Tommaso Padoa-Schioppa

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Tommaso Padoa-Schioppa
Tommaso Padoa-Schioppa.jpg

Ministro dell'Economia e delle Finanze
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Silvio Berlusconi (ad interim)
Successore Giulio Tremonti

Presidente della Consob
Durata mandato 1997 –
1998
Predecessore Enzo Berlanda
Successore Luigi Spaventa

Dati generali
Partito politico Indipendente

Tommaso Padoa-Schioppa (Belluno, 23 luglio 1940Roma, 18 dicembre 2010) è stato un economista e politico italiano.

Padoa Schioppa ha fatto parte delle più alte istituzioni finanziarie italiane (Banca d'Italia) ed europee (Commissione e BCE). Convinto europeista, ha fatto parte del Comitato Delors che ha disegnato la strada per la creazione della moneta unica. È stato infine Ministro dell'Economia e delle Finanze nel governo Prodi II e dirigente del Fondo Monetario Internazionale. Era fratello dello storico del diritto Antonio Padoa Schioppa.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Famiglia e studi[modifica | modifica sorgente]

Nasce a Belluno mentre la famiglia, di origini ebraiche sia per parte paterna che materna, si trova in villeggiatura[1], figlio di Fabio Padoa-Schioppa (Napoli, 1911 - Milano, 2012), amministratore delegato delle Assicurazioni Generali[2], e Stella Schwarz (Canepa, 1911 - Milano, 2001)[3]. Era fratello minore del giurista Antonio Padoa Schioppa (Vienna, 1937).

Trascorre la giovinezza a Trieste, dove frequenta il liceo classico Francesco Petrarca. Laureato in economia all'Università Bocconi di Milano nel 1966, ottiene un Master in economia dal MIT di Boston nel 1970 (dove insegnava Franco Modigliani[1]). È stato sottotenente di artiglieria[4]. È stato sposato con l'economista Fiorella Kostoris, con la quale ha avuto tre figli. È stato il compagno della giornalista e scrittrice Barbara Spinelli.[5]

In Banca d'Italia (1968-79)[modifica | modifica sorgente]

Padoa-Schioppa inizia la sua carriera professionale nella Brenninkmeyer per poi passare alla Banca d'Italia (1968), raggiungendo il titolo di responsabile della divisione mercati monetari del dipartimento di ricerca. Condivide il percorso in Banca d'Italia assieme a Carlo Azeglio Ciampi, e come questi si definisce keynesiano ma liberale[6].

Alla Commissione Europea (1979-83)[modifica | modifica sorgente]

Dal 1979 al 1983 è stato Direttore generale per l'Economia e la Finanza della Commissione Europea, nel periodo di lancio del Sistema Monetario Europeo; risale ad allora la collaborazione e stima con Jacques Delors, futuro presidente della Commissione, così come il rapporto con Paul Volcker, presidente della Federal Reserve, con cui avrebbe in seguito discusso approfonditamente della crisi finanziaria del 2008 e alla Volcker rule per la riforma del sistema finanziario americano[1].

Vice Direttore di Banca d'Italia (1984-97)[modifica | modifica sorgente]

Carlo Azeglio Ciampi

Dal 1984 al 1997, Padoa-Schioppa è Vice Direttore generale della Banca d'Italia.

Nel 1989 Jacques Delors diviene presidente della Commissione Europea, e Ciampi, ormai presidente della Banca d'Italia, affida a Padoa-Schioppa, amico personale di Delors, il ruolo di membro del Comitato Delors, che redige il progetto di Unione Monetaria Europea che porterà in dieci anni alla nascita dell'euro.[1][6]

Nel 1993 Ciampi diviene presidente del Consiglio, e Padoa-Schioppa sembra essere destinato a rilevarne il posto in Banca d'Italia. Ma gli viene opposta la candidatura di Lamberto Dini, e alla fine le forze politiche si accordano sul nome di Antonio Fazio.

