Mario Adinolfi

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on. Mario Adinolfi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Mario Adinolfi.jpg
Luogo nascita Roma
Data nascita 15 agosto 1971
Titolo di studio laurea in Storia
Professione giornalista
Partito Partito Democratico
Legislatura XVI (dal giugno 2012)
Circoscrizione XV (Lazio 1)
Incarichi parlamentari
  • Membro della XIV Commissione Permanente - Politiche dell'Unione Europea

Mario Adinolfi (Roma, 15 agosto 1971) è un giornalista, politico, giocatore di poker e blogger italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fine degli anni ottanta, firma articoli e servizi per i quotidiani Avvenire, Europa, Il Popolo, e La Discussione, e per la Radio Vaticana.

Approda poi alla RAI dove lavorerà per il TG1. È autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi per l'emittente pubblica e per varie emittenti private (Contro Adinolfi, 70in2 con Daniele Capezzone, Polifemo, Domani è Tardi, il Tornasole, Morning Show).

Dal 2007 ha condotto su MTV Italia il programma Pugni in Tasca dove ha affrontato temi riguardanti la mafia, la precarietà, le ingiustizie sociali, le discriminazioni e i disagi familiari al cospetto dei giovani.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Politicamente ha militato prima nella Democrazia Cristiana e poi, con l'avvento del bipolarismo, nell'area centrista del centrosinistra. Nel 1993 è il più giovane membro dell'Assemblea costituente del Partito Popolare Italiano. Nel 1994 è eletto presidente nazionale dei Giovani popolari, poi diventa membro dell'esecutivo nazionale del PPI. Nel 2001 fonda il movimento Democrazia Diretta, con il simbolo della chiocciola di Internet con cui si candida a sindaco di Roma, nelle elezioni amministrative del 13 maggio 2001 e appoggia al secondo turno l'elezione a primo cittadino di Walter Veltroni.

Sulla testata Europa, tiene una rubrica quotidiana. Nel 2006 fonda l'associazione per il Partito Democratico Generazione U, animata da alcuni blogger under 40 di centrosinistra. Ha scritto saggi e romanzi sui temi generazionali e sul ruolo del web nell'emancipazione dei nati negli anni settanta e ottanta, tra cui Email-lettera dalla generazione invisibile (Halley editrice, 1999), Mundial (Halley editrice, 2004) e La ricerca della costante (AlibertiCastelvecchi, 2010).

Il 18 luglio del 2007 si è candidato alla guida del Partito Democratico, presentando la sua candidatura alle elezioni primarie con una dichiarazione pubblicata su La Stampa[1]. Ottiene solo 5.906 voti, ma entra di diritto nell'assemblea costituente del partito, che lo ha eletto tra i cento componenti della commissione che ne scrive lo statuto. È stato membro della direzione nazionale del PD. È stato vicedirettore di RED TV, dove ha condotto il programma di interviste Finimondo, prima di diventare nel 2010 direttore del settimanale The Week.

Alle elezioni politiche del 2008 è candidato alla Camera con il Partito Democratico nella circoscrizione Lazio 1, al numero 18 della lista, risultando primo dei non eletti. Il 25 giugno 2009 si è candidato alla segreteria nazionale del PD, presentando una mozione congressuale pubblicata su Europa[2]; decide poi di confluire a sostegno di Dario Franceschini. Il 13 giugno 2012 diventa deputato subentrando a Pietro Tidei, dimissionario in quanto eletto sindaco di Civitavecchia.

Nel 2011 ha manifestato su Twitter il suo essere a favore della pregiudiziale di costituzionalità sollevata in Parlamento contro la proposta di legge di introdurre l'omofobia come aggravante per i crimini d'odio, commentando ironicamente di voler aggiungere inoltre una norma contro la "ciccionofobia"[3]. Nell'ottobre 2012 si candida alle primarie del centrosinistra indette per eleggere il candidato Sindaco di Roma, ma l'11 dicembre 2012 ritira la candidatura decidendo di appoggiare Paolo Gentiloni.[4]

Appoggia Matteo Renzi nella candidatura alle elezioni primarie per la premiership del centrosinistra. Alla vigilia delle elezioni politiche del febbraio 2013, decide di sostenere Scelta Civica "in continuità con le battaglie svolte insieme nel PD, le idee di Pietro Ichino e l'agenda Monti". Nel marzo 2014 pubblica il libro Voglio la mamma, in cui contesta i "falsi miti di progresso" (aborto, eutanasia, matrimonio omosessuale, utero in affitto), invitando la sinistra a stare dalla parte dei più deboli: il bambino non ancora nato, l'anziano e il malato grave, la mamma.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Si sposa all'età di 20 anni e si separa dalla moglie 10 anni dopo.[5] [6] Nel luglio 2013 sposa Silvia Pardolesi presso il Cosmopolitan Hotel di Las Vegas, in Nevada[7], indossando un cappello panama, una polo e le scarpe da ginnastica.

