Movimento Socialista Panellenico

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Movimento Socialista Panellenico
(EL) Πανελλήνιο Σοσιαλιστικό Κίνημα (ΠΑΣΟΚ)
Panellinio Sosialistiko Kinima (PASOK)
Logo del partito
Segretario Michalis Karchimakis
Presidente Evangelos Venizelos
Stato Grecia Grecia
Fondazione 3 settembre 1974
Sede Odos Ippokratous 22, Atene 10680
Ideologia Socialdemocrazia[1][2][3][4][5][6][7][8]
Terza via[9]
Liberalismo sociale[10][11][12][13]
Collocazione Centro-sinistra
Partito europeo Partito del Socialismo Europeo
Gruppo parlamentare europeo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Affiliazione internazionale Internazionale Socialista
Alleanza Progressista
Seggi Parlamento Ellenico
27 / 300
 (2012-2)
Seggi Parlamento Europeo
2 / 21
 (2014)
Seggi Periferie della Grecia
373 / 725
Organizzazione giovanile Neolaia Pasok
Sito web www.pasok.gr

Il Movimento Socialista Panellenico – PASOK (in greco Πανελλήνιο Σοσιαλιστικό Κίνημα, Panellinio Sosialistiko Kinima, ΠΑΣΟΚ) è un partito politico greco.

Nel 1981 ha formato il primo governo socialista a partire dalla Guerra Fredda, divenendo presto il principale protagonista della politica ellenica degli anni ottanta e novanta. Alle elezioni legislative del 7 marzo 2004 è stato però sconfitto dal partito di centro Nuova Democrazia, passando dunque all'opposizione fino all'autunno 2009, quando ha riconquistato il governo del paese.

Il PASOK è membro del Partito Socialista Europeo e dell'Internazionale Socialista. Il PASOK ha eletto otto dei 24 deputati greci al Parlamento Europeo.

Il 31 gennaio 2006 il presidente del partito e futuro premier, George Papandreou, è stato eletto presidente dell'Internazionale Socialista.

Il 18 marzo 2012 Papandreou si dimette e gli succede Evangelos Venizelos.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Il PASOK è stato fondato il 3 settembre 1974 in seguito alla caduta del regime dei colonnelli e al ripristino delle istituzioni democratiche. Il fondatore è stato Andreas Papandreou, figlio del leader liberale Georgios Papandreou. I principi del partito al momento della formazione erano “Indipendenza nazionale, Sovranità popolare, Emancipazione sociale, Processo democratico”. Il partito è stato guidato dalla costituzione per 24 anni dalla “dinastia” dei Papandreu.

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni del novembre 1974, il PASOK ottenne il 13,5% e 15 seggi su 300 al Parlamento, giungendo dietro al partito di centrodestra Nuova Democrazia di Konstantinos Karamanlis e al centrista Unione di Centro - Nuove Forze guidato da George Mavros. Alle successive elezioni del 1977 il PASOK superò i liberali, raddoppiò i consensi e ottenne 92 seggi, divenendo la prima forza di opposizione.

Partito di governo[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni del 1981 videro l'affermazione del PASOK con il 48% dei voti, pari a una rappresentanza parlamentare di 173 seggi, e condussero alla formazione del primo governo socialista nella storia greca dal 1924. Sebbene Papandreu avesse promesso in campagna elettorale il ritiro della Grecia dalla NATO e dalla Comunità Economica Europea, una volta al potere cambiò posizione rispetto ad entrambe le istituzioni.

Nel 1985 il governo modificò la Costituzione togliendo molti poteri al Presidente a favore del Primo Ministro e del Consiglio dei ministri. Venne approvata l'equiparazione dei matrimoni civili a quelli religiosi.

Alle elezioni del giugno 1985 il PASOK ottenne il 45% dei voti e 161 seggi, assicurandosi una stabile maggioranza per il secondo mandato di governo. Il ministro della Giustizia del secondo governo socialista, V. Rotis, creò un caso diplomatico a causa della gestione del caso di Abdel Osama Al-Zomar, arrestato in Grecia in quanto sospettato di essere la mente delle bombe alla Sinagoga di Roma del 1982 che uccisero un bambino di tre anni. Dopo che la Corte Suprema ordinò l'estradizione in Italia, Rotis non attuò la decisione affermando che gli atti di Al-Zomar erano da inquadrarsi nella lotta di liberazione della Palestina, e dunque non potevano considerarsi di natura terroristica. Rotis consentì ad Al-Zomar di espatriare in Libia. [1]

Dal 1988 la popolarità del governo iniziò a declinare a causa, da un lato di una serie di scandali finanziari e a episodi di corruzione che coinvolgevano dei ministri e lo stesso Papandreou, e dall'altro delle misure fiscali restrittive, attuate dopo le politiche keynesiane che avevano caratterizzato il primo mandato. Allo stesso tempo, la salute del leader iniziò a peggiorare.

