Processione dei misteri di Trapani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La processione dei misteri si svolge a Trapani il Venerdì santo, da 400 anni. L'origine è spagnola, dalle antiche Casazas e, infatti, ha analogie importanti con le feste andaluse.

La processione composta da 20 gruppi sacri, ha inizio alle 14 del venerdì santo, per concludersi ventiquattro ore dopo. Viene considerata la più lunga manifestazione religiosa italiana dopo la Sagra di sant'Efisio che dura ben 4 giorni, e soprattutto una tra le più antiche. La processione che parte dalla Chiesa delle Anime del Purgatorio, percorre le principali vie cittadine.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu la Confraternita del Preziosissimo Sangue (oggi Confraternita di San Michele) che nei primi anni del XV secolo provvide alla costruzione dei primi gruppi statuari, affidando tale incarico agli artisti trapanesi. Dal 1539 al 1582 la Confraternita di San Michele ebbe sede nell'edificio annesso alla chiesa di San Michele, sino a quando non dovette cedere, su decisione del Senato, tale edificio ai padri Gesuiti che erano giunti a Trapani nel 1561. La data di costruzione dei gruppi non è certa, quello che si conosce è invece la data del più antico atto di concessione: è il 20 aprile 1612, quando si affidò ai poveri jurnateri il gruppo dell'Ascesa al Calvario. In verità, già nel 1612 alcuni gruppi erano presenti nella processione e lo testimoniano le scritture notarili "inter alia misteria" e proprio nel 1612 è stato ultimata la costruzione di questo mistere e si stava realizzando quello detto della "presa o cattura di Cristo". I gruppi furono affidati fin dall'inizio alla "Maestranze".

La rappresentazione scenografica dei Misteri è ambientata più nell'epoca medievale che ai tempi dell'occupazione romana della Palestina. Si possono notare soldati dalla divisa spagnoleggiante o elmi sostituiti da immaginari pennacchi, per non dir poi che spesso i volti di alcuni personaggi (come il giudeo della Spogliazione) altro non erano che raffigurazioni di uomini dell'epoca (nel caso specifico, sembra che il giudeo fosse tal Setticarini, l'aiutante del boia allora presente a Trapani).

Dal 1950 si iniziò a coprire i cavalletti con un sontuoso mantello nero (a' manta), sul quale è impresso il nome del ceto di appartenenza. Oggi i gruppi sono custoditi durante l'anno nella Chiesa delle Anime del Purgatorio.

I Gruppi sacri[modifica | modifica wikitesto]

uno dei gruppi della Processione dei Misteri

I Misteri sono la rappresentazione artistica della morte e passione di Cristo, in totale sono 20 gruppi sacri, di cui due simulacri di Gesù Morto e di Maria Addolorata. Furono concessi in affidamento, tramite atti notarili, dalla Confraternita di San Michele Arcangelo che istituì il rito alle maestranze locali con l'impegno di curarne l'uscita in processione.

La tecnica di realizzazione delle statue, iniziata da Giovanni Matera, consiste nello scolpire nel legno i volti, le mani ed i piedi, così come di legno è lo scheletro. Sono internamente sostenuti da ossature in sughero, sui quali si modellavano gli abiti grazie al fatto che la stoffa, precedentemente immersa in una mistura di colla e gesso, permetteva una maggiore naturalezza degli abiti e, maggiore plasticità espressiva, secondo una tecnica tipicamente trapanese, detta carchèt. In tal modo nei drappeggi dei vestiti vennero realizzate quelle pieghe che si plasmavano alla diversità della scena rappresentata e rendevano ogni figura diversa dall'altra.

Per la realizzazione di questi gruppi non ci si ispirò all'iconografia classica, ma ad episodi citati nei sacri testi o nei vangeli apocrifi ed aggiungendo anche delle personali interpretazioni, e gli artisti trapanesi seppero dare a questi gruppi una dinamicità rappresentativa unica nel vasto panorama delle sacre rappresentazioni.

Le statue sono fissate ad una base lignea detta vara, con un procedimento particolare, al fine di consentire una certa oscillazione durante il trasporto, tale da esprimere una scenica rappresentatività al gruppo.

Realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Le più antiche vare sono state intagliate dagli artigiani trapanesi con le raffigurazioni di putti, simboli del ceto di appartenenza o vedute di Trapani.

