Adolfo Urso

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Adolfo Urso

Vice Ministro del Ministero dello Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero
Durata mandato 11 giugno 2001 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Enrico Letta (ministro Comm. estero)
Successore Emma Bonino (ministro Comm. internaz.)

Durata mandato 30 giugno 2009 –
15 novembre 2010
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Emma Bonino (ministro Comm. internaz.)
Successore Catia Polidori (nel 2011)

Dati generali
Partito politico Alleanza Nazionale (2001-2008)
Il Popolo della Libertà (2008-2010)
Futuro e Libertà (2010-2011)
on. Adolfo Urso
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Padova
Data nascita 12 luglio 1957
Titolo di studio Laurea in sociologia
Professione giornalista
Partito AN - PDL- FLI-Gruppo Misto.
Legislatura XII, XIII, XIV, XV, XVI
Gruppo AN, PDL, FLI, Gruppo Misto
Circoscrizione Lazio 1 (XII), XVI (Lazio 2), VII (Veneto 1), VIII (Veneto 2)
Incarichi parlamentari
  • Componente della IX Commissione (Trasporti) (XII Legislatura, XIII Legislatura)
  • Componente della Commissione Speciale Per Le Politiche Comunitarie (XII Legislatura)
  • Componente della Commissione Parlamentare D'Inchiesta Sul Fenomeno Della Mafia E Sulle Altre Associazioni Criminali Similari (XII Legislatura)
  • Componente del Comitato Di Vigilanza Sull'Attività Di Documentazione (XII Legislatura)
  • Componente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (XIII Legislatura)
  • Componente della I Commissione (Affari Costituzionali, Della Presidenza Del Consiglio E Degli Interni (XIV Legislatura)
  • Componente della XIV Commissione (Politiche Dell'Unione Europea) (XIV Legislatura, XVI Legislatura)
Pagina istituzionale

Adolfo Urso (Padova, 12 luglio 1957) è un politico italiano, presidente di Fondazione Farefuturo e FareItalia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e carriera giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi ad Acireale e Catania, Urso si è laureato in sociologia all'Università "La Sapienza" di Roma. Urso è giornalista, prima per il foglio giovanile "Controcorrente" ad Acireale, poi al Secolo d'Italia. Nel 1991-92 è vice-direttore del quotidiano Roma e nel 1993-94 capo redattore de L'Italia settimanale. Direttore dal 1994 della rivista Charta Minuta, Urso è stato promotore della fondazione Osservatorio parlamentare[1] e nel 2007 ha costituito la Fondazione Farefuturo, della quale è stato segretario generale e poi (dal febbraio 2011) presidente.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

La sua esperienza politica inizia negli anni Ottanta nella Direzione nazionale del Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano.

Deputato di AN[modifica | modifica wikitesto]

È stato tra i principali promotori della nascita di Alleanza Nazionale, di cui ha assunto l'incarico di coordinatore nazionale del comitato promotore dal novembre 1993. Eletto deputato nel 1994 col sistema maggioritario in Lazio (Roma Primavalle) nelle liste di Forza Italia (a seguito di un accordo tra i due partiti), si iscrive quindi ai gruppi parlamentari di Alleanza Nazionale[2]. È stato membro dell'Assemblea nazionale costituente di AN, tenutasi a Fiuggi il 22 gennaio 1995, introducendo i lavori come segretario generale.

Viene rieletto nel 1996 come capolista di AN con il sistema proporzionale nella circoscrizione XVI Lazio 2. Ha presentato nella XII e XIII legislatura vari disegni di legge in materia di trasporti, oltre ad altre proposte che includono l'indulto per le pene relative a reati commessi con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordinamento costituzionale che non abbiano provocato la morte, l'elezione di una assemblea costituente per la revisione dell'ordinamento della Repubblica italiana (disegno di legge costituzionale)[3], l'istituzione del Ministero del mare e dell'Agenzia di Stato per la sicurezza aeronautica.[4]

In Alleanza Nazionale Urso è stato leader, insieme ad Altero Matteoli e Domenico Nania della corrente Nuova Alleanza.[5] Alle elezioni del 2001 è stato riconfermato come deputato della Casa delle Libertà nella prima circoscrizione del Veneto[6].

Viceministro e Sottosegretario[modifica | modifica wikitesto]

È stato chiamato a far parte del Governo Berlusconi II come viceministro alle Attività Produttive, con delega al Commercio estero. L'incarico gli viene confermato anche dal Governo Berlusconi III. Si è occupato di internazionalizzazione delle imprese (Legge 56/2005), ed ha presentato per la ratifica parlamentare l'accordo Italia-Siria sulla protezione degli investimenti (Legge 258/2003).