Alle elezioni del giugno 1989 il PASOK ottenne il 40% dei voti contro il 45% di Nuova Democrazia. Tuttavia, il PASOK aveva modificato la legge elettorale un anno prima delle elezioni, rendendo più difficile al partito di maggioranza relativa la formazione del governo; l'impasse condusse a elezioni anticipate nel mese di novembre dello stesso anno, che diedero un risultato analogo. Dopo un breve periodo di governo di grande coalizione con la partecipazione del PASOK, le elezioni dell'aprile 1990 segnarono il ritorno al potere di Nuova Democrazia; tuttavia, il vantaggio del 7% nei consensi, si tradusse in una risicata maggioranza parlamentare di 152 seggi su 300, mentre il PASOK poteva contare su 121 deputati. All'opposizione, la leadership del PASOK entrò in crisi quando Papandreou fu processato per il suo presunto coinvolgimento nello scandalo della Banca di Creta, dal quale risultò non colpevole.

Le elezioni del 1993 segnarono il ritorno del PASOK al governo, con il 46,3% dei voti. La rielezione fu considerata da molti pronunciamento popolare contro le accuse giudiziarie. Nel 1995 la salute di Papandreou iniziò a deteriorarsi e si aprì una fase di conflitto per la leadership.

Il simbolo del PASOK, utilizzato fino al 3 settembre 2012

Il periodo della “modernizzazione”[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 1996 Papandreou fu costretto alle dimissioni dopo un lungo periodo di ricovero ospedaliero protrattosi per tre mesi durante il quale conservò la carica di Primo Ministro; Papandreou morì sei mesi più tardi. Gli successe alla guida del governo Costas Simitis, candidato dell'ala modernizzatrice e filo-europea del partito, che sconfisse il candidato proposto dal leader scomparso Akis Tsohatzopoulos. Nei primi giorni dopo la sua elezione, Simitis dovette affrontare la più grave crisi politica che colpì la Grecia negli ultimi vent'anni, la crisi di Imia. Simitis fu criticato per la debole posizione verso la Turchia e soprattutto per aver richiesto l'intervento americano.

Al congresso dell'estate 1996, dopo la morte del leader, Simitis fu eletto alla guida del partito e indisse elezioni anticipate, cercando la legittimazione popolare. Sebbene la crisi di Imia avesse parzialmente offuscato la sua immagine, la prosperità economica e la sua concretezza gli consentirono di vincere le elezioni di settembre con il 41,5% dei consensi. Sotto la guida di Simitis, il PASOK ottenne due principali successi: l'assegnazione delle Olimpiadi del 2004 ad Atene nel 1997 e l'ingresso nella Zona Euro nel 2001, dalla quale la Grecia era stata esclusa nel 1998 per il mancato raggiungimento dei criteri di convergenza. Successivamente, poi, si è scoperto che i conti erano stati truccati e che in realtà la Grecia non aveva rispettato i parametri di Maastricht al momento dell'ingresso nell'unione monetaria.

Simitis fu riconfermato nell'aprile 2000 con una vittoria risicata con il 43,8% dei voti e 158 seggi; tuttavia, un risultato notevole per un partito al governo quasi ininterrottamente per 20 anni.

Nel 2000, dopo l'omicidio del brigadiere Stephen Saunders da parte dell'Organizzazione Rivoluzionaria 17 novembre, e soprattutto per la preoccupazione che le Olimpiadi potessero rappresentare un obiettivo terroristico, il partito subì notevoli pressioni per consegnare il gruppo terroristico alla giustizia. Il governo intensificò gli sforzi e, con una serie di operazioni avviate il 29 giugno 2002 il membri del Gruppo 17 novembre furono catturati e processati.

Il periodo di opposizione[modifica | modifica wikitesto]

La campagna elettorale del PASOK, nel 2007

Tuttavia, il PASOK stava perdendo il tradizionale contatto con la classe media e i lavoratori. Per accrescere le possibilità di vittoria del partito alle successive elezioni, il 7 gennaio 2004 Costas Simitis ha annunciato le dimissioni da leader del partito, venendo sostituito da George Papandreou, figlio di Andreas Papandreou. Il PASOK riteneva che Papandreou potesse recuperare lo svantaggio del 7% nei confronti di Nuova Democrazia guidato da Kostas Karamanlis rilevato dai sondaggi elettorali. Papandreou riuscì a portare lo svantaggio al 3%, ma non a cambiare l'immagine di partito al potere da troppo tempo, inconcludente e corrotto. Le elezioni del 7 marzo 2004 furono vinte ampiamente da ND, mentre il PASOK che ottenne il 40,55% dei consensi e 117 seggi, passò dopo undici anni all'opposizione.

