Giuseppe Marrazzo

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Giuseppe Marrazzo, detto Joe Marrazzo (Nocera Inferiore, 19 marzo 1928Roma, 27 febbraio 1985), è stato un giornalista italiano, noto per essere stato autore di numerose inchieste su temi sociali, in particolare sulla mafia e sulla camorra.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giuseppe Marrazzo iniziò la sua carriera collaborando col quotidiano Il Mattino. In seguito continuò come inviato per altri giornali, tra cui Omnibus, Epoca e Tempo illustrato.

Nel 1965, passò dalla carta stampata alla televisione: per la Rai produsse inchieste e servizi per i programmi Tv7, Cordialmente, Europa Giovani e AZ. Successivamente lavorò per la rubrica TG2 Dossier, focalizzando i suoi approfondimenti sulle organizzazioni mafiose.

Sposato in prime nozze con Luigia Spina, un'italo-americana, ha avuto nel 1958 un figlio, Piero, che ha intrapreso anch'egli la carriera giornalistica e, in seguito, quella politica (è stato presidente della Regione Lazio dal 2005 al 2009); anche il figlio più piccolo, Giampiero, nato nel 1979 da un secondo matrimonio, è un giornalista, dal 2011 direttore responsabile del quotidiano Avanti!.

È scomparso nel 1985 all'età di 56 anni a seguito di un'emorragia cerebrale. Il figlio Piero ha dichiarato che la morte per cause naturali di suo padre gli ha quasi sicuramente evitato una morte violenta in quanto le sue incheste sulla camorra lo avevano esposto a varie minacce di morte.[1]

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Partendo dalle sue inchieste, Marrazzo ha scritto diversi libri, tra cui il più famoso è Il camorrista (pubblicato nel 1984), in cui racconta la vita di Raffaele Cutolo, uno dei boss campani più influenti durante gli anni ottanta, libro del quale lo scrittore Roberto Saviano, ha dichiarato, durante la trasmissione televisiva Blu Notte, di essere debitore per parecchi spunti, nella scrittura del suo Gomorra. Dal Camorrista fu tratto nel 1986 l'omonimo film che segnò l'esordio cinematografico alla regia di Giuseppe Tornatore.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Marrazzo ha ricevuto numerosi premi giornalistici, in particolare quello di Cronista dell'Anno nel 1978.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ È morto Marrazzo, cronista d'assalto contro le cosche in la Repubblica, 1º marzo 1985, p. 12.