Partito Liberale Italiano (1997)

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Partito Liberale Italiano
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Segretario Giancarlo Morandi
Presidente Stefano De Luca
Coordinatore Daniele Toto
Stato Italia Italia
Fondazione 4 luglio 1997
Sede Via Uffici del Vicario, 43 - Roma
Ideologia Liberalismo
Liberismo[1]
Collocazione Centro[2]
Coalizione Nuovo Polo per l'Italia (2010-2012)
Scelta Europea (2014)
Partito europeo ALDE
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Testata rivoluzioneliberale.it
Organizzazione giovanile Gioventù Liberale Italiana
Colori blu, bianco
Sito web www.partitoliberale.it

Il Partito Liberale Italiano (PLI) è un partito politico italiano, fondato il 4 luglio 1997 come Partito Liberale e che nel 2004 ha assunto l'attuale denominazione.[3]

Si ispira all'omonima formazione attiva dal 1943 al 1994, a sua volta erede dei movimenti che hanno guidato il Regno d'Italia fino all'avvento del Fascismo.

La nascita del Partito Liberale e le prime alleanze (1997-2004)[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 1996 a Chianciano Terme ha luogo un convegno sul tema Liberali storici: che fare?, dove i presenti manifestano la necessità di riproporre le loro idee in una forza aperta e strutturata[4].

Il 1º febbraio 1997 viene celebrata l'assemblea di fondazione della Costituente per il Partito Liberale, promossa da Egidio Sterpa[5].

Il 4 e 5 luglio seguenti un congresso[6][7] costituisce il Partito Liberale. Sterpa ne diviene il presidente, mentre alla segreteria va Stefano De Luca.

Il 19 novembre Mario Segni, Diego Masi, Stefano De Luca, Egidio Sterpa e Carlo Scognamiglio annunciano una collaborazione con il Patto Segni[8][9].

A cavallo fra il 1997 e il 1998 l'interesse per la costituenda Unione Democratica per la Repubblica di Francesco Cossiga sfocia in un'adesione formale[10][11][12][13].

Tramontata l'UDR, alla vigilia delle elezioni europee del 1999, sembra che la soluzione maggiormente redditizia sia quella di un avvicinamento a Forza Italia[14][15].

La storica denominazione[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso di avvicinamento con altri dei soggetti della diaspora liberale, I Laici di Salvatore Grillo e la Destra Liberale - Liberali per l'Italia di Giuseppe Basini e Gabriele Pagliuzzi culmina con il congresso del 3-4 dicembre 2004 nel quale viene ripristinata la denominazione di Partito Liberale Italiano. Stefano De Luca viene confermato segretario.

Al progetto hanno aderito anche Renato Altissimo, Gianfranco Ciaurro, Attilio Bastianini.

Le elezioni regionali del 2005 e le politiche del 2006[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni regionali del 2005 rappresentano altresì la possibilità di dar vita, con il Nuovo PSI e il PRI, ad un polo laico e riformista.

Nel gennaio 2006, in vista delle elezioni politiche, Stefano De Luca raccoglie l'invito di Silvio Berlusconi a presentarsi all'interno della Casa delle Libertà.

Le liste presentate, a causa del numero insufficiente di firme, sono solo in 5 circoscrizioni alla Camera e in 6 regioni al Senato. I dati non sono certamente confortanti: variano dallo 0,1 allo 0,3%,.

In occasione del referendum costituzionale del 2006 il partito si schiera nettamente contro la riforma.

Successivamente viene formalizzata la nascita della componente del gruppo misto Repubblicani, Liberali, Riformatori.

Dal IV Congresso Nazionale (Roma, 22-24 giugno 2007) non emergono sostanziali novità; Stefano De Luca mantiene il comando.

La dinamica corrente di destra di Pagliuzzi ufficializza invece il suo abbandono.

