Altero Matteoli

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Altero Matteoli
Altero Matteoli.jpg

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Antonio di Pietro (infrastrutture)
Alessandro Bianchi (trasporti)
Successore Corrado Passera

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
Durata mandato 23 aprile 2005 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Altero Matteoli
Successore Alfonso Pecoraro Scanio

Durata mandato 11 giugno 2001 –
23 aprile 2005
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Willer Bordon
Successore Altero Matteoli

Durata mandato 10 maggio 1994 –
17 gennaio 1995
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Valdo Spini
Successore Paolo Baratta

Dati generali
Partito politico MSI - DN (1983-1995)
AN (1995-2009)
PdL (2009-2013)
Forza Italia (dal 2013)
sen. Altero Matteoli
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Cecina
Data nascita 8 settembre 1940
Partito AN - PdL - FI
Legislatura XV; XVI; XVII
Gruppo PdL - FI
Circoscrizione Lombardia
Incarichi parlamentari
  • Ministro delle infrastrutture e trasporti (Governo Berlusconi-IV)
  • Membro della 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) (sostituito da Vincenzo Fasano)
on. Altero Matteoli
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza, PhD honoris causa in Civil Law (Oxford)
Partito MSI - AN
Legislatura IX; X; XI; XII; XIII; XIV

Altero Matteoli (Cecina, 8 settembre 1940) è un politico italiano.

Dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011 è stato ministro dei trasporti (nel Governo Berlusconi IV) ed è stato dal 2006 al 2011 sindaco del comune di Orbetello (GR).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Studi e vita familiare[modifica | modifica sorgente]

Matteoli porta lo stesso primo nome del nonno Altero Luigi, primo veterinario della provincia di Livorno.[senza fonte]

È ragioniere e dirigente di azienda.

Deputato del MSI-DN (1983-1994)[modifica | modifica sorgente]

Esponente del Movimento Sociale Italiano, Altero Matteoli ne è stato segretario regionale per la Toscana.

Cresce politicamente accanto all'On. Beppe Niccolai storico esponente pisano dell'MSI.

Aderisce ad Alleanza Nazionale nel 1994.

È stato consigliere comunale di Castelnuovo di Garfagnana (LU) e di Livorno per quattro legislature, nonché consigliere provinciale di Livorno, sempre eletto nelle liste del MSI-DN.

È deputato dal 1983 (IX Legislatura) al 2006 (anno in cui è eletto in Senato). Fra le attività parlamentari, è stato membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle associazioni criminali e similari, redigendo una relazione sulla collusione tra mafia e politica.

Primo firmatario di sette proposte di legge in materia di:

  • istituzione dell'Ente per la valorizzazione del litorale pisano;
  • istituzione in Pisa di una sezione distaccata del Tribunale amministrativo regionale della Toscana;
  • legge quadro in materia di cave e torbiere; istituzione in Pisa di una sezione distaccata della Corte d'Appello di Firenze;
  • assegnazione di alloggi agli appartenenti alle forze dell'ordine da parte degli Istituti autonomi case popolari;
  • istituzione del consorzio Comuni della Garfagnana;
  • obbligo delle Ferrovie dello Stato di istituire sui treni-viaggiatori a lunga percorrenza, un servizio di assistenza sanitaria.

Cofirmatario di 36 proposte di legge, ha presentato 43 interrogazioni.

Ministro dell'Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Nel 1994 è nominato Ministro dell'Ambiente nel Governo Berlusconi I fino al gennaio 1995.

Alle elezioni politiche del 2001 è stato eletto alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Lucca per la coalizione della Casa delle Libertà.

Dall'11 giugno 2001 fino al maggio 2006 è tornato a ricoprire la carica di Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio (Governi Berlusconi II e III).

La sua azione di governo al ministero dell'ambiente ha raccolto le critiche delle maggiori associazioni ambientaliste, che gli contestano:

  • il ritardo nell'approvazione del piano nazionale di assegnazione delle emissioni, emanato nel febbraio 2006, a più di due anni dalla scadenza massima, a seguito di diversi richiami dell'Unione Europea
  • il silenzio sui piani di attuazione concreta del protocollo di Kyoto
  • la previsione della costruzione di 103 nuovi inceneritori nel testo unico sui rifiuti, a scapito dell'investimento sulla raccolta differenziata
  • l'inerzia sulla mobilità urbana
  • l'accettazione del condono edilizio varato dal suo governo
  • la mancata battaglia contro l'abusivismo e i 180.000 nuovi edifici abusivi sorti durante il suo mandato ministeriale[1].

Nel marzo 2006 è stato insignito della laurea honoris causa in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio dall'Università degli Studi di Perugia, con 71 voti su 110. In tale occasione il preside Corrado Corradini ne ha lodato le attività "che hanno riguardato, con una serie di accordi di programma e convenzioni, l'Università degli Studi di Perugia": la costituzione del Centro di Ricerca sulle Biomasse, del Centro di Ricerca per la Meteorologia e i Cambiamenti Climatici, della Scuola Superiore del Territorio, Ambiente e Management.

Senatore di Alleanza Nazionale (2006-08)[modifica | modifica sorgente]

Al termine delle elezioni politiche del 2006 conquista un seggio al Senato e viene nominato capogruppo a Palazzo Madama di AN.

È stato eletto sindaco di Orbetello il 29 maggio 2006, carica nella quale è rimasto fino al 2011.