La vara appoggia su cavalletti di legno e quest'ultimi sostituirono le forcelle. Infatti nei primi anni della processione, quando i gruppi dovevano effettuare delle soste, appoggiavano proprio sulle forcelle che sostenevano l'intero peso. Tuttavia, questa soluzione presentava molte difficoltà ed erano frequenti rovinose cadute dell'intero gruppo. Si pensò pertanto di sostituirle con i cavalletti che, se hanno aumentato il peso dell'intero gruppo, hanno tuttavia permesso una maggiore sicurezza nel trasporto. Le antiche forcelle sono ancora oggi presenti nella Processione dei Misteri di Erice, dove le dimensioni e il peso dei gruppi sono di gran lunga inferiori a quelli del capoluogo.

Decorazioni[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta, prevalentemente, di opere realizzate in argento, anche se non mancano decorazioni in oro e in corallo.

Furono commissionati sin dai primordi della processione, quando venne affidato alle Maestranze la cura dei gruppi per la rappresentazione del Venerdì santo. Ad eseguire i preziosi oggetti vennero chiamati i più noti maestri argentieri trapanesi: Michele Tamborello, Ottavio Martinez, Giuseppe Piazza o Giovanni Porrata, Vito o Vincenzo Parisi, Giacomo o Giovanni Caltagirone, Giacomo o Giuseppe Costadura, Baldassare Indelicato e tanti altri.

Gli argenti ed i preziosi, nei restanti giorni dell'anno, vengono custoditi a cura del capo-console di ogni singolo gruppo e soltanto qualche giorno prima lucidati, seguendo un rituale dei componenti del ceto.

È generalmente uno dei consoli a "vestire" il gruppo. La "vestizione" segna infatti uno dei momenti clou della preparazione dei gruppi e precede o si svolge quasi in contemporanea con un altro momento significativo, quello dell'addobbo floreale.

Di notevole valore storico e artistico sono gli "abitini". Si tratta di una riproduzione in argento del gruppo che i componenti la maestranza indossano legandola al collo con una cordicella; malgrado l'antica processione delle maestranze in abito nero sia stata sostituita da figuranti in costume, alcuni gruppi conservano ancora questa antica e suggestiva tradizione.

In occasione della processione, oltre agli ornamenti veri e propri, su alcuni gruppi notiamo delle medaglie. Si tratta delle premiazioni (ora soppresse) che intorno agli anni '60-'70 premiavano l'aspetto processionale e l'addobbo dei gruppi. Negli ultimi anni, alcune categorie hanno posto dei cuori d'argento sulle statue di Cristo.

Restauri[modifica | modifica wikitesto]

Molti dei gruppi, a causa dei danni patiti a seguito delle accidentali cadute dei portatori (specialmente nel periodo precedente all'istituzione dei cavalletti) o per i danni conseguenti ai bombardamenti alleati nella seconda guerra mondiale, hanno subito modifiche o diversi interventi di restauro e, in alcuni casi, una totale ricostruzione. Furono tanti trapanesi amanti della processione a far sì che essa potesse risorgere dai danni, non solo materiali, del conflitto mondiale.

Negli ultimi tempi si è provveduto ad una pulitura delle superfici dei gruppi. Dopo tanti anni, nei quali la polvere, il fumo delle candele e le pennellate di vernice avevano scurito le colorite espressioni ed i drappeggi, si è così pervenuti ad una immagine nuova (ma in realtà originale) nella colorazione delle statue.

Confraternita di San Michele[modifica | modifica wikitesto]

