Aldo Brancher
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| Parlamento Italiano Camera dei deputati |
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| On. Aldo Brancher | |
| Luogo nascita | Trichiana (BL) |
| Data nascita | 30 maggio 1944 |
| Professione | Imprenditore, Politico |
| Partito | Popolo della Libertà |
| Legislatura | XIV, XV, XVI |
| Gruppo | Popolo della Libertà |
| Coalizione | con Lega Nord e MpA |
| Circoscrizione | VII (Veneto 1) |
| Incarichi parlamentari | |
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XIV Legislatura
XV Legislatura
XVI Legislatura
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| Pagina istituzionale | |
Aldo Brancher (Trichiana, 30 maggio 1943) è un politico italiano.
Prima di intraprendere la carriera politica è stato prete paolino e braccio destro di Don Emilio Mammana, il sacerdote che ha aperto il primo ufficio pubblicità di "Famiglia Cristiana", ed ha portato il settimanale dalle parrocchie ad essere uno dei periodici italiani più venduti.
Indice |
[modifica] Carriera politica
La carriera politica è iniziata nel 1999 dopo una collaborazione come dirigente del gruppo Fininvest a partire dal 1982. Venne eletto alla Camera nel maggio 2001. Durante la XIV Legislatura, sotto entrambi i governi Berlusconi, è stato sottosegretario di Stato nel Ministero per le riforme istituzionali e la devoluzione.
Rieletto alla Camera nell'aprile 2006, è stato vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera durante la XV Legislatura.
Nel 2008 è stato rieletto nelle liste del Popolo della Libertà.
[modifica] Procedimenti giudiziari
Arrestato per 3 mesi nel carcere di San Vittore, fu uno dei pochissimi inquisiti di Mani pulite a ricevere solidarietà dall'ambiente esterno: lo rivelò il suo datore di lavoro Silvio Berlusconi quando raccontò che "quando il nostro collaboratore Brancher era a San Vittore, io e Confalonieri giravamo intorno al carcere in automobile: volevamo metterci in comunicazione con lui"[1].
Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato in primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano. Brancher si salva in Cassazione grazie alla prescrizione per il secondo reato e alla depenalizzazione del primo da parte del governo Berlusconi, del quale faceva parte.
Viene indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sulla scalata di Fiorani all’Antonveneta: la Procura trova un conto alla Banca Popolare di Lodi intestato alla moglie di Brancher con un affidamento e una plusvalenza sicura di 300mila euro in due anni. [2]
[modifica] Note
- ^ Marco Travaglio, Aldo Brancher, la tripla vita di uno spretato, l'Unità, 21-12-2005
- ^ Marco Travaglio, Peter Gomez, Se li conosci li eviti, Chiarelettere, 2008
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda sul sito del Governo Italiano
- Pagina personale alla camera
- Scheda su openpolis.it di Aldo Brancher

