Cisgiordania

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Cisgiordania
Cisgiordania – Bandiera Cisgiordania - Stemma
Cisgiordania - Localizzazione
Territorio a status conteso
Motivo del contenzioso area rivendicata interamente dallo Stato di Palestina come proprio territorio
Situazione de facto area sottoposta a controllo misto da parte di Israele e Stato di Palestina
Posizione dell'ONU riconoscimento di territorio occupato palestinese
Dichiarazione d'indipendenza 1988 (dichiarata), 1994 (parziale)
Governo repubblica semipresidenziale
Capo di Stato Mahmoud Abbas
Capo del governo Rami Hamdallah
Posizione dello Stato di Palestina
Sintesi della posizione territorio palestinese parzialmente occupato da Israele
Posizione di Israele
Sintesi della posizione territorio israeliano, con zone amministrate dai palestinesi
Nome ufficiale Giudea e Samaria
Informazioni generali
Lingua arabo, ebraico
Capitale/Capoluogo Gerusalemme Est, de facto: Ramallah
Area 5.860 km²
Popolazione 2.163.000 ab.
Densità 369 ab./km²
Continente Asia
Valuta nuovo siclo israeliano, dinaro giordano
Parte del conflitti arabo-israeliani
e della serie dei conflitti arabo-israeliani
Israele con Cisgiordania, Striscia di Gaza e Alture del Golan

██ Israele e Gerusalemme Est

██ Cisgiordania, Striscia di Gaza, Alture del Golan a e Fattorie di Sheb'a a

Parti in causa
Flag of Palestine.svg
Palestina
Israele
Israele
Storia
Accordi di Camp David · Conferenza di Madrid · Accordi di Oslo/Oslo II · Protocollo di Hebron · Memorandum di Wye River/Memorandum di Sharm el-Sheikh · Vertice di Camp David · Summit di Taba · Road Map · Conferenza di Annapolis
Aspetti rilevanti nella trattativa
Insediamenti israeliani
Barriera di separazione israeliana · Israele · Terra di Israele  · Status di Gerusalemme
Flag of Palestine.svg     Leader attuali     Israele
Mahmūd Abbās
Salām Fayyāḍ
Benjamin Netanyahu
Shimon Peres
Mediatori internazionali
Quartetto · Lega araba · Egitto
Nazioni Unite Unione europea Russia Stati Uniti Flag of the Arab League.svg Egitto
Altre proposte
Iniziativa di pace araba · Opzione giordana · Piano Lieberman · Accordo di Ginevra · Hudna · Piano di disimpegno unilaterale israeliano · Piano di riallineamento israeliano
a Le Alture del Golan e le Fattorie di Sheb'a non rientrano nei processi di pace israelo-palestinesi.

La Cisgiordania (lett. la parte al di qua del Giordano[1] in arabo: الضفة الغربية, aḍ-Ḍiffä l-Ġarbīyä, in ebraico: הגדה המערבית?, HaGadah HaMa'aravit o sempre in ebraico: יהודה ושומרון?, Yehuda ve'Shomron (Giudea e Samaria)[2]), in lingua inglese chiamata West Bank ("la sponda occidentale"), è un territorio senza sbocco al mare sulla riva occidentale del fiume Giordano, nel Vicino Oriente. Fa parte, assieme alla Striscia di Gaza dei "Territori palestinesi" e della regione storico-geografica della Palestina.

Il territorio della Cisgiordania ha una superficie di 5.860 km² e una popolazione di circa 2.163.000 abitanti, confinando a ovest, nord e sud con Israele, a est, oltre il fiume Giordano, con la Giordania e il Mar Morto. Dal 1967, a seguito della guerra dei sei giorni, la maggior parte della Cisgiordania è sotto occupazione militare israeliana, benché sia rivendicata interamente dallo Stato di Palestina, andando a costituire assieme alla Striscia di Gaza i cosiddetti territori palestinesi occupati dagli israeliani.

Prima della Grande guerra, la zona ora conosciuta come la Cisgiordania è stata sotto il dominio ottomano, come parte della provincia di Siria. Nel 1920, alla conferenza di Sanremo, la vittoria delle forze alleate l'assegnò alla sovranità del Mandato britannico della Palestina.

La Guerra arabo-israeliana del 1948 vide la creazione di Israele in alcune parti dell'ex Mandato, mentre la Cisgiordania fu conquistata e annessa alla Transgiordania che divenne Giordania. Gli accordi di armistizio del 1949 hanno definito i suoi confini ad interim. Dal 1948 al 1967, la zona fu sotto il controllo giordano, e la Giordania non rinunciò ufficialmente alle sue pretese sull'area sino al 1988. Le richieste della Giordania non furono mai riconosciute dalla comunità internazionale, con l'eccezione del Regno Unito.

