Denis Verdini

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sen. Denis Verdini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Denis Verdini
Luogo nascita Fivizzano
Data nascita 8 maggio 1951
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Professione Politico, Commercialista
Partito Il Popolo della Libertà - Forza Italia
Legislatura XVII
Gruppo Il Popolo della Libertà - Forza italia
Coalizione PdL-Lega Nord-MpA-La Destra-Grande Sud
Circoscrizione Toscana
Pagina istituzionale
on. Denis Verdini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Fivizzano
Data nascita 8 maggio 1951
Partito Forza Italia, Il Popolo della Libertà
Legislatura XIV, XV, XVI
Gruppo Forza Italia, Il Popolo della Libertà
Coalizione Casa delle Libertà
PDL-Lega Nord-MpA
Circoscrizione Toscana
Incarichi parlamentari

Componente - V Commissione (Bilancio, Tesoro e Programmazione), Componente Giunta delle Elezioni

Pagina istituzionale

Denis Verdini (Fivizzano, 8 maggio 1951) è un politico e banchiere italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Fivizzano, da giovanissimo si trasferisce a Campi Bisenzio con la famiglia. Titolare di macellerie, si laurea in scienze politiche e si specializza come dottore commercialista, esercitando a lungo la professione, prima di divenire presidente del locale Credito Cooperativo Fiorentino.

È assistente docente di Storia delle dottrine economiche all'università Luiss di Roma nell'anno accademico 1996-97. Cultore di storia economica, approfondisce gli studi su banca e moneta.

Vive a Firenze, è sposato ed ha tre figli: Tommaso, Francesca e Diletta.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Esponente del Partito Repubblicano Italiano nella "Prima Repubblica", in occasione delle elezioni politiche del 1994 è candidato alla Camera in un collegio uninominale della Toscana (quello di Sesto Fiorentino) per il Patto per l'Italia in quota Patto Segni (lista che accoglieva al suo interno i repubblicani), raccoglie il 16,6% senza venire eletto. Dopo la vittoria delle elezioni da parte di Forza Italia diventa "forzista" [1] e si candida alle consultazioni regionali del 23 aprile 1995 nella lista Forza Italia-Polo Popolari ed è eletto nella circoscrizione provinciale di Firenze, con 2.856 voti di preferenza. Diventa vicepresidente del Consiglio regionale.[1], membro della commissione Attività produttive e della commissione di Vigilanza.

È titolare del 15% delle azioni della società editrice del quotidiano Il Foglio.[1] Nel 1997 Verdini sostiene Giuliano Ferrara, direttore del quotidiano, nella campagna elettorale per il seggio del Mugello, in cui, vigente il sistema maggioritario, Ferrara perde contro Antonio Di Pietro.[1]

Alle elezioni regionali del 16 aprile 2000 si presenta nella lista Forza Italia ed è eletto nella circoscrizione provinciale di Firenze, con 7.166 voti di preferenza. Diventa vicepresidente del Consiglio regionale, membro della commissione Affari istituzionali e della commissione speciale Statuto.

Nel 2001 Verdini viene eletto alla Camera nelle file di Forza Italia[1]. Si dimette da consigliere regionale; al suo posto subentra, il 4 luglio di quell'anno, Paolo Marcheschi.

Alle elezioni regionali del 3-4 aprile 2005 è eletto nella circoscrizione di Firenze per la lista di Forza Italia, poi rassegna le dimissioni da consigliere regionale per incompatibilità con la carica di parlamentare: viene surrogato da Angelo Pollina nella prima seduta consiliare il 5 maggio.

Alle elezioni politiche del 9-10 aprile 2006 viene riconfermato deputato della Repubblica al Parlamento Italiano per la XV Legislatura.[1]

Dopo le elezioni politiche del 13-14 aprile 2008 è nominato Coordinatore Nazionale di Forza Italia. Gestisce la fusione del suo partito con Alleanza Nazionale.[1] Nel 2009, dopo la nascita del Popolo della Libertà, viene creato l'ufficio di Coordinatore Nazionale, che è ricoperto da tre persone: Verdini ne fa parte, insieme con Sandro Bondi e Ignazio La Russa.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia.[2] Il 24 marzo 2014 diventa membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia. Diventa poi il fautore del "Patto del Nazareno" tra Silvio Berlusconi e il premier Matteo Renzi riguardante una collaborazione su riforme e legge elettorale.

Vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Caso de La Maddalena[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 2010 viene indagato dalla Procura di Firenze per il reato di concorso in corruzione riguardo ad alcune irregolarità a lui imputabili su alcuni appalti a Firenze e a La Maddalena, sede in cui si sarebbe dovuto tenere il G8 (poi spostato a L'Aquila).[3]. Il gip si riserva la decisione di ricorrere ad eventuale rinvio a giudizio. Nell'aprile del 2014 il Senato autorizza l'utilizzo delle intercettazioni riguardanti Verdini.[4]

Caso della P3: rinvio a giudizio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi P3 (inchiesta).

Nel maggio 2010 viene indagato dalla Procura di Roma in riguardo ad un'inchiesta riguardante un presunto comitato d'affari, la cosiddetta "cricca", che avrebbe gestito degli appalti pubblici in maniera illecita.[5]

A luglio vengono arrestati l'imprenditore Flavio Carboni, coinvolto a Roma in un'inchiesta che punta a scoperchiare una cupola con interessi nella gestione degli appalti sull'energia eolica in Sardegna (che vede indagato anche il governatore PDL della Sardegna Ugo Cappellacci), insieme a Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Democrazia Cristiana e all'imprenditore Arcangelo Martino, ex assessore comunale di Napoli. Queste persone vengono accusate dalla Procura di Roma di aver esercitato forzature sui giudici della Corte Costituzionale al fine di favorire il giudizio di legittimità costituzionale sul Lodo Alfano, di aver sostenuto la riammissione della lista civica regionale Per la Lombardia[6], collegata al candidato di centrodestra alle elezioni regionali del 2010 e successivamente eletto governatore della regione Lombardia Roberto Formigoni e, infine, di aver favorito la nomina a presidente della Corte d'Appello di Milano al pm Alfonso Marra.

Il 23 luglio in una lettera (resa pubblica il 26 luglio) Verdini si dimette da presidente e consigliere del consiglio di amministrazione del Credito Cooperativo Fiorentino a causa dello scandalo P3 che lo vede coinvolto per corruzione e violazione della Legge Anselmi sulle società segrete. Verdini afferma: "Su di me scatenata una tempesta mediatica e queste accuse rischiano di gettare ombra sulla banca".[7][8] Per solidarietà a Verdini si dimette dopo poche ore tutto il consiglio di amministrazione del credito.[9] Alcuni politici, come Fini, ne chiede le dimissioni anche dagli incarichi politici.[10]

Dall'inchiesta emerge che il 23 settembre 2009 avrebbe avuto luogo un incontro presso l'abitazione di Denis Verdini, a cui avrebbero preso parte l'imprenditore e faccendiere Flavio Carboni, il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri e il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller, oltre ad Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi. In questa riunione si sarebbe delineata la strategia di persuasioni indebite da adottare sui giudici della Consulta intorno all'approvazione del lodo che il 7 ottobre seguente verrà poi bocciato perché ritenuto incostituzionale.[6] Il leader dell'Italia dei Valori Antonio di Pietro definisce la cupola che si sarebbe costruita attorno a Flavio Carboni una «nuova loggia massonica», con le stesse caratteristiche della vecchia loggia Propaganda 2. Pier Luigi Bersani, leader del Partito Democratico, chiede all'esecutivo di far luce sulla vicenda, mentre il senatore e capogruppo dell'UDC Giampiero D'Alia richiede l'intervento della Commissione parlamentare Antimafia.[11]

Nell'agosto del 2011 la Procura di Roma annuncia di aver chiuso l'inchiesta P3.

