Fiume Veneto

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Fiume Veneto
comune
Fiume Veneto – Stemma
Fiume Veneto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Pordenone-Stemma.png Pordenone
Amministrazione
Sindaco Christian Vaccher (liste civiche) dal 22/4/2013
Territorio
Coordinate 45°56′00″N 12°44′00″E / 45.933333°N 12.733333°E45.933333; 12.733333 (Fiume Veneto)Coordinate: 45°56′00″N 12°44′00″E / 45.933333°N 12.733333°E45.933333; 12.733333 (Fiume Veneto)
Altitudine 20 m s.l.m.
Superficie 35,76 km²
Abitanti 11 716[2] (31-12-2012)
Densità 327,63 ab./km²
Frazioni Bannia, Cimpello, Pescincanna, Praturlone[1]
Comuni confinanti Azzano Decimo, Casarsa della Delizia, Chions, Pordenone, San Vito al Tagliamento, Zoppola
Altre informazioni
Cod. postale 33080
Prefisso 0434
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 093021
Cod. catastale D621
Targa PN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 452 GG[3]
Nome abitanti fiumani
Patrono san Niccolò da Bari
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fiume Veneto
Posizione del comune di Fiume Veneto nella provincia di Pordenone
Posizione del comune di Fiume Veneto nella provincia di Pordenone
Sito istituzionale

Fiume Veneto è un comune italiano di 11.716 abitanti[4] della provincia di Pordenone in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Fiume Veneto si trova nella provincia di Pordenone centro-meridionale, in un'area completamente pianeggiante a metà strada tra i corsi di Livenza e Tagliamento. Il passaggio da un'altitudine all'altra, per quanto scarsi siano i dislivelli (si passa da un minimo di 14 a un massimo di 30 m s.l.m.), è spesso assai brusco: si formano così dei caratteristici avvallamenti, indicati nella toponomastica come Rivate.

Dal punto di vista idrografico, il comune è bagnato da due corsi d'acqua principali. Il primo è il Fiume (da cui il comune trae il nome), il quale lambisce Pescincanna, attraversa il capoluogo e sfiora Cimpello per poi proseguire entro i confini di Azzano Decimo. L'altro è il Sile, che scorre lungo la fascia sudorientale del territorio toccando Bannia e Praturlone. Entrambi nascono qualche chilometro più a monte, provenendo dalla stessa zona di risorgive; anche Fiume Veneto è ricco di fenomeni del genere, come testimonia il toponimo via Sacconi (da sacca "acqua stagnante").

Minimamente coinvolto nel fenomeno dell'urbanizzazione, complice la scarsa importanza turistica, il territorio ha mantenuto pressoché intatti molti caratteri naturalistici e paesaggistici[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La civiltà ha fatto la sua comparsa nel territorio in epoca remota: a Bannia, presso via Palazzine di Sopra, esiste un sito archeologico in cui sono stati rinvenuti reperti (frammenti di ceramica, utensili, sementi) ascrivibili al Neolitico medio. Altre testimonianze risalgono all'età del Bronzo e sono oggi esposte ai musei di Pordenone e di San Vito al Tagliamento.

Dell'epoca romana resta un grande quantità di materiale, dalle anfore, agli embrici passando per le statue decorative. Tracce di questo periodo rimangono inoltre nella toponomastica e nell'attuale assetto viario (il decumano massimo della centuriazione concordiese transitava per Marzinis, mentre il decimo cardo corrisponde all'attuale via Villafranca a Pescincanna).

Il toponimo è documentato per la prima volta dal 996 ma in riferimento all'omonimo corso d'acqua da cui il paese ha tratto il nome. Bisognerà aspettare il 1182 per avere delle notizie sul centro abitato, quando papa Lucio III lo riconosce come pertinenza dell'abate di Sesto al Reghena. Negli scritti successivi si rileva l'esistenza di due nuclei distinti: Flumen intra acquae o Fiume Grande o, ancora, Fiume dei Servi, feudo dell'abbazia di Sesto, e Flumen extra acquae o Fiume Piccolo, amministrato dal capitano cesareo di Pordenone per conto della Casa d'Austria.

