Giancarlo Galan

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Giancarlo Galan
Giancarlo Galan daticamera.jpg

Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Durata mandato 23 marzo 2011 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Sandro Bondi
Successore Lorenzo Ornaghi

Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
Durata mandato 16 aprile 2010 –
23 marzo 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Luca Zaia
Successore Francesco Saverio Romano

Presidente della Regione Veneto
Durata mandato 26 giugno 1995 –
13 aprile 2010
Predecessore Aldo Bottin
Successore Luca Zaia

Dati generali
Partito politico Forza Italia (2013-attualmente)
Precedenti:
PLI (fino al 1994)
FI (1994-2009)
PdL (2009-2013)
Tendenza politica Liberalismo classico
Alma mater Università degli Studi di Padova
sen. Giancarlo Galan
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Padova
Data nascita 10 settembre 1956
Professione Direttore generale di Publitalia
Partito Forza Italia (2006)
Il Popolo della Libertà (2008)
Legislatura XV, XVI
Gruppo Forza Italia (2006)
Il Popolo della Libertà (2008)
Coalizione Casa delle Libertà (2006)
Coalizione di centro-destra del 2008 (2008)
Circoscrizione Veneto
Incarichi parlamentari

XV Legislatura (2006)

  • Membro della 9ª Commissione permanente (Agricoltura e Produzione Agroalimentare) del Senato della Repubblica dal 6 giugno 2006 al 12 luglio 2006

XVI Legislatura (2008)

  • Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali della Repubblica Italiana (Governo Berlusconi-IV) dal 16 aprile 2010 al 22 marzo 2011
  • Ministro dei Beni e delle Attività Culturali della Repubblica Italiana (Governo Berlusconi-IV) dal 23 marzo 2011 al 15 novembre 2011
Pagina istituzionale
on. Giancarlo Galan
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Giancarlo Galan
Luogo nascita Padova
Data nascita 10 settembre 1956
Partito Forza Italia (1994-1995)
Il Popolo della Libertà (2013)
Forza Italia (2013)
Legislatura XII, XVII
Gruppo Forza Italia (1994-1995)
Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente (2013)
Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente (2013)
Coalizione Polo delle Libertà (1994)
Coalizione di centro-destra del 2013 (2013)
Circoscrizione Veneto 1
Incarichi parlamentari

XII Legislatura (1994-1995)

  • Componente della I Commissione (Affari Costituzionali) della Camera dei Deputati dal 25 maggio 1994 al 2 febbraio 1995
  • Componente della VI Commissione (Finanze) della Camera dei Deputati dal 25 maggio 1994 al 17 gennaio 1995
  • Componente della VIII Commissione (Lavori Pubblici) della Camera dei Deputati dal 2 febbraio 1995 al 22 giugno 1995
  • Componente della Commissione Parlamentare per le Questioni Regionali dal 13 settembre 1994 al 22 giugno 1995

XVII Legislatura (2013 - in carica)

  • Presidente della VII Commissione (Cultura, Scienza, Istruzione) della Camera dei Deputati dal 7 maggio 2013
Pagina istituzionale

Giancarlo Galan (Padova, 10 settembre 1956) è un politico italiano, già Presidente della Regione Veneto, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali dal 2010 al 2011 e Ministro per i Beni e le Attività Culturali nel Governo Berlusconi IV. Attualmente è Presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati e detenuto presso il Carcere di Opera.

Studi e carriera professionale[modifica | modifica sorgente]

Si è laureato in giurisprudenza all'Università di Padova con una tesi in diritto ecclesiastico e ha ottenuto un master in Business administration alla Bocconi di Milano. Ha lavorato per Publitalia '80 diventandone direttore centrale [1].

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Dal Partito Liberale Italiano a deputato di Forza Italia[modifica | modifica sorgente]

Iscritto giovanissimo al Partito Liberale Italiano[1], nel 1993 viene chiamato da Silvio Berlusconi a partecipare alla fondazione di Forza Italia. Nel 1994 viene eletto alla Camera dei deputati ed è componente della I Commissione Affari Costituzionali, della VI Commissione Finanze, della VIII Commissione Lavori Pubblici e della Commissione Parlamentare per le Questioni Regionali; nominato segretario regionale di Forza Italia, organizza nel Veneto le forze d'area moderata del territorio. Il 23 aprile 1995 entra a fare parte del Consiglio regionale del Veneto, dal quale è eletto presidente della Giunta regionale, su designazione dell'elettorato in base alla normativa allora vigente che non prevedeva ancora l'elezione diretta. Il 22 giugno, due mesi dopo la sua elezione in Consiglio regionale veneto, vengono accettate le sue dimissioni da deputato dalla Camera (gli subentra il collega Sergio Travaglia).