Ministro dei Trasporti (2008-2011)[modifica | modifica sorgente]

Nell'ultimo governo Berlusconi IV è Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti. Tra i suoi atti in qualità di ministro ha siglato un accordo per la realizzazione del collegamento ferroviario ad alta velocità fra Torino e Lione (la cosiddetta Tav che era stata oggetto di alcune contestazioni) insieme ai sindaci della Val Susa, alla presidente del Piemonte e ad altri enti locali.[2].

Nel luglio 2009 Matteoli ha dato avvio per decreto al cosiddetto "Piano Casa", già preannunciato più volte anche dal presidente del Consiglio Berlusconi, ovvero a un progetto basato su ingenti investimenti che si prefigge, secondo il ministro, «l'obiettivo di realizzare centomila alloggi in cinque anni».[3]

Nel dicembre 2009 ha proposto l'innalzamento dei limiti di velocità a 150 km/h sulle autostrade italiane. In un'intervista a Radio Anch'io, così ha giustificato la proposta: "Sì è vero quando si va più forte si consuma di più, ma si sta meno in strada e quindi c'è un vantaggio anche per l'inquinamento". La proposta ha trovato l'opposizione dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada[4]

Secondo l'Espresso, nel 2009 il figlio di Matteoli sarebbe stato assunto nella nuova Alitalia scavalcando centinaia di colleghi[5], nel 2002 fu anche l'ultimo pilota ad essere assunto a tempo indeterminato nella vecchia Alitalia[6].

Ha presieduto varie volte il Consiglio dei Ministri, in qualità di Ministro anziano, nei casi di assenza del Premier Silvio Berlusconi. [1] [2]

Adesione a Forza Italia[modifica | modifica sorgente]

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[7]. Il 24 marzo 2014 diventa membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia.

Coinvolgimenti giudiziari[modifica | modifica sorgente]

Nel 2004 viene accusato di favoreggiamento, per aver avvisato il prefetto di Livorno, Vincenzo Gallitto, di un'inchiesta a suo carico per abusi edilizi nell'Isola d'Elba. Il tribunale dei ministri di Firenze dichiara la sua non competenza e lascia il caso alla giustizia ordinaria. Nel 2009, la giunta della Camera nega l'autorizzazione a procedere per Matteoli, scatenando le critiche dell'opposizione.[8][9]

Nel febbraio 2005, quando era ministro dell'Ambiente, è stato indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto d'ufficio in relazione all'inchiesta sul "mostro di Procchio", un complesso in costruzione a Marciana nell'isola d'Elba, in merito alla quale Matteoli, in una telefonata col prefetto di Livorno, aveva chiesto informazioni sulla notizia di una possibile indagine a suo carico per abusi edilizi, indagine al tempo ancora ignota al prefetto che dunque si allertò. L'indagine si inseriva in una più vasta inchiesta che coinvolgeva, tra gli altri, un giudice e due prefetti, accusati di corruzione.[10]

Rinviato a giudizio il 4 maggio 2006, dopo la prima udienza in ottobre, il 17 maggio 2007, la Camera bloccò il processo (394 voti favorevoli, 2 contrari e 32 astenuti), sollevando un conflitto di attribuzione tra poteri dello stato alla Consulta contro il Tribunale di Livorno che, non considerando la telefonata del Matteoli al prefetto di Livorno riconducibile alle sue funzioni ministeriali, aveva proceduto senza richiedere l'autorizzazione a procedere alla Camera.[11]

Nel luglio 2009 la Corte Costituzionale ha annullato la richiesta di rinvio a giudizio espressa dal Tribunale di Livorno per favoreggiamento in relazione alla vicenda del complesso dell'isola d'Elba e dava ragione alla Camera dei deputati che aveva sollevato il conflitto di attribuzione, sostenendo che avrebbe dovuto essere il Tribunale dei Ministri a giudicare il ministro, previa autorizzazione a procedere da parte della Camera.[12]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gian Antonio Stella, Il rag. Matteoli laureato dal suo consulente, Corriere della Sera, 20 marzo 2006
  2. ^ Matteoli: «Vince il dialogo», Quotidiano.net - 29 giugno 2008
  3. ^ La Repubblica, 21 luglio 2009.
  4. ^ Terra Nuova, 10 dicembre 2009
  5. ^ Alitalia/Cai: il figlio di papà non resta a terra, l'Espresso, 30/01/09.
  6. ^ L'astronave madre, manualedivolo.it, 7 novembre 2009. URL consultato il 2 giugno 2010.
  7. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  8. ^ Giunta Montecitorio "salva" Matteoli Corriere della Sera, 28 luglio 2009.
  9. ^ Il lodo ministri salva Matteoli Il Secolo XIX, 28 luglio 2009
  10. ^ Cemento all'Elba, Matteoli indagato per favoreggiamento, laRepubblica, 4 febbraio 2005
  11. ^ Da "Se li conosci li eviti" di Peter Gomez e Marco Travaglio (Ed. Chiarelettere), MicroMega
  12. ^ Matteoli, nullo il rinvio a giudizio, Corriere della sera, 9 luglio 2009

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Scheda su Senato.it, XVI Legislatura
  • Scheda su Senato.it, XV Legislatura
  • Scheda su Governo.it
Predecessore Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio Successore Emblem of Italy.svg
Valdo Spini 11 maggio 1994 - 17 gennaio 1995 Paolo Baratta I
Willer Bordon 11 giugno 2001 - 23 aprile 2005 Altero Matteoli II
Altero Matteoli 23 aprile 2005 - 17 maggio 2006 Alfonso Pecoraro Scanio III
Predecessore Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Successore Emblem of Italy.svg
Antonio di Pietro (infrastrutture)
Alessandro Bianchi (trasporti)
9 maggio 2008 - 16 novembre 2011 Corrado Passera