La Cisgiordania fu poi conquistata da Israele durante la guerra dei sei giorni nel giugno 1967. Eccetto Gerusalemme Est, il resto della Cisgiordania non è stato annesso da parte di Israele. La maggior parte dei residenti sono arabi, anche se un gran numero di insediamenti israeliani sono stati costruiti nella regione dal 1967.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La Cisgiordania venne creata dagli accordi di armistizio del 1949, quando venne definita dalle linee di "cessate il fuoco" tra gli eserciti israeliano e giordano. Il nome usato in inglese, "West Bank" (sponda occidentale) venne apparentemente utilizzato per la prima volta dai giordani all'epoca della loro annessione della regione.[3] Letteralmente è un'abbreviazione de "la sponda occidentale del fiume Giordano"; il Regno di Giordania si estende invece sulla sponda orientale. Il nome "Cisgiordania" (letteralmente "su questo lato del Giordano"), viene usato normalmente in italiano, francese, romeno, spagnolo e altri linguaggi latini. L'analogo Transgiordania è utilizzato per indicare l'altra sponda. In inglese Cisgiordania è stato occasionalmente usato per indicare l'intera regione compresa tra il Giordano e il mar Mediterraneo.

Il nome Giudea e Samaria è invece di origine biblica e risale al tempo in cui la regione era abitata dal popolo ebraico. Gli israeliani si riferiscono alla regione come una unità: il "West Bank" (ebraico: "HaGada HaMa'aravit" "הגדה המערבית"), o come due unità: Giudea e Samaria (ebraico: "Yehuda" "יהודה", "Shomron "" שומרון "), i due regni biblici (a sud il Regno di Giuda e a nord il Regno di Israele - la cui capitale era una volta la città di Samaria).[4] I termini geografici "Giudea" e "Samaria" sono in continuo uso da parte degli ebrei dai tempi biblici.[5] Tuttavia questo nome è criticato a causa del suo uso politicizzato da parte del coloni israeliani.[6] Il mondo arabo e, in particolare, i palestinesi osteggiano fortemente la dizione "Giudea e Samaria", nel cui uso ritengono si riflettano mire espansionistiche di Israele. Invece, si riferiscono alla zona come alla "Cisgiordania occupata".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi OLP, Stato di Palestina e Autorità Nazionale Palestinese.

Parte integrante dell'Impero Ottomano per quattro secoli e successivamente parte Mandato britannico della Palestina, i territori oggi conosciuti come Cisgiordania erano principalmente parte del territorio riservato dal Piano di spartizione del 1947 (Risoluzione 181 dell'Assemblea Generale dell'ONU) per uno stato Arabo. In base al Piano, la città di Gerusalemme e le città circostanti (comprese Betlemme e Ramallah) sarebbero state un territorio amministrato internazionalmente, il cui futuro sarebbe stato determinato in una data successiva. Il Piano fu accettato da Israele, ma rifiutato dagli arabi. Mentre uno stato arabo palestinese (oltre a quello già creato sull'85% del territorio con il nome di Transgiordania') non riuscì a materializzarsi, i territori vennero occupati dal confinante Regno di Transgiordania a seguito dell'attacco di questo ed altri quattro paesi arabi al neonato Stato d'Israele. Questa occupazione non venne riconosciuta dall'ONU o dalla comunità internazionale.

La linea temporanea di demarcazione della cessazione delle ostilità, che venne tracciata tra Israele e l'esercito transgiordano sulla "sponda occidentale", venne determinata dai colloqui sul cessate il fuoco del 1949, e viene spesso chiamata la "linea verde". Durante gli anni cinquanta, ci fu una significativa infiltrazione di rifugiati palestinesi e di terroristi, attraverso la linea verde. Nel corso della Guerra dei sei giorni, Israele conquistò questo territorio ma l'ONU non riconobbe neanche questo ulteriore sviluppo. I palestinesi sostengono che la Risoluzione 242 del consiglio di sicurezza dell'ONU si applica a questi territori. Nel 1988, la Giordania ritirò tutte le pretese su di essi, concedendone la sovranità all'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) guidata da Yasser Arafat.

Nel 1993 gli Accordi di Oslo dichiararono lo status finale della Cisgiordania, come soggetto di un accordo tra Israele e la leadership araba palestinese. A seguito degli accordi, Israele ritirò le sue forze militari da alcune aree della Cisgiordania, che venne quindi divisa in:

  • Territorio a controllo e amministrazione palestinese (Area A)
  • Territorio a controllo israeliano ma con amministrazione palestinese (Area B)
  • Territorio a controllo e amministrazione israeliana (Area C)

Le aree B e C costituiscono la maggior parte del territorio, composto dalle zone rurali, mentre le aree urbane — dove risiede la maggior parte della popolazione palestinese — sono principalmente nell'Area A.