Presidente della Regione Veneto (1995-2010)[modifica | modifica sorgente]

Diventato il leader del partito in Veneto, viene nominato Presidente della Regione Veneto nel 1995 dopo essere arrivato primo alle Elezioni regionali sostenuto dal Polo della Libertà con il 38,2% seguito dal candidato de L'Ulivo, l'imprenditore ed ex Sindaco di Padova Ettore Bentsik al 32,3%, al candidato della Lega Nord, il deputato Alberto Lembo più indietro al 17,5% e all'ex sindacalista Cgil appoggiato da Rifondazione Comunista Paolo Cacciari fermo al 6,9%.

Nel 2000, primo anno del l'elezione diretta dei Presidenti di Regione, è nuovamente ricandidato per la Casa delle Libertà alla Presidenza della Regione Veneto battendo con il 54,9% il Sindaco di Venezia e neo europarlamentare, candidato de L'Ulivo, il filosofo Massimo Cacciari fermo al 38,2%.

Si ricandida per un terzo mandato consecutivo nel 2005 appoggiato sempre dalla Casa delle Libertà tornando a rivincere con il 50,5% pari a 1.365.698 voti contro l'ex vicepresidente di Confidustria Veneto ed ex europarlamentare Ds, l'imprenditore Massimo Carraro sostenuto da L'Unione al 42,4% pari a 1.144.358 voti seguito dall'indipendentista della lista Progetto Nordest Giorgio Panto al 6%.

Il suo dominio lungo 15 anni ininterrotti come Presidente del Veneto gli è valso il soprannome de Il Doge. [2].

Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto senatore per Forza Italia nel Veneto, è membro della 9ª Commissione permanente (Agricoltura e Produzione Agroalimentare)[2] ma il 12 luglio, dopo tre mesi come stabilito dalla legge, vengono accettate le sue dimissioni per incompatibilità optando per il ruolo di presidente regionale (sostituito dal collega Pierantonio Zanettin).[3]

Viene rieletto in Senato alle elezioni del 2008, dimettendosi per incompatibilità il 29 aprile 2008 pochi giorni dopo la proclamazione degli eletti (sostituito dal collega Piero Longo).[4]

Nel dicembre 2009, Il Popolo della Libertà, suo nuovo partito, decide di non ricandidarlo per un quarto mandato, al fine di permettere ad un esponente della Lega Nord di accedere alla presidenza della Regione Veneto. Galan ha commentato, parafrasando Talleyrand, «Considero quanto avvenuto peggio di un tradimento, e cioè un errore»[5].

Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (2010-2011)[modifica | modifica sorgente]

Il 16 aprile 2010 viene nominato ministro dell'agricoltura del Governo Berlusconi IV[6] in sostituzione proprio di Luca Zaia, suo successore alla presidenza della regione Veneto.

Come componente della 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato nel 2006, Galan si è reso noto per alcune proposte di legge di apertura alle colture OGM, che ha trovato l'opposizione dei movimenti ambientalisti e delle associazioni per l'agricoltura biologica, oltre che di diversi governi regionali[7].

Ministro per i Beni e le Attività Culturali (2011)[modifica | modifica sorgente]

Il 23 marzo, Galan annuncia le dimissioni dal ruolo di Ministro dell'Agricoltura, che viene affidato al leader di Iniziativa Responsabile Francesco Saverio Romano, per guidare il dicastero dei Beni e delle Attività Culturali, lasciato libero dal dimissionario Sandro Bondi.[8]

Il Secolo XIX ha criticato l'infornata di nomine all'ultimo minuto, a seguito delle dimissioni del governo Berlusconi IV, con le quali Galan ha posizionato politici e giornalisti di area di centrodestra nelle commissioni e enti che fanno capo al MiBAC[9]

Primarie Popolo della Libertà (2012)[modifica | modifica sorgente]

Il 19 novembre 2012 annuncia con un tweet la sua candidatura alle Primarie del Popolo della Libertà. Primarie che, in seguito, non si sono tenute a causa della discesa in campo di Silvio Berlusconi come candidato premier del Popolo della Libertà.