La corsa solitaria alle Elezioni Politiche del 2008[modifica | modifica wikitesto]

Per elezioni politiche italiane del 2008, considerate fondamentali per il definitivo rilancio, viene stipulato un accordo con alcuni soggetti minori (Polo Civico di Centro, Unione Cattolica Italiana).

Alla fine la presentazione di liste autonome in tutte le circoscrizioni porta allo 0,28%[16] alla Camera e lo 0,31%[17] al Senato - non consente tuttavia di eleggere alcun parlamentare.

Il V congresso e le elezioni del 2009 e 2010[modifica | modifica wikitesto]

Un nuovo Congresso nazionale del 20 e 21 febbraio 2009 è invece teatro di un serrato confronto fra gli aspiranti segretari.

L'uscente De Luca sfida il direttore de L'Opinione delle libertà Arturo Diaconale. Marco Taradash, proveniente dai Riformatori Liberali, ambisce invece alla Presidenza.

Questi ultimi propongono una collocazione stabile nel centro-destra e il ricorso alle elezioni primarie per la selezione delle candidature.

L'inossidabile capo (che alla fine vince con il 73% dei suffragi)[18] ha due sostenitori d'eccezione quali Paolo Guzzanti ed Enzo Palumbo, il cui ingresso nel partito avviene con il gruppo Rete Liberale, erede della corrente Nuova Democrazia del vecchio PLI.

Suo vice è Paolo Guzzanti, Carlo Scognamiglio Pasini presidente, Enzo Palumbo a capo del Consiglio Nazionale e Carla Martino nuovamente presidentessa onoraria.

In occasione delle elezioni amministrative del 2009 il patito presenta in cinque province e tre comuni capoluogo. Il miglior risultato è lo 0,70% raccolto in quel di Bari.

Nel frattempo assistiamo ad una significativa presa di distanza dal governo Berlusconi.

Il periodo che precede le elezioni europee sono anche caratterizzate dalla diffidenza delle altre formazioni ad accettare alleanze, al fine di superare la soglia di sbarramento del 4%.

Alle elezioni regionali di marzo 2010 quando, falliti i tentativi di alleanza con le forze centriste (API, MRE, UDC) e con i Radicali Italiani, il PLI si presenta unicamente in Puglia con proprio simbolo[senza fonte] e in Basilicata, in una lista di appoggio al candidato del centrodestra.

Il nuovo statuto[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio Nazionale del 21-22 maggio 2010 ha approvato il nuovo statuto che prevede, tra l'altro, l'istituto delle primarie e il referendum.

Il ritorno a Montecitorio[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 maggio del 2010, in considerazione della partecipazione alle Politiche 2008, il partito ha avuto la possibilità di costituire con il suo deputato Paolo Guzzanti un autonomo sottogruppo parlamentare.

Ad esso, ribattezzato 'NOI SUD LIBERTA' E AUTONOMIA - PARTITO LIBERALE ITALIANO e secondo per consistenza numerica all'interno del Misto, si sono immediatamente iscritti Elio Belcastro, Antonio Gaglione, Arturo Iannaccone, Antonio Milo, Luciano Mario Sardelli.

Il Nuovo Polo per l'Italia ed il ritorno al Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 gennaio 2011 i dirigenti contribuiscono alla costituzione del Nuovo Polo per l'Italia[19].

Il 25 febbraio il senatore Enrico Musso, eletto in Parlamento nella lista del PDL, annuncia la sua adesione[al PLI?][20] e il 13 aprile viene nominato vice-segretario nazionale. Nel frattempo gli ex segretari liberali Renato Altissimo ed Alfredo Biondi tornano all'impegno attivo nel partito.[21]

Dal 10 maggio il gruppo parlamentare del Senato Unione di Centro, SVP e Autonomie assume la denominazione Unione di Centro, SVP e Autonomie (UnioneValdôtaine, MAIE, VersoNord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano)[22].

