il Popolo della Libertà al Senato in Lombardia come secondo di lista dopo Silvio Berlusconi, garantendogli una sicura elezione.[20] Attualmente è il presidente della commissione agricoltura al Senato.

Il 16 novembre 2013, contestualmente alla sospensione delle attività del Popolo della Libertà e al rilancio di Forza Italia[21], aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano[22][23].

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Formigoni ha attualmente ricevuto una sola condanna per diffamazione, risulta tuttora indagato per una presunta corruzione, mentre è stato assolto in tutti gli altri casi.

La contestazione sull'eleggibilità di Formigoni per un quarto mandato[modifica | modifica wikitesto]

La candidatura di Roberto Formigoni alla Presidenza della Regione Lombardia per un quarto mandato (Elezioni Regionali 2010)[24] fu oggetto di contestazioni[25][26], in quanto avrebbe violato la legge 165/2004, art. 2[27]. I pareri favorevoli alla candidabilità di Formigoni per un quarto mandato si basavano, per alcuni, sul fatto che l'art. 2 cit. sarebbe una norma di principio, inapplicabile in assenza della normativa attuativa regionale; per altri, sul fatto che, poiché la legge fu promulgata nel 2004 essa non sarebbe applicabile al mandato in corso, ma solo a partire dalle successive elezioni del 2015. D'altra parte, i contestatori sostenevano che tale interpretazione fosse in opposizione alla ratio della norma, la quale sarebbe volta ad evitare il formarsi di rendite politiche e di accumulo di potere personale[28], oltre che ad una sentenza della Cassazione[29], ritenuta applicabile al caso regionale[26][30].

Il 22 febbraio 2010 venne depositato un esposto alla corte d'appello di Milano contro la ricandidatura di Formigoni[31]. Anche il deputato Pierluigi Mantini (Udc), presentò un ricorso al Tar contro la candidatura di Formigoni ed Errani[32] (infatti la medesima situazione ha implicato anche Vasco Errani[33], candidato per l'Emilia-Romagna). Infine i Radicali presentarono un ricorso in tal senso all'Ufficio centrale elettorale presso la Corte d'Appello di Milano, organo incaricato di ricevere le candidature. Tutti gli esposti presentati non vennero tuttavia ammessi, in quanto l'Ufficio si dichiarò incompetente a decidere in materia, rimandando ogni decisione al Tribunale civile, successivamente allo svolgimento delle elezioni[34] Il ricorso verrà poi ripresentato dal Movimento 5 Stelle e dai Radicali a elezioni concluse, ma il tribunale di Milano, confermato in appello, e quello di Bologna (adito sul caso Errani) saranno concordi nel ritenere che per far valere la norma sull'incandidabilità sancita dalla legge 165/2004, serve il suo recepimento nella normativa regionale, mai avvenuto in Lombardia come in Emilia-Romagna.

La denuncia delle firme false[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di un accesso agli atti dei Radicali, che chiedono e ottengono di controllare i moduli con le firme necessarie a candidare alla presidenza della Regione Formigoni, Pezzotta e Penati, viene presentato un esposto all'Ufficio centrale presso la Corte d'Appello che denuncia irregolarità nella documentazione della lista di Formigoni. L'ufficio, verificate fondate le irregolarità segnalate nelle autentiche delle firme dichiara il 1º marzo 2010 la non ammissione della lista di Formigoni[35], confermando poi la sua decisione il 3 di marzo. Tuttavia il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, con un'ordinanza[36] del 6 marzo 2010, dichiarò ammessa la lista “Per la Lombardia” alla competizione elettorale e, accogliendo il ricorso Formigoni, sospese gli atti che lo escludevano dalle elezioni. Il 13 marzo il Consiglio di Stato conferma la sentenza del Tar, rimandando eventuali ricorsi a dopo le elezioni.[37] Dopo le elezioni, a seguito di un nuovo accesso agli atti, i Radicali possono presentare una perizia calligrafica sulle firme contestate di Formigoni, affidata alla Dott.sa Laura Guizzardi. Ne emerge che centinaia di sottoscrizioni sarebbero state apposte dalle stesse mani.[38] A seguito di questi nuovi elementi, il Gip Cristina Di Censo, che il 29 ottobre 2010, aveva archiviato l'inchiesta per falso ideologico riguardante omissioni o irregolarità nella raccolta delle firme per le liste Per la Lombardia e Penati presidente, trasmette al PM Alfredo Robledo il fascicolo e partono nuove indagini. Il 17 ottobre 2011 il procuratore aggiunto Robledo dichiara chiusa l'inchiesta sulle firme false. Gli indagati sono 15 autenticatori, tra cui 4 consiglieri provinciali milanesi del PdL, e Clotilde Strada, collaboratrice di Nicole Minetti e, all'epoca dei fatti, responsabile del partito per la raccolta delle firme. Il 24 novembre 2011 la Procura di Milano si è costituita come parte nella causa civile avviata dai Radicali per chiedere l'annullamento delle elezioni. La Procura ha depositato nella causa civile, tra le altre cose, i verbali degli interrogatori di 823 degli apparenti firmatari della lista che hanno disconosciuto davanti ad un Pubblico Ufficiale l'autenticità delle rispettive sottoscrizioni. Il 27 aprile 2012 viene aggiunto alla lista degli indagati anche Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano e coordinatore Pdl nel 2010.[39]