Presidente VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati (2013)[modifica | modifica sorgente]

A febbraio del 2013 viene eletto alla Camera alle elezioni del 2013 ed il 7 maggio 2013 viene eletto Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[10][11].

Militanza massonica[modifica | modifica sorgente]

Galan, dal 1987, è affiliato ad una Loggia massonica padovana appartenente all'obbedienza massonica del Grande Oriente d'Italia.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica sorgente]

Il 4 giugno 2014 viene trasmessa alla Camera dei deputati una richiesta di autorizzazione a procedere per l'arresto del Deputato Galan in relazione all'inchiesta condotta della Procura di Venezia nell'ambito delle indagini sull'ex Amministratore delegato della Mantovani S.p.A., Giorgio Baita, e sugli appalti per il MOSE. A Galan sarebbero contestati i reati di corruzione, concussione e riciclaggio[12], in relazione ai quali l'interessato si è tuttavia dichiarato estraneo[13].Nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti del Mose di Venezia l’esponente di Forza Italia è accusato di corruzione. Secondo la procura del capoluogo veneto, l’ex ministro della Cultura ha percepito “uno stipendio di un milione di euro l’anno più altri due milioni una tantum per le autorizzazioni” necessarie all’opera. [3] Il diretto interessato si è difeso, dichiarandosi innocente e accusando la Guardia di Finanza, il cui lavoro scadente avrebbe indotto in errore i magistrati inquirenti [4]. Questi ultimi, però, hanno risposto nero su bianco alla presa di posizione dell’ex governatore. Con un documento in cui si legge di “cospicue operazioni commerciali nel Sud Est asiatico” nell’ordine di 50 milioni di dollari, trovate in documenti in possesso del ‘prestanome’ Paolo Venuti, per le quali emergerebbe “la riconducibilità alla famiglia Galan” [5].Contro Galan ci sono le dichiarazioni di Giovanni Mazzacurati, presidente del Consorzio Venezia Nuova, e della ex segretaria Claudia Minutillo. Secondo l’imprenditore l’ex ministro della Cultura e Governatore del Veneto era di fatto stipendiato insieme all'Assessore alle Infrastrutture della Regione Veneto,arrestato, Renato Chisso (Pdl) : “La cosa era molto variabile, si può considerare un milione l’anno” aveva detto a verbale nell’interrogatorio del 31 luglio 2013 [6]. Un meccanismo confermato ai magistrati dalla ex assistente: ”Era un sistema, cioè ogni tot quando loro potevano gli davano dei soldi” [7]. Dall’ordine di custodia cautelare che aveva portato a 35 arresti erano emersi altri particolari: un milione e 100mila euro per ristrutturare la villa sui Colli Euganei [8]; 200mila euro consegnati nel 2005 all’Hotel Santa Chiara di Venezia da Piergiorgio Baita, allora presidente della Mantovani Costruzioni, diventato la gola profonda dell’inchiesta con ampie confessioni, per finanziare la sua campagna elettorale [9]. E ancora: 50mila euro, nello stesso anno, versati in un conto corrente presso S.M. International Bank Spa di San Marino [10]. Più altri finanziamenti per altre campagne elettorali consegnati sempre da Baita alla Minutillo. Ed è ancora la segretaria a raccontare ai pm che un’ulteriore ricompensa consisteva nell’”intestare quote di società che avrebbero poi guadagnato ingenti somme dal project financing a prestanome dei politici di riferimento”, Galan in primis [11]. Dalla Regione, per procedere con i lavori, il Consorzio Venezia Nuova doveva ottenere essenzialmente la Valutazione d’impatto ambientale e la salvaguardia per la realizzazione delle dighe. Galan avrebbe avuto un ruolo fondamentale: quello di accompagnare Mazzacurati, presidente del Consorzio, al cospetto di Gianni Letta, quando quest’ultimo è sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo di Silvio Berlusconi e al coordinatore regionale di Forza Italia e PdL Veneto, l'avvocato del premier Niccolò Ghedini [12]. Secondo Piergiorgio Baita, ex presidente della Mantovani, i versamenti a Galan erano proseguiti anche quando il politico padovano non era già più presidente del Veneto. Fra le contestazioni a Galan c’è quella di aver ottenuto il pagamento della ristrutturazione della propria villa di Cinto Euganeo, nel padovano. Nel 2007/2008 venne ristrutturato il corpo principale del casale e nel 2011 la “barchessa” [13]. Per portarli a termine, la Tecnostudio Srl “sovrafatturava alla Mantovani alcune prestazioni effettuate presso la sede e per il Mercato Ortofrutticolo di Mestre”. La ristrutturazione della villa quindi a Galan non costò nulla: con le fatture false a pagare era la Mantovani Costruzioni [14]. Tutte contestazioni che il politico di Forza Italia, più volte ministro e attuale parlamentare, ha respinto dichiarandosi estraneo. [15]