La Confraternita di San Michele era esistente a Trapani già dal 1366. Nel 1602 i sacerdoti Nicola Galluzzo e Giovanni Marquez istituiscono in Trapani la Confraternita del Preziosissimo Sangue di Cristo, Societas Pretiosissimi Sanguinis Christi et Misteriorum. I "Bianchi" confrati di San Michele trovano ospitalità presso la chiesa di S. Spirito, dove aveva sede la Confraternita del Preziosissimo Sangue, detta dei "Rossi" (la Compagnia dei Rossi non è da intendersi come Confraternita del Preziosissimo Sangue, in quanto estranea sia nell'intento devozionale che nella sua costituzione afferente all'arcipretura della chiesa di San Pietro), e così nel 1592 inizia la collaborazione tra i due sodalizi. Nel gennaio 1643, con decreto del Cardinale Giovanni Domenico Spinola, vescovo di Mazara, la Confraternita di San Michele è stata trasformata in "Compagnia" nel tentativo di riportarla all'antico vigore ed ai suoi compiti istituzionali. Il 26 febbraio 1646 con atto rogato dal Notaio Antonio Valentino viene sancita la fusione dei due sodalizi nella Compagnia del Sangue Preziosissimo e del Divino Michele Arcangelo. Il nuovo sodalizio assorbì i colori delle due precedenti confraternite, tale che esso avrebbe portato la casacca rossa ed il cappuccio bianco, l'emblema delle Cinque Piaghe sul petto, le scarpe rosse e lo stendardo con le scritte S.P.Q.R e Quis ut Deus, epigrafe impressa nello scudo della statua in marmo di San Michele.

Tra gli scopi della Compagnia vi era quello della raccolta delle elemosine per le giovani orfane; si occupava altresì dell'esposizione del Santissimo e organizzava la processione di San Michele ed il giorno di Pasqua conduceva la statua del "Cristo Morto". Nel 1778, la Compagnia del Sangue Preziosissimo e del Divino Michele Arcangelo, subì una scissione ed un gruppo di confrati rifondò l'antica Società che rimase operante sino al 1803. La Confraternita organizzò le scinnute ovvero discese (oggi funzione religiosa che contempla il Mistero Gaudioso nel periodo Quaresimale, originariamente Scinnuta in quanto i gruppi erano posti dentro delle nicchie e venivano discesi per le funzioni religiose) sino al 1812, ma le difficoltà economiche costrinsero ad abbandonare tale incarico, essa allora dovette pian piano cedere alle Maestranze cittadine la cura e l'uscita dei gruppi, ma rimane ancora oggi la sola proprietaria dei Sacri gruppi che sono stati affidati ma non ceduti alle maestranze. Con il passare degli anni diminuì il peso della Confraternita e soltanto il 26 dicembre 1974 venne "rifondata" con l'approvazione del nuovo statuto da parte del vescovo Mons. Ricceri, da quell'anno riprese il suo posto alla testa della Processione rinunciando all'emblema cucito sul petto che significava l'unione delle due confraternite e al tempo stesso ripresero le dispute con le maestranze sulla proprietà dei gruppi. In occasione dell'edizione 1999, la Confraternita non ha aperto il sacro rito. Su decisione del vescovo di Trapani Mons. Francesco Miccichè essa è stata "congelata".

Maestranze[modifica | modifica wikitesto]

Le Maestranze (termine etimologico "moltitudine di mastri" ovvero "Maestri d'arti manuali") fanno parte della processione fin dall’inizio (1612, primo atto notarile che ne testimonia l’esistenza), da quando la Confraternita di San Michele Arcangelo affidò alle singole categorie con degli atti di concessione la cura dei Gruppi Sacri in occasione del Venerdì santo di Trapani.

Le Maestranze avevano l'obbligo di partecipare alla Processione sotto la diretta partecipazione o supervisione del Senato grazie al quale, come afferma Burgio, la processione raggiunse "tale stato di bellezza e di convenienza che già si rende l'ammirazione degli esteri e il compiacimento dei paesani". Attorno all'800 non furono più le maestranze a portare in spalla il Gruppo come tradizione e devozione voleva, ma affidarono questo oneroso compito ai Massari.

A ciascuna di esse si concesse «in uso» un "mistere" mediante la stipula di atti notarili rogati fra il 1612 (da notare l'antichissima data vicinissima all'inizio) e il 1782, nel cui contenuto emergeva il diritto-dovere di condurre il proprio gruppo in processione, di abbellirlo a proprio "piacimento", di intervenire loro stesse alla suddetta ecc., il che era veramente importante come dimostra il bando promulgato dal Senato di Trapani il 10 aprile 1727 riportato integralmente (il primo bando del senato trapanese risale al 1696):

