Partito Liberale Italiano (1997)

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Partito Liberale Italiano
Pli.png
Segretario Giancarlo Morandi
Coordinatore Edoardo de Blasio
Stato Italia Italia
Fondazione 4 luglio 1997
Sede Via Uffici del Vicario, 43 - Roma
Ideologia Liberalismo[1]
Centrismo[2]
Collocazione Centro[senza fonte]
Coalizione Nuovo Polo per l'Italia (2010-2012)
Scelta Europea (2014)
Partito europeo ALDE
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Testata rivoluzioneliberale.it
Organizzazione giovanile Gioventù Liberale Italiana
Colori blu, bianco
Sito web www.partitoliberale.it

Il Partito Liberale Italiano (PLI) è un partito politico italiano fondato il 5 luglio 1997. [3]

Ispirato al disciolto PLI, attivo dal 1943 al 1994 e protagonista in vari governi nel corso della Prima Repubblica, fin dalla sua costituzione è stato guidato da Stefano De Luca.

Nel congresso del 2004, nel quale si è registrata l'adesione de I Laici di Salvatore Grillo e di Destra Liberale - Liberali per l'Italia di Giuseppe Basini e Gabriele Pagliuzzi, è stato deciso il ritorno allo storico nome.[4]

Nel Congresso del 2009 aderisce al partito anche il gruppo Rete Liberale Sicilia di Enzo Palumbo, il quale viene eletto Presidente del Consiglio Nazionale del partito.

A seguito del XXVIII Congresso Nazionale (VI dalla rifondazione) tenutosi nel marzo del 2012 sono risultati eletti dai Delegati al Congresso: Presidente d'onore Carla Martino, Presidente Nazionale Enzo Palumbo, Segretario Nazionale Stefano de Luca e Presidente del Consiglio Nazionale Renata Jannuzzi.

Non condivide, prediligendo il centrismo liberale di Benedetto Croce, le scelte ideologiche dei liberali che, dopo lo scioglimento del PLI, hanno aderito a partiti di centro-sinistra e di centro-destra.

Ha aderito al Nuovo Polo per l'Italia[5].

La nascita del Partito Liberale e le prime alleanze (1997-2004)[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre 1996 a Chianciano Terme ebbe luogo un convegno sul tema Liberali storici: che fare?, dove due anni dopo lo scioglimento del PLI un gruppo di liberali italiani pose l'urgenza di ricostituire un partito liberale[6].

Il 1º febbraio 1997 venne celebrata a Roma l'assemblea di fondazione della Costituente per il Partito Liberale[7]. Promossa da Egidio Sterpa, vede la partecipazione di diversi ex-PLI di centrodestra[8].

Il 4 e 5 luglio seguenti un congresso[9][10] costituì il Partito Liberale. Sterpa ne divenne il presidente, mentre alla segreteria andò Stefano De Luca.

Il 19 novembre Mario Segni, Diego Masi, Stefano De Luca, Egidio Sterpa e Carlo Scognamiglio annunciarono la federazione fra PL e Patto Segni[11][12].

A cavallo fra il 1997 e il 1998 il PL mostrò interesse per la costituenda Unione Democratica per la Repubblica di Francesco Cossiga, la cui adesione formale avvenne il 31 gennaio[13][14][15][16].

Tramontata l'UDR, alla vigilia delle elezioni europee del 1999, il PL si avvicinò a Forza Italia[17][18].

La ricostituzione del PLI[modifica | modifica sorgente]

Il percorso di avvicinamento con altri dei soggetti della diaspora liberale, I Laici di Salvatore Grillo e la Destra Liberale - Liberali per l'Italia di Giuseppe Basini e Gabriele Pagliuzzi culmina con il congresso del 3-4 dicembre 2004 nel quale viene ripristinata la denominazione di Partito Liberale Italiano. Stefano De Luca viene confermato segretario.