Nel frattempo, in sede amministrativa, il 22 settembre 2011 il Consiglio di Stato ribalta il giudizio del Tar Lombardia del 9 dicembre 2010 che aveva respinto il ricorso dei Radicali per la decadenza di tutti i consiglieri regionali lombardi, in relazione a presunte firme false raccolte a sostegno della lista Per la Lombardia. [40]. Il Consiglio di Stato, dichiarando ammissibili i ricorsi, si esprime anche sul decreto "Salva-Liste"[41] ed “esclude che la sanatoria possa estendersi invece alle ipotesi di falsità delle firme”. Dei quattro procedimenti giudiziari ancora aperti sulla vicenda, uno vede Roberto Formigoni imputato di diffamazione aggravata a mezzo stampa[42] per avere accusato i Radicali di avere manomesso le sue liste.[43]

Il 3 luglio 2012 la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per l'attuale Presidente della Provincia di Milano ed ex Coordinatore regionale del PdL in Lombardia dal 2009 al 2011 Guido Podestà per falso ideologico continuato e aggravato insieme ad altre nove persone, in relazione alle 926 firme false a sostegno del listino regionale di Formigoni Per la Lombardia e della lista provinciale ‘Il Popolo della Libertà – Berlusconi per Formigoni' (PdL) per la Provincia di Milano alle elezioni regionali del 2010. L'indagine su Podestà era stata chiusa dai Pm milanesi il 27 aprile 2012.

Il 12 luglio 2012 i Pm di Milano chiedono per Formigoni una condanna di un anno di reclusione e 500 euro di multa per l'accusa di diffamazione a mezzo stampa, in quanto avrebbe accusato il Partito Radicale Italiano ed il suo leader lombardo Marco Cappato di aver manipolato le firme che erano state raccolte a sostegno delle sue liste per le regionali del 2010. Secondo il pm, Formigoni ha offeso la reputazione del movimento guidato da Marco Pannella attribuendogli «un complotto» non vero. L'11 ottobre il Tribunale di Milano lo condanna a 900 euro di multa per diffamazione e a 110.000 euro di risarcimento delle parti civili.[44]

Nel novembre 2012 Formigoni viene condannato per diffamazione nei confronti dei Radicali Italiani a mezzo stampa a 900 euro di multa, oltre ad un risarcimento complessivo di 110 000 euro a Marco Cappato, Lorenzo Lipparini e al partito rappresentato da Marco Pannella. Nel 2010 Formigoni aveva accusato i Radicali, come precisa la sentenza, di "avere ordito un complotto contro di lui, incolpandoli di avere manipolato le firme poste a sostegno della sua lista per "escludere il centrodestra" dalle regionali"[45].

Discarica di Cerro Maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Formigoni è stato rinviato a giudizio nel 2002[46] nell'ambito dell'inchiesta sulla bonifica della discarica del comune di Cerro Maggiore[47]. È stato assolto in primo grado dalle accuse nel 2005[48]. Il 24 ottobre 2007 Formigoni è stato definitivamente assolto da ogni accusa nel corso del processo di appello.[49].

