Phalacrocorax aristotelis

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Marangone dal ciuffo
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Shag (Phalacrocorax aristotelis) - geograph.org.uk - 1343879.jpg
Phalacrocorax aristotelis

Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Ordine Suliformes
Famiglia Phalacrocoracidae
Genere Phalacrocorax
Specie P. aristotelis
Nomenclatura binomiale
Phalacrocorax aristotelis
(Linnaeus, 1758)

Il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis Linnaeus ,1758) è un uccello della famiglia Phalacrocoracidae, la stessa del cormorano con cui è strettamente imparentato.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Simile al cormorano comune ma di dimensioni minori, con una lunghezza che raggiunge i 75 cm.[senza fonte] Il becco è sottile ed allungato. Il corpo si presenta di un colore nero lucido. I giovani hanno il piumaggio ventrale biancastro. Le zampe sono palmate grigio-nerastre. Il ciuffo da cui la specie prende il nome è presente solamente in inverno durante il corteggiamento.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

La deposizione delle uova può iniziare già a metà dicembre, sino a maggio. Le uova, generalmente 3, si schiudono dopo circa un mese, ed i giovani si involano dopo quasi 2 mesi di permanenza presso il nido. Trascorsa la stagione riproduttiva si riuniscono in gruppi composti da centinaia e talvolta migliaia di individui alla ricerca di nuovi siti di alimentazione più favorevoli.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il marangone dal ciuffo è diffuso lungo le coste atlantiche dell'Europa, spingendosi a nord sino alla Finlandia e all'Islanda, nonché nel bacino del Mediterraneo e nel Mar Nero.[1]

Specie tipicamente marittima che nidifica su piccole isole lungo le coste in zone ripide e irraggiungibili. Si osserva spesso negli scogli dove sosta generalmente con le ali aperte. I luoghi di pesca sono quasi sempre in corrispondenza di golfi e baie riparati, anche se talvolta può spingersi al largo.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Il Phalacrocorax aristotelis ha 3 sottospecie:[2]

  • P. aristotelis aristotelis
  • P. aristotelis desmarestii
  • P. aristotelis riggenbachi

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La sottospecie mediterranea è considerata a rischio[senza fonte]; la principale minaccia è rappresentata dalle morti accidentali causate da reti da pesca, nasse e soprattutto ami dei palamiti. È sensibile alle trasformazioni ambientali delle coste all’ inquinamento delle acque specie da metalli pesanti, alla drastica riduzione delle risorse alimentari. Il disturbo ai siti riproduttivi può localmente costituire un ulteriore fattore limitante.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) BirdLife International 2009, Phalacrocorax aristotelis in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Phalacrocoracidae in IOC World Bird Names (ver 4.4), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato l'8 maggio 2014.

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