Hanno aderito, nel tempo, al progetto di rifondazione del PLI anche: Renato Altissimo, Gabriele Pagliuzzi, Gianfranco Ciaurro, Attilio Bastianini, Giuseppe Basini ed altre personalità ricollegabili al Partito Liberale sciolto nel 1994.

Le elezioni Regionali del 2005 e Politiche del 2006[modifica | modifica sorgente]

Immediatamente dopo la sua costituzione, il PLI è impegnato nella creazione di un grande polo laico e ricerca progetti di collaborazione insieme al Nuovo PSI e al PRI per promuovere una federazione aperta a tutte le componenti dell’area laica, finalizzata ad affrontare insieme l'appuntamento elettorale delle regionali 2005 ed i successivi. In alcune regioni tale accordo porta a liste elettorali facenti riferimento alla cosiddetta Casa Laica.

Nel gennaio 2006, in vista delle elezioni politiche, il PLI viene ufficialmente invitato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a stringere un accordo con la Casa delle Libertà. Tale accordo dovrebbe prevedere l'elezione nelle liste di Forza Italia di Stefano De Luca come diritto di tribuna.

Il partito di Berlusconi, al momento della presentazione delle liste, non conferma però la candidatura di De Luca.

Il PLI presenta comunque le sue liste all'interno della coalizione di centro-destra ma riesce a raccogliere le firme necessarie solo in 5 circoscrizioni alla Camera e in 6 regioni al Senato, dove ottiene risultati variabili tra lo 0,1 allo 0,3%, senza pertanto ottenere eletti.

Dopo le elezioni 2006[modifica | modifica sorgente]

In occasione del referendum costituzionale del 2006, però, il PLI si dissocia dalla posizione prevalente nella CdL e si schiera per il No alla riforma, allo scopo di evitare quella cioè che De Luca definisce una devastazione delle istituzioni realizzata a colpi di maggioranza.

Successivamente il PLI ribadisce la volontà di tenere aperta la fase costituente con l'intento di pervenire alla convergenza delle varie componenti liberali disperse ed esprime un giudizio fortemente critico nei confronti di entrambe le coalizioni della politica italiana.

Viene attivato inoltre un percorso di dialogo con il PRI che porta il 18 marzo 2007 alla stipula di un patto federativo tra il PRI e il PLI nella logica della comune appartenenza al Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori, anche se il PLI non ne fa parte ufficialmente.

Due giorni prima si era formata alla Camera dei deputati la componente politica Repubblicani, Liberali, Riformatori nel gruppo misto con aderenti i repubblicani Giorgio La Malfa e Francesco Nucara e l'indipendente Giovanni Ricevuto.

In occasione del IV Congresso Nazionale del PLI (Roma, 22-24 giugno 2007) Stefano De Luca è riconfermato all'unanimità alla guida del partito. Il congresso segna però il distacco del gruppo della Destra Liberale di Pagliuzzi che fuoriesce dal PLI e riacquisisce la propria completa indipendenza.

Nel luglio del 2007 De Luca, è stato uno dei primi firmatari del manifesto politico Decidere! del radicale Daniele Capezzone e nel novembre dello stesso anno il PLI è promotore di un convegno sul tema della costituzione di un soggetto unico dei liberali italiani.

La corsa solitaria alle Elezioni Politiche del 2008[modifica | modifica sorgente]

In vista delle Elezioni politiche italiane del 2008 il partito, dopo aver percorso senza successo l'ipotesi di un'alleanza con il PRI, si è proposto di proseguire autonomamente sulla sua strada di una riunificazione delle forze di centro liberali e laiche. Dopo aver stretto alcuni accordi con formazioni minori (Polo Civico di Centro, Unione Cattolica Italiana), il PLI ha presentato liste autonome in tutte le circoscrizioni della Camera e del Senato, candidando a premier il segretario nazionale Stefano De Luca.