Il 10 luglio 2014, la Giunta per le Autorizzazioni della Camera approva, a larga maggioranza, la relazione del capogruppo di SC in Giunta, il deputato Mariano Rabino, deliberando in tal modo parere favorevole alla proposta, alla Camera, di concessione della richiesta di arresto non rilevando il fumus persecutionis (espressione giuridica, con cui si indica che le azioni compiute da un soggetto giuridico non sembrano dettate da applicazione della legge o ricerca della verità, ma dall'intenzione di nuocere politicamente a una precisa persona nell’operato della magistratura) nei confronti dell’ex Governatore del Veneto. A favore dell'arresto si schierano 16 deputati (10 PD, 3 M5S, 1 SEL, 1 SC e 1 Lega Nord) mentre contro 3 deputati (1 Forza Italia, 1 NCD, 1 Misto-PSI-PLI) e nessun astenuto sui 21 membri totali della Giunta. Non partecipa al voto il Presidente della Giunta Ignazio La Russa (Fratelli d'Italia) mentre risulta assente l'unico esponente di Per l'Italia [16]. Respinta, preventinamente, la richiesta del deputato Marco Di Lello (Misto-PSI-PLI) che aveva chiesto il rinvio della richiesta di custodia cautelare in carcere alla Procura di Venezia alla luce della nuova normativa sulla custodia cautelare, che prevede che siano possibili gli arresti domiciliari qualora il soggetto sia incensurato e la misura venga prevista per un reato punibile con non più di tre anni con 4 si (1 Forza Italia, 1 NCD, 1 Misto-PSI-PLI e 1 SEL), 14 no (10 PD, 3 M5S, 1 Lega Nord), un astenuto (il relatore,SC) con una assenza (Per l'Italia) e la non partecipazione al voto del Presidente La Russa (FdI) sui 21 totali [17].

Il 22 luglio 2014, dopo due rinvii concordati in conferenza dei capigruppo, la Camera decide sull'arresto del deputato Galan. Prima del voto viene respinta la richiesta di ulteriore rinvio avanzata dal capogruppo di FI Renato Brunetta in relazione al fatto che Galan, a causa di una frattura del perone e di una tromboflebite aggravata dal diabete presistente era ricoverato in ospedale non potendo essere presente in Aula per difendersi prima di 45 giorni (respinta con 289 voti di scarto, a favore Forza Italia, NCD, Per l'Italia-UdC, Misto-Psi-Pli, Misto Maie-Api, MpA e Stella Alpina; contrari Pd, M5S, Sel, Lega, Misto-Led, Misto Minoranze, Misto-ex M5S; astenuti SC, Fdi-AN e Misto-Cd) e la richiesta di modifica del calendario dei lavori per far slittare il voto dopo il Decreto Carceri avanzata dal vicepresidente NCD della Giunta Antonio Leone (respinta con 346 voti di scarto, a favore FI, NCD, Misto-Psi-Pli, Misto-Maie-Api, Mpa e Stella Alpina; contrari Pd, M5S, Sel, Scelta Civica, PI, Lega, Misto-Led, Misto-Minoranze, Misto-Cd, Misto-ex M5S; astenuti Fdi-AN) mentre la Presidente Boldrini respinge senza mettere ai voti la richiesta avanzata dal Presidente della Giunta Ignazio La Russa (Fdi) in merito ad un rinvio di una settimana per una pausa riflessiva e dare la possibilità a Galan di presenziare in Aula nonostante la degenza [18].

