Macroprotodon cucullatus
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Animalia | ||
| Phylum | Chordata | ||
| Subphylum | Vertebrata | ||
| Classe | Reptilia | ||
| Ordine | Squamata | ||
| Sottordine | Serpentes | ||
| Infraordine | Alethinophidia | ||
| Superfamiglia | Xenophidia | ||
| Famiglia | Colubridae | ||
| Genere | Macroprotodon | ||
| Specie | M. cucullatus | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Macroprotodon cucullatus Geoffroy de St-Hilaire, 1827 |
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Il colubro dal cappuccio (Macroprotodon cucullatus, Geoffroy de St-Hilaire 1827), che deve il suo nome comune al collare nero che ne caratterizza la nuca e la parte sovrastante del capo, appartiene alla famiglia dei colubridi ed è di sicuro uno dei più piccoli serpenti d’Europa.
Indice |
Distribuzione [modifica]
Se vogliamo incontrare il colubro dal cappuccio nel suo habitat naturale, dobbiamo spingerci nella Spagna meridionale, nelle Isole Baleari, nel Nordafrica o nel Medio Oriente, mentre, se non vogliamo allontanarci dalle nostre “lande” dobbiamo comunque spostarci sulla piattaforma continentale africana: Isola di Lampedusa. Infatti, questo rettile, in Italia è autoctono solamente presso l'Isola di Lampedusa.
Questo colubride raramente si spinge sui rilievi, ancorché collinari, perché il suo habitat ideale è la pianura, meglio se rocciosa e prospera di "macchia mediterranea". Lampedusa, infatti, è un ottimo territorio per questo rettile, poiché ricco di anfratti, bassa vegetazione, tante pietraie ed i tipici muretti a secco. Rimanendo in Italia, mentre a Lampedusa è facile incontrare un colubro lacertino, sui muretti o disteso sull'asfalto cocente dell'estate, per le sue abitudini nottambule, è più difficoltoso incontrare questo piccolo ed elegante rettile, peraltro racchiuso in un areale molto ridotto ed in percettibile calo numerico.
Descrizione [modifica]
Normalmente non supera i 45 cm di lunghezza e solo in alcuni casi, riscontrati sulla più grande delle Pelagie, raggiunge 65 cm o eccezionalmente anche 90 cm.
È elegante, sia per la sua livrea, che per la sua conformazione longilinea e scattante; ha la testa piccola e ben tracciata, il capo appiattito e due piccoli occhi con pupilla ovale. Chi ha avuto la ventura di toccare un colubro dal cappuccio, può convenire che la pelle è setosa, liscia ed uniforme. Nel tipo europeo, (escludendo da questo il tipo Lampedusano perché perfettamente uguale a quello delle coste Magrebine), si possono rilevare da 13 a 25 file di squame a metà del tronco, mentre nelle specie Magrebine se ne possono computare da 23 a 25.
Presenta una livrea dai toni grigio bruni e nel tipo italico un disegno a macchie o barre sul dorso ed una striscia scura su ambo i lati del muso, come a voler congiungere le narici all’occhio.
La parte ventrale è colorata con tonalità dal giallo al rosso e può avere delle striature o macchie nere.
Ecologia [modifica]
II colubro dal cappuccio è un predatore notturno, (inizia la caccia al tramonto, mentre di giorno si rintana, salvo brevi esposizioni elioterapiche), di piccoli vertebrati (in prevalenza eterotermi): è un colubride opistoglifo che sopprime le prede iniettando un blando veleno da piccole zanne inoculatorie situate nella parte retro mascellare.
È agile e lesto, difficilmente si fa catturare, ma durante le prime ore del mattino è più vulnerabile; qualora catturato, sfodera una inaspettata combattività e mordacità, ma a causa della conformazione buccale e la bassa tossicità del veleno, il suo morso si rivela quasi sempre innocuo per l'uomo che può cavarsela con un arrossamento della cute, anche se bisogna prestare molta attenzione a bambini e soggetti particolarmente sensibili.
Riproduzione [modifica]
Il periodo riproduttivo è osservabile all’appuntamento primaverile: la femmina depone da cinque a sette uova, dalla forma oblunga e con guscio cartapecora.
Alla schiusa, i rettili neonati raggiungono a malapena i 16 cm.
Note [modifica]
- ^ C. Corti, V.P. Mellado, P. Geniez, El Din. Macroprotodon cucullatus. In: IUCN 2012. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2012.2
Bibliografia [modifica]
Voci correlate [modifica]
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