Roberto Speciale (generale)

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on. Roberto Speciale
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Pietraperzia
Data nascita 17 marzo 1943 (1943-03-17) (68 anni)
Titolo di studio Laurea in scienze strategiche, Laurea in scienze umanistiche, Laurea in economia e commercio
Professione generale, politico
Partito Il Popolo della Libertà
Legislatura XVI Legislatura
Coalizione PdL - LN - MpA
Circoscrizione Umbria
Incarichi parlamentari
  • Membro della 4ª Commissione permanente (Difesa)
  • Membro della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi
Pagina istituzionale

Roberto Speciale (Pietraperzia, 17 marzo 1943) è un generale e politico italiano, ex Comandante generale della Guardia di Finanza.

Indice

[modifica] Biografia

È nato il 17 marzo 1943 a Pietraperzia (Enna), sposato con tre figli. Ha frequentato l'Accademia Militare di Modena dal 1961 al 1963, nominato Sottotenente di Fanteria presso la Scuola di Applicazione di Torino (1963-1965). È laureato in Scienze Strategiche presso l'Università di Torino, in Scienze Umanistiche presso l'Università Agostiniana in Roma ed in Economia e Commercio presso la Seconda Università degli Studi di Napoli (Laurea Honoris Causa). Comandante di plotone, Ufficiale OA e Comandante di Compagnia all'82º Reggimento Fanteria "Torino" in Gorizia sino al 1973, ha frequentato nel successivo triennio il 98º Corso di Stato Maggiore e Superiore di Stato Maggiore presso la Scuola di Guerra in Civitavecchia, per poi approdare alla Regione Militare Centrale in Roma quale Ufficiale addetto alla Sezione Operazioni dell'Ufficio OA. Dopo un anno è stato nominato Capo della 3ª Sezione (trattamento economico) dell'Ufficio Reclutamento, Stato e Avanzamento dello Stato Maggiore dell'Esercito in Roma, ove rimarrà sino al 1983, in un periodo di grande dinamismo legislativo nello specifico settore. Comandante del 183º battaglione fanteria meccanizzato "Nembo" in Gradisca d'Isonzo (1983 - 1984), Capo della 2ª Sezione dell'Ufficio Ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito in Roma (1984 - 1987) e Vice Comandante della Brigata motorizzata "Friuli" in Firenze (1987 - 1988), sarà protagonista - quale Capo Ufficio Ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito (1988 - 1992) - della più significativa ristrutturazione posta in essere nell'ambito della Forza Armata dopo quella operata nel 1976. Particolarmente significativo, al riguardo, l'apporto diretto e decisivo offerto dall'Ufficiale per la riorganizzazione (tuttora operativa) della Casa Militare della Presidenza della Repubblica e, conseguentemente, del Reggimento "Corazzieri" dei Carabinieri. Nel 1992, quale Comandante della Brigata meccanizzata "Aosta" in Messina, ha avuto inizio un'attività operativa senza precedenti per l'Esercito Italiano quale l'operazione "Vespri Siciliani". E’ stato poi nominato Capo del I Reparto dello Stato Maggiore dell'Esercito e, dopo un anno e sino al 1999, Capo del I Reparto dello Stato Maggiore della Difesa.

È stato Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano dal 9 marzo 1999 al 10 ottobre 2003.

[modifica] Comandante GDF

È stato Comandante Generale della Guardia di Finanza dal 17 ottobre 2003 al giugno 2007, sostituito dal Generale Cosimo D'Arrigo.
Il 15 dicembre 2007 una sentenza del T.A.R. del Lazio reintegra il Generale Speciale nel ruolo di Comandante della Guardia di Finanza. A sorpresa, dopo due giorni, Speciale rassegna le proprie dimissioni nelle mani del Capo dello Stato. Il (18 dicembre 2007) il Consiglio dei Ministri guidato da Romano Prodi rinomina Cosimo D'Arrigo Comandante Generale della Guardia di Finanza.


