Banca Popolare di Lodi

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Banca Popolare di Lodi
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Stato Italia Italia
Fondazione 1864 a Lodi
Fondata da Tiziano Zalli
Sede principale Via Polenghi Lombardo, 13
26900 Lodi[1]
Gruppo Banco Popolare
Settore Finanziario
Sito web www.poplodi.it

La Banca Popolare di Lodi è un istituto di credito italiano, appartenente al gruppo Banco Popolare[2]. Fondata nel 1864 da Tiziano Zalli, è la prima banca popolare sorta in Italia[3][4].

Agli inizi del ’900 l’Istituto era già un riferimento importante per il territorio: concorreva allo sviluppo di commercio e industria e partecipava a iniziative di pubblica utilità. Alla fine degli anni ottanta la Banca aveva complessivamente 110 sportelli in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte [1].

Il 23 giugno 2005 cambiò denominazione in Banca Popolare Italiana (BPI) – Banca Popolare di Lodi.

In seguito al coinvolgimento nello scandalo di "Bancopoli", il 1º luglio 2007 si fuse con il Banco Popolare di Verona e Novara, dando vita al Banco Popolare. I rapporti di cambio furono fissati in 0,43 azioni del costituendo Banco Popolare ogni azione di BPI e in 1 azione del costituendo Banco Popolare ogni azione di BPVN. Con la nascita del Gruppo Banco Popolare, è stata ricostituita una società per azioni – controllata al 100% dalla capogruppo Banco Popolare S.C. – denominata "Banca Popolare di Lodi S.p.A.".

Dal 27 dicembre 2011, nell'ambito del progetto "Grande Banca Popolare" [2], la Banca Popolare di Lodi S.p.A. ha subìto un processo di fusione per incorporazione all'interno della capogruppo Banco Popolare S.C. ed ha cessato di esistere nella forma di società per azioni.

Il marchio "Banca Popolare di Lodi" è comunque conservato[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Banca Popolare di Lodi venne fondata nel 1864 da Tiziano Zalli[3] ed è stata la prima banca popolare costituita in Italia[4].

Nel 1992 ingloba la Banca Rasini, una piccola banca milanese, legata alle vicende di riciclaggio di denaro mafioso e al finanziamento delle prime attività imprenditoriali di Silvio Berlusconi[6].

Nel 1998 BPL acquisisce la Banca Adamas, successivamente ridenominata Bipielle Bank (Suisse); nel luglio dello stesso anno la Banca Popolare di Lodi fa il suo ingresso in Borsa a Milano.

Nel 1999 vengono acquisiti la Banca Popolare del Trentino, il Banco di Chiavari e della Riviera Ligure e la Banca Popolare di Cremona.

Nel 2003 entrano nel gruppo le Casse del Tirreno e successivamente la Banca Popolare di Crema e la Cassa di Risparmio di Imola.

Il 23 giugno 2005 Banca Popolare di Lodi cambia nome in Banca Popolare Italiana – Banca Popolare di Lodi.

Per la vicenda di "Bancopoli" (in cui BPI è stata protagonista per i suoi interessi nella Banca Antonveneta), il 16 settembre 2005, Gianpiero Fiorani rassegna con effetto immediato le proprie irrevocabili dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione, di amministratore delegato e di dirigente della Banca Popolare Italiana.

Il 12 dicembre 2005 si dimettono i consiglieri di amministrazione e il collegio sindacale; vengono cooptati in consiglio Divo Gronchi e Dino Piero Giarda che in seguito sono divenuti rispettivamente amministratore delegato e presidente di BPI. Nello stesso mese, vengono arrestati per una serie di reati di natura finanziaria Gianpiero Fiorani e l'ex direttore finanziario Gianfranco Boni.

Nel mese di ottobre 2006 vengono ceduti alla BPVN gli sportelli della ex Banca Popolare del Trentino in cambio di altrettanti sportelli situati nel centro Italia.

Il 13 dicembre 2006 l'amministratore delegato della Banca Popolare Italiana è stato sospeso dall'esercizio delle sue funzioni; lo ha deciso il consiglio di amministrazione, presieduto da Dino Piero Giarda, consiglio che ha preso tale decisione a seguito della sentenza di primo grado per il reato di concorso in bancarotta semplice relativamente alla vicenda fallimentare Italcase-Bagaglino-Bertelli.

