Francesco Bidognetti

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Francesco Bidognetti (Casal di Principe, 29 gennaio 1951) è un criminale italiano. Boss del clan dei Bidognetti, uno dei cinque che compongono il clan camorristico dei Casalesi, è stato il braccio destro di Francesco Schiavone (detto "Sandokan").

Attività criminali[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1951 a Casal di Principe[1], soprannominato Cicciotto 'e mezzanotte, viene arrestato il 18 dicembre 1993 e recluso sotto il regime del 41 bis. Nel clan le sue attività criminali convergevano principalmente sullo smaltimento illegale dei rifiuti urbani, industriali e tossici, attività per cui è noto alla magistratura già all'inizio degli anni novanta[2]. Negli anni '90 ordina l'assassinio del medico Gennaro Falco, colpevole di non aver diagnosticato in tempo una neoplasia alla prima moglie, Teresa Tamburrino. Per l'omicidio del medico qualche anno dopo viene accusato uno dei figli di Francesco Bidognetti, Raffaele, per questo arrestato[3],[4][5].

La compagna, Anna Carrino, fu arrestata nel 2007 con l'accusa di fare da tramite tra il marito recluso e il clan recapitando pizzini. Grazie alle sue rivelazioni, nell'Aprile del 2008, vengono emesse 52 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti affiliati al clan tra cui il figlio Raffaele[6]. Il clan per ritorsione ferisce in un agguato la nipote anche se si presume che l'obiettivo fosse la madre della ragazza, sorella della moglie[7].

La sua amante, Angela Barra, egemone nel territorio di Teverola, curava le alleanze politiche ed economiche del clan[8].

Un nuovo provvedimento di custodia viene emesso dalla Dia di Napoli l'11 dicembre 2012 con l'accusa di disastro ambientale. Bidognetti avrebbe avvelenato falde acquifere per favorire il clan dei Casalesi.

Processo Spartacus[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Processo Spartacus.

Nel giugno del 2008 la sentenza d'appello del primo troncone del processo Spartacus, che vede imputati 37 tra boss e affiliati, condanna al carcere a vita Bidognetti, Schiavone e altri 14 boss del clan, e pene minori per gli affiliati, per un totale di 700 anni di reclusione[9]. Anche gli allora latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine sono stati giudicati colpevoli. Al processo hanno testimoniato 500 persone ed è durato dieci anni durante i quali sono state uccise 5 persone coinvolte a vario titolo nel processo tra cui un interprete[10].

Il processo si è concluso il 15 gennaio 2010 con la sentenza della Cassazione, che ha colpito duramente i vertici dei casalesi, fra i quali, appunto, Francesco Bidognetti[11].

Le intimidazioni alla luce del sole[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 2008, attraverso i propri legali in aula, Francesco Bidognetti accusa il pubblico ministero della Dda Raffaele Cantone di influenzare i pentiti e lo scrittore Roberto Saviano e la giornalista del Mattino Rosaria Capacchione di essere dei «prezzolati» della Procura[12].

Il figlio Gianluca, 20 anni, detto Nanà, è stato arrestato il 21 novembre 2008; il 31 maggio 2008 aveva tentato di uccidere la sorella dell'ex convivente di Bidognetti, oggi divenuta collaboratrice di giustizia[13]. Nel 2009, Gianluca Bidognetti è stato condannato a 8 anni di reclusione per associazione mafiosa, tentato omicidio ed estorsione aggravata[14].

Rapporti con la politica[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Bidognetti lancia un'accusa:[15], promettendo di rivelare i nomi dei parlamentari «colpevoli quanto lui».

Pentimento della moglie[modifica | modifica wikitesto]

L'8 ottobre 2012 Anna Carrino, moglie di Bidognetti, collaboratrice di giustizia dal 2008[16], confessa di aver fatto uccidere nel 2002, Antonio Petito, 20 anni, falegname, anche lui di Casal di Principe, per futili motivi[17].

