Nicola Cosentino

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Nicola Cosentino

Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Economia e delle Finanze
Durata mandato 12 maggio 2008 –
14 luglio 2010
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Antonangelo Casula
Successore Antonio Gentile
on. Nicola Cosentino
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Casal di Principe
Data nascita 2 gennaio 1959
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Partito Forza Italia (XIV-XV) - Il Popolo della Libertà (XVI)
Legislatura XIII, XIV, XV, XVI
Gruppo Forza Italia (2001-2008)

Il Popolo della Libertà (2008)

Coalizione Casa delle Libertà (2001-2008)

PdL-LN-MpA (2008-2010)

PdL-LN-FLI-MpA (2010)

PdL-LN-PT (2011)

Circoscrizione XX (Campania)
Incarichi parlamentari

Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Economia e delle Finanze del Governo Berlusconi IV, in carica dal 12 maggio 2008 al 14 luglio 2010

  • VICEPRESIDENTE X COMMISSIONE (ATTIVITA' PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO) dal 21/06/2001-27/04/2006
  • XIV COMMISSIONE (POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA) dal 6/06/2006 al 28/04/2008
  • V COMMISSIONE (BILANCIO, TESORO E PROGRAMMAZIONE) dal 21/05/2008 al 22/07/2010
  • XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO) dal 10/09/2010
  • XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI) dal 22/07/2010 al 10/09/2010

Nicola Cosentino (Casal di Principe, 2 gennaio 1959) è un politico italiano.

È stato eletto deputato con Il Popolo della Libertà per quattro legislature consecutive, dal 1996 al 2008.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ancora studente alla facoltà di giurisprudenza, comincia a dedicarsi alla politica ed ottiene il suo primo incarico.

È parente acquisito di diversi camorristi: suo fratello Mario è infatti sposato con Mirella Russo, sorella del boss dei casalesi Giuseppe Russo (detto Peppe O' Padrino), che sta scontando un ergastolo per omicidio e associazione mafiosa.[1]

È uno degli eredi della società attiva nel commercio di gas e carburante fondata dal padre, Avrebbe in seguito ereditato dal padre anche il soprannome. È attualmente fuori dalla gestione della società, condotta dai fratelli.

A lui è dedicata la biografia non autorizzata Il Casalese. Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro di autori vari per le edizioni Cento Autori[2].

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

A 19 anni diventa, eletto nella lista del Partito Socialdemocratico Italiano, consigliere comunale di Casal di Principe, tra gli anni 1978 e 1980, poi consigliere della Provincia di Caserta (1980) e assessore con delega ai servizi sociali dal 1983 al 1985. Rieletto alla Provincia di Caserta nel 1985, viene nominato assessore alla Pubblica Istruzione. Al suo terzo mandato come consigliere provinciale (1990), ricopre l’incarico di assessore provinciale all’Agricoltura.

Il 23 aprile 1995 è eletto consigliere regionale della Campania nella lista di Forza Italia, riportando 12.851 preferenze, pari al 31,50% dei voti di preferenza espressi nella sola provincia di Caserta. Partecipò sempre nelle liste di Forza Italia alle elezioni politiche del 1996, venendo eletto alla Camera dei Deputati, nel collegio CapuaPiedimonte Matese, con 35.560 voti. Viene scelto dai colleghi di partito come componente del direttivo parlamentare di Forza Italia e dal 17 ottobre 1996 è membro della Commissione parlamentare per le questioni regionali e della Commissione Difesa.Ha ricoperto il ruolo di membro del consiglio direttivo di Forza Italia alla Camera.

Il 24 settembre 1997 è designato coordinatore di Forza Italia per la provincia di Caserta. Viene poi eletto vice-coordinatore regionale della stessa formazione per la Campania, con delega agli enti locali, per poi divenirne coordinatore regionale nel giugno 2005. Durante il suo mandato Forza Italia risale, dall’11% dei consensi registrati nelle elezioni regionali dell’aprile 2005, al 27% delle politiche del 9 aprile 2006, tornando ad essere il primo partito della Campania.