Lo statuto della banca prevede in maniera esplicita la votazione a scrutinio segreto per la nomina dell'amministratore delegato, mentre tale modalità di voto non è menzionata per la revoca o la rielezione. Nella serata del 19 gennaio il CdA ha interpretato la norma, optando per una modalità di voto per alzata di mano e chiamata nominativa.

Il 20 gennaio 2007 l'assemblea ordinaria dei soci di Banca Popolare Italiana presieduta da Dino Piero Giarda ha deliberato a larga maggioranza (con 1885 voti favorevoli su 2847 voti presenti in assemblea) di non revocare Divo Gronchi dalla carica di amministratore reintegrandolo nel pieno delle sue funzioni.

All'assemblea, decisiva per il futuro della società, hanno partecipato grandi investitori e circa 4.000 detentori di piccoli pacchetti azionari, fra i quali un'alta percentuale dei dipendenti della banca. Essendo Banca Popolare Italiana una cooperativa, tutti gli azionisti hanno un diritto di voto, indipendentemente dal numero di azioni possedute.

Il 10 marzo 2007 l'assemblea straordinaria, con una larghissima maggioranza di partecipanti, ha deliberato la fusione con il Banco Popolare di Verona e Novara. Da tale operazione è nato uno dei primi quattro Gruppi bancari italiani, denominato Gruppo Banco Popolare, con oltre 2.100 sportelli e 21.000 dipendenti.

Il 9 giugno 2007 l'ultima assemblea ordinaria della Banca Popolare Italiana ha deliberato di esercitare l'azione di responsabilità nei confronti di Gianpiero Fiorani, Giovanni Benevento, Desiderio Zoncada, Francesco Ferrari e Osvaldo Savoldi (ex amministratori) nonché di Roberto Angelo Araldi e Aldino Quartieri (ex sindaci) per i fatti in danno della banca accertati nel corso dell'indagine svolta sulla fallita scalata alla Banca Antonveneta.

Sul finire del 2011, il gruppo bancario Banco Popolare ha lanciato il progetto "Grande Banca Popolare", relativo alla fusione per incorporazione della banche del territorio, tra cui BPL, all'interno della società capogruppo Banco Popolare. Il progetto si pone l'obiettivo di formulare un nuovo modello bancario integrato, partendo da un maggiore livello di efficienza.[7]

Principali società dell'ex gruppo Banca Popolare Italiana[modifica | modifica wikitesto]

  • Banca Popolare Italiana
  • Banca Popolare di Cremona
  • Banca Popolare di Crema
  • Banco di Chiavari e della Riviera Ligure
  • Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno SpA
  • Banca Caripe
  • Bipielle ICT SpA
  • Bipielle Società di Gestione del Credito SpA
  • Banca Valori, private banking
  • Bipielle Bank (Suisse), private banking
  • Efibanca, banca d'affari
  • Bipitalia Ducato, credito al consumo
  • Bipitalia Gestioni SGR, risparmio gestito
  • Bipitalia Alternative SGR, risparmio gestito
  • Finoa, bancassicurazione
  • Bipielle Real Estate, Immobiliare

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito della Banca Popolare di Lodi - Contattaci. URL consultato l'11 marzo 2012.
  2. ^ Dati societari, Banca Popolare di Lodi. URL consultato il 10 dicembre 2009.
  3. ^ a b Agenore Bassi, Storia di Lodi, Lodi, Edizioni Lodigraf, 1977. ISBN 88-7121-018-2.
  4. ^ a b Profilo e cenni storici, Banca Popolare di Lodi. URL consultato il 10 dicembre 2009.
  5. ^ Sito istituzionale del Banco Popolare. URL consultato l'11 marzo 2012.
  6. ^ (EN) An Italian story in The Economist, 26 aprile 2001. URL consultato il 10 dicembre 2009.
  7. ^ Banco Popolare vara il maxi-piano di fusioni in Il Sole 24 ore, 15 luglio 2011. URL consultato l'11 marzo 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sito ufficiale della Banca Popolare di Lodi

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