Gomorra (film)

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« L'occhio antropologico di Garrone non ha permesso quello che per me sarebbe stata una sconfitta, cioè di rendere incredibilmente interessanti dei personaggi per il solo fatto che questi personaggi militavano in certe organizzazioni. »
(Roberto Saviano sul film)
Gomorra
Gomorra.jpg
Le Vele di Scampìa in una scena del film
Titolo originale Gomorra
Lingua originale napoletano, italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2008
Durata 137 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere gangster, drammatico, giallo, noir
Regia Matteo Garrone[1]
Soggetto Roberto Saviano (omonimo romanzo)
Sceneggiatura Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Roberto Saviano
Produttore Domenico Procacci
Casa di produzione Fandango, in collaborazione con Rai Cinema e Sky Italia, e con il supporto del Ministero dei Beni Culturali
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Marco Onorato
Montaggio Marco Spoletini
Scenografia Paolo Bonfini
Costumi Alessandra Cardini
Trucco Alessandro Bertolazzi
Interpreti e personaggi
Premi

Gomorra è un film del 2008 diretto da Matteo Garrone, basato sul omonimo best seller di Roberto Saviano.

Il film è uscito nel circuito cinematografico italiano il 16 maggio 2008.[2] Nel primo weekend di programmazione è stato il film più visto in Italia, con un incasso di 1.825.643 euro.[3] A marzo 2009 il film raggiunge quota 10.175.071 euro.[4]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film si apre in un centro abbronzante. Mentre alcuni uomini sono esposti alle lampade UV, sopraggiungono dei loro amici che, dopo averli salutati e aver scherzato con loro, li uccidono brutalmente a colpi di pistola. La trama si articola in quattro vicende che si alternano durante il film.

Storia di Pasquale[modifica | modifica wikitesto]

Pasquale è un bravissimo sarto di esperienza che lavora per l'alta moda. Ma lo fa in nero, sfruttato da un datore di lavoro che a sua volta è sotto il ricatto degli strozzini della camorra. Le griffe di alta moda fanno gare al ribasso per aggiudicarsi i prezzi più bassi e le consegne più rapide. Il capo di Pasquale si aggiudica una commessa di alta moda per nemmeno trenta euro a pezzo, da consegnare in tempi brevissimi, per cui sarà necessario lavorare di notte.

Per guadagnare di più, Pasquale accetta la proposta di un imprenditore cinese, Xian, che gli offre duemila euro a lezione per insegnare il mestiere ad una squadra di suoi operai. Per precauzione, durante il percorso verso la fabbrica Xian chiede a Pasquale di viaggiare nascosto nel bagagliaio di un'auto. Nonostante questo Pasquale è soddisfatto: viene trattato come un maestro, con applausi ed onore, torna a casa con i soldi, e racconta alla moglie di come anche i cinesi sappiano cucinare bene la spigola.

Tuttavia questo suo secondo lavoro viene scoperto dai camorristi, che controllano il giro della sartoria "in nero" e che decidono di punire Pasquale, che aveva messo il piede in due staffe. L'auto su cui viaggia nascosto nel bagagliaio verrà colpita da una raffica di mitra da alcuni sicari, finendo contro una fabbrica di statue di gesso.

Pasquale si salva, ma decide di smettere di fare il sarto sentendosi sfruttato e tradito dal proprio capo, diventa così camionista. In una sosta presso un autogrill, di notte, dopo essersi lavato alla meno peggio, vede in televisione una diva di Hollywood[5] che indossa un abito confezionato da lui stesso. Senza dire una parola, esce dall'autogrill e rimonta sul suo camion.

Storia di Totò, don Ciro e Maria[modifica | modifica wikitesto]

A Scampìa, la più grande piazza di spaccio di droga d'Europa, è in corso la faida tra gli scissionisti ed il clan Di Lauro. Don Ciro è un contabile che porta la mesata (mensile), stipendio dato dai clan alle famiglie che hanno un affiliato morto o in carcere. Maria riceveva la mesata perché ha il marito in carcere, ma a un certo punto non viene più pagata perché il figlio è passato agli scissionisti.

