Kibbutz

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Il termine kibbutz (in lingua ebraica: קיבוץ) indica una forma associativa volontaria di lavoratori dello stato di Israele, basata su regole rigidamente egualitaristiche e sul concetto di proprietà comune.

L'associazionismo in forma di kibbutz risale all'inizio del XX secolo con la fondazione di Degania a sud del lago di Tiberiade, avvenuta nel 1909.

Il kibbutz è stato uno degli elementi fondamentali nello sviluppo di Israele, sia per la forte carica ideologica socialista sia per il fattore innovativo che portava in un'area in cui l'agricoltura era a puri livelli di sussistenza.

Dopo la fondazione dello stato, i kibbutz (il plurale in ebraico è קיבוצים, kibbutzim) israeliani hanno conosciuto un periodo di declino, dovuto sia a motivi ideologici, quali la necessità di impiegare lavoro salariato esterno, sia alla concorrenza delle imprese a carattere privato, sia infine ad una cattiva gestione in periodi di crisi economica.

Il kibbutz è nato come ideale di eguaglianza, di lavoro a favore della comunità; questo comporta per ogni singolo elemento appartenente al kibbutz l'obbligatorietà di lavorare per tutti gli altri elementi dello stesso e in cambio, al posto di denaro ricevere semplicemente i frutti del lavoro altrui, evitando così alla collettività di cadere nelle mani di quello che viene considerato il consumismo di stampo occidentale.

La direzione del kibbutz è formata da un numero ristretto di persone, e le decisioni vengono prese nell'assemblea generale. L'ordinamento interno riguardante l'educazione dei bambini, era fino a non molti anni fa piuttosto ferreo, in quanto non potevano nemmeno vivere assieme alla famiglia.

Se inizialmente i kibbutz si occupavano solo di attività agricole, negli ultimi anni sono stati sviluppati anche progetti manifatturieri, lavorazioni di materie plastiche e di elettronica.[1]

Panorama del Kibbutz Barkai nella regione di Wadi Ara

Kibbutz [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • (EN) Baratz, Joseph. A Village by the Jordan: The Story of Degania. Tel Aviv: Ichud Habonim, 1956.
  • (EN) Bettelheim, Bruno. The Children of the Dream, Simon & Schuster, 2001, p. 243. ISBN 0-7432-1795-0
  • (EN) Dubnow, S.M. History of the Jews in Russia and Poland. Philadelphia, Jewish Publication Society of America, 1920. ISBN 1-886223-11-4
  • (EN) Fox, N. A. "Attachment of Kibbutz Infants to Mother and Metapelet", Child Development, 1977, 48, 1228-1239.
  • (EN) Gavron, Daniel. The Kibbutz: Awakening from Utopia, Rowman & Littlefield, Lanham, 2000, p. 166, 168.
  • (EN) Laqueur, Walter Z. A History of Zionism. New York: MJF Books, 1972. ISBN 0-8052-1149-7
  • (EN) Mort, Jo-Ann and Brenner, Gary. "Our Hearts Invented a Place: Can Kibbutzim Survive in Today's Israel?" New York and London: Cornell University Press, 2003.
  • (EN) Rosenberg, Elliot "But Were They Good for the Jews?", Birch Lane Press, Novembre 1997, p. 182
  • (EN) Scharf M. "A Natural Experiment in Childrearing Ecologies and Adolescents Attachment and Separation Representations", Child Development, January 2001, vol. 72, no. 1, pp. 236–251(16).
  • (EN) Scher A.; Hershkovitz R.; Harel J. "Maternal Separation Anxiety in Infancy: Precursors and Outcomes", Child Psychiatry and Human Development, 1998, vol. 29, no. 2, pp. 103–111(9).
  • (EN) Segev, Tom. One Palestine, Complete: Jews and Arabs under the British Mandate. Metropolitan Books, 2000, p. 252, 254-255.
  • (EN) Silver-Brody, Vivienne. Documentors of the Dream: Pioneer Jewish Photographers in the Land of Israel 1890–1933. Magnes Press of the Hebrew University, 1998. ISBN 0-8276-0657-5
  • (IT) Enrico Catassi, Alfredo De Girolamo. Kibbutz 3000. Compleanno di un sogno, attualità di un'idea. Fotografie, racconti, interviste. Edizioni ETS, 2011. ISBN 978-88-467-2815-9

Note [modifica]

  1. ^ Il mondo arabo e islamico, di Piero Dagradi & Franco Farinelli, Utet, Torino, 1992, pp. 143-144

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