[modifica] Il Caso Visco/GDF

La carriera di Speciale nel Corpo della Guardia di Finanza si arresta con la rimozione decisa dal Consiglio dei Ministri guidato da Romano Prodi in seguito ad una vicenda iniziata nell'estate del 2006 e che toccherà il proprio culmine nel maggio 2007. E' il 13 luglio 2006 quando Vincenzo Visco, allora Viceministro dell'Economia, convoca il Generale e gli parla di un «avvicendamento di 4 ufficiali del Corpo». Speciale rifiuta di ordinare il trasferimento chiesto da Vincenzo Visco dei 4 alti ufficiali della GDF, con cui si identificava l'intera gerarchia di Milano e che stavano indagando, direttamente o in ruolo di coordinamento, sul "caso Unipol" (la scalata di quest'ultima alla BNL). Ne nasce uno scontro istituzionale che vedrà il Generale rivendicare l'autonomia decisionale del proprio rango e status e attaccare il Viceministro per i reiterati tentativi di interferire nell'ordinaria vita del Corpo.

Più tardi, Speciale rigettò la richiesta di dimissioni e l'offerta di essere nominato Giudice della Corte dei Conti, entrambe avanzate dal Governo, e fu destituito ufficialmente dal Ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, che nel contempo ritirò la delega a Visco per la Guardia di Finanza. Tra gli applausi della folla, Speciale si presentò ugualmente alla festa della Repubblica il 2 giugno 2007 all'Altare della Patria a Roma).

Il 18 luglio Speciale presenta querela contro Padoa Schioppa presso la procura di Roma, per le dichiarazioni rese il mese precedente in Senato: il ministro dell'Economia aveva accusato Speciale di avere scambiato l'autonomia della Guardia di Finanza, impegnata nell'evasione fiscale, per "separatezza", ledendo il rapporto di fiducia con gli organi di governo. Il 19 luglio Padoa-Schioppa è iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per ipotesi di pluridiffamazione aggravata nei confronti di Speciale.

Padoa-Schioppa ottiene nell'aprile 2008 l'archiviazione della querela: il pubblico ministero ha reputato che le dichiarazioni rese dal ministro nell'aula parlamentare non possano essergli imputabili poiché il Senato è «il luogo più alto dove si svolge il dibattito politico e in quella sede deve ritenersi ampia la dimensione del diritto di critica politica»; inoltre, il pm ha ravvisato che il nucleo essenziale delle dichiarazioni è stato ricavato dalla documentazione messa a disposizione dagli uffici del ministro, e quindi non può dirsi infondato[1].

[modifica] La decisione del TAR sul ricorso

Il 15 dicembre 2007 il TAR del Lazio con sentenza n°200713361 accoglie il ricorso presentato da Speciale contro il decreto che lo ha destituito dal vertice della GdF (essendo una sentenza di primo grado, è possibile l'eventuale ricorso da parte del Governo al Consiglio di Stato); quindi il decreto viene annullato e Speciale torna al comando della Guardia di Finanza; ma il 17 dicembre 2007 Speciale rassegna le proprie dimissioni con una lettera[2] indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, subito inoltrata alla Presidenza del Consiglio dei ministri che accetta le dimissioni e nomina il successore, riconfermando Comandante generale della Guardia di Finanza Cosimo D'Arrigo, che aveva già ricoperto l'incarico dal 1º giugno 2007 al 15 dicembre 2007).

[modifica] L'episodio delle spigole

Il 30 luglio 2009 la Corte dei Conti ha prosciolto il Generale Speciale dall'accusa di aver illegittimamente utilizzato un ATR 42 MP in uso al Corpo per il trasporto di pesce fresco (spigole) da Pratica di Mare alla Scuola Alpina della Guardia di Finanza a Predazzo (TN), dove Speciale stava soggiornando con alcuni ospiti in occasione delle tradizionali Gare Invernali del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle.
Secondo i giudici contabili, l'uso dell'aereo è avvenuto "per motivi istituzionali" e hanno escluso l'interesse privato. In secondo grado però la corte dei conti ha condannato Speciale, il 15 maggio 2010, a una cospicua pena pecuniaria. [2] [3]
Al riguardo, l'11 maggio 2011 la Prima Sezione del Collegio I della Corte di Cassazione ha annullato (Num. provv. Sez. 603-2011-000) la sentenza penale adottata dalla Procura Militare con rinvio alla Procura Ordinaria per difetto di competenza.