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º dicembre 2009 ha ricevuto un avviso di garanzia - assieme a Letizia Moratti e Guido Podestà - nell'ambito di un'inchiesta su ambiente e inquinamento nata da un esposto del Codacons, per lo sforamento dei limiti di concentrazione delle polveri sottili o PM10.[50][51]. Successivamente anche Filippo Penati è stato iscritto nel registro degli indagati in quanto presidente della provincia di Milano all'epoca dei fatti.[52]

Il 2 luglio 2012 la procura di Milano ha chiesto l'archiviazione per tutti gli indagati, non essendo emerse "condotte indebite di omissione o rifiuto di atti idonei a ridurre l'inquinamento".[53]

Interrogazione nell'inchiesta P3[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito di alcune indagini svolte dalla Procura di Roma nel luglio 2010 su eolico e P3, sono state ipotizzate pressioni sui giudici della Corte Costituzionale al fine di sostenere la riammissione della lista civica regionale Per la Lombardia nelle elezioni regionali del 2010; Formigoni è stato interrogato a Roma come «persona informata sui fatti»[54][55][56].

Presunti viaggi pagati e l'inchiesta sulla sanità[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 aprile 2012 il Corriere della Sera lancia la notizia secondo cui uno dei fiduciari svizzeri di Pierangelo Daccò, amico di Formigoni e uomo vicino a Comunione e Liberazione, arrestato per aver creato milioni di fondi neri nello scandalo dell'Ospedale San Raffaele e aver distratto, dal patrimonio della Fondazione Maugeri, circa 70 milioni di euro sotto forma di consulenze e appalti fittizi, avrebbe pagato viaggi aerei compiuti dallo stesso Governatore, da un suo collaboratore, a dal fratello di Formigoni e sua moglie. Tra questi benefici, un viaggio Milano-Parigi da ottomila euro, compiuto il 27 dicembre 2008, pagato da Daccò a Formigoni. Il Governatore, però, ha smentito categoricamente i fatti, affermando di non aver ricevuto mai alcun beneficio[57]. Pierangelo Daccò è finito in galera per 10 anni[58], era imputato di associazione per delinquere, bancarotta e altri reati nell'inchiesta sul dissesto dell'ospedale San Raffaele. Inoltre il faccendiere Daccò, nell'inchiesta sulla fondazione Maugeri è indagato per corruzione in concorso con Roberto Formigoni[59].

Il 6 giugno 2012, in merito allo scandalo dei viaggi pagati dal faccendiere Daccò, l'opposizione di centrosinistra, composta da Pd, Idv e Sel, presenta una mozione di sfiducia al Governatore. La mozione vede il sostegno anche dell'Udc e del Partito Pensionati dopo che era stato respinto, dal Presidente del Consiglio della Lombardia Franco Cecchetti (Lega Nord), un loro documento, che, senza chiederne le dimissioni, impegnava Formigoni a rinominare una giunta tecnica per completare la legislatura. Nonostante il forte disappunto della Lega Nord per le vicende che coinvolgono Formigoni, è proprio grazie al supporto determinante di questa forza politica che la mozione di sfiducia viene bocciata con 28 sì, 49 no, e nessun astenuto[60]

Il 23 giugno 2012, il Corriere della Sera riporta in prima pagina la notizia secondo cui Formigoni risulterebbe indagato dalla Procura di Milano per corruzione e finanziamento illecito ai partiti nell'ambito dell'inchiesta sulla sanità privata in Lombardia in cui risulta implicato il faccendiere Daccò, amico di Formigoni. Le accuse della Procura riguarderebbero un illecito finanziamento elettorale di oltre mezzo milione di euro ricevuto da un'azienda sanitaria privata in vista della campagna di Formigoni per le elezioni regionali italiane del 2010 in cui è stato rieletto per un quarto mandato consecutivo alla guida della regione; le accuse ipotizzano, inoltre, il reato di corruzione per la somma dei molteplici benefit di ingente valore patrimoniale (vacanze, soggiorni, utilizzo di yacht, cene di pubbliche relazioni a margine del Meeting per l'amicizia fra i popoli di Rimini, condizioni favorevoli nella vendita di una villa in Sardegna a un coinquilino di Formigoni nella comunità laicale dei Memores Domini) messi a disposizione del governatore lombardo dal mediatore Daccò[61]. Secondo l'accusa, Daccò, sfruttando l'intima amicizia con Formigoni, basata su benefit di varia natura, riusciva ad ottenere delibere e fondi da parte della regione Lombardia in favore di strutture sanitarie private, tra cui la fondazione Maugeri di cui Daccò era consulente ricevendo da questa più di 70 milioni di euro[62].

