Istituto affari internazionali

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Istituto affari internazionali
Abbreviazione IAI
Tipo centro di ricerca
Fondazione 1965
Scopo culturale
Sede centrale Italia Roma
Presidente Ferdinando Nelli Feroci
[iai.it Sito web]

L'Istituto affari internazionali (IAI) è stato un ente privato senza fini di lucro fondato nel 1965 dalla Fondazione Adriano Olivetti, dall'Associazione di cultura e politica il Mulino e dal Centro studi nord e sud su iniziativa di Altiero Spinelli, suo primo direttore. Il presidente dell'istituto è Ferdinando Nelli Feroci.

Spinelli creò un istituto di studi internazionali sul modello dei think tank anglosassoni: una struttura snella, privata, distinta dagli istituti universitari e dagli uffici studi di enti e ministeri, ma con la capacità di interagire e cooperare con il governo, la pubblica amministrazione, i principali attori economici nazionali e i più accreditati centri studi stranieri. Sono questi ancora oggi i tratti distintivi dello IAI.

Dal 1991 l'Istituto ha sede nel settecentesco palazzo Rondinini, esempio della Roma barocca, nel quale si svolgono anche le principali manifestazioni che l'Istituto organizza.

Obiettivi statutari[modifica | modifica sorgente]

L'Istituto persegue tre obiettivi prioritari: ricerca, elaborazione di idee e strategie politiche, formazione e diffusione della conoscenza dei problemi internazionali nei campi della politica estera, dell'economia e della sicurezza allo scopo di contribuire al progresso dell'integrazione europea e all'evoluzione del mondo verso forme di organizzazione sovranazionale (Articolo 1 dello Statuto dello IAI).

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

I principali settori di ricerca sono:

  • istituzioni e politiche dell'Unione europea
  • Turchia
  • politica ed economia della difesa
  • rapporti transatlantici
  • Mediterraneo e Medio Oriente
  • economia internazionale
  • politica estera italiana

Le ricerche sono realizzate da uno staff scientifico composto di circa 30 ricercatori, inclusi 10 fra direttori d'area o di progetto. Gran parte dei progetti di ricerca sono condotti in collaborazione con istituti esteri con caratteristiche analoghe. L'Istituto è, inoltre, membro attivo – ed è stato talvolta tra i promotori – di diverse reti di ricerca transnazionali:

  • Council of Councils[1]
  • CSDP Mission Analysis Partnership (CSDP MAP)[2]
  • EuroMeSCo (EuroMediterranean Study Commission)[3]
  • European Policy Institutes Network (EPIN)[4]
  • ISN (International Relations and Security Network)[5]
  • Observatoire de l'Afrique[6]
  • TEPSA (Trans European Policy Studies Association)[7]

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

L'istituto pubblica periodici e monografie:

  • la rivista on-line di politica, strategia ed economia AffarInternazionali[8]
  • il trimestrale in lingua inglese The International Spectator, rivista di politica internazionale peer reviewed (articoli sottoposti ad un processo di valutazione) pubblicata dalla casa editrice Routledge (Taylor & Francis Group)[9]
  • le collane di monografie Quaderni IAI e IAI Research Papers su problemi di politica ed economia internazionale oggetto dell'attività dell'Istituto o su altri temi di particolare attualità[10]
  • le collane di paper Documenti IAI e IAI Working Papers prodotti nell'ambito dei progetti e delle aree di ricerca del'Istituto[11]
  • il mensile on-line d'informazione e analisi sulla Cina contemporanea OrizzonteCina[12]

Lo IAI gestisce inoltre quattro siti-web:

  • iai.it: sito ufficiale dell’Istituto
  • Affarinternazionali.it: sito dell’omonima rivista on-line
  • Sharaka: sito sulle relazioni tra l'Unione europea e il Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG)
  • Transworld: sito sul ruolo della relazione transatlantica nell’architettura di governance globale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Council of Councils [1]
  2. ^ CSDP MAP [2]
  3. ^ EuroMeSCo [3]
  4. ^ EPIN [4]
  5. ^ ISN [5]
  6. ^ Observatoire de l'Afrique [6]
  7. ^ TEPSA [7]
  8. ^ AffarInternazionali.it [8]
  9. ^ Routledge [9]
  10. ^ Quaderni IAI e IAI Research Papers [10]
  11. ^ Documenti IAI e IAI Working Papers [11]
  12. ^ OrizzonteCina [12]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stefania Angelini, La fondazione, le attività e gli scopi dell'Istituto affari internazionali fino agli inizi degli anni 70. Tesi di laurea, Roma, Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università La Sapienza, 1990.
  • Mattia Diletti, I think tank, Bologna, Il Mulino, 2009, pp. 112-113, ISBN 978-88-15-13058-7.
  • Piero S. Graglia, Nuovi spazi: l'avventura dello Iai in Altiero Spinelli, Bologna, Il Mulino, 2008, pp. 445-470, ISBN 978-88-15-12162-2.
  • James G. McGann, 2013 Global Go To Think Tank Index Report (PDF), Philadelphia, University of Pennsylvania Think Tanks and Civil Societies Program, 2014. URL consultato il 5 marzo 2014.
  • (EN) Cesare Merlini, Altiero Spinelli and the founding of the IAI in The International Spectator, vol. 21, nº 3, 1986, pp. 3-5, DOI: 10.1080/03932728608456590.
  • Daniele Pasquinucci, Un seminario di intellettuali politici: l'Istituto affari internazionali in Europeismo e democrazia. Altiero Spinelli e la sinistra europea, Bologna, Il Mulino, 2000, pp. 231-240, ISBN 978-88-15-07745-5.
  • Daniele Pasquinucci, Altiero Spinelli consigliere del principe: la lotta per la federazione europea negli anni sessanta in Digips Working papers, nº 23, 1996, pp. 11-16. URL consultato il 23 ottobre 2013.
  • Altiero Spinelli in Edmondo Paolini (a cura di), Diario europeo 1948-1969, Bologna, Il Mulino, 1989, ISBN 978-88-15-01981-3.
  • Altiero Spinelli in Edmondo Paolini (a cura di), Diario europeo 1970-1976, Bologna, Il Mulino, 1992, ISBN 978-88-15-03760-2.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]