Tra 1997 e 1998 Padoa-Schioppa assunse l'incarico di presidente della CONSOB, e inizia l'attività di editorialista sul Corriere della Sera[1]. Era convinto che "l'Europa farà bene all'Italia", anche nei giorni in cui il governo Prodi I introduceva l'eurotassa per raggiungere i traguardi dei criteri di convergenza di Maastricht ed entrare nella moneta unica[6].

Nel corso della sua attività in Banca d'Italia è stato inoltre[4]:

  • Presidente del Comitato consultivo bancario della Commissione europea (1988-1991);
  • Presidente del Gruppo di lavoro sui sistemi di pagamento delle banche centrali della Comunità europea (1991-1995);
  • Presidente del Comitato di Basilea per la Vigilanza bancaria (1993-1997);
  • Presidente del Comitato regionale europeo dello IOSCO, International Organization of Securities Commissions (1997-1998);
  • Presidente del FESCO, Forum of the European Securities Commissions (1997-1998);

Alla Banca Centrale Europea (1998-2006)[modifica | modifica sorgente]

Mario Draghi

Dal 1998 al 2006 ha fatto parte del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, su nomina di Prodi e Ciampi, e da lui definita "un'esperienza esaltante"[6]. In tale veste è stato un sostenitore della moneta unica nonché il primo a definire l'Euro "una moneta senza uno stato".[7]

Nel 2005 venne di nuovo fatto il nome di Padoa-Schioppa come successore di Antonio Fazio alla Banca d'Italia; infine, le forze politiche scelsero Mario Draghi, più giovane.

Nel corso della sua attività alla BCE è stato inoltre[4]:

  • Presidente del Comitato sui Sistemi di pagamento e regolamento del G10 (2000-2005).
  • Presidente dell'International Center for Monetary and Banking Studies di Ginevra (2001-2006).
  • Presidente della Fondazione International Accounting Standards Committee (IASC) (2005-2006).
  • Senior Fellow dell'Istituto Affari Internazionali (IAI) a Roma e Senior Adviser del Promontory Financial Group (2005-2006).
  • Membro del Gruppo dei Trenta e dell'Advisory Board dell'Institute for International Economics di Washington.

Ministro dell'Economia (2006-08)[modifica | modifica sorgente]

Romano Prodi

Dal 17 maggio 2006 divenne ministro dell'Economia e delle Finanze, con Vincenzo Visco vice-ministro, nel secondo governo Prodi, come tecnico indipendente: prima di questa nomina era stato il presidente dell'Istituto internazionale dei revisori dei conti.

Quale primo impegno ministeriale affrontò il varo della legge finanziaria 2007: una manovra di notevole portata, etichettata da alcuni come coraggiosa e necessaria per risollevare uno Stato che versava in condizioni economiche non positive, e da altri come esagerata e non necessaria[6]. Divenne famoso il termine "tesoretto" da lui coniato per identificare l'extra-gettito nelle casse statali, dovuto in parte ad entrate fiscali non previste e, dall'altra, alla lotta contro l'evasione fiscale che vide un netto incremento di "entrate recuperate" rispetto all'anno precedente.[8] In relazione alle norme che prevedevano agevolazioni sugli affitti per i più giovani, dichiarò: «Mandiamo i bamboccioni fuori di casa», attirandosi le critiche del centro-destra e di quanti trovarono offensiva tale definizione[9].

Nel gennaio 2008 Padoa-Schioppa chiese la rimozione dal consiglio di amministrazione della RAI di Angelo Maria Petroni, consigliere di nomina del Ministero dell'Economia, nominato dal precedente governo Berlusconi. Allo stesso modo, chiese di rimettere il mandato all'ex-generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale. Il TAR del Lazio giudicò in seguito come illegittime tali rimozioni, e il centrodestra presentò una mozione di sfiducia al Senato verso Padoa-Schioppa, che tuttavia non venne mai votata[9].