Il 5 novembre 2014 Denis Verdini viene rinviato a giudizio per corruzione. Il processo è fissato per il 5 febbraio 2015 davanti alla IX sezione penale.[12]

Caso de L'Aquila: assolto[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2010 Verdini viene indagato con l'accuso di tentato abuso d'ufficio insieme all'imprenditore Riccardo Fusi in riguardo ai 4 appalti da 21 milioni di euro assegnati per la ricostruzione post terremoto a L'Aquila (il politico avrebbe favorito il Consorzio Federico II nel quale era presente Fusi e tre imprenditori aquilani) ma già nell'ottobre 2011 i due vengono prosciolti dal gup perché il fatto non sussiste perché il reato che veniva contestato era assente dai presupposti normativi dopo che ad agosto la Camera non aveva dato l'autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni riguardanti Verdini.[13]

Caso della P4[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi P4 (inchiesta).

Il 12 giugno 2012 la Giunta per le autorizzazioni della Camera dei deputati accorda ai magistrati di utilizzare le intercettazioni (34 in tutto) che coinvolgono Denis Verdini nell'ambito dell'inchiesta sulla P4. Il PdL è l’unico partito a votare contro.[14]

Caso del Credito Cooperativo Fiorentino: rinvio a giudizio[modifica | modifica wikitesto]

La Banca d'Italia, con delibera unanime del Direttorio del 20 luglio 2010, propone al Ministro dell'Economia e delle Finanze "la sottoposizione dell'azienda alla procedura di amministrazione straordinaria per gravi irregolarità nell'amministrazione e gravi violazioni normative".[15] Con decreto del 27 luglio il Ministro dell'Economia dispone il commissariamento della banca[15]. Il 14 agosto la Banca d'Italia contesta a Verdini un conflitto d'interessi pari a 60,5 milioni di euro per la banca di cui è stato amministratore.[16] Nel marzo 2012 l'istituto, sottoposto dalla Banca d'Italia a liquidazione coatta amministrativa cessa di esistere. Le attività sono acquisite da Chiantibanca mentre le sofferenze sono acquisite dal fondo nazionale di garanzia delle Bcc.[17]

Il 14 marzo 2013, i pm di Firenze chiedono il rinvio a giudizio per Verdini per il procedimento sulla gestione del Credito Cooperativo Fiorentino.[18]

Nel luglio 2014 il gup di Firenze Fabio Frangini accoglie la richiesta dei PM. Viene fissata la prima udienza per il 21 aprile 2015. Verdini dovrà rispondere per truffa ai danni dello stato.[19]

Caso di truffa: accusa di truffa[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 2013, nell'ambito di una inchiesta per truffa per una presunta indebita percezione di fondi per l'editoria, la Procura della Repubblica di Firenze emette un'ordinanza attraverso la quale la Guardia di Finanza sequestra beni per 12 milioni di euro alla società Settemari di Verdini, Massimo Parisi e altre persone.[20]

Caso dell'appalto della Scuola Marescialli: accusa di concorso in corruzione[modifica | modifica wikitesto]

In relazione alle presunte irregolarità legate all'appalto per la Scuola Marescialli di Firenze vengono prima arrestati nel 2010 e poi condannati nel 2012 il provveditore delle opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis (3 anni e 8 mesi), il presidente del consiglio dei lavori pubblici Angelo Balducci (3 anni e 8 mesi), l'avvocato Guido Cerruti e l'imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli (2 anni e 8 mesi) mentre le posizioni di Verdini e dell’imprenditore della Btp Riccardo Fusi erano state stralciate.

Il 9 aprile 2014 il Senato da l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni riguardanti Verdini il quale il 19 novembre seguente viene rinviato a giudizio dal gup Cinzia Parasporo per concorso in corruzione: insieme al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli avrebbe caldeggiato la nomina di De Santis a provveditore delle opere pubbliche della Toscana.

