Mahmūd Abbās

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Mahmūd Abbās (Abū Māzen)
Mahmoud Abbas.jpg

Presidente della Palestina
In carica
Inizio mandato 8 maggio 2005
Predecessore Yasser Arafat

Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese
Durata mandato 15 gennaio 2005 –
3 gennaio 2013
Predecessore Rawhi Fattuh (ad interim)
Successore carica abolita

Presidente dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina
In carica
Inizio mandato 29 ottobre 2004
Predecessore Yasser Arafat

Primo Ministro dell'Autorità Nazionale Palestinese
Durata mandato 19 marzo 2003 –
6 settembre 2003
Predecessore carica creata
Successore Ahmed Qurei

Dati generali
Partito politico al-Fath

Mahmūd Abbās, conosciuto anche con la kunya Abū Māzen (Safad, 26 marzo 1935), è un politico palestinese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

È stato tra i fondatori dell'organizzazione al-Fath ed è entrato nel Consiglio Nazionale Palestinese nel 1968; nel 1981 è divenuto membro dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Ha partecipato ai colloqui di pace di Madrid del 1991 e di Oslo del 1993, in cui ha ricoperto il ruolo chiave di coordinatore.

Nel 1996 ha assunto la carica di Segretario Generale del Comitato Esecutivo dell'OLP. Nel 2003 è divenuto Primo Ministro, carica questa mantenuta per poco tempo, a causa di frequenti contrasti con i gruppi più radicali e con lo stesso Yāser ʿArafāt.

Padre di tre figli, Māzen (morto a 42 anni per infarto), Yāser e Tāreq, deve il nome con cui è maggiormente noto (Abū Māzen) al suo primogenito. La sua kunya infatti letteralmente significa Padre di Māzen.

Dal 27 aprile 2013 è cittadino onorario di Napoli, e dal 28 dello stesso mese anche di Pompei[1].

Presidenza dell'ANP[modifica | modifica sorgente]

Il 15 gennaio 2005 è stato eletto alla presidenza dell'Autorità Nazionale Palestinese, carica precedentemente ricoperta fino alla morte dal leader palestinese Yāser ʿArafāt e poi ad interim, per breve tempo, da Rawhi Fattuh. Mahmūd ʿAbbās è il primo presidente palestinese nominato sulla base dell'esito di una tornata elettorale. Pur essendo il suo mandato scaduto il 23 novembre 2008, egli è ancora in carica, poiché ha prorogato unilateralmente la durata del suo mandato al 15 gennaio 2009, in base ad una clausola costituzionale, e poi è rimasto al suo posto alla scadenza di tale proroga[2]. Da allora Aziz Duwaik è stato riconosciuto come legittimo Presidente dal Governo Haniyeh della striscia di Gaza, mentre Abbās è riconosciuto dal Governo Fayyad, dall'ONU e da tutti gli Stati che riconoscono l'indipendenza palestinese[3].

Dichiarazioni sull'Olocausto[modifica | modifica sorgente]

Abu Mazen è stato accusato talvolta di sminuire la Shoah. Nella sua tesi di dottorato in storia svolta presso il Collegio Orientale di Mosca nel 1982 e intitolata "La connessione tra nazismo e sionismo, 1933-1945" Abu Mazen afferma

«Sembra che il movimento sionista sia interessato ad aumentare le stime dei morti a causa dell'Olocausto per averne un maggiore tornaconto. Questo li ha portati ad enfatizzare questa stima [sei milioni] per conquistare la solidarietà dell'opinione pubblica internazionale. Molti studenti hanno analizzato tale stima ed hanno raggiunto conclusioni sorprendenti, fissando il numero di vittime a poche centinaia di migliaia.»[4][5]

La tesi, pubblicata nel 1984 in arabo ad Amman in Giordania dall'editrice "Dār Ibn Rushd", è stata criticata da numerose organizzazioni ebraiche come esempio di negazionismo dell'Olocausto. Nel maggio 2003, in una intervista ad 'Haaretz, Abbās ha precisato:

«Ho scritto nel dettaglio dell'Olocausto ed ho detto di non voler discutere dei numeri. Ho riportato una tesi comune tra gli storici, tra i quali esistono alcuni che parlano di 12 milioni di vittime, altri di 800.000. Non desidero discutere delle stime. L'Olocausto è stato un crimine terribile ed imperdonabile contro la nazione ebraica, un crimine contro l'umanità che non può essere accettato da qualsiasi essere umano. L'Olocausto è stata una cosa terribile e nessuno può metterla in discussione o negarla.»[6]

Nel 2014 Abu Mazen è ritornato sul tema, durante la celebrazione israeliana dello Yom HaShoah, affermando, in una dichiarazione pubblicata dall'agenzia Wafa come "messaggio speciale al popolo ebraico", che "lo sterminio degli ebrei durante l'Olocausto è il più odioso crimine contro l’umanità avvenuto nell’era moderna" e che è giusto "combattere il razzismo". Si è trattato della prima volta in cui un leader palestinese o arabo ha usato in pubblico parole così importanti, dato che l'Olocausto è considerato un tabù storico-politico da gran parte del mondo islamico, essendo ritenuto da molti una giustificazione degli eccessi del sionismo o addirittura una falsità propagandistica di Israele.[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Napoli, Abu Mazen cittadino onorario «Felice di essere napoletano»
  2. ^ Abu Mazen - Ultime notizie su Abu Mazen - Argomenti del Sole 24 Ore
  3. ^ Hamas Says Dweik 'Real President' until Elections are Held
  4. ^ (EN) Un primo ministro palestinese negazionista dell'Olocausto? di Rafael Medoff (The David S. Wyman Institute for Holocaust Studies)
  5. ^ (EN) Abu Mazen e l'Olocausto di Tom Gross
  6. ^ (EN) Intervista a Mahmūd Abbās di Akiva Eldar, Haaretz. maggio 2003
  7. ^ Abu Mazen; "L'Olocausto il più odioso crimine contro l'umanità

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente dell'Autorita Nazionale Palestinese Successore Flag of Palestine.svg
Rawhi Fattuh 2005-2013 carica abolita

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