Il 25 luglio 2012 arriva, dalla procura di Milano, la conferma sullo status di indagato di Formigoni. Il reato che gli viene ascritto è quello di corruzione, in concorso con Daccò, Antonio Simone, Umberto Maugeri e Costantino Passerino. Il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha affermato che il governatore lombardo è iscritto nel registro degli indagati dal 14 giugno 2012[63][64].

Il 12 febbraio 2013 la procura di Milano annuncia che ci sono nuovi elementi a carico di Formigoni al quale viene contestato anche il reato di associazione per delinquere.[65]

Il finanziamento di circa 200 milioni di euro alla Fondazione pavese[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 marzo 2014 viene confermato il rinvio a giudizio di Formigoni per associazione a delinquere e corruzione. Il processo comincerà il 6 maggio.[66].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Lo "spoil system"[modifica | modifica wikitesto]

Formigoni è stato criticato per il presunto spoil system di tipo clientelare che avrebbe realizzato nella scelta dei dirigenti della Regione Lombardia, garantendo l'occupazione di "tutti i centri di potere" da parte di esponenti di Comunione e Liberazione[senza fonte], appartenenti per lo più al suo braccio economico la Compagnia delle Opere. Tali critiche, tuttavia, sono state alquanto ridimensionate da un'inchiesta giornalistica riguardante le nomine dei dirigenti negli enti sanitari lombardi a fine 2010.[67]

La costruzione del Palazzo Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione del Palazzo Lombardia, tra 2005 e 2009, voluta fortemente da Formigoni, ha suscitato polemiche e mobilitazione dei cittadini, a causa della distruzione dell'area verde del Bosco di Gioia, già lascito testamentario della contessa Giuditta Sommaruga come bene inalienabile del Comune di Milano[68]. Palazzo Lombardia è risultato tuttavia il vincitore del premio internazionale istituto dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat di Chicago (CTBUH): la nuova sede di Regione Lombardia è risultata essere il miglior edificio alto d'Europa. Formigoni ha ripetutamente sostenuto che il nuovo palazzo della regione porterà notevoli benefici per i cittadini, dato che tutti gli uffici di Regione Lombardia in sedi distaccate in vari luoghi di Milano sono stati accorpate in un solo luogo, con un conseguente miglioramento dei servizi. Inoltre dal punto di vista dei conti, considerando l'ammortamento per i costi di costruzione distribuito su 20 anni (il totale del costo è stato di 400 milioni di euro) il palazzo comporta risparmi, in termini di affitti, di oltre 6 milioni di euro all'anno (21 di ammortamento invece dei 27 di affitti).[69]

Insulti[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle dimissioni del governo Berlusconi IV, Formigoni ha rivolto il gesto del dito medio ad alcuni contestatori.[70]

Nel corso di un acceso dibattito in Consiglio regionale, Formigoni ha apostrofato il capogruppo di Italia dei Valori dandogli del pirla. Successivamente lo stesso Formigoni ha fatto mettere a verbale che, a suo giudizio, «pirla» non è da considerarsi un insulto ma «un'espressione usata anche come intercalare che non lede l'onore e il prestigio di una persona».[71][72]

Prese di posizione[modifica | modifica wikitesto]

Formigoni ha sempre sostenuto i finanziamenti pubblici alle scuole private e confessionali, anche di confessione islamica[73]. Nel 2007-2009, durante il governo Prodi II, si è opposto alla vendita di Alitalia ad Air France e, in seguito, all'alleanza tra Compagnia Aerea Italiana e Air France durante il governo Berlusconi IV, in consonanza con la Lega Nord, allo scopo di evitare la penalizzazione dell'aeroporto di Milano-Malpensa, puntando piuttosto su Lufthansa[74][75].

