Ramallah
| Ramallah città |
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| Dati amministrativi | |||||||
| Stato | |||||||
| Governatorato | Ramallah e al-Bireh | ||||||
| Sindaco | Janet Mikhail | ||||||
| Territorio | |||||||
| Coordinate | 31°54′18″N 35°12′21″E / 31.905°N 35.20583°ECoordinate: 31°54′18″N 35°12′21″E / 31.905°N 35.20583°E | ||||||
| Superficie | 16,3 km² | ||||||
| Abitanti | 118 400 (2006) | ||||||
| Densità | 7 263,8 ab./km² | ||||||
| Altre informazioni | |||||||
| Fuso orario | UTC+2 | ||||||
| Localizzazione | |||||||
Rāmallāh (più correttamente Rām Allāh, arabo: رام الله, che significa "Monte di Dio" o, più propriamente, "Casa di Dio") è una città palestinese di circa 118.400 abitanti, situata nel centro della Cisgiordania, circa 18 km a nord di Gerusalemme.
Gli arabi palestinesi considerano come loro capitale al-Quds (lett. "la Santa", cioè Gerusalemme). Ciò nondimeno, la perdurante situazione di precarietà e di conflitto con lo Stato d'Israele, unitamente alla sostanziale assenza di un vero e proprio Stato palestinese, ha fatto di Rāmallāh la capitale virtuale, o tacitamente provvisoria, dell'amministrazione palestinese.
A Rāmallāh, infatti, c'è il Parlamento palestinese, la sede dei vari Ministeri, le rappresentanze diplomatiche straniere (sotto forma di Consolati ma anche di Ambasciate), così come la cosiddetta Muqāṭaʿa (arabo: المقاطعة, al-Muqāṭaʿa, "la Separata"), cioè il complesso di edifici che ospita, tra l'altro, la sede dell'Autorità Nazionale Palestinese e dove si trova anche l'ufficio principale del presidente Abū Māzen; sempre all'interno della Muqāṭaʿa è stato costruito il mausoleo che conserva la salma dell'ex leader palestinese Yāsser ʿArafāt, inaugurato, ufficialmente, il 10 novembre 2007, cioè alla vigilia del terzo anniversario della sua morte.
Indice |
La Parigi della Cisgiordania[modifica]
Precedentemente allo scoppio della prima intifada, Rāmallāh era considerata la "Parigi della Cisgiordania", in quanto ricca di ristoranti, caffè e locali vari, che ne rendevano la vita serale e notturna particolarmente vivace. È una città tendenzialmente aperta a culture differenti da quella islamica, e la legge coranica - grazie anche alla significativa presenza di arabi cristiani - non viene applicata alla lettera: ad esempio, in molti ristoranti di Rāmallāh si può ordinare il vino, cosa impossibile in altre aree della stessa Cisgiordania, come Hebron, o nella striscia di Gaza, dove l'influenza dell'Islam è più radicale; addirittura, ad Hebron non ci sono sale cinematografiche, proibite dall'Islam più intransigente, mentre Rāmallāh ha dei cinema nei quali, oltre alle normali pellicole del circuito arabo ed internazionale, si realizzano anche festival e proiezioni cosiddette d'essai. Inoltre non è impossibile imbattersi in sfilate di moda o concerti Hip hop[1]. Questo anelito di modernità lo ritroviamo anche nelle istituzioni politiche: nel dicembre 2005, il consiglio comunale ha eletto il primo sindaco donna di religione cattolica della storia della città; si tratta di Janet Mikhail (arabo: جانيت مخائيل; n. 1945), tuttora in carica.
Immagini di Rāmallāh[modifica]
Note[modifica]
- ^ (PT) Globo Tv: Moda e Hip Hop animano la notte dei giovani nella Terra Santa - servizio trasmesso il 18 novembre 2008
Voci correlate[modifica]
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