Unione Cristiano Democratica di Germania

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Unione Cristiano Democratica di Germania
(DE) Christlich Demokratische Union Deutschlands
Cdu-logo.svg
Leader Angela Merkel
Stato Germania Germania
Fondazione 1945
Sede Klingelhöferstraße, 8
10785 Berlino
Ideologia Cristianesimo democratico[1]
Conservatorismo liberale[1]
Europeismo
Collocazione Centro / Centro-destra
Coalizione Große Koalition con l'SPD
Partito europeo Partito Popolare Europeo
Gruppo parlamentare europeo Gruppo del Partito Popolare Europeo
Affiliazione internazionale Unione Democratica Internazionale
Internazionale Democratica Centrista
Seggi Bundestag
255 / 631
Seggi Parlamento Europeo
29 / 96
Organizzazione giovanile Junge Union
Iscritti 484 397 (2012)
Colori Nero
Sito web www.cdu.de

L'Unione Cristiano Democratica di Germania (in tedesco: Christlich Demokratische Union Deutschlands, abbreviato in CDU) è un partito politico tedesco di orientamento democratico-cristiano e conservatore. Fondato nel giugno 1945, conta circa 580 000 iscritti.

L'attuale presidente del partito è Angela Merkel che è anche Cancelliere della Repubblica Federale di Germania.

A livello internazionale aderisce all'Internazionale democratica di centro ed all'Unione Democratica Internazionale. A livello europeo è membro del Partito Popolare Europeo ed i suoi esponenti siedono nel Gruppo del Partito Popolare Europeo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La CDU venne fondata dopo la Seconda guerra mondiale da esponenti del Centro Cattolico della Repubblica di Weimar, con l'obiettivo di includere Cattolici e Protestanti in un partito conservatore cristiano.

Altri membri della CDU vantavano già un'esperienza politica in significative formazioni come il Partito Democratico Tedesco, il Partito Popolare Nazionale Tedesco e il Partito del Popolo Tedesco.

Attiva fin dal 1945 a Berlino e in Renania, la CDU si organizzò nei quattro anni seguenti anche negli altri Länder che appartenevano alle zone di occupazione delle potenze occidentali (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia). Il partito venne unito a livello federale a partire dal 1950.

La CDU ha dominato la politica della Germania Ovest per i primi due decenni di vita del nuovo stato, preconizzando una terza via tra il capitalismo e il socialismo. Fino al 1963, il partito e il paese furono guidati da Konrad Adenauer, primo Cancelliere tedesco del dopoguerra. Tra le due guerre Adenauer era stato esponente di primo piano del Zentrum e borgomastro di Colonia. Deciso oppositore del Nazismo, era stato più volte arrestato e rinchiuso in prigione. Diventato Cancelliere nel 1949, sviluppò un'azione di governo tesa a reinserire la Germania Ovest nel quadro politico internazionale, attraverso l'adesione alla NATO e la promozione del nascente europeismo. Negli stessi anni si colloca il "miracolo economico" tedesco.

Nel 1963 alla guida del partito e alla Cancelleria gli successe Ludwig Erhard, ex ministro dell'economia ed autore della dottrina dell'Economia sociale di mercato. Una recessione nel 1966 causò un progressivo indebolirsi del potere della CDU e portò alla prima Grande coalizione con l'SPD, guidata dal Cancelliere Kurt Georg Kiesinger, sempre della CDU.

Congresso della CDU, Düsseldorf 1965

Nel frattempo il Partito Socialdemocratico guadagnò popolarità e, dopo le elezioni del 1969, formò una coalizione coi liberali dell'FDP, mandando la CDU all'opposizione fino al 1982. Durante questo periodo, il partito sviluppò una visione più conservatrice in politica estera ed economia. La FDP cambiò alleanze nel 1982, formando una coalizione con la CDU e mandando alla Cancelleria Helmut Kohl. Con la caduta del muro di Berlino e la riunificazione tedesca dei primi anni novanta, la CDU guadagnò ulteriore popolarità, rimanendo al governo fino al 1998.

1990-1998: la riunificazione tedesca[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il collasso della Germania Est del 1989, Kohl, supportato da Francia, Regno Unito e Stati Uniti, avviò la riunificazione tedesca. Il 3 ottobre 1990 la Repubblica Democratica Tedesca venne abolita ed il suo territorio fu annesso dalla Germania Ovest. La CDU della Germania Est ed il Partito Democratico dei Contadini si fusero con la CDU.

Alle elezioni federali del 1990, sull'onda della gioia per la riunificazione, la coalizione CDU\CSU-FDP si mantenne alla guida del paese incrementando i voti.

Nonostante la rielezione, la popolarità di Kohl cominciò a calare, a causa della recessione nell'ex Germania Est e dell'aumento delle tasse nella Germania Ovest. Riuscì comunque a vincere anche alle elezioni federali del 1994.

1998-2005: all'opposizione[modifica | modifica wikitesto]

La lenta crescita economica e l'aumento della disoccupazione contribuirono però ad appannare progressivamente l'immagine di Kohl che, sconfitto alle elezioni federali del 1998, fu sostituito alla presidenza del partito da Wolfgang Schäuble. Il partito alle elezioni ottenne il 28,4%, ed il CSU il 6,7%, il risultato più basso dell'Unione CDU/CSU dal 1949.

Gli scandali sul finanziamento del partito scoppiati alla fine degli anni novanta costrinsero anche Schäuble alle dimissioni nel 2000, quando venne sostituito da Angela Merkel, che divenne così la prima donna a ricoprire l'incarico.

