Sabina Guzzanti

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Sabina Guzzanti
Fotografia di Sabina Guzzanti
Nazionalità Italia Italia
Genere Cabaret
Periodo di attività 1995 – ?

Sabina Guzzanti (Roma, 25 luglio 1963) è un'attrice, comica, regista, blogger e cantante italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia del giornalista Paolo (ex parlamentare di Forza Italia e del Popolo della Libertà) e sorella maggiore di Corrado e di Caterina, dopo la maturità classica al liceo Orazio di Roma e gli studi di chitarra al conservatorio, si diploma all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico", nel 1985.

TV[modifica | modifica wikitesto]

L'esordio in tv risale al 1987 con il programma Proffimamente... non stop di Enzo Trapani. L'anno successivo fa parte del cast di Matrjoska - L'araba fenice di Antonio Ricci. La notorietà arriva con La TV delle ragazze e altri programmi di satira presentati da Serena Dandini (Scusate l'interruzione, Tunnel e Avanzi), nei quali proponeva una memorabile imitazione della pornodiva Moana Pozzi e le celebri imitazioni di Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi.

Nel 1995 Sabina Guzzanti partecipa al Festival di Sanremo presentando il brano Troppo sole con La Riserva Indiana, un gruppo di personaggi noti del mondo della televisione e della politica, quali Sandro Curzi, Nichi Vendola, Mario Capanna, Antonio Ricci, Daria Bignardi, Remo Remotti, Ermete Realacci, Chicco Testa, Marco Giusti, David Riondino, Orsetta De Rossi, Paolo Pietrangeli, Bruno Voglino e Milo Manara. Il brano si classifica in diciottesima posizione[1][2].

Nel novembre 2003 torna in televisione con la trasmissione Raiot, di nuovo su Rai 3. Dopo la prima puntata, la Guzzanti viene querelata da Mediaset per «gravissime menzogne e insinuazioni». I vertici della Rai sospendono la trasmissione. L'attrice convoca una conferenza-stampa per sollevare il caso, ma quando la presidente Rai Lucia Annunziata comunica che il programma può continuare, la società di produzione del programma replica di non poter accettare le nuove condizioni richieste (consegnare la registrazione con sette giorni di anticipo per permettere i controlli legali). [3]

La querela è poi archiviata dalla magistratura che giudica infondate le accuse di Mediaset, in quanto i fatti presentati erano veri. Le frasi incriminate riguardavano la contestatissima legge Gasparri sul riordino delle TV (una su tutte: «Rete 4 è abusiva»).

Nel corso dell'edizione 2008 del programma Anno Zero, condotto da Michele Santoro è apparsa a sorpresa riproponendo alcune delle sue imitazioni più celebri.

Nel 2012 la Guzzanti torna in televisione con un suo programma su La7 intitolato Un due tre stella.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Protagonista de I cammelli e di Troppo sole (in cui interpreta 13 personaggi diversi), per la regia di Giuseppe Bertolucci. In seguito gira Cuba Libre - Velocipedi ai tropici, sceneggiato e diretto da David Riondino. Nel 1998 è attrice e regista del cortometraggio Donna selvaggia. Nel 2002 dirige il suo primo lungometraggio, Bimba, prodotto e distribuito dalla Medusa Film.

Nel 2005 presenta a Venezia, in contemporanea alla Mostra del cinema il film-documentario Viva Zapatero! che denuncia la poca libertà d'informazione in Italia con il contributo di comici di satira italiani ed europei. Il film ha vinto la 28ª edizione del Festival italiano del cinema di Villerupt (ex aequo con Sotto il sole nero di Enrico Verra). In seguito è autrice di Le ragioni dell'aragosta e Draquila - L'Italia che trema.

Nel 2014 torna sugli schermi cinematografici con La trattativa, film presentato alla 71ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.[4]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

I suoi spettacoli teatrali, di natura satirica, sono una carrellata di personaggi della politica e dello spettacolo, imitati con bravura e perfidia, cui la Guzzanti alterna brevi monologhi e intermezzi musicali.