Alle elezioni politiche del 2006 è rieletto in Veneto[7]. Nel corso della legislatura ha presentato, tra gli altri, disegni di legge per la reintroduzione dell'energia nucleare in Italia e la soppressione delle comunità montane[8].

Urso viene ricandidato nelle liste del Popolo della Libertà anche alle successive elezioni del 2008[9] e assume l'incarico di sottosegretario per lo sviluppo economico e, dal 2009, di vice ministro per lo stesso dicastero occupandosi sempre di Commercio estero. Ha presentato disegni di legge per l´accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore, e sulla commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri.[10] È stato relatore per il Governo della legge sul ritorno al nucleare approvata dalle camere e successivamente abrogata da un referendum.

In Futuro e Libertà[modifica | modifica wikitesto]

Esponente di Generazione Italia, la corrente finiana del Popolo della Libertà, il 2 agosto 2010 aderisce al gruppo parlamentare Futuro e Libertà. Il 4 agosto 2010 Urso viene nominato coordinatore del comitato costituente del nuovo gruppo, e il 6 ottobre è nominato coordinatore nazionale. Urso si dichiara contrario alla rottura con il governo Berlusconi IV ed orientato a chiedere un riconoscimento di FLI come terza gamba della maggioranza[11], che successivamente arriva[12].

Il 15 novembre 2010 comunque Urso, assieme agli altri esponenti governativi di FLI Andrea Ronchi, Roberto Menia e Antonio Buonfiglio, così come Giuseppe Maria Reina del MPA[13], si dimette lasciando il Governo Berlusconi IV a causa del rifiuto da parte del premier Silvio Berlusconi di dimettersi per formare successivamente un nuovo governo aperto all'Unione di Centro, come era stato richiesto da Gianfranco Fini[14].

Dopo l'Assemblea costituente FLI del 13 febbraio 2011 che diede l'incarico al solo presidente Fini di nominare l'intero organigramma, viene indicato, con qualche sorpresa anche nei media che fino a due giorni prima lo davano per segretario di FLI, come nuovo portavoce di Futuro e Libertà per l'Italia. Urso, tuttavia rifiuta la carica, ritenendola non adeguata ad influenzare la linea politica ed assicurare la collocazione del movimento[15][16][17]. Urso rimarca infatti la necessità che il partito assicuri la propria collocazione a destra, ribadendo che "noi dobbiamo costruire una destra riformista ed europea, liberale e moderna"[18] più volte e con particolare intransigenza. A seguito del cambiamento degli organigrammi, che non lo vede più Coordinatore Nazionale e titolare della linea politica, insieme ad Andrea Ronchi, Urso si scontra con altri esponenti di FLI quali Giulia Bongiorno[19], Fabio Granata[20] Carmelo Briguglio e e lo stesso vice presidente di FLI Italo Bocchino[21] sul tema delle alleanze per le elezioni amministrative del 2011 e dell'ipotizzabilità o meno di un accordo di FLI con IDV e PD per le future elezioni politiche del 2013.

La nascita di FareItalia[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 aprile 2011 Urso fonda l'associazione Fareitalia, alla quale aderiscono una cinquantina tra parlamentari e consiglieri regionali[22]. L'associazione si propone come obiettivo: "creare le condizioni culturali e politiche per la nascita di un nuovo centrodestra che sia davvero liberale e solidale, moderno ed europeo, nel quadro di un bipolarismo maturo in cui sia possibile il confronto, il dialogo e l’incontro tra proposte politiche diverse" con un saldo riferimento al Partito Popolare Europeo.

Il 9 luglio, insieme ad Andrea Ronchi e Giuseppe Scalia, si dimette da FLI[23] e va nel Misto. Dopo le dimissioni assume posizioni intermedie tra FLI ed il PDL, dichiarando più volte l'esigenza di ricomporre il centrodestra, in una Costituente popolare. Le sue scelte parlamentari, vengono decise volta per volta, in particolare: vota l'arresto del deputato Alfonso Papa del PDL e la perquisizione nei confronti del suo collega anch'egli Pidiellino Marco Milanese[24]. D'altra parte, sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni al Ministro Saverio Romano, Urso dichiara di essere indisponibile a votarla prima che le accuse della procura si siano materializzate almeno in un rinvio a giudizio accolto dal GUP, ma annuncia il suo voto favorevole nel caso che esso effettivamente arrivi. Vota la fiducia al governo Berlusconi il 14 ottobre 2011, dichiarando tuttavia "considero questo l'ultimo tempo supplementare. Il governo presenti quei provvedimenti di liberalizzazione, privatizzazione, riforma del welfare e delle pensioni" avvertendo che "ove questo non accadesse è meglio che Berlusconi faccia un passo indietro"[25]. La sua componente Fareitalia per la Costituente Popolare, aderisce al Senato al gruppo Coesione Nazionale, e alla Camera al gruppo misto.

