Aldo Brancher
| Aldo Brancher | |
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| Sottosegretario di Stato del Dipartimento per le Riforme Istituzionali | |
| Durata mandato | 12 maggio 2008 – 18 giugno 2010 |
| Presidente | Silvio Berlusconi |
| Predecessore | Giampaolo D'Andrea |
| Successore | vacante |
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| Durata mandato | 11 giugno 2001 – 17 maggio 2006 |
| Presidente | Silvio Berlusconi |
| Predecessore | Antonio Maccanico (Ministro) |
| Successore | Vannino Chiti (Ministro) |
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| Ministro per la Sussidiarietà e il Decentramento | |
| Durata mandato | 18 giugno 2010 – 5 luglio 2010 |
| Presidente | Silvio Berlusconi |
| Predecessore | inesistente |
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| Dati generali | |
| Partito politico | Il Popolo della Libertà |
| on. Aldo Brancher | |||
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| Luogo nascita | Trichiana (BL) | ||
| Data nascita | 30 maggio 1943 | ||
| Titolo di studio | Baccalaureato in teologia | ||
| Professione | Imprenditore, Politico | ||
| Partito | Popolo della Libertà | ||
| Legislatura | XIV, XV, XVI | ||
| Gruppo | Popolo della Libertà | ||
| Coalizione | con Lega Nord e MpA | ||
| Circoscrizione | VII (Veneto 1) | ||
| Incarichi parlamentari | |||
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XIV Legislatura
XV Legislatura
XVI Legislatura
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| Pagina istituzionale | |||
Aldo Brancher (Trichiana, 30 maggio 1943) è un politico italiano.
Indice |
Carriera ecclesiastica [modifica]
Prima di intraprendere la carriera politica è stato sacerdote paolino e collaboratore di don Emilio Mammana, il sacerdote che ha aperto il primo ufficio pubblicità di Famiglia Cristiana, ed ha portato il settimanale dalle parrocchie ad essere uno dei periodici italiani più venduti.
Carriera commerciale in Fininvest [modifica]
Dal 1982 Brancher passa a Fininvest, di cui è dirigente. Negli anni novanta è coinvolto nello scandalo di Tangentopoli.
Carriera politica [modifica]
Deputato e sottosegretario di Forza Italia (2001-2008) [modifica]
La carriera politica di Aldo Brancher è iniziata nel 1999. Nel maggio 2001 venne eletto alla Camera. Durante la XIV Legislatura, sotto entrambi i governi Berlusconi, è stato sottosegretario di Stato nel Dipartimento per le Riforme Istituzionali.
Rieletto alla Camera nell'aprile 2006, è stato vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera durante la XV Legislatura.
Deputato e ministro del PdL [modifica]
Nel 2008 è stato rieletto nelle liste del Popolo della Libertà.
Dal 18 giugno al 6 luglio 2010 è stato Ministro senza portafoglio del quarto governo Berlusconi, inizialmente per l'attuazione del federalismo[1], poi per la sussidiarietà e il decentramento. Tuttavia le sue deleghe non sono mai state ufficializzate tramite pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale [2]. A 5 giorni dalla nomina a Ministro, Aldo Brancher ha fatto richiesta di proroga del procedimento a suo carico per lo scandalo Antonveneta, richiesta negatagli dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, motivo per cui ha dovuto rinunciare. Le polemiche intorno al suo incarico e alle vicende giudiziarie in cui Brancher è coinvolto hanno portato infine alle sue dimissioni dopo solo 17 giorni di mandato[3], prima che il Parlamento votasse una mozione di sfiducia nei suoi confronti[4]
Presidenza dell'ODI [modifica]
Nel 2011 è stato messo alla presidenza dell'Organismo di indirizzo (ODI)[5], un ente pubblico che gestisce un fondo di finanziamenti per lo sviluppo dei comuni di confine con le province di Trento e Bolzano, comuni facenti parte delle provincie di Sondrio, Brescia, Verona, Vicenza e Belluno.[6]
Procedimenti giudiziari [modifica]
Falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti (Tangentopoli) [modifica]
Detenuto per tre mesi nel carcere di San Vittore[7] Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato con giudizio di primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti. In Cassazione il secondo reato va in prescrizione per riduzione dei termini, mentre il falso in bilancio è stato depenalizzato dal Governo Berlusconi.
Ricettazione e appropriazione indebita (scandalo Antonveneta) [modifica]
Viene indagato a Milano per ricettazione (600 000 euro versatigli in quattro diverse occasioni) e per appropriazione indebita (420 000 euro) nell'indagine sullo scandalo della Banca Antonveneta e la scalata di Gianpiero Fiorani all'istituto creditizio[7][8][9]: la Procura ha rintracciato, presso la Banca Popolare di Lodi, un conto intestato alla moglie di Brancher con un affidamento e una plusvalenza sicura di 420 000 euro in due anni[10]. Ha chiesto ed ottenuto di poter accedere al rito abbreviato.[11].
Il 28 luglio 2010 il pubblico ministero di Milano, Eugenio Fusco, ha chiesto una condanna a due anni di reclusione e seimila euro di multa[8][9].