Alle elezioni federali del 2002 l'Unione CDU/CSU guidata da Edmund Stoiber aumentò i suoi consensi, ma non riuscì ad ottenere la maggioranza di governo, che andò all'Alleanza rossoverde del socialdemocratico Gerhard Schröder.

Dal 2005, l'era Merkel[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che la CDU aveva sconfitto la SPD in più di dieci elezioni regionali, furono celebrate le elezioni federali del 2005, in anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura. Le elezioni videro come primo partito l'Unione CDU/CSU, ma la vittoria di misura la costrinse ad avviare le trattative per formare un governo di coalizione.

Dopo tre settimane di negoziati, nelle quali furono scartate le ipotesi nella coalizione nero-gialla, della Jamaika-Koalition e della coalizione semaforo, si formò la Große Koalition ad opera della CDU/CSU e del SPD. I due partiti, che inizialmente reclamarono entrambi la Cancelleria, si accordarono sulla nomina a Cancelliere di Angela Merkel, assegnando all'SPD otto dei sedici ministeri, compresi i più prestigiosi, nel Governo Merkel I.

La cristiano-democratica Angela Merkel il 22 novembre 2005, con 397 voti dei 614 deputati del Parlamento tedesco, venne eletta come prima donna Cancelliere della Germania.

Alle elezioni del 2009, la CDU ottenne il 27,4% dei consensi e 194 seggi. I "cugini" della CSU conseguirono il 6,5% dei voti e 45 seggi. La Merkel fu nuovamente eletta cancelliere, questa volta di un governo di centro-destra, sostenuto, oltre che da CDU-CSU, anche dai liberali della FDP.

Alle elezioni politiche del 2013, la CDU aumentò i suoi consensi, arrivando al 34,1% ed eleggendo 255 deputati. La CSU incrementò anch'essa i propri voti, giungendo al 7,4% ed ottenendo 55 seggi. Il risultato per CDU-CSU fu il migliore dai tempi della Riunificazione[2]. L'ottimo risultato dei cristiano-conservatori fu rafforzato dal mancato ingresso al Bundestag dei conservatori euroscettici dell'Alternativa per la Germania. I cristiano-conservatori sfiorarono la maggioranza assoluta, ma essendo stati gli alleati Liberali esclusi dalla Camera, furono costretti ad avviare colloqui con la SPD ed i Verdi per dar vita ad una Grande Coalizione[3].

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua storia la CDU ha avuto posizioni politiche diverse: dal socialismo cristiano nel 1947 con il programma di Ahlen all'economia sociale di mercato, al moderatismo.

La vera svolta è tuttavia arrivata nel momento in cui si è avuto un indiscutibile approdo nell'area del centrodestra, fertile terreno nel quale Helmut Kohl ha nettamente privilegiato idee tipiche del conservatorismo e del neoliberismo, nei suoi 16 anni di governo tra il 1982 e il 1998.

Gli attuali obiettivi del partito sono la difesa dell'ambiente circa la proposta del Papa Benedetto XVI sulla custodia del Creato, la difesa del lavoro, attenzione alle classi sociali deboli e marginalmente alle minoranze omosessuali, cercando ove possibile consensi dagli elettori socialdemocratici moderati contrari allo spostamento a sinistra del partito a seguito delle ultime elezioni.

Esse hanno precisamente segnato il tracollo dello storico partito del centrosinistra tedesco. L'ala minoritaria e conservatrice del partito richiede invece una maggiore attenzione sui valori cristiani del partito da coniugare ad un doveroso ed ineludibile rinnovamento, al fine di porsi ulteriormente quale perno dello spettro politico della Germania.

Il principio cardine del partito è il seguente:

« Concezione cristiana dell'essere umano e della sua responsabilità davanti a Dio. »

Il partito si definisce come un partito popolare di centro che difende le sue radici cristiano sociali (in campo economico), liberali (ossia il rispetto della persona) e legate al conservatorismo sociale (nel senso di conservazione dei principi cristiani e della famiglia).

Relazioni con la CSU[modifica | modifica wikitesto]

In base ad accordi con la consorella bavarese Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU), la CDU in tutte le elezioni non presenta liste e candidati in Baviera e la CSU non si presenta nel resto della Germania.

Gli eletti della CDU e della CSU formano un gruppo parlamentare unitario, denominato CDU/CSU.

La Fondazione Konrad Adenauer[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Konrad-Adenauer-Stiftung.

La Fondazione Konrad Adenauer (Konrad-Adenauer-Stiftung) prende il nome dal primo Cancelliere della RFT e primo presidente della CDU. La fondazione si occupa di formazione politica, ricerche socio-politiche, elargisce borse di studio, studia la storia del cristianesimo democratico e sostiene l'unificazione europea, la collaborazione internazionale e lo sviluppo di politiche di cooperazione. Il budget annuale della fondazione è dell'ordine dei 100 milioni di Euro.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti Onorari[modifica | modifica wikitesto]

  • Konrad Adenauer
  • Ludwig Erhard
  • Jakob Kaiser
  • Kurt Georg Kiesinger
  • Helmut Kohl

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Wolfram Nordsieck, Germany in Parties and elections. URL consultato l'8 agosto 2013.
  2. ^ http://www.corriere.it/esteri/13_settembre_22/Germania-elezioni-risultati_48798cf4-23a0-11e3-8194-da2bd4f2ffa4.shtml
  3. ^ La Stampa - Germania, trionfo per Angela Merkel La Cdu sfiora la maggioranza assoluta

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]