Alle elezioni del 13-14 aprile 2008 il PLI ottiene un risultato modesto, con lo 0,28%[19] alla Camera e lo 0,31%[20] al Senato. Non è eletto alcun parlamentare.

Successivamente il partito stringe un patto federativo con la formazione politica dei Moderati, il cui segretario, Giacomo Portas, è deputato con il Partito Democratico; il PLI però tende a precisare che l'accordo non rappresenta il preludio di un'amicizia con il PD.

Il V congresso e le elezioni del 2009 e 2010[modifica | modifica sorgente]

Al V Congresso nazionale del 20 e 21 febbraio 2009 concorrono per la segreteria nazionale il segretario uscente Stefano De Luca e il direttore de L'Opinione delle libertà Arturo Diaconale, appoggiato dall'ex deputato Marco Taradash, proveniente dai Riformatori Liberali, che si propone per la presidenza del partito. Diaconale e Taradash propongono la collocazione stabile del PLI nel centro-destra e il ricorso alle elezioni primarie per la selezione delle candidature. Stefano De Luca ribadisce, invece, una linea politica di contrapposizione sia al centro-destra che al centro-sinistra.

La linea di De Luca trova l'appoggio del deputato Paolo Guzzanti, che il 2 febbraio aderisce al PLI e lascia il gruppo parlamentare del PdL iscrivendosi al gruppo misto, e dell'ex senatore Enzo Palumbo, che confluisce nel partito con il gruppo Rete Liberale, ispirato alla corrente di Nuova Democrazia Liberale del vecchio PLI. Al congresso, De Luca viene confermato segretario con il 73% dei voti[21],; suo vice è Paolo Guzzanti, mentre Carlo Scognamiglio Pasini è eletto presidente, Enzo Palumbo presidente del Consiglio Nazionale e Carla Martino è rieletta presidentessa onoraria.

In occasione delle elezioni amministrative del 2009 il PLI si presenta in cinque province e tre comuni capoluogo. Il miglior risultato è lo 0,70% raccolto al Comune di Bari.

Dopo il congresso, il PLI accentua le posizioni critiche verso il governo Berlusconi e in generale l'assetto politico bipolare. Buona parte della minoranza interna lascia il partito o ne viene estromessa per aver accettato candidature in altre liste. Ciò acuisce la situazione di debolezza del partito che a giugno non è in grado di presentarsi alle elezioni europee né in forma autonoma, né in alleanza con altri soggetti.

La situazione si ripete in occasione delle elezioni regionali di marzo 2010 quando, falliti i tentativi di alleanza con le forze centriste (API, MRE, UDC) e con i Radicali Italiani, il PLI si presenta solo in Puglia con proprio simbolo[senza fonte] e in Basilicata, in una lista di appoggio al candidato del centrodestra.

Il nuovo statuto[modifica | modifica sorgente]

Il Consiglio Nazionale del 21-22 maggio 2010, ha approvato il nuovo statuto del partito che contiene, tra le altre cose, l'istituzione delle primarie ed il referendum interno. La Commissione che ha preparato la nuova proposta di statuto è stata così composta: Presidente Enzo Palumbo e componenti: Enzo Lombardo, Stefano Maffei.

Il gruppo del PLI ritorna alla Camera dei Deputati[modifica | modifica sorgente]

Il 26 maggio del 2010, in ragione della propria partecipazione alle Politiche 2008, il partito ha avuto la possibilità di costituire con il suo deputato Paolo Guzzanti e in alleanza con il movimento Noi Sud un sottogruppo parlamentare autonomo.

Esso era il secondo per consistenza numerica nel Gruppo Misto e risulta composto da Elio Belcastro, Antonio Gaglione, Arturo Iannaccone, Antonio Milo, Luciano Mario Sardelli e si chiama NOI SUD LIBERTA' E AUTONOMIA - PARTITO LIBERALE ITALIANO.