La sentenza di primo grado è stata emessa lo stesso giorno dal giudice monocratico Anna Maria Gatto, che ha riconosciuto colpevole l'imputato di due dei quattro episodi di ricettazione contestati e dei due episodi di appropriazione indebita[8] e ha condannato Brancher ai due anni di reclusione richiesti e a 4000 euro di multa[8][12].
Il 3 marzo 2011 la Corte d'Appello di Milano conferma la condanna a due anni di reclusione per ricettazione e appropriazione indebita[13].
Il 4 agosto 2011 la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Brancher contro la sentenza di secondo grado, rendendo definitiva la condanna a due anni di reclusione e a 4000 euro di multa. La sentenza non viene eseguita perché Brancher beneficia dell'indulto del 2006[14].
Controversia sull'opposizione del legittimo impedimento [modifica]
A cinque giorni dalla nomina a Ministro avvenuta il 18 giugno 2010, Aldo Brancher ha eccepito in base alla legge il legittimo impedimento. Il 26 giugno era prevista l'udienza del processo sul tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi in cui il ministro era imputato[15]. Brancher ha motivato la richiesta di sospensione del processo con la necessità di organizzare il nuovo ministero. Ma il Quirinale, con una nota, ha fatto presente che essendo Brancher ministro senza portafoglio, la struttura ministeriale non è prevista[16][17]. A seguito della riprovazione da parte delle principali forze politiche (compresi molti esponenti del suo partito, il PDL)[senza fonte], della stampa e dell'opinione pubblica, Brancher ha affermato di voler rinunciare al legittimo impedimento e di essere pronto a presentarsi all'udienza del 5 luglio 2010[18], nel corso della quale ha annunciato le proprie dimissioni da ministro[19][20].
Note [modifica]
- ^ Governo, Aldo Brancher ministro al Federalismo. ilgiornale.it. URL consultato in data 18-6-2010.
- ^ Il ministro del nulla. ilpost.it, 29-6-2010. URL consultato in data 5-7-2010.
- ^ Brancher va dai giudici: «Mi dimetto» Berlusconi: «Ho condiviso la sua scelta». Corsera.it, 05-07-2010
- ^ Brancher, il Pd sul piede di guerra «Mozione di sfiducia». Ok dell'Idv, Corriere della Sera, 29 giugno 2010
- ^ A Brancher 160 milioni di euro - l’Espresso
- ^ FONDO ODI - Fondo per lo Sviluppo dei Comuni di Confine
- ^ a b Brancher ministro del Federalismo Tutta l'opposizione all'attacco. 18-6-2010. URL consultato in data 19-6-2010.
- ^ a b c d Antonveneta, la richiesta del pm "Due anni per Brancher", la Repubblica, 28 07 2010. URL consultato in data 28-07-2010.
- ^ a b Redazione online, Antonveneta, il pm: 2 anni per Brancher, Corriere della Sera, 28 07 2010. URL consultato in data 29-07-2010.
- ^ Marco Travaglio, Peter Gomez, Se li conosci li eviti, Chiarelettere, 2008
- ^ Davide Vecchi, Brancher chiede rito abbreviato e annuncia dimissioni, il Fatto Quotidiano, 05 07 2010. URL consultato in data 15-08-2010.
- ^ Due anni a Brancher. Il Fatto Quotidiano del 29.07.2010
- ^ Antonveneta, confermati i due anni per l'ex ministro pdl Aldo Brancher, la Repubblica, 03 03 2011. URL consultato in data 03/03/2011.
- ^ La politica degli impresentabili. Brancher condannato a due anni il Fatto Quotidiano, 5 agosto 2011
- ^ Bpi, Brancher invoca il legittimo impedimento. 24-6-2010. URL consultato in data 24-6-2010.
- ^ Brancher, interviene il Quirinale "Non ha legittimo impedimento" - La Repubblica 25/6/2010
- ^ Non c'è il legittimo impedimento Su Brancher lo stop del Quirinale su adnkronos.com
- ^ A sera il ministro getta la spugna "Troppi attacchi dai miei alleati", La Repubblica, 27 giugno 2010
- ^ Brancher getta la spugna in aula: "Mi dimetto", La Repubblica, 5 luglio 2010
- ^ Brancher, 17 giorni da ministro, Corriere della Sera, 5 luglio 2010
Collegamenti esterni [modifica]
- Scheda sul sito del Governo Italiano (non operativa)
- Pagina personale alla camera (XV legislatura)
- Scheda su Openpolis
| Predecessore | Sottosegretario di Stato del Dipartimento per le Riforme Istituzionali | Successore | |
|---|---|---|---|
| Antonio Maccanico (Ministro) | 11 giugno 2001 - 17 maggio 2006 | Vannino Chiti (Ministro) | I |
| Giampaolo D'Andrea | 12 maggio 2008 - 18 giugno 2010 | vacante | II |
| Predecessore | Ministro per la Sussidiarietà e il Decentramento | Successore | |
|---|---|---|---|
| non esistente | 18 giugno 2010 - 5 luglio 2010 | - |
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