Quaranta martiri di Sebaste

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Quaranta Martiri di Sebaste
Icona raffigurante i Quaranta Martiri di Sebaste
Icona raffigurante i Quaranta Martiri di Sebaste

Martiri

Morte Sebaste, 320
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Canonizzazione pre canonizzazione
Ricorrenza 9 marzo (Occidente)
10 marzo (Oriente)

I Quaranta martiri di Sebaste o Santi Quaranta (in greco Katharevousa: Ἃγιοι Τεσσεράκοντα, Demotic Άγιοι Σαράντα) sono dei santi cristiani.

Agiografia[modifica | modifica sorgente]

Secondo le tradizioni agiografiche, erano un gruppo di soldati romani appartenenti alla Legio XII Fulminata, martirizzati per la loro fede cristiana nel 320. I Quaranta subirono il martirio presso Sebaste, nell'Armenia minore, vittime delle persecuzioni di Licinio, scatenate a partire dall'anno 316.

Il più recente resoconto di questo martirio è fornito da Basilio Magno, vescovo di Cesarea (370–379) in un'omelia recitata durante la ricorrenza dei Quaranta Martiri. La loro ricorrenza è dunque più antica dell'episcopato di Basilio, il cui elogio sui santi risalirebbe a circa quaranta o sessant'anni dopo la loro morte.

Resoconto del martirio[modifica | modifica sorgente]

Un miniatura dall'evangeliario siriaco, creato nel 1220 ca, presso Mossul che mostra una visibile influenza mongolo-musulmana.

Secondo Basilio, i quaranta soldati, seppure non aventi lo stesso legame di sangue, ma comunque accomunati dalla loro appartenenza alla XII Legione "fulminata", di stanza a Melitene, vennero arrestati per la loro fede cristiana. Nonostante l'invito all'abiura, i soldati sostennero la loro fede; vennero quindi condannati dal prefetto ad essere esposti nudi su uno stagno ghiacciato nelle vicinanze di Sebaste, durante una notte invernale. L'unico dei confessori a non reggere fu Melezio, il quale, dopo aver abbandonato i suoi compagni, trovò rifugio nei bagni caldi, ma a causa dello sbalzo di temperatura morì sul colpo.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]