Falco eleonorae
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Animalia | ||
| Sottoregno | Eumetazoa | ||
| Superphylum | Deuterostomia | ||
| Phylum | Chordata | ||
| Subphylum | Vertebrata | ||
| Superclasse | Tetrapoda | ||
| Classe | Aves | ||
| Sottoclasse | Neornithes | ||
| Ordine | Accipitriformes | ||
| Famiglia | Falconidae | ||
| Sottofamiglia | Falconinae | ||
| Genere | Falco | ||
| Specie | F. eleonorae | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Falco eleonorae Gené, 1839 |
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Il falco della Regina (Falco eleonorae, Gené 1839) è un falco di taglia media, diffuso nel bacino del Mediterraneo.
Indice |
Etimologia [modifica]
Il nome scientifico della specie, Falco eleonorae, è un omaggio a Eleonora d'Arborea, legislatrice sarda del XIV secolo che compilò un codice di leggi (Carta de Logu), in cui inserì un articolo che vietava la caccia dei falchi adulti e il prelievo dei nidiacei. Il nome italiano ricorda il titolo di Regina di Eleonora d'Arborea, mentre altre lingue riprendono il suo nome: in francese si chiama Faucon d'Éléonore, in inglese Eleonora's Falcon, in spagnolo Halcón de Eleonor e in tedesco Eleonorenfalke.
Distribuzione e habitat [modifica]
Vive sulle coste del Mediterraneo, soprattutto in Grecia (dove si trovano i 2/3 dell'intera popolazione di falchi), ma anche in Spagna, Croazia, Marocco, Algeria e nelle isole Canarie. In Italia esistono delle colonie in Sardegna, in particolare sull'Isola di San Pietro e nel golfo di Orosei[2], e a Lampedusa[3].
Si tratta di un uccello migratore, che sverna in Madagascar, seguendo rotte costiere attraverso il canale di Suez, il Mar Rosso e il Corno d'Africa. I falchi che provengono dalle zone più occidentali del Mediterraneo, durante la migrazione, arrivano a compiere un viaggio di 10.500 km.
Descrizione [modifica]
Il falco della Regina è un uccello da preda, lungo 36–42 cm e con un'apertura alare tra gli 87 e i 104 cm. Le ali sono lunghe e appuntite, il corpo affusolato e le code piuttosto lunghe. I falchi della Regina (indipendentemente da età e sesso) presentano due diverse colorazioni del piumaggio: la "fase scura" è bruno-nerastro uniforme, mentre nella "fase chiara" la gola e le guance spiccano nettamente rispetto alla parte superiore della testa e ai mustacchi scuri; il petto e il ventre presentano una colorazione di fondo da crema a rossastra con striature bruno-nere, mentre la parte superiore appare bruna o bruno-bluastra.
Biologia [modifica]
Il falco della Regina, prevalentemente in periodo non riproduttivo, si nutre di grossi insetti, ad esempio libellule, che divora in volo portandole dagli artigli delle zampe al becco. Tuttavia, la vera peculiarità della specie è la caccia agli uccelli che, a fine estate, migrano dall'Europa all'Africa, passando per il Mediterraneo: per questo motivo, il periodo riproduttivo del falco della Regina è infatti, per così dire, ritardato rispetto a quello degli altri rapaci; avviene infatti in estate (agosto e settembre), in corrispondenza del periodo migratorio delle prede. Questi falchi sono molto abili nel catturare piccoli uccelli in volo, servendosi della loro velocità e delle loro evoluzioni acrobatiche.
Il falco della Regina nidifica presso le alte scogliere lungo le coste, deponendo da una a quattro uova.
Caratteristico della specie è il verso, riproducibile con un kek-kek-kek.
Voci correlate [modifica]
Note [modifica]
- ^ BirdLife International 2009. Falco eleonorae. In: IUCN 2012. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2012.2
- ^ Giuseppe Gené, Descrizione di un nuovo falcone di Sardegna (Falco Elenorae), Torino, Tipografia reale, 1840.
- ^ Cosentino A. Piano d'azione nazionale per il Falco della Regina (Falco eleonorae). Ministero dell'Ambiente
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Falco eleonorae su Avibase, database degli uccelli nel mondo
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