Ugo Martinat

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Ugo Martinat
Ugo Martinat.jpg

Vice ministro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Durata mandato 11 giugno 2001 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore non istituito
Successore Cesare De Piccoli

Sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico
Durata mandato 12 maggio 2008 –
28 marzo 2009
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Marco Stradiotto
Successore vacante
on. Ugo Martinat
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Settimo Torinese
Data nascita 28 aprile 1942
Luogo morte Roma
Data morte 28 marzo 2009
Titolo di studio Geometra
Professione Libero professionista
Partito Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale poi Alleanza Nazionale
Legislatura VIII, IX, X, XI, XII, XIII e XIV
Gruppo Movimento Sociale - Destra Nazionale (Dalla VIII alla XI Legislatura); Alleanza Nazionale (Dalla XII alla XIV Legislatura)
Coalizione Polo per le Libertà (XIII Legislatura); Casa delle Libertà (XIV Legislatura)
Circoscrizione Piemonte I (XII Legislatura)
Collegio Torino (Dalla VIII alla XI Legislatura); Novara (XIII Legislatura); Torino I (XIV Legislatura)
sen. Ugo Martinat
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Partito Alleanza Nazionale (XV Legislatura); Popolo della Libertà (XVI Legislatura)
Legislatura XV e XVI
Gruppo A.N. (XV Legislatura); P.d.L (XVI Legislatura)
Coalizione Casa delle Libertà (XV Legislatura)
Circoscrizione Piemonte

Ugo Martinat (Settimo Torinese, 28 aprile 1942Roma, 28 marzo 2009) è stato un politico italiano esponente di Alleanza Nazionale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Geometra, agente immobiliare, inizia la sua esperienza politica nel Movimento Sociale Italiano, ricoprendo incarichi nelle formazioni giovanili e nella segreteria del Fronte della Gioventù. Nel 1970 organizza il servizio di sicurezza per i comizi di Almirante in Piazza San Carlo a Torino e in Piazza Verdi a Genova. Durante il comizio del 18 aprile 1970 in Piazza Verdi Almirante viene assalito da un gruppo di comunisti extraparlamentari che lanciano sassi, bottiglie piene di sabbia e corpi contundenti sul palco. Viene colpito alla testa Venturini che muore per la ferita. Martinat con una decina dei suoi resta intrappolato all'incrocio fra via XX Settembre e piazza della Vittoria (sottopassaggio), circondato da un gruppo di facinorosi armati di spranghe e colpito più volte, viene salvato miracolosamente da uno "sconosciuto" (forse un ufficiale in congedo?) che lo sottrae a una fine certa.

Lo stesso "sconosciuto" salverà Martinat e Almirante qualche mese dopo a Torino in Piazza San Carlo dove neppure le forze dell'ordine erano riuscite a fermare un assalto di comunisti extraparlamentari provenienti da via Barbaroux.[1][2][3][4] Nel 1973 è eletto nel comitato centrale del partito e nel 1979 entra a far parte della direzione nazionale, dopo essere stato nominato segretario provinciale del MSI di Torino.

È eletto deputato ininterrottamente dal 1979, prima nelle liste del MSI, poi in quelle di Alleanza Nazionale, di cui è stato membro dell'ufficio politico nazionale. Vero e proprio luogotenente in Piemonte di Giorgio Almirante prima e di Gianfranco Fini poi, è stato per oltre 30 anni l'uomo di riferimento del MSI in quella regione. In tale incarico gli è succeduto Agostino Ghiglia. All'inizio degli anni novanta viene indagato per una presunta tangente di 700 milioni di lire relativa all'affidamento dell'incarico di progettazione dello Stadio delle Alpi a Torino (si parlò di un favoritismo verso l'impresa Acqua Marcia allora guidata dal manager Vincenzo Romagnoli), ma viene successivamente prosciolto da ogni accusa.[5]

Nel 1996 viene eletto nel collegio uninominale di Novara per la coalizione del Polo delle Libertà, nel 2001 in un collegio torinese sotto il simbolo della Casa delle Libertà. Nella 2001 viene nominato Viceministro di Pietro Lunardi alle Infrastrutture e Trasporti nel Governo guidato da Silvio Berlusconi.[6] L'incarico viene confermato nel 2005 dal successivo Governo Berlusconi.[7] In questa veste si occupa, tra l'altro, delle grandi opere relative alla preparazione delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. In quest'ambito, nello stesso 2006 verrà indagato per turbativa d'asta nell'assegnazione dei lavori per la variante di Avigliana, accusa che Martinat respinge in toto.[5] Le indagini proseguono per diverso tempo, e a fine 2008 viene chiesto il rinvio a giudizio per Ugo Martinat;[8] la sua posizione processuale verrà poi stralciata in seguito alla sua morte.[9] Un altro tema cui Martinat è molto interessato è la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione, della cui opportunità è un grande sostenitore.[5]

Viene poi rieletto al Parlamento nelle liste del Popolo della Libertà, nelle elezioni politiche del 2008. Ricopre la carica di sottosegretario allo Sviluppo economico nel Governo Berlusconi IV fino a che, il 28 marzo del 2009, muore al Policlinico militare Celio di Roma a causa di un tumore ai polmoni.[5] È sepolto nel cimitero di Pinerolo.

