Lorenzo Bini Smaghi

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Lorenzo Bini Smaghi al Festival dell'Economia di Trento nel 2013

Lorenzo Bini Smaghi (Firenze, 29 novembre 1956) è un economista italiano, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea dal giugno 2005 al 10 novembre 2011, nonché membro permanente del board della Banca Morgan Stanley.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da famiglia nobile umbro-toscana (la famiglia Bini di Firenze lasciò in eredità il cognome agli Smaghi di Montepulciano/Città della Pieve nel 1853), Lorenzo è figlio di Bino e di Maria Carla Mazzei, fiorentina. Nel 1998 sposa l'economista Veronica De Romanis, dalla quale ha avuto due figli, Corso e Laudomia[1].

Studi e carriera professionale[modifica | modifica wikitesto]

Diplomato nel 1974 al Liceo francese di Bruxelles, nel 1978 si laurea in economia all'Università Cattolica di Lovanio in Belgio. Nel 1980 consegue un Master of Arts in economia presso la University of Southern California e una laurea in scienze politiche presso l'Università di Bologna, e nel 1988 un PhD presso l'Università di Chicago.

Dal 1983 al 1988 è economista nel settore internazionale del servizio studi della Banca d'Italia, dal 1988 al 1994 è capo dell'Ufficio italiano cambi e commercio internazionale presso il medesimo Servizio studi.

Nel 1998 è capo della Divisione analisi e pianificazione dell'Istituto monetario europeo e dal 1998 al 2005 ricopre l'incarico di dirigente generale della Direzione rapporti finanziari internazionali del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Dal 2006 presiede la Fondazione Palazzo Strozzi a Firenze.

È membro dell'advisory board del Paolo Baffi Centre on Central Banking and Financial Regulation dell'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano.

BCE[modifica | modifica wikitesto]

Dal giugno 2005 è stato membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea.

Il presidente del consiglio Berlusconi nel giugno 2011 pubblicamente annuncia "il governo ha formalmente chiesto le dimissioni di Bini Smaghi dal consiglio Bce": con la nomina di Mario Draghi a presidente della Banca centrale europea, i membri di nazionalità italiana del direttorio erano saliti a due (su un totale di sei[2]), mentre con l'uscita di Jean-Claude Trichet, nell'organo non vi erano più membri di nazionalità francese.[3] Bini Smaghi, in ottemperanza all'indipendenza della Banca Centrale Europea dal potere politico e al fatto che i suoi membri non sono rappresentanti di uno Stato, ma scelti collettivamente dagli Stati membri[4], declinava insistenti richieste di dimissioni[5]. L'8 novembre 2011 il governo Berlusconi perde la maggioranza e il 10 novembre 2011 Bini Smaghi (attraverso il sito ufficiale della BCE[6]) annunciava le sue dimissioni.

Post BCE[modifica | modifica wikitesto]

Da gennaio 2012 è visiting scholar ad Harvard.[7] e Senior Fellow all'Istituto affari internazionali. Dall'ottobre 2012 è presidente di Snam e dall' Ottobre 2013 membro indipendente del consiglio di Amministrazione di Morgan Stanley International.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 33 False Verità sull'Europa, Il Mulino, Bologna, 2014
  • Morire di austerità, il Mulino, Bologna, 2013
  • Il paradosso dell'euro. Luci e ombre dieci anni dopo, Rizzoli, Milano, 2008
  • L'Euro, il Mulino, Bologna, 1998 (IV edizione, 2009)
  • Open Issues in European Central Banking, Macmillan, London, 2000 (with D. Gros)
  • Chi ci salva dalla prossima crisi finanziaria?, il Mulino, Bologna, 2000

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Borella "Annuario della Nobiltà Italiana" Edizione XXXI Teglio (SO) 2010 S.A.G.I. Casa Editrice vol. 3 pag. 201
  2. ^ Stefano Filippi, Bini Smaghi, il banchiere inchiodato alla poltrona che blocca il Paese in Il Giornale, 26 ottobre 2011. URL consultato il 31 ottobre 2011.
  3. ^ Bini Smaghi, Francia: "Rispettare accordi" Giorgio Napolitano lo riceve al Quirinale in Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2011. URL consultato il 28 ottobre 2011..
  4. ^ Trattato sull'Unione Europea - Trattato, Maastricht, 7 febbraio 1992, Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, Gazzetta ufficiale n. C 191 del 29 luglio 1992. URL consultato l'8 novembre 2011.
  5. ^ Marika De Feo, Issing: Bini Smaghi resista alle pressioni, Sarkozy sbaglia, Il Corriere della Sera. URL consultato il 31-10-2011.
  6. ^ ECB: Lorenzo Bini Smaghi leaves the ECB for Harvard University
  7. ^ Ansa, Bini Smaghi si dimette.

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