Roberto Speciale (generale)

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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Roberto Speciale
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Luogo nascita Pietraperzia
Data nascita 17 marzo 1943 (1943-03-17) (66 anni)
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Titolo di studio Laurea in scienze strategiche, Laurea in scienze umanistiche, Laurea in economia e commercio
Professione generale, politico
Partito Il Popolo della Libertà
Legislatura XVI Legislatura
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Coalizione PdL - LN - MpA
Circoscrizione Umbria
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari
  • Membro della 4ª Commissione permanente (Difesa)
  • Membro della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi
Pagina istituzionale

Roberto Speciale (Pietraperzia, 17 marzo 1943) è un generale e politico italiano, ex Comandante Generale della Guardia di Finanza.

Indice

[modifica] Biografia

Ha frequentato l'Accademia Militare di Modena dal 1961 al 1963, si è laureato in Scienze Strategiche presso l'Università di Torino, in Scienze Umanistiche a Roma e Economia e Commercio presso l'Università di Napoli.

Comandante del 183° battaglione fanteria meccanizzato "Nembo" a Gradisca D'Isonzo (1983-1984) e Comandante della Brigata meccanizzata "Aosta" a Messina (1992-1993). Dal 9 marzo 1999 al 10 ottobre 2003 è stato Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano.

È stato Comandante Generale della Guardia di Finanza dal 17 ottobre 2003 al giugno 2007, sostituito dal Generale Cosimo D'Arrigo dal 1 giugno 2007 al 15 dicembre 2007; quando, per effetto di una sentenza del T.A.R. del Lazio il Generale Speciale torna al Comando della Guardia di Finanza. A sorpresa, dopo due giorni, rassegna le proprie dimissioni che vengono accettate dal Consiglio dei Ministri il giorno successivo. Lo stesso giorno (18 dicembre 2007) il Consiglio dei Ministri rinomina Cosimo D'Arrigo Comandante Generale della Guardia di Finanza.

Il 21 ottobre 2005 per la prima volta nella storia del Corpo, Speciale è stato insignito di Laurea Honoris Causa in Economia e commercio dalla Seconda Università di Napoli.


[modifica] Il Caso Visco/Guardia di Finanza

La carriera di Speciale nel corpo si arresta in seguito ad un caso iniziato nell'estate del 2006, il 13 luglio, quando Visco convoca il Generale e gli parla di un «avvicendamento di 4 ufficiali del corpo»; vicenda il cui culmine è raggiunto nel maggio 2007. Secondo le prime ricostruzioni, Speciale avrebbe rifiutato il trasferimento, chiesto da Vincenzo Visco, di 4 ufficiali della GDF che stavano indagando sul "caso Unipol" (la scalata di quest’ultima alla BNL). In realtà, i quattro ufficiali non erano stati coinvolti nell'indagine su Unipol, in quanto all'inchiesta (e alle sue intercettazioni) avevano lavorato, a Milano, gli uomini del nucleo di polizia valutaria di Roma[1].

Speciale, rigettata la richiesta di dimissioni e l'offerta di essere nominato giudice della Corte dei Conti, entrambe avanzate dal Governo, è destituito ufficialmente dal Ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, che nel contempo ritira la delega a Visco per la Guardia di Finanza (nonostante la vicenda, Speciale si presenta alla festa della Repubblica il 2 giugno 2007 all'Altare della Patria a Roma).

L’ex generale denuncia il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro Padoa Schioppa per diffamazione e calunnie di cui sarebbe stato vittima, sostiene, durante un dibattito al Senato. Il 18 luglio Speciale presenta querela contro Padoa Schioppa presso la procura di Roma, per le dichiarazioni rese il mese precedente in Senato: il ministro dell'Economia aveva accusato Speciale di avere scambiato l'autonomia della Guardia di Finanza, impegnata nella evasione fiscale, per "separatezza", ledendo il rapporto di fiducia con gli organi di governo. Il 19 luglio Padoa-Schioppa è iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per ipotesi di pluridiffamazione aggravata nei confronti di Speciale.

[modifica] Lo scandalo dei voli e dei fondi riservati

La procura della Corte dei Conti ha chiuso il 29 marzo 2008 l'istruttoria in merito all'utilizzo illegittimo dei due bimotori ATR 42 MP in uso al Corpo della guardia di Finanza, che per richiesta di Speciale sono stati modificati da terzi nel loro allestimento interno, e così trasformati in aerei per il trasporto di passeggeri di categoria "business" ad uso esclusivo dell'ex-generale e dei suoi familiari, come risulta dagli oltre 250 voli registrati al di fuori degli incarichi ufficiali ed operativi, fra gli utilizzi che fecero più scalpore la Corte dei Conti annovera il trasporto di pesce fresco da Pratica di Mare a Bolzano ad uso di Speciale e dei suoi ospiti che vi stavano soggiornando un trasporto che come si legge dagli atti è costato al contribuente oltre 32.000 euro. Viene richiesto quindi a Speciale 3.885 euro d’indennizzo per ogni ora di volo abusiva a cui si aggiunge il risarcimento per il danno d’immagine al Corpo della Guardia di Finanza ed alle Istituzioni. A questa inchiesta si aggiunge il mistero sulla fine dei fondi riservati che per il solo 2007 ammontano a 694.091 euro.