Totò è un ragazzino di tredici anni cresciuto nel mito del sistema, a cui viene "iniziato" accettando di farsi sparare in petto con un giubbotto antiproiettile. Costretto a scegliere, tradirà Maria, alla quale porta regolarmente la spesa, attirandola fuori casa e condannandola ad essere uccisa in un agguato organizzato per vendicarsi di un'esecuzione organizzata dagli scissionisti.[6]

Ciro, dopo diverse minacce, cerca di salvarsi proponendo alla parte avversa di assumerlo, ma questo non è possibile. Alla fine decide di vendersi e rivela il covo dove riceve i soldi delle mesate e viene graziato da una paranza[7] che uccide i suoi compagni di clan mentre preparavano i soldi per le mesate.

Storia di Franco e Roberto[modifica | modifica wikitesto]

Franco è un imprenditore che lavora nel settore dello smaltimento dei rifiuti tossici e propone agli industriali del Nord Italia lo smaltimento dei loro rifiuti a costi dimezzati e con tutte le certificazioni in regola. Gli imprenditori accettano, pur sapendo che lo smaltimento verrà fatto illegalmente nelle discariche abusive della Campania. Il giovane tecnico Roberto viene assunto da Franco, e lo aiuta nella scelta dei luoghi migliori dove versare i veleni.

Imparerà a scegliere la dimensione delle cave, e come miscelare i veleni più adatti al compost, che sarà sparso per tutte le campagne del napoletano e del casertano. Roberto viaggia per la prima volta a Venezia, e viene affascinato dalle opportunità di questa attività. Durante lo sversamento in una cava, un operaio ha un incidente, e gli autisti protestano, abbandonando il carico di fusti da sotterrare. Per spostare i camion, Franco assolda dei bambini.

Una famiglia di piccoli proprietari terrieri in difficoltà economiche si offre di consentire smaltimenti abbondanti nelle proprie terre, già inquinate da precedenti sversamenti, per cento euro a camion. Al termine della visita, una vecchia contadina regala a Roberto una cassetta di pesche. Durante il viaggio di ritorno in auto, Franco ordina a Roberto di buttare le pesche perché contaminate.

Disgustato da quello che sta facendo, Roberto decide di abbandonare questa attività. Franco ammonisce Roberto: gli dice di non credere di essere migliore di lui e rivendica di aver contribuito con queste attività illecite allo sviluppo dell'Italia e di averla fatta entrare in Europa, risolvendo problemi che altri hanno creato. Senza il suo "aiuto", tutto quello che sarebbe restato ai contadini sarebbero stati solo debiti. Roberto prosegue da solo a piedi per una desolata strada di campagna.

Storia di Marco e Ciro[modifica | modifica wikitesto]

Marco detto Boxer e Ciro detto Pisellìno sono due giovani delinquenti, in una zona controllata dai casalesi, attratti dal mito di Scarface. Cominciano attività illecite in proprio; prima rubano della droga ad un gruppo di extracomunitari, quindi arrivano a rubare delle armi in un deposito della camorra e compiono rapine. Dopo aver ignorato un primo avviso, vengono presi in un locale a luci rosse, portati in un luogo appartato e pesantemente malmenati, con l'intimazione di restituire le armi.

Dopo aver deciso di ignorare ancora gli avvisi e di continuare con le loro attività, un anziano del clan li avvicina lusingandoli perché "hanno le palle", e gli chiede di fare un pezzo[8] per conto del clan, promettendogli diecimila euro. I due cadono nel tranello e vengono attirati in un desolato tratto del litorale domizio. Lì sono uccisi, ed i loro corpi vengono fatti sparire, sotterrati con una ruspa, per evitare al clan di sfigurare con l'omicidio di due "mocciosi".