Il processo inizierà il 10 aprile 2015 davanti ai giudici della VII sezione penale del tribunale di Roma.[21][22]

Caso della Toscana Edizioni: accusa di bancarotta[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 novembre 2014 viene indagato dalla procura di Firenze insieme al forzista Massimo Parisi con l'accusa di bancarotta fraudolenta in riguardo al fallimento della Società Toscana Edizioni, debitoria nei confronti del Credito Fiorentino di Verdini, avvenuto nel febbraio 2014: i due esponenti politici nel 2005 si sarebbero appropriati di 1,3 milioni di euro della società vendendole quote della Nuova Toscana Editrice, controllata da loro al 40% e con un capitale di 62.000 euro. Vengono messi sotto inchiesta anche i vertici di allora della Toscana Edizioni. Questo processo è collegato ad altri due processi riguardanti Verdini, quello del Credito Fiorentino con 20 milioni di euro di contributi a Il Giornale della Toscana e quello della P3 con Flavio Carboni e altre due persone che nel 2009 versano 800.000 euro alla Nuova Toscana Editrice per rilevare delle quote.[23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g L'uomo che guidò la fusione con AN in La Stampa, 16 febbraio 2010, p. 4. URL consultato il 5 maggio 2010.
  2. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  3. ^ G8, l'inchiesta si allarga Indagato pure Denis Verdini in Il Secolo XIX, 16 febbraio 2010. URL consultato il 5 maggio 2010.
  4. ^ SENATO, OK ALL'USO DELLE INTERCETTAZIONI DI VERDINI
  5. ^ Appalti, anche Verdini indagato per corruzione "Irregolarità nei progetti eolici in Sardegna" in La Repubblica, 5 maggio 2010. URL consultato il 5 maggio 2010.
  6. ^ a b Il gip: "Carboni cercò di influire sulla Consulta per la decisione su Lodo Alfano" in Corriere della Sera, 8 luglio 2010. URL consultato il 9 luglio 2010.
  7. ^ Inchiesta P3, Verdini per nove ore davanti al pm "Non mi dimetto dal Pdl, richiesta è impropria", il Giornale, 27 luglio 2010. URL consultato il 15 agosto 2010.
  8. ^ P3: Dell'Utri in procura a Roma, ANSA, 27 luglio 2010. URL consultato il 25 agosto 2010.
  9. ^ Credito Fiorentino: si dimette anche cda, solidarietà a Verdini, Il Sole 24 ORE Radiocor, 26 luglio 2010. URL consultato il 15 agosto 2010.
  10. ^ P3, Verdini a Fini: non devo dimettermi in Ansa, 27 luglio 2010. URL consultato il 4 dicembre 2010.
  11. ^ Appalti eolico: Gip, tentarono di influire su lodo Alfano in ANSA, 9 luglio 2010. URL consultato il 9 luglio 2010.
  12. ^ P3, Verdini a giudizio, l’uomo delle riforme accusato di corruzione
  13. ^ Lavori post sisma, assolti Verdini e Fusi «Appalti regolari»
  14. ^ Sonia Oranges, P4, la giunta della Camera autorizza l’uso delle intercettazioni di Verdini in il Fatto Quotidiano, 12 giugno 201. URL consultato il 12 giugno 2012.
  15. ^ a b Tremonti firma, commissariata la banca di Verdini, Il Sole 24 Ore.
  16. ^ Bankitalia attacca Verdini: nella sua ex banca conflitto d'interessi per 60 milioni, Corsera.it, 14 agosto 2010. URL consultato il 4 dicembre 2010.
  17. ^ Addio al «Credito» di Verdini Bankitalia: liquidazione coatta. URL consultato il 02-05-2012.
  18. ^ Credito Cooperativo, chiesto il rinvio a giudizio per Verdini e Dell'Utri in Corriere della Sera, 14 marzo 2013. URL consultato il 13 aprile 2013.
  19. ^ Redazione de Il Fatto Quotidiano, Denis Verdini a giudizio per associazione a delinquere, bancarotta e truffa in Il Fatto Quotidiano, 15 luglio 2014. URL consultato il 2 ottobre 2014.
  20. ^ Truffa allo Stato, sequestrati 12 milioni a Denis Verdini in Corriere della Sera, 11 aprile 2013. URL consultato il 13 aprile 2013.
  21. ^ Appalti per la scuola Marescialli, Denis Verdini rinviato a giudizio: "Concorso in corruzione"
  22. ^ Corruzione, Denis Verdini a processo per appalto scuola marescialli
  23. ^ Nuova accusa di bancarotta per Verdini

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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