Le elezioni amministrative 2011 e il lancio di Rivoluzione Liberale[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle elezioni amministrative italiane del 2011 il miglior risultato (1,53%) è a Cosenza.

A Milano, unitamente ad Alleanza per l'Italia e Futuro e Libertà per l'Italia promuove la lista Nuovo Polo per Milano, che ottiene il 2,68% delle preferenze, a sostegno di Manfredi Palmieri.

In quel periodo nasce il quotidiano online Rivoluzione Liberale[23], diretto da Marco Sabatini e chiaramente ispirato a Piero Gobetti.

La rinnovata presenza parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

A novembre 2011, nel corso della discussione parlamentare sulla legge di stabilità 2012, che avrebbe portato alla crisi di governo, alcuni deputati esponenti del centrodestra critici verso il governo Berlusconi IV confluiscono nel Gruppo Misto all'interno del quale si forma la componente "Liberali per l'Italia - PLI"[24], della quale Fabio Gava è l'unico componente ascrivibile direttamente al PLI.

In ragione della presenza di Enrico Musso al Senato della Repubblica il PLI torna ad essere, a distanza di 17 anni, presente in entrambi i rami del Parlamento.

Il 13 novembre 2011, durante le consultazioni del presidente della Repubblica seguite alle dimissioni del Governo Berlusconi IV, questi annuncia pieno sostegno ad un'eventuale governo guidato da Mario Monti.

Il XXVIII Congresso Nazionale (VI dalla rifondazione)[modifica | modifica wikitesto]

Al Congresso Nazionale del marzo 2012 vengono presentate due mozioni: la prima, in seguito approvata a maggioranza dei delegati, conferma Stefano De Luca nel ruolo di segretario nazionale, la seconda punta alla sua sostituzione con Enrico Musso.

A dicembre giunge a compimento la riorganizzazione della Gioventù Liberale Italiana, promossa sin da maggio; il segretario è Paolo Bianchi.[25]

Elezioni europee ed amministrative 2014[modifica | modifica wikitesto]

In vista delle elezioni europee il PLI aderisce a Scelta Europea, lista unitaria di legata al belga Guy Verhofstadt candidato alla presidenza della Commissione europea.

Con 197.942 voti, pari allo lo 0,72%, essa non riesce a superare la soglia di sbarramento del 4% e non ottiene alcun seggio.

Alle Elezioni amministrative italiane del 2014 il partito presenta proprie liste a Prato, Pescara e Teramo. In quest'ultima città il candidato sindaco Berardo Rabbuffo ha ottenuto il 2,56% dei consensi.

In Friuli-Venezia Giulia il simbolo è stato presentato in 5 comuni. I maggiori risultati si registrano a Fiumicello, in Provincia di Udine, dove viene raggiunto il 7% e a Mossa, in Provincia di Gorizia, con una percentuale analoga.

Nel XXIX Congresso Nazionale (VII dalla rifondazione) di ottobre 2014 è prevalsa la scelta di mantenere la piena autonomia rispetto al centro-destra e al centro-sinistra e di interlocuzione con gli altri soggetti riconducibili a quest'area (Alleanza Liberaldemocratica per l’Italia, Fare per Fermare il Declino, Partito Federalista Europeo, Partito Repubblicano Italiano, Radicali Italiani).

Nell'occasione il consiglio Nazionale, eletto all'unanimità, ha proceduto alla costituzione degli organi di vertice di propria competenza.

Il nuovo presidente è quindi Stefano De Luca, con Giancarlo Morandi confermato nel ruolo di segretario e Daniele Toto che assume la carica di coordinatore organizzativo.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

I riferimenti ideali del partito sono ravvisabili nel Liberalismo riformatore di Benedetto Croce, in una sana laicità e negli insegnamenti autenticamente liberisti di Luigi Einaudi.

Altre figure di riferimento sono Giovanni Giolitti, Giovanni Amendola, Enrico De Nicola, Nicolò Carandini e Giovanni Malagodi.