È stato riconfermato con Forza Italia alla Camera dei Deputati nelle successive consultazioni del 2001 e del 2006, e poi in seno al Popolo della Libertà nel 2008 per la circoscrizione "Campania 2". Durante quest'ultimo incarico da deputato, dal 12 maggio 2008 Cosentino è stato nominato Sottosegretario di Stato all'Economia e alle Finanze del quarto Governo Berlusconi.

Si è candidato alla presidenza della Provincia di Caserta nel 2005, ma è stato battuto dal candidato del centrosinistra Sandro De Franciscis, limitandosi così a svolgere un mandato come consigliere provinciale. Ha anche cercato la candidatura alle elezioni regionali del 2010 in Campania, ma lo schieramento di centrodestra ha poi scelto il suo compagno di partito Stefano Caldoro (che avrebbe poi vinto le elezioni).

Il 21 gennaio 2013 si apprende che non è stato ricandidato al Parlamento per il Popolo delle Libertà nelle Elezioni politiche italiane del 2013.[3]

Nel gennaio 2014 fonda il gruppo Forza Campania a sostegno del ritorno di Forza Italia e contro i forzisti campani Paolo Russo, Mara Carfagna, Luigi Cesaro e il governatore Stefano Caldoro, colpevole di aver appoggiato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Il gruppo è formato da 7 consiglieri regionali, deputati e svariati sindaci e consiglieri comunali campani.[4][5][6]

Coinvolgimenti giudiziari e dimissioni da sottosegretario[modifica | modifica sorgente]

Le prime accuse di collusione con la camorra arrivano dopo la pubblicazione su L'Espresso di una dichiarazione del boss pentito Carmine Schiavone, che confermerebbe un patto elettorale siglato con Cosentino:

« Io era amico di Nicola Cosentino... Io intervenni anche per far votare Cosentino... Però il Riccardi mi sembra che si candidò anche lui, quindi furono divisi questi voti tra il Riccardi e il Cosentino. Ma ci andò solo Cosentino[7] »
(Carmine Schiavone)

Tali affermazioni sono state successivamente giudicate false dal pm Raffaele Cantone, ragione per cui le indagini sono state archiviate[8].

L'accusa di riciclaggio di rifiuti tossici[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 2008 venne pubblicamente accusato di aver avuto un ruolo di primo piano nell'ambito del riciclaggio abusivo di rifiuti tossici attraverso la società per lo smaltimento dei rifiuti Eco4, come emerse dalle rivelazioni di Gaetano Vassallo, un imprenditore reo confesso di aver smaltito abusivamente rifiuti tossici in Campania attraverso la corruzione di politici e funzionari.

Il coinvolgimento di Cosentino è stato supposto sulla base della confessione di Gaetano Vassallo ai pm della direzione distrettuale antimafia napoletana:

« Confesso che ho agito per conto della famiglia Bidognetti quale loro referente nel controllo della società Eco4 gestita dai fratelli Orsi. Ai fratelli Orsi era stata fissata una tangente mensile di 50 mila euro... Posso dire che la società Eco4 era controllata dall'onorevole Nicola Cosentino e anche l'onorevole Mario Landolfi (AN) vi aveva svariati interessi. [...] Presenziai personalmente alla consegna di 50 mila euro in contanti da parte di Sergio Orsi a Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest'ultimo a Casal di Principe. [...]

