Mario Landolfi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Mario Landolfi

Luogo nascita Mondragone (CE)
Data nascita 6 giugno 1959
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio maturità classica
Professione giornalista
Partito Alleanza Nazionale
Legislatura XII, XIII, XIV, XV Legislatura
Gruppo Alleanza Nazionale
Coalizione
Circoscrizione XX (CAMPANIA 2)
Regione {{{regione}}}
Collegio 6 - Sessa Aurunca
{{{mandato}}}
Elezione {{{elezione}}}
Senatore a vita
Nomina {{{nomina_senatore_a_vita}}}
Data nomina {{{data_nomina_senatore_a_vita}}}
Incarichi parlamentari
[{{{sito}}} Pagina istituzionale]

Mario Landolfi (Mondragone, 6 giugno 1959) è un politico italiano.

È presidente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (la cosiddetta "Commissione di vigilanza RAI"). Conserva anche la carica di coordinatore di Alleanza Nazionale della regione Campania.

Maturità classica, giornalista, è deputato dal 1994, eletto nelle ultime quattro legislature: alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto alla Camera dei Deputati nel collegio Campania 2, sempre nelle liste di Alleanza Nazionale.

Dal 22 aprile 2005 al 18 maggio 2006 ha ricoperto la carica di Ministro delle Comunicazioni (Governo Berlusconi III).Tra i decreti emessi si ricorda l'importante liberalizzazione delle frequenze Wi-Fi (Wi-Fi MAX), un passo fondamentale nella riduzione del 'digital divide'. "Decreto Landolfi" 04/10/2005 [1].

E'stato coordinatore regionale in Campania di Alleanza Nazionale fino alla fondazione del PDL.

Dal 10 Aprile 2009 è coordinatore vicario in Campania per il PDL.

Indice

[modifica] Critiche e aspetti controversi

Nel 2000, durante il discorso in cui il giornalista Gad Lerner ha annunciato le sue dimissioni in diretta sulla prima rete RAI, l'allora direttore del TG1 dichiarò che fresco di nomina, il 13 luglio 2000 fu invitato a pranzo dal Presidente della Commissione di Vigilanza Mario Landolfi. Al termine dell'incontro Landolfi tirò fuori dalla tasca un foglio di carta, dicendo "ci sarebbe questa persona da sistemare". Successivamente la giornalista Marilù Lucrezio affermò di essere lei la precaria "raccomandata", in un'intervista al Corriere della Sera.[1] In quell'occasione, Landolfi ammise di aver agito in modo "inopportuno" [2] ma nonostante questo querelò Gad Lerner per diffamazione. La vicenda si concluse con l'assoluzione del giornalista.[3]


Un'inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere rivelerà un giro di raccomandazioni per assunzioni nella società Poste Italiane, che vede coinvolti lo stesso Ministro Landolfi, il suo segretario particolare e l'Amministratore Delegato della Società, Massimo Sarmi [4].


Nel 2007 l'imprenditore e pentito di Camorra Michele Orsi gli rivolge diverse accuse, nell'ambito delle assunzioni nella nettezza urbana del comune di Mondragone. Landolfi viene indagato con l'accusa di corruzione e truffa, con l'aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre [5]. Michele Orsi verrà ucciso in un agguato di Camorra l'1 giugno 2008 [6].

[modifica] Collegamenti esterni

  • Scheda su openpolis.it di Mario Landolfi

[modifica] Note

  1. ^ Sono io la giornalista del bigliettino di Gad Lerner - Corriere della Sera, 6 ottobre 2000
  2. ^ http://archiviostorico.corriere.it/2000/ottobre/05/Landolfi_sul_caso_Lerner_Segnalare_co_0_0010052400.shtml
  3. ^ http://archiviostorico.corriere.it/2006/febbraio/10/Querela_Landolfi_per_foglietto_Lerner_co_9_060210078.shtml
  4. ^ Poste raccomandate- Marco Lillo e Claudio Pappaianni, L'Espresso 20 marzo 2008
  5. ^ Gianluca Di Feo. Il padrone di Mondragone L'Espresso, 22 novembre 2007
  6. ^ Delitto nella roccaforte dei Casalesi, ucciso un collaboratore di giustizia Corriere della Sera, 1 giugno 2008
Predecessore: Ministro delle Comunicazioni della Repubblica Italiana Successore:
Maurizio Gasparri 23 aprile 2005 - 17 maggio 2006 Paolo Gentiloni I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Maurizio Gasparri {{{data}}} Paolo Gentiloni

[modifica] Altri progetti

Strumenti personali
Altre lingue