Calascibetta

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Calascibetta
comune
Calascibetta – Stemma
Calascibetta – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Enna-Stemma.png Enna
Amministrazione
Sindaco Carmelo Cucci (lista civica) dal 13/06/2013
Territorio
Coordinate 37°35′00″N 14°16′00″E / 37.583333°N 14.266667°E37.583333; 14.266667 (Calascibetta)Coordinate: 37°35′00″N 14°16′00″E / 37.583333°N 14.266667°E37.583333; 14.266667 (Calascibetta)
Altitudine 691 m s.l.m.
Superficie 89,12 km²
Abitanti 4 585[1] (31-10-2012)
Densità 51,45 ab./km²
Frazioni Cacchiamo
Comuni confinanti Bompietro (PA), Enna, Gangi (PA), Leonforte, Nicosia, Villarosa
Altre informazioni
Cod. postale 94010
Prefisso 0935
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 086005
Cod. catastale B381
Targa EN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 710 GG[2]
Nome abitanti xibetani
Patrono san Pietro in Vincoli
Giorno festivo prima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calascibetta
Posizione del comune di Calascibetta nella provincia di Enna
Posizione del comune di Calascibetta nella provincia di Enna
Sito istituzionale

Calascibetta (Calatascibetta, Calataxibetta anticamente) è un comune italiano di 4.585 abitanti della provincia di Enna in Sicilia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Calascibetta dista 6 km da Enna, 39 km da Caltanissetta, 75 km da Catania e 111 km da Agrigento. È situata sui monti Erei, in una zona collinare interna; sullo spartiacque fra i bacini dei fiumi Simeto e Imera Meridionale. È posta a 880 metri sopra il livello del mare, come si rileva dalla cartina dell'I.G.M..

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Calascibetta deriva dall'arabo q'alat shibet che significa "il castello sulla vetta". Si presume che Calascibetta sia nata nel IX secolo come accampamento militare musulmano, sulla rocca antistante Henna, per tentare l'assedio della roccaforte bizantina.

Il territorio fu abitato già in epoca antichissima, come testimoniano le necropoli della Calcarella (XI-X secolo a.C.), di Realmese (con tombe dei secoli IX e VI secolo a.C.), di valle coniglio (sec. X-VII a.C.) e di Malpasso (età del rame).

Frequentata in epoca bizantina come attestano documenti ottocenteschi relativi a grotte basiliane affrescate, si ritiene che una vera e propria fondazione di Calascibetta sia avvenuta con la conquista normanna dell'isola, dove appare menzionata nel 1062, quando fu fortificata da Ruggero I, che fece costruire il castello denominato “Marco”, la prima cinta muraria, il primo borgo, durante l'assedio di Castrogiovanni, e il grande duomo dedicandolo alla Vergine Maria e all'Apostolo San Pietro.

In seguito rimasta città demaniale, conosce un periodo di ineguagliato splendore, favorita e preferita come fu dai re aragonesi, tra cui Pietro II che durante un soggiorno vi spirò, che la dotarono, sull'esempio dei normanni, di templi e monumenti. I suoi abitanti sono chiamati xibetani.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Calascibetta in una foto di Giorgio Sommer

La Necropoli di Realmese è un sito archeologico dell'Età del Ferro, a tre chilometri da Calascibetta. Questo sito è una necropoli di tipo pantalicano, costituita da 288 tombe a "grotticella" molto particolari, risalenti al periodo compreso tra il IX e il'VI secolo a.C.[senza fonte] È facilmente raggiungibile dall'autostrada A19 uscita Enna. Per trovarlo ci sono molte indicazioni stradali a partire dall'uscita dell'autostrada in poi, è raggiungibile anche dai pullman, all'interno del parco archeologico vi è un ampio parcheggio. I reperti rinvenuti dall'archeologo Luigi Bernabò Brea tra il 1949 ed il 1951 sono esposti presso il Museo Paolo Orsi di Siracusa ed il museo Varisano di Enna.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

I monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Maria SS. del Monte Carmelo;
  • Chiesa Madre dedicata a San Pietro e Santa Maria Maggiore, fondata nel 1340 dal re Pietro II d'Aragona che nel 1342 la elevò a Regia Cappella Palatina, la seconda della Sicilia dopo quella di Palermo. Il suo tesoro è conservato presso il museo diocesano di Caltanissetta;
  • Chiesa di San Giovanni Evangelista;
  • Collegio di Maria;
  • Chiesa Maria SS. dell'Itria;
  • Chiesa del SS. Salvatore;
  • Chiesa di San Giuseppe;
  • Chiesa di San Vincenzo;
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate, risalente al 1409, esempio di Barocco Siciliano;
  • Chiesa di Santa Barbara;
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi (Convento dei Cappuccini), che conserva l'adorazione dei magi, una pregevolissima tela del pittore manierista toscano Filippo Paladini del 1610;
  • Santuario Maria SS. di Buonriposo;
  • Chiesa Maria SS. della Catena;
  • Chiesa di San Paolo;
  • Chiesa di San Domenico;
  • Chiesa di San Pietro;
  • Torre Normanna;
  • Villaggio Bizantino;
  • Necropoli di Realmese.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

È basata sull'agricoltura: cereali, agrumi, mandorle, uve per vino e sull'allevamento di ovini e bovini. Sono presenti talune industrie di trasformazione; sono inoltre presenti miniere di zolfo (ormai chiuse) e cave di sabbia.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Persone legate a Calascibetta[modifica | modifica wikitesto]

  • Joe Mantegna, attore italo americano nato a Chicago nel 1947 da padre di Calascibetta.
  • Benedetto Gandolfo Maria Calascibetta, duca di San Nicolò e Calascibetta nato il 14 febbraio 1932 a Polizzi Generosa e morto l'11 ottobre 2007 a Siracusa, inventore e titolare di 32 brevetti nel campo delle fisica e della meccanica.
  • Agatino Daidone, ingegnere militare del Regno di Sicilia, nato a Calascibetta il 5 febbraio 1662 e morto a Palermo il12 gennaio 1724. Famoso per l'invenzione dell'idrolibra, per la sua nuova cartografia della Sicilia, per aver progettato e realizzato nel 1722 il ponte sul fiume San Leonardo a Termini Imerese, venne definito il novello Archimede.
  • Piero Spedale, partigiano.
  • Paolo Vigneri, carabiniere.
  • Giuseppe D'Angelo, ex presidente della Regione Siciliana.
  • Beato Simone Napoli da Calascibetta.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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