Misurata

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Misurata
città
Misrāta
مصراتة
Misurata – Veduta
Localizzazione
Stato Libia Libia
Regione Tripolitania
Municipalità Misurata
Territorio
Coordinate 32°22′27.48″N 15°05′41.64″E / 32.3743°N 15.0949°E32.3743; 15.0949 (Misurata)Coordinate: 32°22′27.48″N 15°05′41.64″E / 32.3743°N 15.0949°E32.3743; 15.0949 (Misurata)
Abitanti 400 000 (2005)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Libia
Misurata

Misurata (in in arabo: مصراتة, Misrāta ) è una città della Libia sul golfo della Sirte. È il capoluogo della Municipalità di Misurata, con i suoi circa 400.000 abitanti è la terza città della Libia per popolazione dopo Tripoli e Bengasi.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Misurata occupa una grande oasi, separata dal Mediterraneo da una striscia di dune costiere, a circa 4 km a nord si trova il promontorio di Capo Misurata, mentre 12 km più a sud è situato il porto di Qasr Ahmad ("Castello di Ahmad", detto anche "Misurata Marina") che di fatto costituisce un tutt'uno con Misurata.

La città si trova a circa 210 km a sud-est di Tripoli ed è ben collegata trovandosi sulla Via Balbia, strada nazionale litoranea che collega Tripoli con Bengasi. Da Misurata partono anche strade e piste verso l'interno (Sebha e Ghadames). Poco distante dal centro della città in direzione sud si trova l'Aeroporto.

La parte vecchia della città è caratterizzata da un'architettura di stile arabo con strade coperte ed archi stretti. La città moderna è invece una miscela di edifici turchi ed europei con giardini e viali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le teorie sull'origine della città sono diverse. L'ipotesi più accreditata al momento è quella secondo la quale la città fu inizialmente fondata dai Romani come Tubartis intorno al III secolo d.C.; a tale epoca risale infatti l'insediamento di Qaser Isawi. Successivamente, dopo un periodo di abbandono, fu rifondata (probabilmente in una posizione leggermente diversa) dagli Arabi che conquistarono l'area nel VII secolo d.C. e conosciuta con il nome di Thubactis. In quel tempo la città fungeva da centro di approvvigionamento per le carovane che attraversavano la regione.

A partire dal XII secolo accrebbe il suo ruolo commerciale interregionale e internazionale attraverso il porto di Qasr Ahmad. Perse importanza sotto la dominazione ottomana, in cui tornò ad un ruolo commerciale locale.

L'Occupazione di Misurata avvenne l'8 luglio del 1912 nel corso della guerra italo-turca . Misurata fu abbandonata il 19 luglio 1915 a seguito della ribellione dei Senussi e quindi rioccupata dagli italiani il 26 febbraio del 1923 a seguito di una spedizione organizzata dal governatore della Tripolitania Giuseppe Volpi (insignito dal re del titolo di conte di Misurata) e guidata dal Generale Pizzarri.

Durante la seconda guerra mondiale fu occupata dagli inglesi nel gennaio del 1943.

Epoca contemporanea[modifica | modifica sorgente]

La città si è sviluppata notevolmente nel XX secolo grazie alla possibilità di sfruttare la grande falda acquifera presente nel sottosuolo. La presenza di acqua nel sottosuolo della regione venne scoperta per la prima volta dal geologo italiano Ardito Desio nelle sue esplorazioni compiute tra il 1926 ed il 1935. Durante il periodo dell'occupazione italiana fu sviluppata notevolmente l'agricoltura tramite la piantagione di alcune migliaia di alberi da frutto, olivi e palme da dattero, che grazie all'irrigazione hanno consentito una notevole produzione che costituisce tutt'oggi una delle principali fonti economiche della città. L'economia è completata da industrie alimentari (oleifici), manifatture tessili, e artigianato (tappeti, cesti e ceramica).

Con l'avvento del regime insediatosi a seguito del colpo di Stato militare di Gheddafi del 1º settembre 1969, l'economia della zona ha subito un notevole impulso. Favorita dalla sua posizione geografica, Misurata ha sviluppato infrastrutture e servizi nel settore dei trasporti, energia elettrica e comunicazioni.

Dal 1979 un importante elemento dell'economia di Misurata e di tutta la zona è costituito dalla acciaieria della LISCO (Libyan Iron and Steel Company) di proprietà dello Stato libico, che è uno dei più grandi complessi siderurgici che operano nel Nordafrica.

Essa è anche la sede di altre imprese nazionali, come l'Azienda Libica dei Porti e l'Azienda Libica per l'Editoria la Distribuzione e la Pubblicità.

Durante la guerra civile libica del 2011 la città è teatro di una battaglia tra gli oppositori al regime di Muammar Gheddafi e i lealisti. La città, dal 23 febbraio stabilmente sotto il controllo dei ribelli, per più di due mesi è stata sottoposta ad un duro assedio da parte delle forze lealiste. L'assedio è terminato solo il 23 aprile, giorno in cui la città passa interamente sotto il controllo degli insorti.[1]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Misurata è libera, le forze di Gheddafi lasciano, la Repubblica, 23 aprile 2011. URL consultato il 23 aprile 2011.

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