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raffaele Bidognetti: figlio
  • Gianluca Bidognetti: figlio
  • Aniello Bidognetti: figlio
  • Michele Bidognetti: fratello di Francesco, è stato arrestato nell'aprile 2009
  • Umberto Bidognetti: zio di Francesco e padre di Domenico, venne ucciso il 2 maggio 2008 a Castelvolturno
  • Domenico Bidognetti: cugino di Francesco, figlio di Umberto, è collaboratore di giustizia dal 2008

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'elenco completo dei 94 indagati che restano in carcere.BIDOGNETTI Francesco, nato a Casal di Principe il 29.01.1951
  2. ^ nei guai Altissimo e De Lorenzo, perquisita casa Gelli. Corriere della sera. Archivio storico. 31 marzo 1993.
  3. ^ Il boss Bidognetti ordinava gli omicidi da via Burla, Gazzetta di Parma, 26 luglio 2009.
  4. ^ Anna fugge, addio camorra trema la cosca dei Casalesi, La Repubblica, Napoli, 20 novembre 2007;
    "Bidognetti ha perso pezzi, troppi pentiti finora, ed ora la fuga della sua donna. Micidiale per la sua fama di boss spietato ma sensibile nel proteggere la compagna. La prima moglie, Teresa Tamburrino, morì di un male inguaribile. Fu punito chi non era riuscito a salvarla: il medico condotto di Parete, Gennaro Falco, ucciso nel suo studio. 1993. Del delitto molti anni dopo fu accusato il figlio Raffaele, 31 anni, arrestato a Termoli la scorsa estate".
  5. ^ Casalesi, parla la donna del clan. Repubblica. Archivio. 20 novembre 2007.
  6. ^ Parla la donna del boss Retata tra i Casalesi. Corriere della sera. Archivio storico. 18 aprile 2008.
  7. ^ Agguato di camorra, ferita una ragazza: è la nipote della pentita dei Casalesi. Corriere della sera. Cronache. 31 maggio 2008.
  8. ^ Il matriarcato. Corriere della sera. Mezzogiorno. Articoli Roberto Saviano. 16 aprile 2005.
  9. ^ Niente sconti ai boss dei Casalesi: 16 ergastoli. Corriere della sera. Archivio storico. 20 giugno 2008.
  10. ^ (EN) Godfathers of €25bn mafia family get life after epic trial. Indipendent. World News. Friday June 20 2008.
  11. ^ La Cassazione conferma la sentenza Sedici ergastoli contro i Casalesi, La Repubblica, Cronaca, 15 gennaio 2010.
    "La sentenza "azzera" i vertici dei casalesi: Francesco Schiavone, detto Sandokan, il capo indiscusso, il suo (ormai ex) braccio destro Francesco Bidognetti, soprannominato Cicciotto è mezzanotte, e i due boss latitanti che avrebbero acquisito in questi anni il ruolo di reggenti dell'organizzazione, ovvero Antonio Iovine e quel Michele Zagaria che si fece costruire la villa sul modello di quella di Scarface interpretato da Al Pacino."
  12. ^ I clan minacciano Saviano in aula. Il Corriere della Sera. Archivio storico. 15 marzo 2008.
  13. ^ Arrestato Gianluca Bidognetti, tentò di uccidere la zia e la cugina. Repubblica. Cronaca. 21 novembre 2008.
  14. ^ Falsi certificati per aggirare il 41bis: in manette Gianluca e Michele Bidognetti insieme a due vigili di Casal Di Principe. Crimeblog. News. 23 nov 2010.
  15. ^ Molti politici sono mafiosi come me parola di Francesco Bidognetti. 10 settembre 2012.
  16. ^ Collabora la moglie del boss Francesco Bidognetti e fa arrestare anche il figlio. Corriere del mezzogiorno. Cronache. 17 aprile 2008.
  17. ^ Quando il camorrista uccide per nulla. Repubblica. Cronaca. 8 ottobre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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