Ricordo che Cosentino ebbe a ricevere la somma in una busta gialla e Sergio mi informò del suo contenuto[9] »

(Gaetano Vassallo)

Nel novembre 2009, dai magistrati inquirenti fu inviata alla Camera dei deputati una richiesta di autorizzazione a procedere per l'esecuzione della custodia cautelare per il reato di concorso esterno in associazione camorristica[10][11][12]. Il testo del mandato di arresto riportava le seguenti motivazioni:

« Cosentino contribuiva con continuità e stabilità, sin dagli anni '90, a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista che faceva capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone, dal quale sodalizio riceveva puntuale sostegno elettorale [...] creando e co-gestendo monopoli d'impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali l'Eco4 spa, e nella quale Cosentino esercitava il reale potere direttivo e di gestione, consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando dette attività di impresa per scopi elettorali[13] »

Tuttavia la richiesta fu respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera[14].

A fine 2009 il pentito di Camorra Luigi Guida, detto O'ndrink, rilascia dichiarazioni ai magistrati in merito alla gestione della società Eco4. Guida rivela lo stretto rapporto e la corresponsabilità nello smaltimento abusivo di rifiuti tra Cosentino e i fratelli Sergio e Michele Orsi, collusi con la Camorra (il primo fu arrestato per associazione a delinquere, il secondo fu assassinato nel 2008 per aver denunciato dei camorristi)[8].

Il 28 gennaio 2010 la Corte di Cassazione confermò le misure cautelari a carico di Cosentino[15]. Il 19 febbraio la richiesta di dimissioni dagli incarichi fu respinta da Silvio Berlusconi[16].

Il 22 settembre 2010 la Camera dei Deputati ha negato, con scrutinio segreto, l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni telefoniche di Cosentino, richiesta dai pm di Napoli (308 no contro 285 sì). Contrari PdL e Lega Nord, mentre favorevoli PD, IdV, Udc, Api e il neonato gruppo di Futuro e Libertà per l'Italia. La richiesta di voto era stata inoltrata per ulteriore fiducia alla Camera dal presidente della Commissione Bicamerale di controllo degli Enti di previdenza e del Comitato per la Legislazione, il finiano Antonino Lo Presti, dopo che la stessa commissione si era espressa contro l'autorizzazione[17].

Il 1º febbraio 2012 la Camera ha respinto la proposta dell'Ufficio di Presidenza di costituirsi in giudizio innanzi alla Corte Costituzionale per resistere ad un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere, prima sezione penale, in relazione alla deliberazione della Camera del 22 settembre 2010 con la quale è stata negata l'autorizzazione ad utilizzare intercettazioni telefoniche nei confronti del deputato Nicola Cosentino.Il voto a scrutinio segreto ha visto respingere la richiesta con una ventina di voti di scarto. A favore della richiesta hanno votato PdL, UdC, Popolo e Territorio e Partito Radicale Italiano del Pd mentre contro hanno votato PD, IdV, Fli, Api, Mpa e anche la Lega Nord.

L'eolico in Sardegna e la "nuova P2"[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio 2010 l'imprenditore Flavio Carboni[18] resta coinvolto a Roma in un'inchiesta su irregolarità nella gestione degli appalti per degli impianti eolici in Sardegna; in questo ambito viene indagato anche il presidente PDL della Sardegna Ugo Cappellacci. Carboni è stato arrestato insieme a Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Democrazia cristiana nonché ex sindaco del suo paese di origine, Cervinara (Avellino), e all'imprenditore Arcangelo Martino, ex assessore comunale di Napoli.

A tali personaggi i pm romani contestano, inoltre, l'accusa di:

Costoro, secondo l'accusa, avrebbero favorito anche la posizione di Cosentino come candidato presidente di centrodestra per la Regione Campania alle elezioni 2010[19].

Questa "struttura riservata", come si trova definita all'interno dell'informativa del 18 giugno redatta dai carabinieri di Roma, avrebbe orchestrato (secondo la stessa informativa) una campagna denigratoria all'interno del PDL campano al fine di far decadere la candidatura di Caldoro, al fine di promuovere quella dell'ex sottosegretario all'economia Nicola Cosentino, la cui corsa alla poltrona di presidente della regione era venuta meno a seguito dell'indagine a suo carico sul reato di associazione camorristica[20].