Alle elezioni politiche anticipate del 2007 il PASOK ha ottenuto il 38,1% dei voti, perdendo il 2% rispetto al 2004. I socialisti hanno eletto 102 deputati, perdendo 15 seggi. Il PASOK aveva sperato di superare i conservatori di Nuova Democrazia grazie alle forti critiche rivolte al primo ministro Kostas Karamanlis per i numerosi incendi scoppiati nel Peloponneso alcuni mesi prima delle elezioni. Ad avvantaggiarsi delle critiche, invece, sono stati il Partito comunista di Grecia (8,2%, +3,6), la Coalizione della Sinistra Radicale (5%, +1,7) e il Raggruppamento Ortodosso Popolare (3,8%, + 1,6). Nuova Democrazia, nonostante il calo del 3,8%, ha comunque ottenuto 152 seggi, 2 in più della maggioranza, mantenendo, così, la guida del Paese.

George Papandreou si impegna a rinnovare il PASOK, trasformandolo dal movimento socialista-satrapico ereditato dal padre in un tentativo di modernizzazione della sinistra all'avanguardia in Europa. Secondo David Miliband, ministro degli esteri inglese del Labour, il PASOK è "una delle ispirazioni per la sinistra europea". Tra le altre cose, Papandreou ha cercato di mettere in pratica nella vita del partito le teorie della democrazia deliberativa[14].

Il ritorno al governo (2009)[modifica | modifica wikitesto]

Una manifestazione di sostenitori del PASOK, a Salonicco

Due anni dopo però, il PASOK riconquista il Vouli e il governo alle elezioni del 2009.

Alle elezioni del 2009, George Papandreou sconfigge Costas Karamanlis, presidente uscente e dimissonario di un governo di centro-destra, ottenendo col PASOK il 43% dei voti e 160 seggi su 300 all'Assemblea Nazionale. Già nelle Elezioni europee del 2009 il PASOK aveva sorpassato ND. Il nuovo governo di George Papandreou si insedia il 6 ottobre 2009[14].

La nuova crisi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver indetto per poi disdire un referendum sulle politiche d'austerità imposte dall'UE, dalla BCE e dal FMI, Papandreou si dimette da primo ministro il 10 novembre 2011, nondimeno resta il leader del Pasok fino al 18 marzo 2012 che gli succederà Evangelos Venizelos. Tra il 7 e l'8 novembre 2011 le principali forze politiche greche (PASOK e ND) si sono accordate sulla nomina dell'economista Lucas Papademos a nuovo Primo ministro, dopo le dimissioni dell'esecutivo guidato da George Papandreou. Alle elezioni del maggio 2012 il Pasok subisce un fortissimo calo di consensi, strappando un misero 13,2% e venendo superato dal Syriza. Ciononostante, Venizelos riceve dal presidente Papoulias, dopo le rinunce di ND e SYRIZA, l'incarico di formare un nuovo governo, ma vi rinuncia quasi subito. Dopo le elezioni del mese dopo, il PASOK, insieme a DIMAR, entra a far parte del governo del leader di ND Samaras, con un appoggio esterno[15][16].

Con l'uscita di DIMAR il 21 giugno 2013 dalla maggioranza e il contestuale passaggio all'opposizione per la chiusura della tv pubblica nazionale ERT, il PASOK rafforza la sua posizione nel Governo Samaras con l'assegnazione di Dicasteri di peso nonostante il deludente risultato elettorale e la modesta rappresentanza parlamentare ma fondamentale per conservare la maggioranza nel Parlamento Ellenico: il Presidente del PASOK Evangelos Venizelos viene nominato Vicepremier e Ministro degli Esteri, Giannis Manniatis Ministro dell'Energia e Michalis Chrisochoidis Ministro dei Trasporti e Infrastrutture.

Elezioni europee 2014[modifica | modifica wikitesto]

In vista delle elezioni del 25 maggio 2014, il Pasok costituisce una coalizione con piccoli partiti di centrosinistra, detta L'Ulivo (in greco, Eliá) su ispirazione della coalizione italiana del centrosinistra che fu guidata da Romano Prodi. Ottiene l'8%, pari a 2 eurodeputati.