Nel dicembre 2008 si è espresso contro l'introduzione in commercio, in Italia, della pillola RU486, firmando, assieme ad altri, un appello contrario: «Non è una medicina, non cura alcuna malattia, non aiuta la vita, la stronca sul nascere. Non è amichevole verso le donne. Per queste ragioni etiche siamo contrari alla sua introduzione in Italia»[76]. In seguito ha ribadito la propria contrarietà, sottolineando di non potersi opporre alle leggi dello Stato, ma di voler regolamentarne la somministrazione "solo e soltanto negli ospedali"[77].

Nel 2009 si è rifiutato di dare applicazione, in Lombardia,[78][79] alla sentenza della Corte d'appello che autorizzava l'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione forzata di Eluana Englaro, dichiarando che "non possiamo mandare con leggerezza alla morte una persona che è tenuta in vita non attraverso cure intrusive ma semplicemente dandole da mangiare e da bere."[80][81][82] Ha in seguito premiato le suore di Lecco che avevano in custodia Eluana Englaro[83]

Nel corso della trasmissione televisiva "Mattino Cinque" (su Canale 5) del 3 febbraio 2010, ha affermato che, pur essendo chiara la dannosità dell'inquinamento atmosferico, quest'ultimo non sia causa diretta di alcuna malattia[senza fonte]. Nel gennaio 2011 ha firmato una lettera aperta per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.[84]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Articoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Formigoni, Paolo VI e la formazione politica, «Communio» 157 novembre-dicembre 1997 (La prudenza), p. 75-77.
  • Roberto Formigoni, Non faccia lo Stato quello che può fare la persona (sola o associata), in: Centro studi investimenti sociali, Poliarchia regionale: uno sguardo dal centro: un mese di sociale 2000 (CENSIS 16), Milano, FrancoAngeli, 2001, p. 91. ISBN 88-464-2955-9. ISBN 978-88-464-2955-1.
  • Roberto Formigoni, Formazione e ricerca: una politica di sostegno, «Vita e pensiero» 85 2002, p. 521.
  • Roberto Formigoni, Saluto, «Communio» 183-184 maggio-agosto 2002 (L'amore custodisce la città), p. 111. ISBN 88-16-70183-8, ISBN 978-88-16-70183-0.
  • Roberto Formigoni, La rivoluzione del valutatore indipendente, articolo su: ilsussidiario.net, 9 ottobre 2007. URL consultato il 2010-09-01.

Interventi (pubblicati)[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Compagno Onorario con Stella dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno Onorario con Stella dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta)
— 20 gennaio 2004

È insignito dall'ordine dei Cavalieri di Malta[85].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Ha partecipato come comparsa in un cameo nel film The International