Il 14 luglio 2010, dopo un incontro con esponenti di spicco del PDL, tra cui Silvio Berlusconi e il coordinatore nazionale Denis Verdini, Nicola Cosentino ha annunciato le sue dimissioni da Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Al contempo, su iniziativa di Berlusconi, Cosentino ha mantenuto il ruolo di coordinatore regionale del partito in Campania. La scelta di rassegnare le dimissioni dai suoi incarichi istituzionali è maturata a seguito delle critiche mosse dall'ala finiana del Pdl, che lo aveva già in passato sollecitato a dimettersi dalla carica di sottosegretario[21].

Critiche agli iniziali tentavi di mantenere i propri incarichi, nonostante l'emersione dei fatti inerenti allo scandalo intorno alla "nuova P2", che lo vedrebbero direttamente coinvolto, sono giunte, nello stesso giorno, anche dal quotidiano milanese, il Corriere della sera. Le dimissioni di Cosentino hanno fatto seguito, inoltre, alla scelta operata dal Presidente della Camera Gianfranco Fini di calendarizzare, per la settimana successiva al giorno della presentazione delle dimissioni, la mozione di sfiducia contro di lui (firmata da Partito Democratico, Italia dei Valori e Unione di Centro)[22].

Il 22 settembre 2010 la Camera dei deputati ha negato l'uso delle intercettazioni nelle indagini di Roma[23][24].

Rapporti con il clan dei Casalesi[modifica | modifica sorgente]

Il nome di Nicola Cosentino è comparso in un'inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Napoli sulla camorra. Il tribunale emette una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti, soggetta ad approvazione della Camera. Il giudice delle indagini preliminari Egle Pilla lo definisce «il referente nazionale» delle cosche casalesi[25][26][27][28].

Il 10 gennaio 2012 la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati boccia la relazione Paniz (PdL) per negare la richiesta di custodia cautelare per Cosentino con 11 voti contrari e 10 favorevoli. Hanno votato a favore della relazione Il Popolo della Libertà, Popolo e Territorio, Partito Repubblicano Italiano del Gruppo Misto e Maurizio Turco, Radicale del Pd. Hanno invece votato contro il Partito Democratico, Italia dei Valori, Unione di Centro, Futuro e Libertà per l'Italia e anche la Lega Nord. Il nuovo relatore sarà Marilena Samperi, Segretario e capogruppo Pd in Giunta[29].

Il 12 gennaio 2012, la Camera dei Deputati con voto segreto chiesto dal PdL ha respinto la relazione Samperi (Pd) negando l'autorizzazione all'arresto con 309 deputati contrari e 298 favorevoli. I gruppi che in dichiarazione di voto hanno espresso parere negativo all'autorizzazione sono stati Il Popolo della Libertà, Popolo e Territorio, Forza del Sud, Partito Repubblicano Italiano, Fareitalia, Grande Sud e Partito Radicale Italiano del Pd mentre hanno espresso parere favorevole Partito Democratico, Italia dei Valori, Unione di Centro, Futuro e Libertà per l'Italia, Alleanza per l'Italia, Movimento per le Autonomie e i Liberal Democratici. Non hanno preso parte al voto le minoranze linguistiche (Südtiroler Volkspartei e Autonomie Liberté Democratie) e i Liberali per l'Italia-Partito Liberale Italiano[30]. La Lega Nord ha lasciato, invece, libertà di voto, risultando così decisiva ai fini della negata autorizzazione all'arresto di Cosentino[31].

Prima del voto alla Camera Cosentino aveva annunciato che qualunque fosse stato l'esito del voto avrebbe rassegnato le sue dimissioni irrevocabili da coordinatore regionale del PdL in Campania. Dopo il voto ha formalizzato le preannunciate dimissioni[32].