L'impegno politico[modifica | modifica wikitesto]

Sabina Guzzanti nel 2008

La Guzzanti ha sostenuto con forza la raccolta di firme per la legge d'iniziativa popolare (un'idea di Tana De Zulueta, Verdi) sul sistema dell'informazione televisiva: Nuove norme in materia di disciplina del sistema delle comunicazioni audiovisive e sulla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo. La proposta di legge constava di 10 articoli e aveva lo scopo di sostenere e garantire il pluralismo dell'informazione avendo sempre come punti di riferimento gli articoli 2, 3, 21 della Costituzione Italiana. Tra i numerosi sostenitori dell'iniziativa: Enzo Biagi, Angela Finocchiaro, Dario Fo, Dacia Maraini, Alfonso Pecoraro Scanio con tutto il partito dei Verdi, Elio Veltri, Giovanni Valentini e l'associazione Articolo 21.

L'8 luglio 2008, a Piazza Navona, partecipa alla manifestazione "No Cav Day" contro i provvedimenti del governo Berlusconi IV in materia di giustizia, insieme a Marco Travaglio, Paolo Flores d'Arcais, Andrea Camilleri, Umberto Eco, Pancho Pardi, Antonio Di Pietro, Furio Colombo, Rita Borsellino, Beppe Grillo, Moni Ovadia, Ascanio Celestini ed esponenti dei girotondi. Polemizza sul ruolo della Chiesa cattolica in Italia, sull'operato del Primo Ministro Silvio Berlusconi e sulla nomina a Ministro di Mara Carfagna, citando un giornale argentino che parla di un presunto scandalo a sfondo sessuale in cui quest'ultima e il premier sarebbero coinvolti[5]. I toni forti usati dall'attrice ("gli ha succhiato l'uccello"[6]) accendono polemiche [7] che dominano la scena del dibattito mediatico sulla manifestazione, lasciando in secondo piano i temi principali della stessa.

Per le Elezioni politiche italiane del 2013 ha dichiarato di votare il SEL di Nichi Vendola.[8]

Nel novembre 2014, durante al presentazione in parlamento del suo film-documentario "La Trattativa" ha mostrato apprezzamenti verso M5S, definendolo "l'unica occasione di speranza in parlamento."

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

In uno spettacolo fa un'imitazione caricaturale della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci: -Voi non avete neanche avuto le palle di sfasciare un bancomat. Siete una massa di smidollati! Amo la pace e l'amo tanto che sarei disposta a radere al suolo una città e a non fare prigionieri. Amo la guerra perché mi fa sentire viva-. Dal pubblico arriva la frase: -Ti venisse un cancro- e la Guzzant/Fallacii risponde: -Già m'è venuto e ti venisse anche a te e alla tu' mamma-.[9] La Fallaci replica: -Giovanotta, essendo una persona civile io le auguro che il cancro non le venga mai. Così non ha bisogno di quell'esperienza per capire che sul cancro non si può scherzare. Quanto alla guerra che lei ha visto soltanto al cinematografo, per odiarla non ho certo bisogno del suo presunto pacifismo. Infatti la conosco fin da ragazzina quando insieme ai miei genitori combattevo per dare a lei e ai suoi compari la libertà di cui vi approfittate-. Nel libro La forza della ragione, la Fallaci definisce la Guzzanti "un'imitatrice senza intelligenza e senza civiltà" e "un'oca crudele che mi impersona con l'elmetto in testa e deride la mia malattia".

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Accuse di vilipendio nei confronti del Papa[modifica | modifica wikitesto]

L'11 settembre 2008 si apprende dalle maggiori testate giornalistiche che Sabina Guzzanti è iscritta nel registro degli indagati per presunti insulti rivolti al Papa durante la manifestazione No Cav Day contro il governo, tenutasi il precedente 8 luglio a piazza Navona. La Guzzanti è accusata di vilipendio nei confronti di un capo di Stato estero, perseguibile secondo procedura con l'assenso del Ministro della Giustizia; quest'ultimo comunica in data 18 settembre 2008 che disporrà il non luogo a procedere nei confronti della Guzzanti, spiegando così la propria decisione: «Nonostante il parere favorevole sulla procedibilità ho deciso di non concedere l'autorizzazione ben conoscendo lo spessore e la capacità di perdono del Papa».[10]