L'addio di Guzzanti[modifica | modifica sorgente]

Successivamente, Noi Sud stringe un patto federativo con i Popolari per l'Italia di Domani, costituendo un sottogruppo nel Misto più grande; Paolo Guzzanti, che non condivide la scelta, si avvicina all'area moderata del Terzo Polo, firmando la mozione di sfiducia al Premier Silvio Berlusconi; dopo l'esito negativo della mozione del 14 dicembre 2010, Guzzanti decide di abbandonare il Partito Liberale per aderire direttamente, come indipendente, al nascente Polo della Nazione[22]: in questo modo, il PLI perde ogni rappresentanza parlamentare.

Il Nuovo Polo per l'Italia ed il ritorno al Senato della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Il PLI annuncia il 20 gennaio 2011 la propria adesione al costituendo Nuovo Polo per l'Italia[5]. Il successivo 25 febbraio aderisce al PLI il senatore Enrico Musso, già segretario genovese del vecchio Partito Liberale Italiano, che era stato eletto in Parlamento nella lista del PDL.[23]

Il 5 marzo il Consiglio Nazionale saluta il ritorno all'impegno attivo degli ex segretari liberali Renato Altissimo ed Alfredo Biondi[24] e il 13 aprile la Direzione Nazionale ratifica la nomina del senatore Musso a vice-segretario nazionale.

Dal 10 maggio il gruppo parlamentare del Senato Unione di Centro, SVP e Autonomie assume la denominazione Unione di Centro, SVP e Autonomie (UnioneValdôtaine, MAIE, VersoNord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano)[25].

Le elezioni amministrative 2011[modifica | modifica sorgente]

In occasione delle elezioni amministrative italiane del 2011 il PLI presenta il proprio simbolo in sporadiche occasioni:

Elezioni Voti  %
Torino (con PSDI) 407 0,10
Cosenza 637 1,53
Modugno 259 1,15
Quinto Vercellese 1 0,38
Provincia di Lucca 493 0,33

A Milano partecipa attivamente alla formazione (con Alleanza per l'Italia e Futuro e Libertà per l'Italia) della lista Nuovo Polo per Milano, che sostiene Manfredi Palmeri. Essa ottiene il 2,68% delle preferenze.

Rivoluzione Liberale[modifica | modifica sorgente]

Dal maggio del 2011 vede la luce anche l'organo ufficiale di stampa del PLI: il quotidiano online "Rivoluzione Liberale" http://www.rivoluzione-liberale.it/, diretto da Marco Sabatini, la cui testata è ispirata al celebre giornale di Piero Gobetti

Il referendum per l'abolizione del "Porcellum"[modifica | modifica sorgente]

Da sempre contrario alla legge elettorale 270/2005 (denominata Porcellum), il partito si è reso protagonista, insieme ad altre forze politiche, dello studio, della stesura e della presentazione di due quesiti referendari per l'abolizione della suddetta legge ed il ritorno al sistema elettorale precedente basato sui collegi uninominali (denominato Mattarellum). La raccolta delle firme ha avuto inizio il 7 agosto 2011 e si è conclusa il 29 settembre 2011. Le firme totali sono state 1.210.466, di cui 50.345 raccolte dal PLI.[26] Uno dei maggiori promotori di questa iniziativa all'interno del partito è stato Enzo Palumbo che fa parte della Presidenza del Comitato Promotore del Referendum.

La ricostituzione del gruppo parlamentare alla Camera dei Deputati[modifica | modifica sorgente]

In occasione della votazione della legge di stabilità per il 2012, durante la fase di pre-apertura della Crisi di Governo che preluderà alle dimissioni del Governo Berlusconi IV, il 12 novembre 2011 alla Camera dei Deputati viene istituita una componente del Gruppo Misto ribattezzata "Liberali per l'Italia - PLI"[27] che ne rappresenta il secondo gruppo politico per consistenza. I suoi membri sono Roberto Antonione, Giustina Destro, Luciano Sardelli, Giancarlo Pittelli e, per il PLI, Fabio Gava.

