Clan Licciardi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Licciardi
Nomi alternativi Masseria Cardone
Aree di influenza Secondigliano, Scampia, Chiaiano, Miano, San Pietro a Patierno
Periodo anni 1980 - in attività
Boss Gennaro Cirelli, Gennaro Licciardi, Vincenzo Licciardi
Sottogruppi Alleanza di Secondigliano
Alleati Alleanza di Secondigliano
Scissionisti di Secondigliano
Attività traffico di droga
spaccio di droga

Il clan Licciardi è un potentissimo clan camorristico di Napoli che opera nelle zone periferiche della città, precisamente nel quartiere Secondigliano e ha come roccaforte la Masseria Cardone

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Nella metà degli anni ottanta Gennaro Licciardi è il capozona del clan Giuliano nel quartiere di Secondigliano. Pochi anni più tardi, nello stesso quartiere, ritenuto dagli altri camorristi poco importante in quanto privo di esercizi commerciali a cui chiedere il pizzo, formerà un clan del tutto indipendente riuscendo a trasformare la zona in un nodo strategico per lo stoccaggio e lo spaccio di droghe. Il clan fa parte insieme alle famiglie Contini, Mallardo, Lo Russo, Ferone, Stabile, Prestieri, Bosti e Bocchetti del Cartello Camorristico denominato Alleanza di Secondigliano, da sempre in lotta con i clan del centro storico.

Dopo la morte del boss Gennaro la gestione del clan è passata interamente ai fratelli Pietro e Vincenzo e soprattutto alla sorella Maria.

Attualità[modifica | modifica sorgente]

Il clan che ha sfruttato la sua influenza per mediare tra i gruppi Di Lauro e Scissionisti per mettere fine alla Faida di Scampia, attualmente vive un conflitto interno a causa delle rivendicazioni di autonomia delle famiglie Sacco e Bocchetti di S.Pietro a Patierno. Dopo l'arresto di Vincenzo Licciardi a capo del clan ci sono Pietro Licciardi detto Pierino e Gennaro Cirelli detto Gerry.

Tra i fratelli Licciardi vi sono:

Il 9 luglio 2008 sono stati sequestrati al clan beni del valore di 300 milioni di euro e nell'operazione sono finiti agli arresti 44 persone.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Napoli, colpo al clan Licciardi sequestrati beni per 300 milioni, Repubblica.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]