Fazio degli Uberti

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Fazio degli Uberti (Pisa, 1305 o 1309Verona, post 1367) fu un poeta didascalico fiorentino del XIV secolo.

Di famiglia ghibellina, discendente del celebre Farinata degli Uberti di dantesca memoria, bandito da Firenze nel 1267, visse la vita dello sbandito, figura alquanto frequente a quei tempi, di volta in volta ospite delle varie corti dell'Italia del nord, in cerca di appoggi per rientrare a Firenze e per risollevare le sorti del partito imperiale.

Rime[modifica | modifica sorgente]

Di lui si conservano sette Canzoni, e altre opere la cui vena poetica è caratterizzata da una ispirazione moraleggiante, spesso al servizio della propria visione politica; tipico esempio è la canzone a Roma e il sirventese Ai Signori e Popoli d'Italia. Alla produzione morale si assegnano una corona di sette sonetti sui vizi capitali, e la canzone sulle Sette allegrezze di Maria[1]. In altri componimenti di carattere amoroso fu fortemente influenzato dal Dante petroso e, inevitabilmente, dal contemporaneo Petrarca.

Dittamondo[modifica | modifica sorgente]

L'opera per cui Fazio gode di una modesta fama è il Dittamondo, un lungo poema didascalico in cui racconta di un viaggio da lui intrapreso per percorrere tutto il mondo allora conosciuto dopo un incontro con la figura allegorica della Virtù, in compagnia del geografo romano Gaio Giulio Solino, che gli offre la possibilità di descrivere i panorami e le particolarità delle città visitate.

Trasparente l'imitazione della Commedia dantesca. La narrazione, sviluppata in sei libri in terzine dantesche e in terza rima, ciascuno dei quali diviso in numerosi capitoli di un centinaio di endecasillabi, risulta monotona e scarsamente ispirata, salvo in qualche punto ove l'autore abbandona l'enciclopedismo e trova un'espressione felice dettatagli per lo più da patriottismo o commozione. Fazio vi lavorò dal 1346 alla morte, senza completarlo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fazio degli Uberti - Rime

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Poesia italiana - Il Trecento, ed. Garzanti, Milano, 1978, pag. 52-71.
  • Wolfgang Schweickard, «Burgari, Rossi e Bracchi». Toponimi ed etnici nel «Dittamondo» di Fazio degli Uberti, Medioevo Letterario Italiano 3 (2006), 77-88.

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