Lo status della regione in base ai negoziati di pace israelo-palestinesi[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,[7], l'Assemblea generale delle Nazioni Unite[8], la Corte Internazionale di Giustizia,[9] e il Comitato internazionale della Croce Rossa[10]], si riferiscono ad esso come ad un territorio occupato da Israele.

Lo stato futuro della Cisgiordania, assieme alla Striscia di Gaza, sulla costa mediterranea, è stato a lungo dibattuto, a prova del fatto che non tutti concordano che l'area sia destinata a costituire uno stato autonomo palestinese (si veda Proposte per uno Stato di Palestina).

Israele preferisce il termine territori contesi, sostenendo che questo sia più vicino al punto di vista neutrale, alla realtà dei fatti storici e al diritto internazionale di guerra, oltre alla legittimità giuridica della fondazione dello Stato di Israele. Questo punto di vista non viene accettato da molte correnti soprattutto di estrema sinistra ed arabe, che considerano "occupato", come il termine più vicino alle loro posizioni.

Generalmente, il mondo arabo considera la Cisgiordania come proprietà esclusiva degli arabi palestinesi che vi risiedono, e guardano alla presenza israeliana come a quella di una forza di occupazione. I sostenitori di questa visione si riferiscono comunemente alla Cisgiordania e alla Striscia di Gaza come ai "territori occupati".

La visione di Israele sulla situazione attuale è la seguente:

  1. Il confine orientale di Israele non è mai stato definito da nessuno.
  2. I territori contesi non fecero parte di nessuno stato (l'annessione giordana non venne mai riconosciuta) fin dai giorni dell'Impero Ottomano.
  3. In base all'Accordi di Camp David con l'Egitto, l'accordo con la Giordania del 1994, gli Accordi di Oslo con l'OLP, lo status finale dei territori sarà fissato solo nell'ambito di un accordo permanente tra Israele e i palestinesi.

Amministrazione in base agli accordi di Oslo[modifica | modifica wikitesto]

Mappa della situazione nei territori palestinesi nel 2007

Gli accordi di Oslo del 1993 ha dichiarato che lo stato finale della Cisgiordania sarà oggetto di un prossimo accordo tra Israele e la leadership palestinese. A seguito di tali accordi ad interim, Israele ha ritirato il suo governo militare da alcune parti della Cisgiordania, che è stata divisa in tre settori:

Area Controllo Amministrazione % di territorio
della Cisgiordania
% di Palestinesi
in Cisgiordania
A Palestinese Palestinese 17% 55%
B Israeliano Palestinese 24% 41%
C Israeliano Israeliana 59% 4%[11]

L'Area A comprende le città palestinesi, e alcune zone rurali di distanza da centri di popolazione di Israele nel nord (tra Jenin, Nablus, Tubas, e Tulkarm), il sud (nei pressi di Hebron), e uno nel centro sud di Salfit. L'Area B aggiunge altre popolate aree rurali, molto più vicino al centro della Cisgiordania. L'Area C contiene tutti gli insediamenti israeliani, le strade di accesso utilizzato per gli insediamenti, zone cuscinetto (vicino a insediamenti, strade, aree strategiche, e in Israele), e quasi tutta la Valle del Giordano e il deserto di Giuda.

Le Aree A e B sono a loro volta divisi tra le 227 aree separate (199 dei quali sono inferiori a 2 chilometri quadrati) che sono separati gli uni dagli altri da una zona controllata di area C.[12]

Mentre la stragrande maggioranza della popolazione palestinese vive in zone A e B, le terre vacanti disponibili per la costruzione di decine di villaggi e città in tutta la West Bank, è situato ai margini della comunità e definita come area C.[13]

L'Autorità palestinese ha il pieno controllo civile nell'area A, l'area B è caratterizzata da un'amministrazione congiunta tra l'ANP e di Israele, mentre la zona C è sotto il pieno controllo israeliano.

Città della Cisgiordania[modifica | modifica wikitesto]

La parte più densamente popolata della regione è la dorsale montuosa, che corre da nord a sud, dove si trovano le città di Nablus, Ramallah, Betlemme, e Hebron. Jenin, nell'estremo nord della Cisgiordania, si trova sul confine meridionale della valle di Jezreel, Qalqilya e Tulkarm sono situate alle pendici delle colline adiacenti alla piana costiera di Israele, mentre Gerico è posta vicino al fiume Giordano, poco più a nord del Mar Morto. A nord di Ramallah si sta costruendo la nuova città di Rawabi.[14][15]

Maale Adumim (circa 6 km ad est di Gerusalemme) e Ariel (tra Nablus e Ramallah) sono gli insediamenti israeliani più grandi.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima in Cisgiordania è temperato con estati calde caratterizzate da notevole escursione termica ed inverni miti con possibilità di qualche nevicata. Nella zona di Gerico e nel Mar Morto il clima è pre-desertico, caldo e secco.