« Bando e comandamento dell'illustrissimo Senato di questa invittissima e fedelissima città di Trapani, per il quale si ordina, provvede e comanda che ogni Mastro di qualsivoglia Maestranza e professione che ha Misteri, che l’11 del corrente mese di aprile, habbiano e debbiano ed ognuno di loro habbia e debbia, ad hore venti di detto giorno ritrovarsi nella venerabile chiesa di S. Michele ed ivi ogni uno intervenire per ai loro Misteri, quelli non lasciar per strada, per insino che detti Misteri ritornino nella chiesa sotto pena di onze due tanto quelli che lasciranno il loro Mistero per strada, da applicarsi una terza parte del venerabile e l'altre terze parti ad arbitrio dell'illustrissimo Senato e se qualche maestro fosse legittimamente impedito habbia e debbia manifestare a detto illustrissimo Senato riconosciuta la causa, si li dia la licenza in scriptis, alia facendosi il contrario siano incorsi nella medesima pena di onze due da applicarsi. Si comanda di più che tutti li deputati, delle suddette arti e professioni habbiano e debbiano e ognuno habbia e debbia fra le medesime pene portare nota distintamente a detto illustrissimo Senato di tutte quelle persone che non interverranno in detta processione, per potersi esigere da li detti contravventori le suddette onze due per ognuno di loro. Exparte illustrissimi »

Con la scomparsa delle Corporazioni artigiane i ceti (categorie, mestieri) succedettero alla cura.

Unione Maestranze[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione delle Maestranze è un'associazione, costituita il 27 giugno 1974, che raggruppa le Maestranze (Ceti, Mestieri o Categorie) appartenenti alla Processione dei Misteri di Trapani tutelati da uno statuto. L'Unione Maestranze ha potuto, grazie alla struttura associativa, gestire i contributi erogati dagli enti pubblici, regionali e privati. Negli anni infatti furono proprio le maestranze a custodire, abbellire e far ricostruire alcuni Gruppi Sacri donando argenti e ori da porre come vestimento. Essa è composta di un Consiglio direttivo, un'Assemblea, un collegio dei Sindaci, un collegio dei probiviri e da dei componenti Onorari. Il Consiglio direttivo è composto da un presidente, un vice presidente, tesoriere e due consiglieri. L'Assemblea (ha il potere decisionale) prevalentemente è composta da tutti i Capi Consoli (presidenti delle singole Maestranze) di ogni ceto e i componenti onorari dell'Unione Maestranze. Il collegio dei Probiviri è l'organo di controllo e vigilanza che garantisce l'ordine in seno ai componenti dell'Unione una sorta di organo di sicurezza che tutela gli associati. Il collegio dei Sindaci è l'organo di controllo e vigilanza Amministrativo e Costituzionale.

Elenco 20 gruppi sacri e maestranze[modifica | modifica wikitesto]

  1. La Separazione (o Licenza) a cura del ceto degli Orefici
  2. La Lavanda dei piedi a cura del ceto dei Pescatori
  3. Gesù nell'orto dei Getsemani a cura del ceto degli Ortolani
  4. L'arresto a cura del ceto dei Metallurgici
  5. Caduta al Cedron a cura del ceto dei Naviganti
  6. Gesù dinanzi ad Hanna a cura del ceto dei Fruttivendoli
  7. La Negazione a cura del ceto dei Barbieri e Parrucchieri
  8. Gesù dinanzi ad Erode a cura del ceto dei Pescivendoli
  9. La Flagellazione a cura del ceto dei Muratori e scalpellini
  10. L'incoronazione di spine a cura del ceto dei Fornai
  11. Ecce Homo! a cura del ceto dei Calzolai
  12. La Sentenza a cura del ceto dei Macellai
  13. L'ascesa al calvario a cura del ceto del Popolo
  14. La Spogliazione a cura del ceto Tessili e abbigliamento
  15. La sollevazione della Croce a cura del ceto dei Falegnami
  16. Ferita al costato a cura del ceto dei Pittori e decoratori
  17. La Deposizione a cura del ceto dei Sarti e Tappezzieri
  18. Il Trasporto al sepolcro a cura del ceto dei Salinai
  19. Il Sepolcro a cura del ceto dei Pastai
  20. L'Addolorata a cura del ceto dei Camerieri,Cuochi, Cocchieri, Autisti, Baristi, Pasticcieri, Albergatori, Ristoratori ed Affini.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Foto e immagini[modifica | modifica wikitesto]