Incarichi successivi: FMI e consigliere del governo greco[modifica | modifica sorgente]

Il 5 ottobre 2007, mentre ancora era ministro del secondo governo Prodi, è nominato presidente del Comitato monetario e finanziario internazionale dell'FMI.[10]

Dal 3 agosto 2010 è stato uno dei due consiglieri economici del primo ministro greco, George Papandreou.[11]

Il 15 dicembre 2010 era entrato nel Consiglio di amministrazione di Fiat Industrial, società del Gruppo Fiat per la produzione di veicoli industriali e macchine agricole[9].

Roma: basilica di Santa Maria degli Angeli

Morte[modifica | modifica sorgente]

È morto improvvisamente a Roma la sera del 18 dicembre 2010 all'età di 70 anni per arresto cardiaco[12][13] dopo avere organizzato una cena. I funerali si sono svolti nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli; successivamente la salma è stata tumulata a Canepa di Sori, in provincia di Genova, luogo di nascita della madre Stella.

Nel suo ultimo editoriale, uscito sul Corriere della Sera del 21 novembre 2010, e incentrato sulla crisi di maggioranza del quarto governo Berlusconi, aveva riproposte all'attenzione le quattro maggiori "patologie" dell'Italia: il rapporto tra gli elettori e la politica (legge elettorale), il rapporto tra questa e l'informazione (televisioni in primo luogo), il funzionamento della giustizia (indipendenza e tempi dei giudizi), il rapporto tra Nord e Sud (federalismo)[14].

Ruolo nella creazione dell'euro[modifica | modifica sorgente]

Padoa-Schioppa e Wim Duisenberg ad un congresso internazionale sulla finanza e la moneta nel 2000.

Tommaso Padoa-Schioppa è stato definito l'"impeto intellettuale" dietro la nascita dell'euro e il "padre fondatore" della nuova moneta.[15] Questo perché in un suo scritto di economia pubblicato nel 1982 fece notare che per un gruppo di Paesi come l'Unione europea era impossibile aspirare contemporaneamente a:

  • libero commercio estero;
  • mobilità dei capitali;
  • politiche monetarie nazionali indipendenti;
  • tassi di cambio fissi.

Questi quattro obiettivi, ciascuno dei quali auspicabile in sé, egli li battezzò il "quartetto inconciliabile" (successivamente detto trio inconciliabile). A quell'epoca i vari Paesi della Comunità economica europea mantenevano alcune limitazioni agli scambi e, soprattutto, alla circolazione dei capitali. Queste vennero via via eliminate tramite il programma del Mercato Unico e la liberalizzazione dei movimenti di capitali. Alla fine degli anni ottanta i primi due obiettivi erano stati raggiunti; bisognava scegliere tra gli ultimi due. Nel 1982 Padoa-Schioppa aveva proposto di eliminare il terzo fine (Politiche monetarie indipendenti) e di creare una moneta unica per tutti gli stati appartenenti all'Unione, gestita da un'unica Banca centrale europea. Il Rapporto Delors dell'aprile 1989 appoggiò questo punto di vista proponendo un'Unione Monetaria Europea con un'unica moneta. Padoa-Schioppa si occupò allora della creazione della nuova Banca centrale europea di cui divenne uno dei primi membri del Comitato Esecutivo.

Poco prima della scomparsa aderì al Gruppo Spinelli per il rilancio dell'integrazione europea. Dopo la sua morte è stato ricordato da numerosi economisti italiani che hanno elogiato la sua carriera[16] e lo stesso Giorgio Napolitano ha definito Tommaso Padoa Schioppa come "grande servitore dello Stato" italiano.[17]

Curiosità e Militanza massonica[modifica | modifica sorgente]

Ha partecipato a diverse riunioni del Gruppo Bilderberg insieme all'ex-premier Romano Prodi. I membri fissi del Bilderberg sono tutti affiliati alla Massoneria. Lo stesso Padoa-Schioppa era affiliato ad alcune logge massoniche estere.[senza fonte]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 3 febbraio 2005[18]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 1º febbraio 1989[19]
immagine del nastrino non ancora presente Bocconiano dell'anno
— Milano, 1989.

