Solfuro di carbonio

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Solfuro di carbonio
Forula di struttura
Modello 3D della molecola
Nome IUPAC
disolfuro di carbonio
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare CS2
Massa molecolare (u) 76,14 g/mol
Aspetto liquido incolore
Numero CAS [75-15-0]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,26 (20 °C)
Solubilità in acqua 2,1 g/l (20 °C)
Temperatura di fusione −111 °C (162 K)
Temperatura di ebollizione 47 °C (320 K)
Indicazioni di sicurezza
Flash point −30 °C (243 K)
Limiti di esplosione 1 - 60 Vol%
Temperatura di autoignizione 100 °C (373 K)
Simboli di rischio chimico
facilmente infiammabile tossicità acuta tossico a lungo termine

pericolo

Frasi H 225 - 315 - 319 - 361 - 372
Consigli P 210 - 233 - 280 - 302+352 - 304+340 - 305+351+338 - 403+235 [1]

Il solfuro di carbonio (o disolfuro di carbonio) è un solfuro organico.

A temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall'odore caratteristico e sgradevole. È un composto molto infiammabile, irritante, tossico a causa della sua interazione con il sistema nervoso centrale e nocivo alla riproduzione.

È tuttavia un ottimo solvente, il migliore conosciuto per elementi puri quali zolfo elementare e fosforo elementare.

Presenza in natura e produzione[modifica | modifica sorgente]

Piccole quantità di solfuro di carbonio vengono liberate dalle eruzioni vulcaniche e  dalle paludi

Il  CS2 veniva prodotto dalla reazione diretta tra carbonio (o coke) e zolfo a temperature elevate. Una reazione a temperatura più bassa, 600 °C utilizza invece gas naturale come fonte di carbonio in presenza di gel di silice o allumina come  catalizzatore [3]

2 CH4 + S8 → 2 CS2 + 4 H2S  

La reazione è analoga alla combustione del metano. Sebbene sia isoelettronico con l'anidride carbonica, il CS2 è altamente infiammabile: 

CS2 + 3 O2 → CO2 + 2 SO2 

Reazioni[modifica | modifica sorgente]

Rispetto alla CO2, CS2 è più reattivo verso i nucleofili e più facilmente riducibile. Queste differenze di reattività possono essere attribuite alla minore capacità π-donatrice dei centri solfuro, che rende più elettrofilo il carbonio.  Trova ampio uso nella sintesi di composti organosolforati (quali ad esempio il metham sodico, un fumigante per suolo) e viene comunemente utilizzato nella produzione del tessuto di viscosa

Igiene industriale[modifica | modifica sorgente]

L'esposizione a solfuro di carbonio determina una grave malattia il solfocarbonismo, che per l'ampiezza dei dati epidemiologici, assunse nel passato una grave rilevanza sociale. In Italia fu una delle prime malattie professionali riconosciute dall'INAIL.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ scheda del solfuro di carbonio su IFA-GESTIS
  2. ^ http://ecb.jrc.ec.europa.eu/esis/?LANG=fr&GENRE=CASNO&ENTREE=75-15-0
  3. ^ Holleman, A. F.; Wiberg, E. (2001), Inorganic Chemistry, San Diego: Academic Press, ISBN 0-12-352651-5

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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