Trasporti e comunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

La Cisgiordania ha 4.500 km di strade, dei quali 2.700 km sono asfaltati. Autostrade servono gli insediamenti israeliani e sono inaccessibili ai palestinesi. La Cisgiordania ha anche tre aeroporti con pista asfaltata, tutti israeliani e vietati ai palestinesi, che devono varcare il confine per via terrestre. Non esistono ferrovie.

La compagnia israeliana Bezeq, e quella palestinese PALTEL, sono responsabili per i servizi di telecomunicazioni in Cisgiordania. La Palestinian Broadcasting Corporation trasmette da una stazione AM a Ramallah sui 675 kHz; numerose stazioni locali private sono in funzione. Gran parte delle abitazioni palestinesi ha una radio, e molte hanno un televisore, ma non sono disponibili cifre precise.

Religioni[modifica | modifica wikitesto]

La comunità musulmana è circa il 75% della popolazione, il 17% è ebraica e l'8% cristiana.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ prendendo Gerusalemme come punto di riferimento
  2. ^ Forze di difesa israeliane (IDF), Ordinanza No. 187. Pubblicato in Ebraico e Arabo su Collection no. 9 of ordinances for the West Bank, 22 gennaio 1968, p. 368
  3. ^ "West Bank":
    • "The West Bank was only coined by Jordan in 1950 and was used till 1967 to delineate the area west of the Jordan River which had been seized by Jordan in the 1948 Arab- Israel War when Jews living there had been driven out by the Jordanian army. This new name operated to irrevocably sever any historic connection of the Jews with the place of their national birth and existence."[1]
  4. ^ "Judea and Samaria":
    • "Only some right wing Jewish media in Israel and abroad now consistently and repeatedly use “Judea and Samaria". The international media have adopted the term “West Bank” without demur in virtually every editorial piece they publish." [2] David Singer, Myanmar and Israel - Fighting the Semantic Wars, International Analyst Network (2007)
    • "However, the fundamental problem for Gush Emunim posed by the Elon Moreh decision was the direct challenge it constituted to its effort to erase the "green line" (Israel's June 5, 1967 borders, i e the 1949 armistice lines) dividing Israel proper from "Judea and Samaria" (the West Bank). Israel and the West Bank after Elon Moreh: The Mechanics of De Facto Annexation, Ian Lustick, The Middle East Journal, 1981
  5. ^ Philologos, "The Battle Over Judea and Samaria'", The Forward, January 27, 2006.
  6. ^ Mideastisms, William Safire, New York Times, January 15, 2006.
  7. ^ Resolution 446, Resolution 465, Resolution 484, among others
  8. ^ Applicability of the Geneva Convention relative to the Protection of Civilian Persons in Time of War, of 12 August 1949, to the Occupied Palestinian Territory, including Jerusalem, and the other occupied Arab territories, United Nations, 17 dicembre 2003. URL consultato il 27 settembre 2006.
  9. ^ Legal Consequences of the Construction of a Wall in the Occupied Palestinian Territory, International Court of Justice, 9 luglio 2004. URL consultato il 27 settembre 2006.
  10. ^ Conference of High Contracting Parties to the Fourth Geneva Convention: statement by the International Committee of the Red Cross, International Committee of the Red Cross, 5 dicembre 2001. URL consultato il 27 settembre 2006.
  11. ^ JURIST - Palestinian Authority: Palestinian law, legal research, human rights, Jurist.law.pitt.edu. URL consultato il 9 ottobre 2008.
  12. ^ The West Bank and Gaza: A Population Profile - Population Reference Bureau, Prb.org. URL consultato il 9 ottobre 2008.
  13. ^ B'Tselem - Publications - Land Grab: Israel's Settlement Policy in the West Bank, May 2002, Btselem.org. URL consultato il 9 ottobre 2008.
  14. ^ CONSUL GENERAL CANTINI VISITS THE “NEW CITY” OF RAWABI TOGETHER WITH THE PALESTINIAN BUSINESSMAN BASHAR AL-MASRI. Consolato Generale d`Italia a Gerusalemme, 28 marzo 2012
  15. ^ A Shining City On a Hill. TIME, 21 marzo 2011
  16. ^ the World Factbook

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]