Poker[modifica | modifica wikitesto]

Mario Adinolfi
Nazione Italia Italia
World Poker Tour
Tavoli finali 2
ITM 2
European Poker Tour
ITM 2
 

È stato il primo italiano ad arrivare al tavolo finale del World Poker Tour, piazzandosi al sesto posto (Casinò di Venezia, maggio 2009). Nel marzo 2011 ha centrato un altro tavolo finale WPT, chiudendo al quarto posto la tappa di Vienna.

Dal 2009 è anche autore del "Mario Adinolfi Italian blog", nel quale racconta la sua vita di giocatore professionista di poker, nella squadra di Full Tilt. Nel giugno 2012 ha riferito alla trasmissione radio "La Zanzara" di aver guadagnato, negli ultimi tre anni, circa 250.000€ grazie alle vincite conseguite nelle competizioni di poker.

Critiche e aspetti controversi[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 ottobre del 2013 Adinolfi è stato al centro di polemiche per un suo tweet inerente gli abitanti del territorio campano Terra dei fuochi: "Si sono fatti devastare tacendo dalla camorra che ha interrato per anni rifiuti tossici, ora fanno le manifestazioni. Che popolo di merda".

Adinolfi è stato oggetto di critiche da parte del giornalista Alessandro Sallusti nel corso di una puntata del programma televisivo Agorà, trasmessa su Rai Tre nel dicembre 2010. In tale occasione Sallusti, secondo il quale Adinolfi avrebbe sottovalutato l'episodio di un agente della Guardia di Finanza aggredito durante una manifestazione studentesca, gli aveva "augurato" di essere picchiato lui per vedere se avrebbe sottovalutato anche in tal caso un episodio di violenza. L'8 gennaio 2011, dopo un'aggressione subita da un gruppo di ragazzi, ha ricordato che Sallusti, in quella occasione, gli aveva augurato di essere picchiato[8][9].

Il nome di Mario Adinolfi, accanto all'importo di 338.878,23 euro versati e 363.341,20 euro incassati, compare nella lista (resa nota il 19 aprile) dei 1.600 clienti romani di Gianfranco Lande (il cosiddetto "Madoff dei Parioli"). Adinolfi smentisce: "La mia posizione è stata usata per coprire qualcun altro, versai solo cinquanta milioni di lire a metà degli Anni Novanta e ne ritirai settanta nel 2000 quando sentii puzza di bruciato"[10][11][12][13].

Sulla sua pagina di Facebook ha scritto di Alfonso Signorini epitetandolo con il termine "frocetto", scatenando polemiche da parte degli esponenti del movimento LGBT italiano[14]. Commentando poi l'intervista dell'ex presidente del Lazio Piero Marrazzo fatta da Concita De Gregorio per la Repubblica, in cui si dice che «i transessuali sono donne all'ennesima potenza»[15], Adinolfi scrive su Facebook che le persone transessuali non sono donne all'ennesima potenza bensì «moderni ircocervi, uomini con finte tette di silicone che fanno solo tristezza»[16]; negli anni successivi ha continuato a mantenere una posizione politica di opposizione nei confronti delle proposte di legge per il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e per l'estensione delle norme anti-discriminazione ai reati a carattere omofobico e transfobico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pd: la sfida di Adinolfi, l'anti-Veltroni, La Stampa
  2. ^ "Mario Adinolfi in corsa per la segreteria del PD", Europa
  3. ^ marioadinolfi, marioadinolfi: incostituzionale l'aggravante..., Twitter, 26 luglio 2011. URL consultato il 9 marzo 2013.
  4. ^ il blog di Mario Adinolfi |  Per Roma appoggio Paolo Gentiloni | Il Cannocchiale blog
  5. ^ - Intervista a Mario Adinolfi
  6. ^ - Mario Adinolfi "Generazione U"
  7. ^ Repubblica.it - Mario Adinolfi si sposa: Scene da un matrimonio a Las Vegas
  8. ^ "Aggredito giornalista Adinolfi", ANSA
  9. ^ Pd Adinolfi, io aggredito proprio come aveva auspicato Sallusti, AGI, 9 gennaio 2011
  10. ^ 1- DOVE ERA LA VIGILANZA DI BANCA D’ITALIA MENTRE MILIONI E MILIONI DI EURO
  11. ^ IL CASO/ Adinolfi: ecco perché il "Madoff dei Parioli" non è riuscito a fregarmi
  12. ^ La Grande Truffa Dei Parioli. Ricordi Di Un Ex Democristiano « Vitaliquida
  13. ^ «Ai Parioli i paraculi di sinistra» | PoliticaLive
  14. ^ Marco Pasqua, Battuta omofoba su Signorini. E Adinolfi fa arrabbiare i gay, la Repubblica, 25 gennaio 2011. URL consultato il 9 marzo 2013.
  15. ^ Concita De Gregorio, Le confessioni di Marrazzo "Perché andavo in via Gradoli", la Repubblica. URL consultato il 9 marzo 2013.
  16. ^ Mario Adinolfi, E comunque,..., Facebook, 17 agosto 2011. URL consultato il 9 marzo 2013.

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