Phalacrocorax aristotelis

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Marangone dal ciuffo
Phalacrocorax aristotelis.jpg
Phalacrocorax aristotelis
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Ordine Suliformes
Famiglia Phalacrocoracidae
Genere Phalacrocorax
Specie P. aristotelis
Nomenclatura binomiale
Phalacrocorax aristotelis
(Linnaeus, 1758)

Il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis Linnaeus ,1758) è un uccello della famiglia Phalacrocoracidae, la stessa del cormorano con cui è strettamente imparentato.[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Simile al cormorano comune ma di dimensioni minori, con una lunghezza che raggiunge i 75 cm.[senza fonte] Il becco è sottile ed allungato. Il corpo si presenta di un colore nero lucido. I giovani hanno il piumaggio ventrale biancastro. Le zampe sono palmate grigio-nerastre. Il ciuffo da cui la specie prende il nome è presente solamente in inverno durante il corteggiamento.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

La deposizione delle uova può iniziare già a metà dicembre, sino a maggio. Le uova, generalmente 3, si schiudono dopo circa un mese, ed i giovani si involano dopo quasi 2 mesi di permanenza presso il nido. Trascorsa la stagione riproduttiva si riuniscono in gruppi composti da centinaia e talvolta migliaia di individui alla ricerca di nuovi siti di alimentazione più favorevoli.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Il marangone dal ciuffo è diffuso lungo le coste atlantiche dell'Europa, spingendosi a nord sino alla Finlandia e all'Islanda, nonché nel bacino del Mediterraneo e nel Mar Nero.[1]
In Italia si riproducono circa 2.000 coppie, distribuite principalmente in Sardegna nelle Pelagie (Lampedusa). Nell'arcipelago Toscano è concentrato a Capraia (15-20 coppie dal 2005) e a Pianosa (3-4 coppie nel 1998 sono diventate 20 del 2005), nelle altre isole e isolette non dovrebbero essere presenti più di 10-15 coppie. In Sicilia, sulla costa ionica, nella zona compresa tra capo Scaletta e capo Alì, i marangoni stazionano nel periodo che va dalla metà di dicembre fino alla prima settimana di gennaio.[senza fonte]

Specie tipicamente marittima che nidifica su piccole isole lungo le coste in zone ripide e irraggiungibili. Si osserva spesso negli scogli dove sosta generalmente con le ali aperte. I luoghi di pesca sono quasi sempre in corrispondenza di golfi e baie riparati, anche se talvolta può spingersi al largo.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Il Phalacrocorax aristotelis ha 3 sottospecie:[2]

  • P. aristotelis aristotelis
  • P. aristotelis desmarestii
  • P. aristotelis riggenbachi

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

La sottospecie mediterranea è considerata a rischio[senza fonte]; la principale minaccia è rappresentata dalle morti accidentali causate da reti da pesca, nasse e soprattutto ami dei palamiti. È sensibile alle trasformazioni ambientali delle coste all’ inquinamento delle acque specie da metalli pesanti, alla drastica riduzione delle risorse alimentari. Il disturbo ai siti riproduttivi può localmente costituire un ulteriore fattore limitante.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) BirdLife International 2009, Phalacrocorax aristotelis in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Phalacrocoracidae in IOC World Bird Names (ver 4.1), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato l'11 giugno 2012.

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