Risultati Elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Seggi
Politiche 2006 Camera 12.265 0,032 0
Senato 15.762 0,046 0
Politiche 2008 Camera 104.053 0,284 0
Senato 100.721 0,307 0
Politiche 2013 Camera 28.027 0,08 0
Senato - - -
Europee 2014 in Scelta Europea 0

Congressi[modifica | modifica wikitesto]

  • XXIII (I dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 4-5 luglio 1997
  • XXIV (II dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 23-24 febbraio 2001
  • XXV (III dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 3-4 dicembre 2004
  • XXVI (IV dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 22-24 giugno 2007
  • XXVII (V dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 20-22 febbraio 2009
  • XXVIII (VI dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 23-25 marzo 2012
  • XXIX (VII dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 3-4-5 ottobre 2014

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Segretari[modifica | modifica wikitesto]

Vicesegretari[modifica | modifica wikitesto]

Coordinatori[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti del Consiglio Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti Onorari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Manifesto liberale
  2. ^ Congresso PLI, De Luca confermato segretario
  3. ^ I Liberali a Congresso
  4. ^ Egidio Sterpa, A che serve un partito liberale, in "L'Opinione", 21 marzo 1998
  5. ^ Assemblea della Costituente del nuovo Partito Liberale
  6. ^ "Dal XXII Congresso del P.L.I. al I Congresso del P.L." - Per riunire i liberali rinnovando la tradizione culturale, politica e morale del Partito di Amendola, Einaudi e Croce, Martino e Malagodi, Bozzi e Valitutti (4/7/1997)
  7. ^ "Dal XXII° Congresso del P.L.I. al I° Congresso del P.L." - Per riunire i liberali rinnovando la tradizione culturale, politica e morale del Partito di Amendola, Einaudi e Croce, Martino e Malagodi, Bozzi e Valitutti (5/7/1997)
  8. ^ Presentazione della proposta di creazione di un nuovo soggetto liberaldemocratico org. c/o la sala stampa di Montecitorio
  9. ^ CENTRO: FEDERAZIONE LIBERALI-PATTO, GUARDANDO A COSSIGA
  10. ^ CENTRO: TRA PARTITO E UDF, ECCO IL MOVIMENTO DI COSSIGA
  11. ^ COSSIGA: PL ADERISCE ALLA FEDERAZIONE DI CENTRO
  12. ^ UDR: NASCONO I 'COMITATI LIBERALDEMOCRATICI PER COSSIGA'
  13. ^ UDR: BENEDETTO (PLI), IL PROGETTO DEVE ANDARE AVANTI
  14. ^ FI: BERLUSCONI RILANCIA FEDERAZIONE CENTRO, 13 SIGLE UNITE
  15. ^ FI: BERLUSCONI RILANCIA FEDERAZIONE CENTRO, 13 SIGLE UNITE (2)
  16. ^ Ministero dell'Interno - Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15 aprile 2008.
  17. ^ Ministero dell'Interno - Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15 aprile 2008.
  18. ^ PLI: De Luca rieletto segretario Nazionale del Partito
  19. ^ Documento politico approvato dalla direzione nazionale del PLI del 20 gennaio 2011
  20. ^ Musso nel gruppo con l’Udc, i commenti genovesi: traditore o coraggioso liberale? | Genova24.it
  21. ^ PLI: Il Consiglio Nazionale saluta il ritorno di Altissimo, Biondi e Musso
  22. ^ Gruppo Unione di Centro, SVP e Autonomie (UnioneValdôtaine, MAIE, VersoNord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano) XVI Legislatura (dal 29 aprile 2008) Composizione storica.
  23. ^ http://www.rivoluzione-liberale.it/
  24. ^ Governo, scontenti Pdl formano un nuovo gruppo in misto . Si chiama Pli, Popolari Liberali per l'Italia - Politica - Tgcom
  25. ^ Segretario Nazionale

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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