Il 15 marzo 2013 si è costituito presso il carcere napoletano di Secondigliano, dichiarando di non voler partecipare alle successive udienze del processo.[33]

Il 26 luglio 2013 Cosentino lascia il carcere di Secondigliano, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere gli concede gli arresti domiciliari.[34]

L'8 novembre 2013 Cosentino viene scarcerato su delibera del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduto da Orazio Rossi.[35]

Successivamente viene annullata questa sentenza accogliendo così il ricorso presentato dall'accusa per cui Cosentino potrebbe ritornare in carcere.[36]

L'accusa di estorsione aggravata per agevolare i Casalesi[modifica | modifica sorgente]

Il 31 gennaio 2014 l'ex-parlamentare, assieme ai fratelli Giovanni e Antonio, è indagato dalla Procura di Napoli per l'ipotesi di reato d'estorsione aggravata agito per agevolare il clan camorristico dei Casalesi. Gli viene contestato anche il reato di illecita concorrenza. Tra gli elementi di accusa agli atti dell'inchiesta figurano intercettazioni e dichiarazioni di pentiti. Giovanni è indagato ad estorsione aggravata agito per agevolare al clan dei Casalesi, anche Antonio, solo che quest'ultimo è indagato per illecita concorrenza.[37] Il 3 aprile viene tratto in arresto, insieme ai fratelli, nell'ambito della stessa inchiesta.[38][39]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stella Gervasio, Le parentele pericolose di Nicola Cosentino, la Repubblica, 8 dicembre 2011. URL consultato il 16 marzo 2013.
  2. ^ Benvenuto sul sito delle Edizioni Cento Autori
  3. ^ Il Pdl scarica Cosentino, Alfano: "Scelta giusta". Ma in Campania è giallo sulle firme sparite, la Repubblica, 21 gennaio 2013. URL consultato il 3 aprile 2014.
  4. ^ Cosentino torna con “Forza Campania” ma è critico col Cavaliere, lastampa.it, 27 gennaio 2014.
  5. ^ Forza Campania: ritorna Cosentino, figliol prodigo di Berlusconi ilfattoquotidiano.it, 30 gennaio 2014
  6. ^ Nicola Cosentino rompe gli indugi: nasce Forza Campania
  7. ^ G.de Feo e C.Pappaianni, Dal paese di Gomorra al ruolo di sottosegretario. Nuovo uomo forte della Campania. L'ascesa di Nicola Cosentino. in L'Espresso, 29/08/2008.
  8. ^ a b Dario Del Porto, Un altro pentito accusa il sottosegretario Cosentino in L'Espresso, 1/12/2009. URL consultato il 6 maggio 2012.
  9. ^ Gianluca Di Feo, Emiliano Fittipaldi, Così ho avvelenato Napoli in L'Espresso, 11/09/2008. URL consultato il 6 maggio 2012.
  10. ^ Cosentino: ordinanza, sostegno elettorale dai casalesi in Ansa, 10/11/2009. URL consultato il 6 maggio 2012.
  11. ^ Fulvio Bufi,Marco Imarisio, L’imprenditore dei Casalesi: Cosentino è il mio padrone in Corriere della Sera, 11/11/2009. URL consultato il 6 maggio 2012.
  12. ^ Testo integrale dell'ordinanza di custodia cautelare (arresto), Giudice per le indagini preliminari
  13. ^ Gianluca Di Feo, Emiliano Fittipaldi, Cosentino, meglio tardi che mai in L'Espresso, 14/07/2010, p. 1. URL consultato il 6 maggio 2012.
  14. ^ Giovanna Casadio, Cosentino, la Camera lo salva con due no in La Repubblica, 11/12/2009. URL consultato il 6 maggio 2012.
  15. ^ Cosentino: Cassazione conferma ordinanza gip su arresto in La Repubblica, 28/01/2010. URL consultato il 6 maggio 2012.
