Tommaso Padoa-Schioppa

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Tommaso Padoa-Schioppa
Tommaso Padoa-Schioppa

Durata mandato
17 maggio 2006 – 8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Silvio Berlusconi (ad interim)
Successore Giulio Tremonti

Partito politico Indipendente
« ... dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima.
È un modo civilissimo di contribuire insieme al pagamento di beni indispensabili come la sicurezza, come la tutela dell'ambiente [...] »
(Tommaso Padoa Schioppa, da una dichiarazione del 2007)

Tommaso Padoa-Schioppa (Belluno, 23 luglio 1940) è un economista italiano, che è stato Ministro dell'Economia e delle Finanze nel governo Prodi II.


Indice

[modifica] Biografia

Figlio di Fabio Padoa-Schioppa, amministratore delegato delle Assicurazioni Generali, ha frequentato il liceo classico a Trieste. Laureato in economia all'Università Bocconi di Milano nel 1966, Master in economia dal MIT di Boston nel 1970, inizia la sua carriera professionale nella Brenninkmeyer per poi passare alla Banca d'Italia (1968), raggiungendo il titolo di responsabile della divisione mercati monetari del dipartimento di ricerca.

Dal 1979 al 1983 è stato Direttore Generale per l'Economia e la Finanza dell'Unione Europea; dal 1984 al 1997 è stato Vice Direttore Generale della Banca d'Italia (di cui nel 2005 fu uno dei presunti "papabili" in sostituzione di Antonio Fazio, anche se lo fu ancor di più nel 1993, anno in cui Carlo Azeglio Ciampi presentò le dimissioni per assumere la carica di Presidente del Consiglio); nel 1997 assunse l'incarico di presidente della CONSOB, che ha conservato sino al 2001.

Dal 1998 al 2006 ha fatto parte del Consiglio d'Amministrazione della Banca Centrale Europea. In questa veste è stato un sostenitore della moneta unica nonché il primo a definire l'Euro "una moneta senza uno stato".

Nell'anno accademico 2002/2003 riceve la laurea honoris causa in economia aziendale e direzione delle aziende all'Università degli Studi di Bergamo. Seguirà, nell'anno accademico 2005/2006, quella conferitagli in Banca e Finanza dall'Università degli Studi di Udine.

Nell'anno 2003 riceve inoltre il Premio speciale per la saggistica, nell'ambito del Premio letterario Giuseppe Acerbi per l'opera Europa, forza gentile.

Dal 17 maggio 2006 è diventato Ministro dell'Economia e delle Finanze nel governo Prodi II, come tecnico indipendente: prima di questa nomina è stato il presidente dell'istituto internazionale dei revisori dei conti.

Come primo atto da Ministro di tale dicastero ha affrontato il varo della Finanziaria 2007: una manovra di notevole portata etichettata da una parte come coraggiosa e necessaria per risollevare uno Stato versante in condizioni economiche non positive e dall'altra esagerata e non necessaria. Famoso il termine "tesoretto" da lui coniato per identificare l'extra-gettito nelle casse statali, dovuto in parte da entrate fiscali non previste e, dall'altra, dalla lotta contro l'evasione fiscale che ha visto un netto incremento di "entrate recuperate" rispetto l'anno precedente.[1]

Nel luglio del 2007 la procura della repubblica lo iscrive nel registro degli indagati dopo la denuncia dell'ex comandante della Finanza.

Il 5 ottobre 2007 è nominato presidente del Comitato monetario e finanziario internazionale dell'FMI.[2]

Il 22 gennaio 2008 doveva essere discussa in Senato una mozione di sfiducia presentata dal centro-destra in merito alle rimozioni, giudicate "illegittime" dal TAR del Lazio, del consigliere RAI Angelo Maria Petroni e dell'ex-generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale. Tuttavia la mozione è stata ritirata per permettere la discussione di un'altra mozione di sfiducia, quella contro il Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.

[modifica] Ruolo nella creazione dell'euro

Padoa-Schioppa e Wim Duisenberg ad un congresso internazionale sulla Finanza e la Moneta

Tommaso Padoa-Schioppa è stato definito l'"impeto intellettuale" dietro la nascita dell'euro e il "padre fondatore" della nuova moneta. Questo perché in un suo scritto di economia pubblicato nel 1982 fece notare che per un gruppo di Paesi come l'Unione Europea era impossibile aspirare contemporaneamente a:

  • libero commercio estero;
  • mobilità dei capitali;
  • politiche monetarie nazionali indipendenti;
  • tassi di cambio fissi.

Questi quattro obiettivi, ciascuno dei quali auspicabile in sé, egli li battezzò il "quartetto inconciliabile". A quell'epoca, i vari Paesi dell'UE, o Comunità Economica Europea, mantenevano alcune limitazioni agli scambi e, soprattutto, alla circolazione dei capitali. Queste vennero via via eliminate tramite il programma del Mercato Unico e la liberalizzazione dei movimenti di capitali. Alla fine degli anni '80 i primi due obiettivi erano stati raggiunti; bisognava scegliere tra gli ultimi due. Nel 1982 Padoa-Schioppa aveva proposto di eliminare il terzo fine (Politiche monetarie indipendenti) e di creare una moneta unica per tutti gli stati appartenenti all'Unione, gestita da un'unica Banca Centrale Europea. Il Rapporto Delors dell'aprile 1989 appoggiò questo punto di vista proponendo un'Unione Monetaria Europea con un'unica moneta. Padoa-Schioppa si occupò allora della creazione della nuova Banca Centrale Europea di cui divenne uno dei primi membri del Comitato Esecutivo.

Padoa-Schioppa è stato uno dei primi a definire l'euro una "moneta senza Stato".

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana

— Roma, 3 febbraio 2005. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[3]

[modifica] Opere

Padoa-Schioppa ha scritto vari libri di economia, quasi tutti editi dalla casa editrice Il Mulino:

  • L'Europa verso l'unione monetaria. Dallo Sme al trattato di Maastricht (1992)
  • La moneta e il sistema dei pagamenti (1992)
  • Il governo dell'economia (1997)
  • Europa, forza gentile (2001)
  • Dodici settembre. Il mondo non è al punto zero (2002, per la Rizzoli)
  • La lunga via per l'euro (2004)
  • L'euro e la sua banca centrale. L'unione dopo l'Unione (2004)
  • Europa una pazienza attiva. Malinconia e riscatto del Vecchio Continente (2006, per la Rizzoli)
  • Italia una ambizione timida (2007, Rizzoli)

[modifica] Note

  1. ^ Extragettito fiscale: +21% dall'autotassazione. Centrodiascolto.it, 28 settembre 2007. URL consultato il 30-1-2008.
  2. ^ Il Fmi nomina Padoa Schioppa alla guida del comitato monetario. la Repubblica, 5 ottobre 2007. URL consultato il 12-1-2008.
  3. ^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana Prof. Tommaso Padoa-Schioppa

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Ministro dell'Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana Successore:
Silvio Berlusconi
(ad interim)
17 maggio 20068 maggio 2008
(Governo Prodi II)
Giulio Tremonti I
II
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Silvio Berlusconi
(ad interim)
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