In seguito, il 22 ottobre, in una nota ufficiale di Fareitalia, Urso avvisa il Governo che un decreto sviluppo a costo zero senza riforme non sarebbe accettabile e preavvisa la rottura[26]. A seguito dell'inattività del Governo, il 5 novembre, Urso con un editoriale sul sito di Fareitalia chiede che Berlusconi rassegni le dimissioni entro la fine dell'anno, dopo aver chiesto alle opposizioni di approvare un provvedimento contenente le riforme garantite nel frattempo all'UE dall'Italia, e che sia formato successivamente un nuovo esecutivo.[27]. Poco dopo, il deputato fa istituire la componente del gruppo misto "Fareitalia per la costituente popolare" che raggruppa gli esponenti parlamentari della sua associazione[28] alla quale aderisce. L'8 novembre, Silvio Berlusconi annuncia le proprie dimissioni a seguito dell'approvazione della legge di Stabilità contenente le prime misure promesse all'UE, ed Urso dichiara il proprio appoggio all'ipotesi di un governo presieduto da Angelino Alfano oppure da Mario Monti, rivolgendo un appello al PDL perché lo sostenga unito insieme al terzo polo[29][30].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ Camera.it, XII Legislatura
  3. ^ Camera.it, DDL Urso XII Legislatura
  4. ^ Camera.it, XIII Legislatura
  5. ^ An: Domani Nasce 'Nuova Alleanza' Con Urso, Matteoli E Nania
  6. ^ Camera.it, XIV Legislatura
  7. ^ Camera.it, XV Legislatura
  8. ^ Camera.it, DDL Urso XV Legislatura
  9. ^ Camera.it, XVI Legislatura
  10. ^ Camera.it, DDL Urso XVI Legislatura
  11. ^ Finiani: voteremo con il Pdl se ci riconoscono “terza gamba” della maggioranza | Blitz quotidiano
  12. ^ Berlusconi riconosce il ruolo politico di Fini e denuncia: “Dietro scandali c’è la malavita” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
  13. ^ "Niente governo-bis, fiducia oppure voto" - Politica - ANSA.it
  14. ^ Governo, Berlusconi a caccia di voti Fli: dimissioni e reincarico in 72 ore- LASTAMPA.it
  15. ^ Bocchino nominato vice presidente Fli - Top News - ANSA.it
  16. ^ Fini nella bufera: mezzo partito se ne va?
  17. ^ Fli un passo indietro di Della Vedova per non perdere Adolfo Urso | NanoPress
  18. ^ Urso non lascia Fini ma chiede di restare a destra - Affaritaliani.it
  19. ^ «Intese tra Fli e Pd? Niente panico Destra e sinistra categorie superate» - Corriere della Sera
  20. ^ Divorzio di Fli, Fabio Granata “Urso e Ronchi se ne vadano pure” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
  21. ^ Intervista a Italo Bocchino (da “la Repubblica” del 6 giugno 2011) - Futuro e Libertà Noicàttaro
  22. ^ [2]
  23. ^ Fli, lasciano Ronchi, Urso e Scalia - Corriere della Sera
  24. ^ P4, Urso: "Papa faccia passo indietro o voterò per arresto" | Blitz quotidiano
  25. ^ Governo: Urso, Si' A Fiducia. Ultimo Tempo Supplementare Per Il Paese - Youtube
  26. ^ Sviluppo:Urso,non voteremo decreto senza riforme | FARE ITALIA
  27. ^ Urso: contro la crisi serve cura shock. Premier proponga patto nazionale | FARE ITALIA
  28. ^ Nasce alla Camera FareItalia per la Costituente Popolare | FARE ITALIA
  29. ^ Governo:Urso “Ottimo Alfano per la guida del paese” | FARE ITALIA
  30. ^ Governo: Urso, Monti? Bene ok di Berlusconi. PDL risponda unito | FARE ITALIA

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Deputato del Collegio Uninominale Roma Primavalle Successore
nuova legge elettorale 1994 - 1996 Roberto Sciacca
Predecessore Vice ministro dello Ministero dello Sviluppo Economico Successore Emblem of Italy.svg
Enrico Letta (ministro Comm. estero.) 11 giugno 2001-17 maggio 2006 Emma Bonino (ministro Comm. internaz.) I
Emma Bonino (ministro Comm. internaz.)(fino al 2008) 30 giugno 2009-15 novembre 2010 vacante II
Predecessore Portavoce Nazionale di Alleanza Nazionale Successore
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- 4 agosto 2010 - 13 febbraio 2011 Roberto Menia
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Benedetto Della Vedova 13 febbraio 2011 - 9 luglio 2011 Giulia Buongiorno