Dopo il dibattito, la Camera, con scrutinio segreto richiesto dal gruppo di Forza Italia, approva la relazione Rabino (SC) favorevole alla concessione dell'arresto non ravvisando il fumus persecutionis con 395 si 138 no 2 astenuti su 535 presenti su 630. In sede di dichiarazione di voto si esprimono a favore: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Scelta Civica, Sinistra Ecologia e Libertà, Lega Nord, Per l'Italia-UdC, Fratelli d'Italia, Misto-Led, Misto-Minoranze Linguistiche, Misto-Centro Democratico, Misto-ex M5S mentre si schierano contro : Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Misto-PSI-PLI, Misto-MAIE-Api, Movimento per le Autonomie e Stella Alpina. Dopo poche ore Galan viene dimesso dall'Ospedale di Este (Padova) dove si trovava ricoverato da giorni per la frattura non essendo più necessaria la degenza ospedaliera per essere trasportato da una ambulanza nella sua casa di Cinto Euganeo dove la Guardia di Finanza e la Polizia Penitenziaria gli notificano l'ordine di custodia cautelare in carcere venendo trasportato nel carcere di Opera (Milano). [19]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giancarlo Galan - Ultime notizie su Giancarlo Galan - Argomenti del Sole 24 Ore
  2. ^ Sebbene l'art.122 della Costituzione italiana vieti espressamente e senza deroghe la contemporanea assunzione di cariche sia in Parlamento che nelle Regioni, l'attuale legislazione concede tre mesi di tempo durante i quali un politico può sedere in entrambi i consessi.
  3. ^ Giancarlo Galan - XV Legislatura, Senato della Repubblica. URL consultato il 19 maggio 2009.
  4. ^ Giancarlo Galan - XVI Legislatura, Senato della Repubblica. URL consultato il 19 maggio 2009.
  5. ^ Regionali, il Pdl silura Galan «Lo considero peggio di un tradimento», Corriere della Sera, 16 dicembre 2009; Talleyrand aveva detto "È stato peggio di un crimine, è stato un errore" a proposito del rapimento del Duca di Enghien, da parte di truppe di cavalleria francese che allo scopo sconfinarono nel Baden per ordine di Napoleone Bonaparte, e della sua successiva esecuzione. La stessa frase è attribuita anche all'allora capo della polizia Joseph Fouché.
  6. ^ Governo, Galan nominato ministro: giuramento al Quirinale, La Repubblica, 16 aprile 2010
  7. ^ La Repubblica, 4 dicembre 2010
  8. ^ Saverio Romano è il nuovo ministro dell'Agricoltura - AgricolturaOnWeb - Dall'Italia e dal mondo
  9. ^ Il Fatto Quotidiano, 15 novembre 2011
  10. ^ Camera dei Deputati: Composizione del gruppo FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE
  11. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  12. ^ Redazione Online, Venezia, arrestato sindaco Orsoni Tangenti per il Mose, 35 in manette in Corriere della Sera, 4 giugno 2014. URL consultato il 4 giugno 2014.
  13. ^ Ansa.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Ministro per i Beni e le Attività Culturali Successore MiBAC.jpg
Sandro Bondi 23 marzo 2011 - 16 novembre 2011 Lorenzo Ornaghi
Predecessore Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Successore Emblem of Italy.svg
Luca Zaia 16 aprile 2010-23 marzo 2011 Francesco Saverio Romano
Predecessore Presidente del Veneto Successore Veneto-Stemma.png
Aldo Bottin 26 giugno 1995 - 16 aprile 2000 Giancarlo Galan I
Giancarlo Galan 17 aprile 2000 - 4 aprile 2005 Giancarlo Galan II
Giancarlo Galan 5 aprile 2005 - 29 marzo 2010 Luca Zaia III
Predecessore Presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati Successore Logo della Camera dei deputati.svg
Manuela Ghizzoni dal 7 maggio 2013 in carica

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