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De facto Formigoni passa a Forza Italia nel 1999, quando presenta i candidati dei Cristiani Democratici per la Libertà nelle liste di Forza Italia; de iure il passaggio avviene nel marzo 2001, quando i CDL confluiscono definitivamente in Forza Italia.
  2. ^ Emilio Formigoni era comandante delle Brigate nere fasciste di Missaglia, compagnia paramilitare a cui è stata attribuita la responsabilità dell'eccidio di Valaperta. Si veda il Corriere della Sera del 6 aprile 1995: "Veleni contro Formigoni". La Corte d'Assise straordinaria di Como, nel 1947, con la sentenza n. 12/47 ha ascritto le azioni di Emilio Formigoni ad una forma di collaborazionismo con l'occupante tedesco, anche se come tutti gli altri imputati egli ha beneficiato dell'amnistia. Cfr.: Merate online. Roberto Formigoni ha sempre negato l'implicazione del padre nelle vicende dell'eccidio di Valaperta, citandone anzi positivamente l'esempio[senza fonte]. Emilio Formigoni è deceduto nel febbraio 2000 a 96 anni.
  3. ^ Doralice Baroni è deceduta nel 2000 a 89 anni.
  4. ^ Tra i suoi compagni di classe al liceo Manzoni figurano Roberto Castelli e Giorgio Goggi, che ritroverà a più riprese negli anni seguenti nel corso della sua esperienza politica.
  5. ^ Roberto Formigoni - Presidente della Regione Lombardia
  6. ^ Scheda di Formigoni su Il sussidiario.net.
  7. ^ Luigi Amicone, Berlusconi-Formigoni re di Cuori, Tempi, 13 aprile 2010. URL consultato il 1º settembre 2010.
  8. ^ Albo, Ordine dei Giornalisti - Consiglio regionale della Lombardia. URL consultato il 1º settembre 2010.
  9. ^ Annuario dei Giornalisti italiani, Ordine dei Giornalisti - Consiglio Nazionale, 2010. URL consultato il 1º settembre 2010.
  10. ^ Pagina delle lauree honoris causa dello IULM
  11. ^ Election of the President of the European Parliament - Institutions - 21-02-2007
  12. ^ MEP profile - Roberto Formigoni
  13. ^ Corriere della Sera
  14. ^ Passa anche il «buono scuola», due milioni a chi iscrive un figlio alle private, Corriere, 28 luglio 2000
  15. ^ 8º Rapporto sul Buono Scuola - 2009, Gruppo Consiliare Regionale di Rifondazione Comunista - Regione Lombardia
  16. ^ Manifesto: Modello Formigoni: l'80% dei fondi alle scuole private, 3 dicembre 2009
  17. ^ Lombardia, i buoni scuola vanno ai privati, Il Fatto Quotidiano, 22 dicembre 2009
  18. ^ Fallimento del buono scuola di Formigoni, LeRagioni.it, 30 novembre 2009
  19. ^ Piano edilizia, Formigoni: "Una legge a misura di Lombardia", 14 luglio 2009
  20. ^ YouTrend
  21. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  22. ^ Senato della Repubblica: Composizione del gruppo NUOVO CENTRODESTRA
  23. ^ Berlusconi lancia Forza Italia E Alfano il Nuovo Centrodestra
  24. ^ La candidatura è stata annunciata il 16 dicembre 2009 [1]
  25. ^ Per esempio, a livello accademico da Vittorio Angiolini, professore ordinario di Diritto costituzionale dell'Università di Milano e Margherita Raveraira, Università di Perugia Il limite del doppio mandato alla immediata rielezione del Presidente della giunta regionale: una questione complessa, Federalismi.it; in senso contrario, Leonardo Brunetti, Università Cattolica di Milano, Sulla pretesa incandidabilità al terzo mandato consecutivo del Presidente della Giunta regionale, in www.forumcostituzionale.it (http://www.forumcostituzionale.it/site/images/stories/pdf/documenti_forum/paper/0201_brunetti.pdf)
  26. ^ a b Michele Ainis, La terza via di Errani e Formigoni, La Stampa, 25 gennaio 2010.
  27. ^ Legge 2 luglio 2004, n. 165,"Disposizioni di attuazione dell'articolo 122, primo comma, della Costituzione". La legge stabilisce la non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del presidente della giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto; anche escludendo il mandato 1995-2000, nel quale Formigoni venne eletto dal Consiglio regionale, e non a suffragio universale e diretto, Formigoni avrebbe comunque già governato per due mandati consecutivi (2000-2005 e 2005-2010).
  28. ^ Tertium non datur: e se Formigoni non si potesse candidare?, martedì 26 gennaio 2010