Grazie a questo gruppo ed alla presenza del Senatore Enrico Musso al Senato della Repubblica, il PLI torna ad essere, dopo 17 anni, contemporaneamente presente in entrambi i rami del Parlamento.In data 14 marzo 2012 Giancarlo Pittelli lascia la componente e passa alla componente Grande Sud. Il 23 marzo 2012 aderisce alla componente alla Camera il neo deputato ex Pdl Angelo Santori subentrato al Sindaco di Viterbo Giulio Marini.

Il sostegno al Governo Monti[modifica | modifica sorgente]

Durante le consultazioni con il Presidente della Repubblica per la crisi di governo apertasi con le dimissioni del Governo Berlusconi IV il PLI, il 13 novembre 2011 ha annunciato il suo pieno sostegno parlamentare ad un'ipotesi di governo tecnico di emergenza nazionale guidato dal Senatore a vita Mario Monti. Il PLI ha anche indicato i suoi auspici per un'azione di governo "liberale" chiedendo al governo Monti un'agenda che comprenda i seguenti punti prioritari: 1) Vendita oltre che dei beni immobili dello Stato de degli Enti Locali, anche delle partecipazioni nelle aziende pubbliche, delegandone la gestione ai soci privati, per evitare la vergognosa nomina di amministratori incompetenti designati dai partiti. La parte pubblica deve limitarsi, attraverso una golden share, al controllo sull’operato dei manager, in attesa della cessione totale.

2) No alla patrimoniale. In alternativa, obbligare i proprietari di ingenti patrimoni (ed incoraggiare gli altri risparmiatori) a sottoscrivere titoli di Stato con un rendimento fissato per legge.

3) Semplificazione e sburocratizzazione immediata. Le autorizzazioni eventuali dovrebbero intervenire successivamente all’avvio delle attività. Infatti, evitare i tempi volutamente lunghissimi della burocrazia significa creare subito nuovi posti di lavoro e sottrarre gli imprenditori al rischio di taglieggiamenti.

4) Anticipare ulteriormente le scadenze della riforma pensionistica, per allinearsi più rapidamente all’Europa.

5) Cabina di regia per i fondi FAS, con diritto di avocare le iniziative che, entro termini perentori, le Regioni non fossero in grado di realizzare, anche per difficoltà nel trovare i co-finanziamenti. Non si possono perdere i fondi europei per gli investimenti del Mezzogiorno e non si deve mai più consentire che detti fondi vengano dirottati per spese clientelari improduttive, come il pagamento dei sussidi ai precari.

6) Istituzione di un Garante indipendente per la spesa sanitaria e la tutela dei diritti dei malati e dei disabili.[28]

Il XXVIII Congresso Nazionale (VI dalla rifondazione)[modifica | modifica sorgente]

In vista del nuovo Congresso Nazionale svoltosi a Roma tra il 23 ed il 25 marzo del 2012 il PLI ha lanciato un percorso politico per la Costituente di tutti Liberali italiani.

Dopo un'ipotesi sostanzialmente condivisa da tutto il partito per affidare la guida fino alle elezioni politiche del 2013 a Stefano De Luca ed a tutta la dirigenza per poi, dopo le elezioni, avviare un percorso di ricambio generazionale alla guida della Segreteria Nazionale, poche settimane prima del Congresso Alfredo Biondi, Renato Altissimo ed altri esponenti hanno ritenuto di dover abbandonare questo percorso e sostenere subito una candidatura diversa alla guida della Segreteria Nazionale nella persona del Vice Segretario Nazionale Enrico Musso offrendo a De Luca la Presidenza Nazionale del partito pur condividendo il programma e gli scenari politici futuri che lo stesso De Luca intendeva continuare a realizzare.