  16. ^ Maria Saporito, Cosentino e le dimissioni in Newnotizie, 19/02/2010. URL consultato il 6 maggio 2012.
  17. ^ Cosentino, dalla Camera "no" all'uso delle intercettazioni in La Repubblica, 22/09/2010. URL consultato il 6 maggio 2012.
  18. ^ Molte fonti giornalistiche lo definiscono faccendiere piuttosto che imprenditore
  19. ^ Il gip: «Carboni cercò di influire sulla Consulta per la decisione sul Lodo Alfano» in Corriere della Sera, 8/07/2010. URL consultato il 6 maggio 2012.
  20. ^ Eolico: almeno 5 indagati, c'è anche Verdini in Ansa, 13/07/2010. URL consultato il 6 maggio 2012.
  21. ^ Piero Masone, Pdl, i finiani a Cosentino: dimettiti in Ottopagine, 27/07/2010. URL consultato il 6 maggio 2012.
  22. ^ P3, Cosentino si dimette: "È una persecuzione" in Ansa, 14/07/2010. URL consultato il 6 maggio 2012.
  23. ^ Cosentino, con 308 voti la Camera nega l’uso delle intercettazioni in Il Fatto quotidiano, 22/09/2010. URL consultato il 6 maggio 2012.
  24. ^ La Camera sta con Cosentino No all'utilizzo delle intercettazioni in Corriere della Sera, 22/09/2010. URL consultato il 6 maggio 2012.
  25. ^ Fulvio Buvi, Cosentino referente dei Casalesi. Chiesto di nuovo l' arresto del parlamentare del Pdl in Corriere della Sera, 7/12/2011. URL consultato il 6 maggio 2012.
  26. ^ Carte del riesame - 1°
  27. ^ Carte del riesame - 2°
  28. ^ Carte del riesame - 3°
  29. ^ Sì ad arresto Cosentino. In giunta finisce 11-10 in ANSA, 13/01/2012. URL consultato il 6 maggio 2012.
  30. ^ Camera nega arresto a Cosentino. Il deputato: "Ringrazio Parlamento, non Lega" in La Repubblica, 12/01/2012. URL consultato il 6 maggio 2012.
  31. ^ La Camera vota no, la Lega Nord ha salvato Nicola Cosentino dal carcere in Nanopress, 12/01/2012. URL consultato il 6 maggio 2012.
  32. ^ Cosentino si dimette da coordinatore Pdl in ANSA, 12/01/2012. URL consultato il 6 maggio 2012.
  33. ^ Dario del Porto, Conchita Sannino, Cosentino va in carcere: "Non partecipo al processo", la Repubblica, 15 marzo 2013. URL consultato il 16 marzo 2013.
  34. ^ Cosentino lascia il carcere di Secondogliano: per lui i domiciliari
  35. ^ Cosentino torna in libertà: la decisione del tribunale di S. M. Capua Vetere
  36. ^ Forza Campania: ritorna Cosentino, figliol prodigo di Berlusconi ilfattoquotidiano.it, 30 gennaio 2014
  37. ^ Cosentino, nuova inchiesta per ex deputato Pdl: indagato per estorsione in Il Fatto Quotidiano, 31/01/2014. URL consultato il 31/01/14.
  38. ^ Camorra, Nicola Cosentino arrestato insieme ai fratelli Zagaria, il Fatto Quotidiano, 3 aprile 2014. URL consultato il 3 aprile 2014.
  39. ^ Camorra, arrestato Nicola Cosentino“Estorsione su vendita di carburanti”, la Stampa, 3 aprile 2014. URL consultato il 3 aprile 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Massimiliano Amato, Arnaldo Capezzuto, Corrado Castiglione, Giuseppe Crimaldi, Antonio Di Costanzo, Luisa Maradei, Peppe Papa, Ciro Pellegrino, Vincenzo Senatore, Il Casalese. Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro, Napoli, Edizioni Cento Autori, 2012. ISBN 978-88-97121-31-2

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