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato diretto da Matteo Garrone, il quale ha anche collaborato alla scrittura della sceneggiatura assieme a Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Massimo Gaudioso e all'autore del libro non-fiction Roberto Saviano; l'opera, prodotta dalla Fandango di Domenico Procacci insieme a Rai Cinema è stata realizzata con il contributo del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali - Dipartimento dello Spettacolo e con il supporto di Media Programme della Comunità Europea. Gran parte dei dialoghi sono in lingua napoletana o in dialetto casertano e sono sottotitolati. Oltre al dialetto vero e proprio, sono presenti termini e modi di dire in uso nella criminalità. Alcuni attori non sono professionisti, ma gente del posto.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gomorra (album).

Diverse scene hanno come sottofondo musiche di cantanti neomelodici, quali Rosario Miraggio, Alessio, Raffaello. Durante un giro a Scampìa, un affiliato tiene altissimo il volume della musica in auto. Nel night club si sente in sottofondo riecheggiare il brano I Feel The Love del progetto Lovematic; in particolare si tratta del Megamix Fratty And Stay Free Love Mix. Il brano selezionato da due affiliati che girano per Scampìa è Pieter Vercampt - Must Pray.

Tracce del film:

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Per Goffredo Fofi, «Il film di Garrone è probabilmente migliore del libro di Roberto Saviano. E a differenza dei film di Elio Petri e di Francesco Rosi, dove il male era tutto da una parte, in Gomorra è messo bene in luce che i camorristi fanno parte a pieno titolo di tutta la società napoletana. Distinguere l'ideologia del killer è difficile: vivere e sopravvivere a Napoli significa partecipare al banchetto delle estorsioni, dei delitti e del traffico degli stupefacenti».[9]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film in Italia ha incassato 10.027.723 euro, risultando il 10° miglior incasso della stagione 2007-2008, sommando gli incassi esteri il film totalizza 34.861.000 dollari di incasso.[10]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Casi mediatici[modifica | modifica wikitesto]

Bernardino Terracciano, interprete di Peppe 'o cavallaro, è stato arrestato l'11 ottobre 2008 per favoreggiamento, estorsione e detenzione abusiva di armi da fuoco, in una operazione contro il clan dei Casalesi[13]. Arrestati pure Salvatore Fabbricino, che interpreta uno dei tanti camorristi presenti nel film, e Giovanni Venosa, che interpreta il capoclan che dispone l'omicidio di Boxer e Pisellino[14].

Nel gennaio 2009 il film Gomorra non rientra tra le nove pellicole rimaste in gara per Oscar al miglior film straniero, già 24 ore prima non era riuscito ad avere il Premio Golden Globe, battuto dal “Cartoon bellico” di Ari Folman[15].

Nel febbraio 2014 ad Arzano è avvenuto un duplice omicidio di camorra che ricalcava esattamente la scena iniziale del film: sono infatti stati uccisi due uomini (di cui uno totalmente estraneo ad ambienti criminali) mentre si trovavano all'interno di un solarium [16].

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

Il linguaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il linguaggio nel film è curato con estremo realismo, con sfumature che necessariamente non possono apparire nel libro. Ad esempio: 'e botte sono i proiettili (ma questo non è linguaggio specifico della camorra), 'o piezzo significa un'esecuzione. Molti dialoghi sono minimali, come nella scena iniziale delle lampade abbronzanti, o quando i due ragazzi scelgono le entraineuse nel locale a luci rosse. Per esempio, in quest'ultima scena uno dei due chiede: - nun te piace chella? e l'altro risponde: - è 'o cesso!. Con la stessa semplicità dialettica vengono prese le decisioni su chi ammazzare, come quando il gruppo di Scampìa decide di uccidere la madre del traditore scissionista. Non esistono sfumature di pensiero: o si è da una parte o dall'altra.