Pertanto al Congresso si sono presentate due mozioni politiche contrapposte. La prima, denominata "Liberali per l'Italia del Futuro" che sosteneva: Presidente d'Onore Carla Martino, Presidente Nazionale Enzo Palumbo, Segretario Nazionale Stefano De Luca e Presidente del Consiglio Nazionale Renata Jannuzzi. La seconda, denominata "Per la Costituente dei Liberali" sosteneva invece: Presidente d'Onore Alfredo Biondi, Presidente Nazionale Attilio Bastianini, Segretario Nazionale Enrico Musso, Presidente del Consiglio Nazionale Mauro Antonetti. Il Congresso Nazionale, formato con il nuovo sistema statutario dei delegati, ha approvato a maggioranza la mozione n.1 (De Luca).

Verso la Costituente Liberale[modifica | modifica sorgente]

Da ottobre 2012 hanno aderito al partito, come enti collettivi, Base Liberale e Rinascita Liberale Antiproibizionista.

Ricostituzione della Gioventù Liberale Italiana (GLI)[modifica | modifica sorgente]

Il 9 maggio 2012 la Direzione Nazionale del PLI nomina Paolo Bianchi Commissario Nazionale della Gioventù Liberale Italiana (GLI), col compito di riorganizzare su tutto il territorio nazionale il movimento giovanile e convocare un congresso entro la fine dell’anno.

Il 1 dicembre 2012 la GLI viene ricostituita presso la sede centrale del PLI, con un congresso straordinario; Paolo Bianchi risulta essere eletto Segretario Nazionale.

Elezioni amministrative italiane del 2013[modifica | modifica sorgente]

La candidatura a sindaco di Roma del coordinatore Edoardo De Blasio ha ottenuto solamente lo 0,08% dei consensi.

Il percorso unitario in Europa con Verhofstadt[modifica | modifica sorgente]

L'intensa fase di confronto avviata dai dirigenti con iscritti e militanti ha portato alla decisione di prendere parte a Scelta Europea, lista ispirata dal candidato alla Presidenza della Commissione europea Guy Verhofstadt, appositamente formata per superare la soglia di sbarramento del 4% alle elezioni europee del 25 maggio 2014.

L'alleanza riceve globalmente 197.942 voti, pari allo lo 0,72%.

Fra i candidati direttamente riconducibili al partito è infine possibile citare Daniele Toto (3.319 preferenze raccolte), Giuseppe Bozzi, tra i promotori del ricorso alla Corte Costituzionale contro la Legge Calderoli ribattezzata "Porcellum", (422 preferenze) e l'ex sindaco di Catania Francesco Attaguile (1.478 preferenze).

Elezioni Amministrative del 2014[modifica | modifica sorgente]

Alle Elezioni amministrative italiane del 2014 il partito presenta liste a Prato, Pescara e Teramo. In quest'ultima città il candidato sindaco Berardo Rabbuffo ha avuto il 2,56% dei consensi.

In Friuli-Venezia Giulia il simbolo è stato presentato in 5 comuni. I maggiori risultati si registrano a Fiumicello, in Provincia di Udine, dove viene raggiunto il 7% e a Mossa, in Provincia di Gorizia, con una percentuale analoga.

Risultati Elettorali[modifica | modifica sorgente]

Voti % Seggi
Politiche 2006 Camera 12.265 0,032 0
Senato 15.762 0,046 0
Politiche 2008 Camera 104.053 0,284 0
Senato 100.721 0,307 0
Politiche 2013 Camera 28.027 0,08 0
Senato - - -
Europee 2014 in Scelta Europea 0

Congressi[modifica | modifica sorgente]

  • XXIII (I dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 4-5 luglio 1997
  • XXIV (II dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 23-24 febbraio 2001
  • XXV (III dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 3-4 dicembre 2004
  • XXVI (IV dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 22-24 giugno 2007
  • XXVII (V dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 20-22 febbraio 2009
  • XXVIII (VI dalla Rifondazione) Congresso Nazionale - Roma, 23-25 marzo 2012

