Ripi

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Ripi
comune
Ripi – Stemma Ripi – Bandiera
Ripi
Ripi
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
Sindaco Giovanni Celli (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 41°37′00″N 13°26′00″E / 41.616667°N 13.433333°E41.616667; 13.433333 (Ripi)Coordinate: 41°37′00″N 13°26′00″E / 41.616667°N 13.433333°E41.616667; 13.433333 (Ripi)
Altitudine 300 m s.l.m.
Superficie 31,44 km²
Abitanti 5 494[1] (31-12-2010)
Densità 174,75 ab./km²
Comuni confinanti Arnara, Boville Ernica, Ceprano, Pofi, Strangolagalli, Torrice, Veroli
Altre informazioni
Cod. postale 03027
Prefisso 0775
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060058
Cod. catastale H324
Targa FR
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti ripani
Patrono san Giorgio Martire
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ripi
Posizione del comune di Ripi nella provincia di Frosinone
Posizione del comune di Ripi nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Ripi è un comune italiano di 5 494 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Sorge lungo la via Casilina (l'antica via Latina), tra le propaggini meridionali dei Monti Ernici e la valle del Liri e del Sacco a circa 10 km a sud-est del capoluogo Frosinone.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Classificazione climatica: zona E, 2150 GR/G

Storia[modifica | modifica sorgente]

Di origine volsca, fu conquistata dagli Ernici per poi diventare nel 306 a.C. colonia romana. Dopo la caduta di Roma e le successive invasioni barbariche, Ripi entrò subito a far parte del dominio temporale del Papa sotto l'amministrazione della Diocesi di Veroli.

Con la discesa di Carlo Magno in Italia, anche Ripi subì il processo di feudalizzazione e fu governata dai missi dominici (Comes) inviati dal Papa. Le lotte all'interno della Curia tra le famiglie romane, permisero l'estinzione dell'autorità dei Comes e al territorio della diocesi di godere di ampia autonomia.

Arroccato all'interno delle mura per sfuggire alle orde di invasori che percorrevano la via Latina (Saraceni, Ungari, Normanni); il castello di Ripi fu concesso dal vescovo di Veroli a titolo di feudo per la prima volta nel 1025 e fu oggetto di dispute tra le famiglie feudatarie per il suo possesso. Ai primi feudatari, i Roffredo di Veroli, seguirono i Caetani e una serie di signori locali che redassero uno Statuto cittadino nel 1331.

Con le Costituzioni egidiane, Ripi passò sotto il diretto controllo della Chiesa e nel 1410 fu la volta dei Colonna che tennero il paese, fra alterne vicende, fino al 1816.

Entrato a far parte del Regno d'Italia nel 1870, Ripi fece parte della provincia di Roma fino all'istituzione di quella di Frosinone nel 1926.

Durante la seconda guerra mondiale fu occupato dopo l'8 settembre 1943 dall'esercito tedesco per essere liberato dalle forze anglo-americane il 29 maggio 1944.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa del SS Salvatore (XVII secolo)
  • Chiesa di San Rocco con la torre medievale.

Siti Archeologici[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio di Ripi, in località San Silvestro, vi è la zona archeologica con le tombe del periodo dei Volsci (qualche storico ha supposto che sia la tomba della vergine Camilla), le acque sulfuree e i pozzi di petrolio.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Persone legate a Ripi[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Ripi passò dalla provincia di Roma a quella di Frosinone.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mario Cocco, Il Colle di Ripi nei Secoli 1985.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]