Nell'ottobre 2007 si apprende inoltre che la moglie di un ex-generale della Guardia di Finanza ha fatto causa a Speciale presso il tribunale civile di Roma, per una serie di forniture di merce di valore richiesta da Speciale ed a lui consegnata ufficialmente in forma di regali[2].

[modifica] La decisione del TAR sul ricorso

Il 15 dicembre 2007 il TAR del Lazio con sentenza n°200713361 accoglie il ricorso presentato da Speciale contro il decreto che lo ha destituito dal vertice della GdF (essendo una sentenza di primo grado, è possibile l'eventuale ricorso da parte del Governo al Consiglio di Stato); quindi il decreto viene annullato e Speciale torna al comando della Guardia di Finanza; ma il 17 dicembre 2007 Speciale rassegna le proprie dimissioni con una lettera[3] indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, subito inoltrata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che accetta le dimissioni e nomina il successore (viene riconfermato Comandante Generale della Guardia di Finanza Cosimo D'Arrigo, incarico che aveva già ricoperto dall'1 giugno 2007 al 15 dicembre 2007).

[modifica] La carriera politica

Nell'aprile 2008 è stato eletto senatore nelle fila del Popolo della Libertà, proposto da Alleanza Nazionale nella circoscrizione Umbria. E' componente della Commissione Difesa della Camera.

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare

Croce d'oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria

Croce d'oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 40 anni)

Medaglia militare al merito di lungo comando (10 anni) - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia militare al merito di lungo comando (10 anni)

Grande ufficiale con Spade dell'Ordine al Merito Melitense - nastrino per uniforme ordinaria

Grande ufficiale con Spade dell'Ordine al Merito Melitense

Commendatore dell'Ordine Equestre di S.Gregorio Magno - nastrino per uniforme ordinaria

Commendatore dell'Ordine Equestre di S.Gregorio Magno

Commendatore del "Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio" - nastrino per uniforme ordinaria

Commendatore del "Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio"

Medaglia d'Oro al Merito della Croce Rossa Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'Oro al Merito della Croce Rossa Italiana

Croce commemorativa per operazioni di soccorso della Croce Rossa Italiana (1 operazione) - nastrino per uniforme ordinaria

Croce commemorativa per operazioni di soccorso della Croce Rossa Italiana (1 operazione)

[4]

[modifica] Note

  1. ^ «Intrighi e guerre di potere la vera storia del caso Speciale», Repubblica.it, 23 maggio 2007. URL consultato in data 2007-10-13.
  2. ^ «"Speciale pretendeva orologi e argenteria per anni ho pagato, ora rivoglio tutto"», Repubblica.it, 13 ottobre 2007. URL consultato in data 2007-10-13.
  3. ^ Testo della lettera con la quale Speciale rassegna le dimissioni, inviata al Presidente della Repubblica e per conoscenza, al Presidente del Consiglio dei ministri, al ministro dell'economia ed al ministro della difesa:
    «Sig.Presidente della Repubblica, indirizzo a Lei questa lettera non solo perché, il primo giugno scorso, è stato chiamato a controfirmare la mia rimozione da Comandante Generale della Guardia di Finanza, ma soprattutto perché, allora ed oggi, Lei rappresenta questa Nazione e ne è il Capo, al disopra di tutto, anche della politica e del Governo.
    Il mio senso, immutevole, di obbedienza verso lo Stato e, dunque, verso di Lei mi spinge a rassegnare nelle Sue mani le mie irrevocabili dimissioni dal Comando, proprio oggi che questo Comando, come le sarà certamente noto, mi è stato nuovamente restituito dai Giudici e, perciò, mi spetta di diritto. Questa mia scelta, con la quale auspico di porre fine, nell'interesse del Paese, ad una inutile e vergognosa polemica, è l'ultimo atto che, da militare, intendo fare a servizio della Guardia di Finanza e dello Stato, non desiderando più collaborare con il Governo in carica. Non pretendo alcuna gratitudine, perché credo che, chi opera nello spirito di servizio verso le Istituzioni, non si debba aspettare riconoscimenti, né in alcun modo possa anelarvi. La mia immagine, che in questi mesi è stata fatta oggetto di un assalto ingiusto e selvaggio da parte di informatori spregiudicati, faziosi e privi di ogni moralità, è stata, finalmente, risarcita e onorata.
    Per me, Sig. Presidente della Repubblica l'annullamento giurisdizionale della mia rimozione vale più di qualunque somma, perché un riscatto morale non ha prezzo. Attendo, con eguale pazienza, l'ora in cui saranno smentite le calunnie violentemente indirizzatemi contro nel tentativo, indegno, di condizionare la magistratura che doveva giudicarmi. Sono certo che il Generale Cosimo D'Arrigo potrà servire la Guardia di Finanza degnamente e pienamente, perché è un uomo di grande valore.»
  4. ^ [1]

[modifica] Collegamenti esterni

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