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Segretari[modifica | modifica sorgente]

Vicesegretari[modifica | modifica sorgente]

Coordinatori[modifica | modifica sorgente]

Presidenti[modifica | modifica sorgente]

Presidenti del Consiglio Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Presidenti Onorari[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Manifesto liberale
  2. ^ Congresso PLI, De Luca confermato segretario
  3. ^ LIBERALI: STERPA PRESIDENTE, DE LUCA SEGRETARIO DEL PARTITO
  4. ^ I Liberali a Congresso
  5. ^ a b Documento politico approvato dalla direzione nazionale del PLI del 20 gennaio 2011
  6. ^ Egidio Sterpa, A che serve un partito liberale, in "L'Opinione", 21 marzo 1998.
  7. ^ Assemblea della Costituente del nuovo Partito Liberale
  8. ^ LIBERALI: STERPA RIFONDA UNA 'CASA', BIONDI DICE NO A PARTITO
  9. ^ "Dal XXII Congresso del P.L.I. al I Congresso del P.L." - Per riunire i liberali rinnovando la tradizione culturale, politica e morale del Partito di Amendola, Einaudi e Croce, Martino e Malagodi, Bozzi e Valitutti (4/7/1997)
  10. ^ "Dal XXII° Congresso del P.L.I. al I° Congresso del P.L." - Per riunire i liberali rinnovando la tradizione culturale, politica e morale del Partito di Amendola, Einaudi e Croce, Martino e Malagodi, Bozzi e Valitutti (5/7/1997)
  11. ^ Presentazione della proposta di creazione di un nuovo soggetto liberaldemocratico org. c/o la sala stampa di Montecitorio
  12. ^ CENTRO: FEDERAZIONE LIBERALI-PATTO, GUARDANDO A COSSIGA
  13. ^ CENTRO: TRA PARTITO E UDF, ECCO IL MOVIMENTO DI COSSIGA
  14. ^ COSSIGA: PL ADERISCE ALLA FEDERAZIONE DI CENTRO
  15. ^ UDR: NASCONO I 'COMITATI LIBERALDEMOCRATICI PER COSSIGA'
  16. ^ UDR: BENEDETTO (PLI), IL PROGETTO DEVE ANDARE AVANTI
  17. ^ FI: BERLUSCONI RILANCIA FEDERAZIONE CENTRO, 13 SIGLE UNITE
  18. ^ FI: BERLUSCONI RILANCIA FEDERAZIONE CENTRO, 13 SIGLE UNITE (2)
  19. ^ Ministero dell'Interno - Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15 aprile 2008.
  20. ^ Ministero dell'Interno - Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15 aprile 2008.
  21. ^ PLI: De Luca rieletto segretario Nazionale del Partito
  22. ^ Rivoluzione Italiana - Il blog di Paolo Guzzanti » Blog Archive » Ho sfiduciato SB secondo coscienza e ho abbandonato il PLI al suo destino piccino e provinciale. Vorrei che q...
  23. ^ Musso nel gruppo con l’Udc, i commenti genovesi: traditore o coraggioso liberale? | Genova24.it
  24. ^ PLI: Il Consiglio Nazionale saluta il ritorno di Altissimo, Biondi e Musso « Partito Liberale Italiano
  25. ^ Gruppo Unione di Centro, SVP e Autonomie (UnioneValdôtaine, MAIE, VersoNord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano) XVI Legislatura (dal 29 aprile 2008) Composizione storica.
  26. ^ Tutte le firme raccolte dal PLI per il referendum « Partito Liberale Italiano
  27. ^ Governo, scontenti Pdl formano un nuovo gruppo in misto . Si chiama Pli, Popolari Liberali per l'Italia - Politica - Tgcom
  28. ^ GOVERNO: PLI, PROPOSTE LIBERALI PER IL GOVERNO DI UNITA’ NAZIONALE - AgenParl - Agenzia Parlamentare per l'informazione politica ed economica

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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