Leader del partito[modifica | modifica wikitesto]

Risultati alle elezioni parlamentari 1974-2012[modifica | modifica wikitesto]

Anno Leader Numero di voti Percentuale di voti Seggi Posizione in Parlamento
1974
Andreas Papandreou
666.413
13,6%
12 / 300
Partito di opposizione
1977
Andreas Papandreou
1.300.025
25.3%
93 / 300
Principale partito di opposizone
1981
Andreas Papandreou
2.726.309
48,1%
172 / 300
Partito di governo
1985
Andreas Papandreou
2.916.735
45,8%
161 / 300
Partito di governo
1989-I
Andreas Papandreou
2.551.518
39,1%
125 / 300
Principale partito di opposizione
1989-II
Andreas Papandreou
2.724.334
40,7%
128 / 300
Parte di un governo di “grande coalizione” con ND e SYN.
1990
Andreas Papandreou
2.543.042
38,6%
123 / 300
Principale partito di opposizione
1993
Andreas Papandreou
3.234.777
46,9%
170 / 300
Partito di governo
1996
Costas Simitis
2.813.245
41,5%
162 / 300
Partito di governo
2000
Costas Simitis
3.007.596
43,8%
158 / 300
Partito di governo
2004
George Papandreou
3.002.531
40,6%
117 / 300
Principale partito di opposizione
2007
George Papandreou
2.727.853
38,1%
102 / 300
Principale partito di opposizione
2009
George Papandreou
3.012.373
43,9%
160 / 300
Partito di governo
2012-1
Evangelos Venizelos
827.459
13,2%
41 / 300
Nessuna maggioranza presente in Parlamento;
vengono indette nuove elezioni[17]
2012-2
Evangelos Venizelos
755.832
12.28%
33 / 300
Appoggio esterno, con DIMAR, al governo di Nuova Democrazia[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Dionyssis G. Dimitrakopoulos, Social Democracy and European Integration: The Politics of Preference Formation, Taylor & Francis, 2011, ISBN 9780415559850
  2. ^ (EN) José Magone, Contemporary European Politics: A Comparative Introduction, Taylor & Francis, 2010, ISBN 9780415418928
  3. ^ Parties and Elections in Europe: The database about parliamentary elections and political parties in Europe, by Wolfram Nordsieck
  4. ^ Dionyssis G. Dimitrakopoulos e Argyris G. Passas, The Panhellenic Socialist Movement and European integration: The primacy of the leader, Social democracy and European integration, Taylor & Francis, 2011, pp. 117–156.
  5. ^ José M. Magone, Contemporary European Politics: A Comparative Introduction, Routledge, 2011, p. 376.
  6. ^ Andrew Glyn, Social Democracy in Neoliberal Times: The Left and Economic Policy Since 1980, Oxford University Press, 2001, pp. 138–, ISBN 978-0-19-924137-8. URL consultato il 14 luglio 2013.
  7. ^ Dimitri Almeida, The Impact of European Integration on Political Parties: Beyond the Permissive Consensus, CRC Press, 27 aprile 2012, pp. 71–, ISBN 978-1-136-34039-0. URL consultato il 14 luglio 2013.
  8. ^ Ari-Veikko Anttiroiko e Matti Mälkiä, Encyclopedia of Digital Government, Idea Group Inc (IGI), 2007, pp. 398–, ISBN 978-1-59140-790-4. URL consultato il 18 luglio 2013.
  9. ^ Parties and Elections in Europe
  10. ^ (EL) Το... μέλλον του ΠΑΣΟΚ, enet.gr
  11. ^ (EL) Η σοσιαλδημοκρατία στην εποχή του σοσιαλφιλελευθερισμού: Ποιο μέλλον έχει το ΠΑΣΟΚ; | Διεθνιστική Εργατική Αριστερά
  12. ^ (EL) Robert Cowen, Andreas M. Kazamias, International Handbook of Comparative Education, Springer, 2009, ISBN 9781402064029
  13. ^ (EN) Takis Fotopoulos, Greece: The implosion of the systemic crisis, The International Journal of inclusive democracy, Vol. 5, No. 4 (autunno 2009)
  14. ^ a b Vincenzo Nigro, "La Grecia svolta a sinistra. Tutte le sfide di Papandreu", La Repubblica, 5 ottobre 2009
  15. ^ La Grecia ha un governo. Samaras: sia a lungo termine. I socialisti del Pasok non chiedono incarichi - Il Sole 24 ORE
  16. ^ Grecia. All'eurogruppo prima prova per il governo che non c'è - E - il mensile online
  17. ^ Grecia, nessun accordo sul governo elezioni per la seconda volta in due mesi - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it
  18. ^ AGI.it - Grecia: il governo tripartito di Antonis Samaras

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]