[modifica] La carriera politica

Nell'aprile 2008 è stato eletto deputato alla Camera nel Popolo della Libertà nella circoscrizione Umbria.
Fu qualche settimana prima dell'elezioni lo stesso Silvio Berlusconi ad annunciare la sua candidatura in diretta al TG4.
È componente della Commissione Difesa della Camera e della Commissione Bicamerale Antimafia.

[modifica] Premi e riconoscimenti

Gli sono stati assegnati diversi rivconoscimenti, tra cui il Premio Euno, dal Kiwanis Club di Enna, nella sua ventesima edizione nel 2005.

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
Croce d'oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 40 anni)
Medaglia militare al merito di lungo comando (10 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia militare al merito di lungo comando (10 anni)
Grande ufficiale con Spade dell'Ordine al Merito Melitense - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale con Spade dell'Ordine al Merito Melitense
Commendatore dell'Ordine Equestre di S.Gregorio Magno - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine Equestre di S.Gregorio Magno
Commendatore del "Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio" - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore del "Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio"
Medaglia d'Oro al Merito della Croce Rossa Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro al Merito della Croce Rossa Italiana
Croce commemorativa per operazioni di soccorso della Croce Rossa Italiana (1 operazione) - nastrino per uniforme ordinaria Croce commemorativa per operazioni di soccorso della Croce Rossa Italiana (1 operazione)

[3]

[modifica] Note

  1. ^ Speciale, archiviazione per Padoa Schioppa. Corriere della Sera, Data pubblicazione 7-4-2008. URL consultato il 2-11-2008.
  2. ^ Testo della lettera con la quale Speciale rassegna le dimissioni, inviata al Presidente della Repubblica e per conoscenza, al Presidente del Consiglio dei ministri, al ministro dell'economia ed al ministro della difesa:
    «Sig.Presidente della Repubblica, indirizzo a Lei questa lettera non solo perché, il primo giugno scorso, è stato chiamato a controfirmare la mia rimozione da Comandante generale della Guardia di Finanza, ma soprattutto perché, allora ed oggi, Lei rappresenta questa Nazione e ne è il Capo, al disopra di tutto, anche della politica e del Governo.
    Il mio senso, immutevole, di obbedienza verso lo Stato e, dunque, verso di Lei mi spinge a rassegnare nelle Sue mani le mie irrevocabili dimissioni dal Comando, proprio oggi che questo Comando, come le sarà certamente noto, mi è stato nuovamente restituito dai Giudici e, perciò, mi spetta di diritto. Questa mia scelta, con la quale auspico di porre fine, nell'interesse del Paese, ad una inutile e vergognosa polemica, è l'ultimo atto che, da militare, intendo fare a servizio della Guardia di Finanza e dello Stato, non desiderando più collaborare con il Governo in carica. Non pretendo alcuna gratitudine, perché credo che, chi opera nello spirito di servizio verso le Istituzioni, non si debba aspettare riconoscimenti, né in alcun modo possa anelarvi. La mia immagine, che in questi mesi è stata fatta oggetto di un assalto ingiusto e selvaggio da parte di informatori spregiudicati, faziosi e privi di ogni moralità, è stata, finalmente, risarcita e onorata.
    Per me, Sig. Presidente della Repubblica l'annullamento giurisdizionale della mia rimozione vale più di qualunque somma, perché un riscatto morale non ha prezzo. Attendo, con eguale pazienza, l'ora in cui saranno smentite le calunnie violentemente indirizzatemi contro nel tentativo, indegno, di condizionare la magistratura che doveva giudicarmi. Sono certo che il generale Cosimo D'Arrigo potrà servire la Guardia di Finanza degnamente e pienamente, perché è un uomo di grande valore.»
  3. ^ [1]

[modifica] Collegamenti esterni

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