  29. ^ N. 2001 del 2008, che ha escluso la possibilità di ricandidatura per i sindaci in una fattispecie analoga
  30. ^ Anche il presidente emerito della Corte costituzionale, Valerio Onida, ha lasciato intendere la concreta possibilità che, se rieletto, Formigoni - così come Errani - rischia di essere destituito perché ineleggibile: Onida: "Formigoni ed Errani? Se si applica la legge statale, rischiano l'ineleggibilità"
  31. ^ A firma di diversi consiglieri regionali di centrosinistra: [2]; tale esposto non raccoglie l'appoggio dello sfidante PD Filippo Penati: [3]; Formigoni ha dichiarato in proposito: "Non conoscono il diritto": Formigoni: "Ineleggibile io? Non conoscono il diritto
  32. ^ [4]
  33. ^ Formigoni ed Errani non possono ricandidarsi? | Wittgenstein
  34. ^ Il 28 febbraio l'ufficio regionale centrale presso la Corte d'Appello di Milano, presieduto dal Dott. Domenico Bonaretti, dichiara “l'incompetenza dell'ufficio a provvedere sulla sollevata questione di ineleggibilità”, ritenendo che tra le attività dell'ufficio “non può farsi rientrare anche il complesso giudizio in ordine a cause di ineleggibilità (o anche di incandidabilità)”.
  35. ^ Dal testo dell'ordinanza: "effettuata la verifica formale dell'autentica delle sottoscrizioni di cui viene denunciata l'irregolarità (unica verifica consentita in questa sede e in ordine alla quale non compete all'ufficio alcuna valutazione di ordine discrezionale finalizzata a supplire ad eventuali carenze di natura formale), ha riscontrato che le doglianze risultano fondate con riferimento alle voci indicate nel relativo esposto: b- mancanza del timbro tondo sui moduli (136), c- mancanza data dell'autentica (121), d- mancanza luogo dell'autentica (229), e- mancanza qualifica autenticante (28) per un totale di sottoscrizioni invalide in numero di 514, di talché, sottraendo tale numero da quello dei sottoscrittori dichiarati in sede di presentazione (3.935), la detta lista risulta sostenuta da un numero di sottoscrittori (3.421) inferiore al minimo di legge” Per questi motivi “dispone la non ammissione della lista ‘Per la Lombardia'”.
  36. ^ Qui il testo dell'ordinanza
  37. ^ “gli atti adottati nel corso del procedimento elettorale non sono suscettibili di impugnazione autonoma, ma vanno contestati […] in sede di ricorso contro l'atto di proclamazione degli eletti.
  38. ^ “alcune persone hanno apposto gruppi di firme, e altre hanno sottoscritto interi elenchi. Tale risultato è confortato da dati tecnici chiari ed univoci relativamente a 473 firme”. Altre 99 firme richiederebbero “ulteriori approfondimenti da condursi con i tempi richiesti dalla delicatezza dell'oggetto”. Il testo della perizia
  39. ^ Novecento firme false, indagato Podestà. Accusato di falso ideologico: avrebbe dato ordine di truccare le liste del Pdl alle Regionali del 2010
  40. ^ Regionali, il Tar: «No alla decadenza di 80 consiglieri, chiesta dai radicali» in Corriere della Sera, 10 dicembre 2010. URL consultato il 7 gennaio 2011.
  41. ^ Decreto approvato il 5 marzo 2010 dal governo Berlusconi come interpretazione autentica della legge elettorale, poi decaduto ma fatto salvo negli effetti giuridici prodotti dalla legge 22 aprile 2010, n. 60
  42. ^ «Diffamò i Radicali». Il governatore Formigoni rinviato a giudizio
  43. ^ Sabrina Cottone, Intervista a Roberto Formigoni. Bastonate di qua, carezze di la. Non puniti gli errori della sinistra, Il Giornale, 5 marzo 2010, p.1: «Ai radicali sono state consegnate le nostre liste e hanno potuto manipolarle, correggerle, spostare i documenti come volevano, perché non c'era nessuno di noi a controllarli. L'Ufficio centrale gli ha dato accesso alle nostre liste e al nostro listino, sono rimasti da soli per dodici ore, con in mano penne e borse.
  44. ^ http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/10/11/news/formigoni_condannato_ha_diffamato_i_radicali-44324761/?ref=HRER1-1 La Repubblica, Formigoni condannato per diffamazione, 11/10/2012.
  45. ^ Formigoni condannato per diffamazione ai radicali - Politica - ANSA.it
  46. ^ Formigoni rinviato a giudizio per la discarica di Cerro in La Repubblica, 11 giugno 2002. URL consultato il 16 dicembre 2009. per corruzione, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico
  47. ^ nella quale erano coinvolte l'Auchan e la Simec, la società di Paolo Berlusconi che gestiva la discarica[senza fonte]
  48. ^ Il 21 dicembre 2005 viene assolto in primo grado dal reato di favoreggiamento personale e abuso d'ufficio e assolto per "insufficienza o contraddittorietà della prova" da quelli di corruzione e falso ideologico, mentre l'accusa aveva chiesto 3 anni di reclusione.
  49. ^ Cerro Maggiore: per Formigoni nuova assoluzione in Il Corriere della Sera, 25 ottobre 2007. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  50. ^ Ansa - Inquinamento in Lombardia
  51. ^ Inquinamento, Formigoni indagato dai pm di Milano, Corriere della Sera, 1º dicembre 2009
  52. ^ Smog, indagato anche Penati, Corriere della Sera, 26 gennaio 2010
  53. ^ Smog, procura chiede archiviazione per Formigoni,Moratti,Podestà, Reuters, 2 luglio 2012
  54. ^ La P3 agì su mandato di Formigoni
  55. ^ Il gruppo agì per conto di Formigoni
  56. ^ Informativa tira in ballo Formigoni e Caliendo
  57. ^ Formigoni: nell'inchiesta sulla sanità spuntano i viaggi regalati da Daccò
  58. ^ Mi chiamo Pierangelo Daccò e risolvo problemi. Sole 24 ore. Notizie. 3 ottobre 2012.
  59. ^ Bancarotta del San Raffaele, Daccò condannato a 10 anni. La 7 tg. Cronaca. 3 ottobre 2012.
  60. ^ Bocciata la mozione di sfiducia. La lega tiene a galla Formigoni, La Repubblica
  61. ^ Indagato Formigoni
  62. ^ Indagato Formigoni
  63. ^ Formigoni è indagato, la Procura conferma, Le Novae, 25 luglio 2012
  64. ^ Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella, Le accuse «Yacht, viaggi e una villa Tangenti per 7 milioni in cambio di 15 delibere» in Corriere della Sera, 26 luglio 2012. URL consultato il 26 luglio 2012.
  65. ^ Reteurs Italia - Maugeri, chiusa inchiesta, Formigoni fra indagati associazione delinquere
  66. ^ Sandro de Riccardis, Caso Maugeri, Formigoni sarà processato per associazione a delinquere e corruzione in La Repubblica, 03 marzo 2014. URL consultato il 3 marzo 2014.
  67. ^ Come cambiano le poltrone in Corriere della Sera, 21 dicembre 2010. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  68. ^ Corriere della Sera, dicembre 2005, "Le ruspe hanno vinto, addio al «Bosco di Gioia»"
  69. ^ Regione :: Dorfles e Rota: Palazzo Lombardia simbolo di progresso
  70. ^ Corriere della Sera, 12 novembre 2011
  71. ^ Formigoni insulta il capogruppo idv Le proteste in aula, Corriere della sera, 21 marzo 2012. URL consultato il 16 novembre 2013.
  72. ^ Lombardia, Formigoni e il dibattito sul caso Boni: “Dire ‘pirla’ non è reato”, il Fatto Quotidiano, 20 marzo 2012. URL consultato il 16 novembre 2013.
  73. ^ La Repubblica, 30 maggio 2008
  74. ^ Alitalia, Formigoni all'attacco Botta e risposta AirOne-Air France, La Repubblica, 22 dicembre 2007
  75. ^ Alitalia, aut aut della Lega in difesa di Malpensa, Il Giornale, 6 gennaio 2009
  76. ^ Ru486, è polemica nei partiti e Formigoni dice no alla pillola, Repubblica, 18 dicembre 2008
  77. ^ ANSA, 2 aprile 2010
  78. ^ Eluana: il Tar accoglie il ricorso, TGCOM, 26 gennaio 2009
  79. ^ Lombardia, il Tar dà ragione a Englaro, Corriere, 26 gennaio 2009
  80. ^ Openpolis / C6.tv
  81. ^ La Repubblica, 31 gennaio 2009
  82. ^ Il foglio, 3 febbraio 2009
  83. ^ Premiate dal presidente Formigoni le suore che curarono Eluana, Regione Lombardia, 29 aprile 2009
  84. ^ l'Occidentale, testo della lettera aperta
  85. ^ Da Berlusconi a D’Alema, da Formigoni a Gianni Letta: ecco l’esercito dei Cavalieri - Il Fatto Quotidiano

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Regione Lombardia Successore Regione-Lombardia-Stemma.svg
Paolo Arrigoni 23 aprile 1995 - 16 aprile 2000 Roberto Formigoni I
Roberto Formigoni 16 aprile 2000 - 4 aprile 2005 Roberto Formigoni II
Roberto Formigoni 4 aprile 2005 - 29 marzo 2010 Roberto Formigoni III
Roberto Formigoni 29 marzo 2010 - 17 marzo 2013 Roberto Maroni IV
Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Ambiente Successore Emblem of Italy.svg
Valdo Spini 28 aprile 1993-10 maggio 1994 Roberto Lasagna

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