A latere rispetto al contenuto dei dialoghi, si possono segnalare alcuni aspetti curiosi. Il boss che minaccia Marco e Ciro, che verranno poi eliminati, usa una espressione in dialetto casalese (di Casal di Principe)[17] ("- Taglie 'e chepe" per "vi taglio le teste"), e per questo viene sbeffeggiato, alle spalle, dagli stessi ragazzi. L'anziano che gli garantisce l'assassinio dei ragazzi, invece, ha un accento completamente diverso (potrebbe essere di Torre Annunziata, o comunque di una zona prospiciente Napoli). I sottotitoli rappresentano, nella maggioranza dei casi, un'italianizzazione di espressioni dialettali napoletane, più che una traduzione vera e propria.

Le ambientazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel film sono presenti molti luoghi fatiscenti. Le vele di Scampìa, nate a seguito della legge 167 del 1962, una pompa di benzina abbandonata, potenziale luogo di sversamento di rifiuti tossici, lidi abbandonati, d'inverno, del litorale domizio. Gli interni, pur poveri, mostrano il gusto per un arredamento vistoso, tipico del sottoproletariato napoletano. Ad esempio, si vede una specchiera barocca e, in una scena ambientata nelle vele di Scampìa, si vede un trasloco nel quale vengono spostati una poltrona dorata in velluto viola che somiglia ad un trono, e una tigre di ceramica a dimensione quasi naturale.

Prodotti derivati[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gomorra - La serie.

Nel marzo 2011, il vicepresidente di Sky Italia Andrea Scrosati ha annunciato per il 2013 la realizzazione di Gomorra - La serie, fiction in dodici episodi basata fedelmente sui capitoli del romanzo ed aggiornata. A produrla gli studi Cattleya, Fandango e LA7, con la consulenza di Roberto Saviano e la regia di Stefano Sollima, Francesca Comencini e Claudio Cupellini. La serie viene trasmessa da Sky Atlantic a partire dal 6 maggio 2014 ed in seguito viene trasmessa in chiaro su LA7.[18] A seguito del successo ottenuto, la serie è stata confermata per una seconda stagione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Garrone è anche l'operatore alla cinepresa.
  2. ^ Dati disponibili qui, ultimo accesso il 19-02-2008.
  3. ^ Box Office Italia - 16-18 maggio 2008. URL consultato il 19 maggio 2008.
  4. ^ Cinemaitaliano.info. URL consultato l'08 giugno 2009.
  5. ^ Nel film è Scarlett Johansson, mentre nel libro di Saviano si tratta di Angelina Jolie. Questo cambiamento è causato da una non concessone dei diritti d'immagine da parte della diva statunitense
  6. ^ L'episodio riprende l'assassinio di Carmela Attrice, uccisa il 25 gennaio 2005 a Scampia, madre dello scissionista Francesco Barone detto "'O russo".
    Vedi: Napoli, agguato a Scampia. La faida uccide un'altra donna in Repubblica.it, 15 gennaio 2005. URL consultato il 18 giugno 2008.
  7. ^ Gruppo di fuoco della camorra.
  8. ^ Un omicidio.
  9. ^ Articolo di Ugo Di Pace pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno il 19 novembre 2009: «Il cinema e l'arte contro la merce», in cattedra a Fisciano con Goffredo Fofi. L'attesa lezione dello scrittore e teorico e l'elogio del Gomorra di Garrone: «Meglio del libro di Saviano». URL consultato il 5-12-2009.
  10. ^ Box Office Italia: Stagione 2007/2008 - I film più visti al
  11. ^ (EN) Awards 2008, festival-cannes.fr. URL consultato il 12 luglio 2011.
  12. ^ Premio "Arcobaleno Latino" per Gomorra. URL consultato il 31 maggio 2008. Il premio è dedicato alla memoria di Gillo Pontecorvo
  13. ^ La Repubblica, 11-10-2008
  14. ^ Tgcom24, 04-01-2009
  15. ^ La Repubblica, 13-01-2009
  16. ^ Il messaggero, 27-02-2014
  17. ^ "Gomorra un film?" in Repubblica.it, 17-05-2008.
  18. ^ Gomorra diventa una serie televisiva

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]