Mahmūd Abbās

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Mahmūd Abbās (Abū Māzen)
Mahmoud Abbas.jpg

Presidente della Palestina
Predecessore Rawhi Fattuh

Dati generali
Partito politico al-Fath

Mahmūd Abbās, conosciuto anche con la kunya Abū Māzen (Safad, 26 marzo 1935), è un politico palestinese.

Il 9 gennaio 2005 è stato eletto alla presidenza dell'Autorità Nazionale Palestinese, carica precedentemente ricoperta fino alla morte dal leader palestinese Yāser ʿArafāt e poi ad interim, per breve tempo, da Rawhi Fattuh. Mahmūd ʿAbbās è il primo presidente palestinese nominato sulla base dell'esito di una tornata elettorale. Pur essendo il suo mandato scaduto a gennaio 2009, egli è ancora in carica, poiché ha prorogato unilateralmente la durata del suo mandato in base ad una clausola costituzionale e poi è rimasto al suo posto alla scadenza della proroga.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

È stato tra i fondatori dell'organizzazione al-Fath ed è entrato nel Consiglio Nazionale Palestinese nel 1968; nel 1981 è divenuto membro dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Ha partecipato ai colloqui di pace di Madrid del 1991 e di Oslo del 1993, in cui ha ricoperto il ruolo chiave di coordinatore.

Nel 1996 ha assunto la carica di Segretario Generale del Comitato Esecutivo dell'OLP. Nel 2003 è divenuto Primo Ministro, carica questa mantenuta per poco tempo, a causa di frequenti contrasti con i gruppi più radicali e con lo stesso Yāser ʿArafāt.

Padre di tre figli, Māzen (morto a 42 anni per infarto) Yāser e Tāreq, deve il nome con cui è maggiormente noto - Abū Māzen - al suo primogenito. La sua kunya infatti letteralmente significa Padre di Māzen.

Dal 27 aprile 2013 è cittadino onorario di Napoli e dal 28 dello stesso mese anche di Pompei.[2]

Dichiarazioni sull'Olocausto[modifica | modifica sorgente]

Nella sua tesi di dottorato in storia svolta presso il Collegio Orientale di Mosca nel 1982 e intitolata "La connessione tra nazismo e sionismo, 1933-1945" Abu Mazen afferma

"Sembra che il movimento sionista sia interessato ad aumentare le stime dei morti a causa dell'Olocausto per averne un maggiore tornaconto. Questo li ha portati ad enfatizzare questa stima [sei milioni] per conquistare la solidarietà dell'opinione pubblica internazionale. Molti studenti hanno analizzato tale stima ed hanno raggiunto conclusioni sorprendenti, fissando il numero di vittime a poche centinaia di migliaia."[3][4]

La tesi, pubblicata nel 1984 in arabo ad Amman in Giordania dall'editrice "Dār Ibn Rushd", è stata criticata da numerose organizzazioni ebraiche come esempio di negazionismo dell'Olocausto. Nel maggio 2003, in una intervista ad 'Haaretz, Abbās ha precisato:

"Ho scritto nel dettaglio dell'Olocausto ed ho detto di non voler discutere dei numeri. Ho riportato una tesi comune tra gli storici, tra i quali esistono alcuni che parlano di 12 milioni di vittime, altri di 800.000. Non desidero discutere delle stime. L'Olocausto è stato un crimine terribile ed imperdonabile contro la nazione ebraica, un crimine contro l'umanità che non può essere accettato da qualsiasi essere umano. L'Olocausto è stata una cosa terribile e nessuno può metterla in discussione o negarla."[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://argomenti.ilsole24ore.com/abu-mazen.html consultato il 3 settembre 2010
  2. ^ Napoli, Abu Mazen cittadino onorario «Felice di essere napoletano»
  3. ^ (EN) Un primo ministro palestinese negazionista dell'Olocausto? di Rafael Medoff (The David S. Wyman Institute for Holocaust Studies)
  4. ^ (EN) Abu Mazen e l'Olocausto di Tom Gross
  5. ^ (EN) Intervista a Mahmūd Abbās di Akiva Eldar, Haaretz. maggio 2003

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente dell'Autorita Nazionale Palestinese Successore Flag of Palestine.svg
Rawhi Fattuh dal 2005 in carica

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