Incarichi parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei Deputati[modifica | modifica wikitesto]

  • Componente della XII Commissione (Industria E Commercio) (VIII Legislatura, IX Legislatura)
  • Componente della Commissione Parlamentare Per Le Questioni Regionali (VIII Legislatura)
  • Componente della X Commissione (Attività Produttive) (X Legislatura)
  • Componente della Commissione Parlamentare Per La Ristrutturazione Per La Riconversione Industriale E Per I Programmi Delle Partecipazioni Statali (X Legislatura)
  • Componente della Commissione Parlamentare Per Il Parere Al Governo Sui Decreti Per La Determinazione Dell'Onere Relativo Ai Regolamenti Comunitari Direttamente Applicabili Nell'Ordinamento Interno Ai Sensi Dell'Articolo 189 Del Trattato Istitutivo Della Cee (X Legislatura)
  • Componente dell'VIII Commissione (Lavori Pubblici) (XI Legislatura, XII Legislatura)
  • Componente della Commissione Monocamerale D'Inchiesta Sulla Vicenda Dell'Acna Di Cengio (XII Legislatura)
  • Componente del Comitato Per La Sicurezza (XII Legislatura)
  • Componente del Comitato Per Gli Affari Del Personale (XII Legislatura)
  • Componente del Comitato Di Vigilanza Sull'Attività Di Documentazione (XII Legislatura)
  • Questore della Camera dei deputati (XIII Legislatura)
  • Componente del Comitato per la sicurezza (XIII Legislatura)
  • Componente del Comitato per gli affari del personale (XIII Legislatura)
  • Componente del Comitato di vigilanza sull'attività di documentazione (XIII Legislatura)
  • Componente dell'VIII Commissione permanente Ambiente (XIII Legislatura)
  • Componente della IV Commissione (Difesa) (XIV Legislatura)
  • Componente della XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea) (XIV Legislatura)

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

  • Componente della VIII Commissione (Lavori Pubblici e Comunicazione) (XV legislatura)
  • Sottosegretario per lo sviluppo economico (XVI legislatura)
  • Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia) (XVI legislatura)

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1969 gli nascono gli primi figli Mark Ugo Sander Martinat e Ughett Marlene Sander Martinat. Negli anni '70 conosce la danese Kirsten E. Sander e dalla loro unione nel 1981 nasce il loro unico figlio Luca Federico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «CUORI NERI» - Genova - ilGiornale.it del 27-01-2006
  2. ^ Senza papà, a Walter Venturini non basta l’«amore» dell’ Msi - Genova - ilGiornale.it del 28-01-2006
  3. ^ Archivio Storico Publifoto ::: FASCISMO ::: PUBLIFOTO GENOVA
  4. ^ Genova, ucciso da estremisti riaprite il caso Venturini - Repubblica.it » Ricerca
  5. ^ a b c d Maurizio Tropeano, Politica, coraggio e champagne: addio al "federale" Martinat", sul quotidiano la Stampa del 29/03/2009, cronaca di Torino, p.71, consultabile online
  6. ^ Governo Berlusconi II, Governo Italiano. URL consultato il 28 marzo 2009.
  7. ^ Governo Berlusconi III, Governo Italiano. URL consultato il 28 marzo 2009.
  8. ^ Alberto Gaino, "Martinat va processato per turbativa d'asta" - Appalti olimpici, i pm chiedono il rinvio a giudizio, sul quotidiano La Stampa del 29 novembre 2008, Cronaca di Torino, pag. 60; consultabile online
  9. ^ Appalti olimpici - Stralciata la posizione di Marcellino Gavio, sul quotidiano La Stampa, 21 novembre 2009, Cronaca di Torino, pag. 56; consultabile online

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei deputati
Senato della Repubblica
Predecessore Viceministro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Successore Emblem of Italy.svg
non istituito 11 giugno 2001-17 maggio 2006 Cesare De Piccoli
Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico Successore Emblem of Italy.svg
Marco Stradiotto 12 maggio 2008-28 marzo 2009 vacante