Solfuro di carbonio
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Questa voce sull'argomento chimica è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
|
| Solfuro di carbonio | |
| Nomi alternativi | |
| disolfuro di carbonio | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | CS2 |
| Massa molecolare (u) | 76,14 g/mol |
| Aspetto | liquido incolore |
| Numero CAS | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 1,26 (20 °C) |
| Solubilità in acqua | 2,1 g/l (20 °C) |
| Temperatura di fusione (K) | 162 (-111 °C) |
| Temperatura di ebollizione (K) | 320 (47 °C) |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Flash point (K) | 243 (-30 °C) |
| Limiti di esplosione | 1 - 60 Vol% |
| Temperatura di autoignizione (K) | 373 (100 °C) |
| Simboli di rischio chimico
|
|
|---|---|
Il solfuro di carbonio (o disolfuro di carbonio) è un solfuro organico.
A temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall'odore caratteristico e sgradevole. È un composto molto infiammabile, irritante, tossico a causa della sua interazione con il sistema nervoso centrale e nocivo alla riproduzione.
È tuttavia un ottimo solvente, il migliore conosciuto per elementi puri quali zolfo elementare e fosforo elementare.
[modifica] Igiene industriale
L'esposizione a solfuro di carbonio determina una grave malattia il solfocarbonismo, che per l'ampiezza dei dati epidemiologici, assunse nel passato una grave rilevanza sociale.
Fu una delle prime malattie "tabellate" dall'INAIL

