Partito di Centro Tedesco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Partito di Centro Tedesco
(DE) Deutsche Zentrumspartei
Stato Germania Germania
Fondazione 13 dicembre 1870
Dissoluzione 5 luglio 1933
Ideologia Cristianesimo democratico
Collocazione Centro
Seggi massimi Reichstag
106 / 397
 (1890)
Campagna elettorale del Centro Cattolico

Il Partito di Centro Tedesco (in tedesco Deutsche Zentrumspartei, noto anche semplicemente come Zentrum, Centro) è stato un partito politico tedesco centrista di dichiarata ispirazione cattolica. Fu attivo sotto il regime imperiale e, in seguito, durante la Repubblica di Weimar.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondato nel 1870 per proteggere i diritti dei cattolici, che erano numericamente in minoranza rispetto ai protestanti nella nuova Germania, il partito assunse una posizione contraria alla nuova strategia del Cancelliere Otto von Bismarck chiamata Kulturkampf: essa mirava a creare uno stato centralista e a ledere i diritti dei cattolici, chiamati in maniera dispregiativa papisti.

Dopo la fine del Kulturkampf, il Centro cattolico riprese la sua normale attività politica e partecipò spesso, con ministri e deputati, alla formazione di governi di coalizione. A causa della non trascurabile massa che si proponeva di rappresentare nel Parlamento, poté sempre arrivare ad un numero consistente di voti.

Fu favorevole alla partecipazione tedesca nella Prima guerra mondiale, anche se non mancarono personalità pacifiste, come ad esempio Matthias Erzberger, che cercarono sempre la via della pace e del dialogo. Erzberger propose al Reichstag un trattato di pace da inviare a Francia, Italia e Inghilterra, ma il parere del governo fu negativo.

Questo movimento centrista, i cui principii generalmente pragmatici lo hanno reso disponibile a sostenere una forma di governo sia monarchica sia repubblicana, sostenne con vigore tutti i governi della Repubblica di Weimar composti tra il 1919 e il 1932, compreso quello del socialdemocratico Friedrich Ebert, nonostante il forte calo di consensi in Baviera, dove i cittadini si distaccarono in massa dal Centro Cattolico per formare una lista regionale.

L'elettorato del Centro Cattolico non si lasciò inizialmente attrarre dal Partito Nazista, in quanto il movimento guidato da Adolf Hitler si dichiarava contrario ai privilegi di cui la Chiesa cattolica disponeva in Germania. Tuttavia, la tendenza borghese e capitalista dei suoi uomini politici permise un notevole numero di collusioni programmatiche con i nazisti.

Il Centro Cattolico supportò il governo guidato dal moderato Heinrich Brüning ma la debolezza dell'azione dell'esecutivo nella risoluzione dei gravi problemi che soffocavano la popolazione tedesca in quel periodo (disoccupazione, inflazione, fiscalismo, mancanza di stabilità politica, ecc.), indussero lo stesso presidente Hindemburg a nominare cancelliere, nel maggio del 1932, Franz von Papen. Tuttavia von Papen, che guidava l'ala destra del partito, fu costretto a dimettersi poco dopo, favorendo la nomina di Adolf Hitler.

Il Centro Cattolico si è dimostrato inefficace nell'opporre resistenza al governo nazista, come la maggior parte degli altri partiti. I suoi delegati votarono sì alla Legge dei pieni poteri di Hitler, approvata nel marzo del 1933. In seguito a questa legge furono dichiarati illegali tutti i partiti tranne quello nazista, quindi, da quel momento in poi, il Centro fu dissolto e fino al 1945 non poté godere delle libertà fondamentali.

Al termine della Seconda guerra mondiale, il partito fu ricostruito. Il nuovo Centro Cattolico rifiutò la pregiudiziale anti-luterana e preferì anzi confluire con dei movimenti protestanti. Nacque così l'Unione Cristiano Democratica, partito ancor oggi esistente.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Politica Portale Politica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Politica