Ha ricevuto sei lauree honoris causa in economia, due delle quali dalle università di Bergamo e Udine[4].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Padoa-Schioppa ha scritto vari libri di economia, molti editi dalla casa editrice il Mulino:

  • L'Europa verso l'unione monetaria. Dallo Sme al trattato di Maastricht, Torino, Einaudi, 1992.
  • La moneta e il sistema dei pagamenti, Bologna, il Mulino, 1992.
  • Il governo dell'economia, Bologna, il Mulino, 1997.
  • Europa, forza gentile, Bologna, il Mulino, 2001. Premio speciale Giuseppe Acerbi 2003, per la saggistica[20].
  • Dodici settembre. Il mondo non è al punto zero, Milano, Rizzoli, 2002.
  • La lunga via per l'euro, Bologna, il Mulino, 2004.
  • L'euro e la sua banca centrale. L'unione dopo l'Unione, Bologna, il Mulino, 2004.
  • (EN) Regulating finance. Balancing freedom and risk, Oxford ; New York, Oxford University Press, 2004. Ed. italiana: Regole e finanza. Contemperare libertà e rischi, Bologna, il Mulino, 2011.
  • Europa una pazienza attiva. Malinconia e riscatto del Vecchio Continente, Milano, Rizzoli, 2006.
  • Italia, una ambizione timida. Classe dirigente e rischi di declino, Milano, Rizzoli, 2007.
  • La veduta corta. Conversazione con Beda Romano sul grande crollo della finanza, Bologna, il Mulino, 2009.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Corriere della Sera, 19 dicembre 2010
  2. ^ Muore all' età di 101 anni il papà di Padoa-Schioppa, Corriere della Sera, 18 agosto 2012
  3. ^ È morta Stella Padoa-Schioppa, madre di Tommaso (Bce), Corriere della Sera, 13 maggio 2001
  4. ^ a b c d Biografia ufficiale
  5. ^ (EN) Quentin Peel, Architect of the single currency dies, Financial Times, 19 dicembre 2010. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  6. ^ a b c d e La Repubblica, 19 dicembre 2010
  7. ^ Padoa-Schioppa: "Ora si muova l'Ue Bisogna difendere il libero mercato" di Massimo Giannini, 6 ottobre 2008
  8. ^ Extragettito fiscale: +21% dall'autotassazione, Centrodiascolto.it, 28 settembre 2007. URL consultato il 30 gennaio 2008.
  9. ^ a b c TG1, 18 dicembre 2010
  10. ^ Il Fmi nomina Padoa Schioppa alla guida del comitato monetario, la Repubblica, 5 ottobre 2007. URL consultato il 12 gennaio 2008.
  11. ^ Papandreou Appoints Italian Economist & Banker Padoa Schioppa as Advisor | Greece.GreekReporter.com Latest News from Greece
  12. ^ E' morto Tommaso Padoa-Schioppa - ministro nel secondo governo Prodi in la Repubblica, 18 dicembre 2010. URL consultato il 19 dicembre 2010.
  13. ^ E' morto Tommaso Padoa Schioppa in tgcom, 18 dicembre 2010. URL consultato il 19 dicembre 2010.
  14. ^ La Necessità di Ricostruire, Corriere della Sera, 21 novembre 2010
  15. ^ Minneapolisfed
  16. ^ Lavoce.info - DOSSIER - In ricordo di Padoa-Schioppa
  17. ^ Quotidiano Net - È morto Padoa Schioppa Prodi: "Addolorato" /
  18. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  19. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  20. ^ Albo d'oro del Premio Acerbi

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Sito ufficiale, Gag - Web agency. URL consultato il 20 dicembre 2009.
Predecessore Ministro dell'Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Silvio Berlusconi
(ad interim)
17 maggio 2006 — 8 maggio 2008
(Governo Prodi II)
Giulio Tremonti

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