Punta Perotti

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Sequenza dell'abbattimento 1.
Sequenza dell'abbattimento 2.
Sequenza dell'abbattimento 3.

Punta Perotti è il nome di un complesso immobiliare che fu edificato sul lungomare di Bari nel 1995, all'altezza della spiaggia di Pane e Pomodoro. Prende il nome di Armando Perotti, a cui è dedicata la strada.

Indice

L'opera fu realizzata dai gruppi imprenditoriali Andidero, Matarrese e Quistelli, che ricevettero l'autorizzazione dal Comune di Bari. Nel marzo del 1997, il Gip di Bari ordinò però il sequestro di suoli e palazzi relativi alla lottizzazione Punta Perotti. Il complesso infatti era stato realizzato a meno di 300 metri dal mare, contrariamente alle prescrizioni di legge.

Iniziò una disputa giudiziaria non ancora terminata tra i gruppi imprenditoriali e il Comune di Bari poiché l'abbattimento del cosiddetto "ecomostro" tramite cariche di dinamite, avvenuto in tre fasi nei giorni 2, 23 e 24 aprile 2006, provocò una richiesta di risarcimento da parte dei costruttori: infatti nel maggio 2010 il tribunale di Bari, recependo una decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo, ha emesso ingiunzione contro il sindaco Michele Emiliano, il quale agì illegittimamente poiché nessuna autorità giudiziaria aveva imposto l'abbattimento né Emiliano aveva urgenza di abbattere. Praticamente tale sentenza dichiara che il comune non risultava proprietario di suolo e immobili quindi il sindaco doveva almeno aspettare che la controversia giudiziaria fosse conclusa: adesso è certo che il comune dovrà risarcire.[1][2]

Le macerie del palazzo sono state sotterrate sul posto nonché parzialmente ridotte in ghiaia e utilizzate per la riqualificazione del lungomare. Dopo l'abbattimento si è proceduto a preparare l'area per la costruzione di un parco pubblico, con la realizzazione di impianti sportivi e aree a verde.

Inoltre, è stata realizzata una stele in bronzo in ricordo delle 16 vittime del disastro aereo del volo ATR-72 Bari-Djerba del 6 agosto 2005, in memoria dei quali sono stati anche piantati nel parco 16 alberi di ulivo.

[modifica] La complessa disputa giudiziaria

Nel gennaio 1995 iniziarono i lavori di edificazione poi il ministero per i Beni e le Attività Culturali, ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Legambiente avviarono la vertenza contro i costruttori quindi ricordiamo gli eventi della vicenda:

  • marzo 1997: la Procura di Bari ordina la confisca dell'edificio
  • novembre 1997: la Corte di Cassazione accettando il ricorso dei costruttori dispone il dissequestro dell'edificio
  • febbraio 1999: la giudice Maria Mitola dichiara la costruzione abusiva quindi ordina nuovamente confisca
  • giugno 2000: la Corte di Appello di Bari revoca il provvedimento di confisca
  • ottobre 2000: il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello ricorre per Cassazione contro la sentenza di appello
  • gennaio 2001: la Cassazione dispone il ripristino della confisca e i costruttori annunciano azione legale per richiesta di risarcimento dei danni
  • febbraio 2001: il sindaco di Bari riceve dalla Procura della Repubblica la sentenza della Corte di Cassazione
  • settembre 2002: le imprese costruttrici notificano a Comune di Bari, Regione Puglia e Soprintendenza ai beni ambientali e culturali di Bari una formale richiesta di risarcimento dei danni materiali e d’immagine
  • maggio 2004: i costruttori pignorano l'edificio
  • novembre 2004: iniziano colloqui tra amministratori comunali baresi e avvocati dei costruttori per trovare una soluzione concordata
  • ottobre 2005: il giudice di appello Di Lalla revoca l’ordinanza del giudice di esecuzione dichiarando pignorabile l’area su cui esistono i fabbricati e la possibilità di demolire dunque gli amministratori baresi annunciano la loro decisione di demolizione senza indire un referendum cittadino richiesto da molti partiti e associazioni
  • febbraio 2006: gli amministratori baresi annunciano le date di demolizione
  • aprile 2006: i fabbricati sono abbattuti con esplosivi
  • maggio 2006: inizia l'istruttoria sulle azioni di risarcimento promosse dai costruttori contro il Comune, Regione e Soprintendenza ai Beni artistici
  • gennaio 2009: secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo la confisca è avvenuta in violazione del diritto della protezione della proprietà privata e della Convenzione dei diritti dell'uomo
  • novembre 2010: il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Bari Antonio Lovecchio ha revocato la confisca dei suoli, su cui sorgevano gli edifici, restituendoli ai costruttori legittimi proprietari[3].

[modifica] Note

  1. ^ «Punta Perotti, nessuna mediazione: decide la Corte Europea», 03 marzo 2010. URL consultato in data 20 giugno 2011.
  2. ^ Nicola Signorile. «Bari, Punta Perotti bis il progetto è già pronto». La Gazzetta del Mezzogiorno, 28 ottobre 2010. URL consultato in data 20 giugno 2011.
  3. ^ «Punta Perotti, gup revoca confisca - i terreni tornano ai Matarrese». la Repubblica, 15 11 2010. URL consultato in data 15-11-2010.

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