Condanna per diffamazione nei confronti di Mara Carfagna[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo, anche la ministra alle Pari Opportunità Mara Carfagna cita in giudizio, civile e non penale, Sabina Guzzanti per presunte ingiurie a sfondo sessuale da lei ricevute durante il No Cav day (la Guzzanti, parlando di Berlusconi, aveva detto: Non puoi mettere alle Pari Opportunità una che ti ha succhiato l'uccello), chiedendo un risarcimento di un milione di euro di danni, affermando che li devolverà, in caso di vittoria, alle donne vittime di violenza.[11] Il 9 ottobre 2012 la Guzzanti viene condannata al risarcimento di 40.000 Euro alla ex ministra.[12] La Guzzanti pubblica un post sul suo sito web, ammettendo le sue colpe ma ribadendo il suo sdegno verso tutti gli avvenimenti che hanno portato a indire la manifestazione. [13]

Truffe subite e polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Durante lo scandalo del cosiddetto "Madoff dei Parioli", anche Sabina Guzzanti ammette di aver dato soldi per investimenti. Accortasi della truffa subita, ha dichiarato di essersi sentita "una imbecille" e di averci rimesso 150.000 euro. Il fatto suscita vivaci polemiche. Le vengono mosse accuse di ipocrisia, visto che, nei suoi comizi e nei suoi spettacoli, l'attrice si era sempre dichiarata contraria a questo tipo di investimenti, da lei giudicati "per evasori fiscali". Se tutto fosse andato a buon fine, la Guzzanti avrebbe ricevuto guadagni su investimenti all'estero, quindi protetti dallo scudo fiscale.[14]

Buddismo[modifica | modifica wikitesto]

La Guzzanti si dichiara buddista, aderente alla Soka Gakkai: "Io pratico il Buddismo da vent'anni e tutto quello che c'è di bello e di importante nella mia vita è legato al Buddismo".[15]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Attrice[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatrice e regista[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Sabina Guzzanti, Vilipendio tour

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marcello Giannotti, L'enciclopedia di Sanremo. 55 anni di storia del Festival dalla A alla Z, Gremese, 2005, p. 184-185. URL consultato l'8 febbraio 2011.
  2. ^ Eddy Anselmi, Festival di Sanremo - Almanacco illustrato della Canzone Italiana, Panini, 2009, p. 873-874.
  3. ^ redazione, Lucia Annunzoata "Raiot torna in onda", la Repubblica, 3 dicembre 2003. URL consultato il 26 settembre 2014.
  4. ^ Davide Turrini, Festival di Venezia, La Trattativa di Sabina Guzzanti: “Quattro anni per fare il film”, il Fatto Quotidiano, 4 agosto 2014. URL consultato il 4 agosto 2014.
  5. ^ (ES) Clarin, Sexgate a la italiana: el escándalo salpica a Berlusconi y una ministra, 05 luglio 2008.
  6. ^ Repubblica, La Guzzanti insulta la Carfagna"È uno sfregio che sia ministro", 09 luglio 2008.
  7. ^ Repubblica, "No Cav day" la Chiesa attacca, Berlusconi: "È solo spazzatura", 09 luglio 2008.
  8. ^ Elezioni 2013 - Per chi votano Travaglio, Guzzanti, Scanzi, ecc. Tra Rivoluzione Civile e il Movimento 5 Stelle
  9. ^ Sabina Guzzanti deride il cancro di Oriana Fallaci - YouTube
  10. ^ 4minuti.it, Alfano non autorizza i pm a procedere contro la Guzzanti, 19 settembre 2008.
  11. ^ Il Messaggero: Sabina Guzzanti, la Carfagna chiede un milione di danni.
  12. ^ Sabina Guzzanti diffamò Mara Carfagna L'attrice costretta a pagare 40mila euro - Corriere del Mezzogiorno
  13. ^ Sabina Guzzanti, Carfagna: ho avuto torto, SabinaGuzzanti.it, 9 ottobre 2012.
  14. ^ ilgiornale.it, I rivoluzionari adesso cadono sulla pensione, 1° febbraio 2012.
  15. ^ Buddismo e Società n.122, maggio giugno 2007

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 73812010