Nel 1248 l'abbazia di Sesto, indebitata, vende Fiume Grande ai conti Gupertino e Domenico Cossio da Prata. L'amministrazione ecclesiastica resta comunque in mano al monastero, rappresentato dalla pieve di Pescincanna. Dalla metà del Quattrocento gli abitanti ottennero una propria chiesa autonoma.

Dal 1420 il dominio dei da Prata viene sostituito dalla Repubblica di Venezia. La presenza dei nuovi dominatori non fu meno gravosa dell'epoca feudale (per un periodo, anzi, la popolazione dovette soffrire le guerre di successione combattute nel Friuli), ma in questo periodo si ha notizia delle prime forme di autodeterminazione con l'indizione di vicinie, ovvero riunioni in cui i capifamiglia si riunivano per discutere le richieste da rivolgere ai rappresentanti della Serenissima. Spesso si trattava di discutere la distribuzione delle risorse provenienti in gran parte dal bosco di Fiume, il cui pregiato legname venivano sfruttato per rifornire l'Arsenale.

Durante il dominio di Napoleone venne istituito, in seno al dipartimento del Tagliamento, il comune di Bannia, che dopo poche settimane cambia denominazione nell'attuale. L'unità amministrativa si mantenuta anche sotto il regno Lombardo-Veneto come parte della provincia del Friuli.

La storia successiva coincide con quella di tutto il Friuli, con l'annessione al regno d'Italia dopo la terza guerra d'indipendenza (1866)[5][6][7].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Nicolò[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale parrocchiale di Fiume, di cui si hanno notizie a partire dal 1401, era in origine una cappella dipendente dalla pieve di Pescincanna, a sua volta gravitante attorno al monastero di Sesto al Reghena. Ebbe autonomia ecclesiastica a partire dal 1720. IL 29 agosto 1965 i capifamiglia rinunciarono all'elezione del parroco e, di conseguenza, la chiesa fu dichiarata arcipretale. Resiste però il giuspatronato detenuto dalla nobildonna Jeanne Pisenti contessa Ricchieri di Sedrano.

L'odierno edificio è una ricostruzione iniziata nel 1875 e completato con decorazioni e arredi sacri solo negli anni seguenti alla consacrazione, avvenuta l'8 dicembre 1878. Dell'antica chiesa venne mantenuto il campanile[8].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 891, ovvero il 7,8% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[10]:

  1. Albania Albania, 311
  2. Romania Romania, 164
  3. Ghana Ghana, 50
  4. Ucraina Ucraina, 34
  5. Croazia Croazia, 29
  6. Marocco Marocco, 28
  7. India India, 28
  8. Cina Cina, 20

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Fiume Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa della Birra Artigianale: dal 2013 a Fiume si organizza un festival dedicato interamente alla birra artigianale nel periodo di settembre, successivo a Fiumettopoli.
  • Fiumettopoli: dal 2000 Fiume Veneto ospita una delle più importanti manifestazioni sul fumetto d'autore a carattere nazionale.

Dopo aver cambiato nome in Fiumettopolix nel 2004, per l'edizione del 2009 ha riacquistato la denominazione originaria. La manifestazione si svolge nel mese di settembre e richiama pubblico da ogni parte del Triveneto, ma non solo, per un week-end di festa.

  • FiumeMusicFest: dal 2003 L'AVIS comunale di Fiume Veneto organizza nelle serate dei mercoledì del mese di luglio, concerti ed intrattenimenti vari per sensibilizzare la cittadinanza all'importanza del dono del sangue riscuotendo un'ottima presenza di pubblico da tutta la provincia e non solo.
  • Tractor Pulling (a Tavella): l'unica gara per il Friuli di Tractor Pulling.
  • Sagra dello Struzzo (a Tavella): dal 1997, nel mese di settembre.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

L'appellativo "Veneto" è stato aggiunto alla denominazione ufficiale del comune con Regio Decreto del 1911. Si cercò così di risolvere i numerosi fraintendimenti, soprattutto postali, con la più nota Fiume nell'attuale Croazia[5].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il principale asse stradale, escludendo l'autostrada, è la SS 13 "Pontebbana", che transita nell'area settentrionale del territorio senza tuttavia attraversare direttamente alcuna frazione.

All'interno del territorio comunale sono state realizzate anche due uscite dell'Autostrada A28: la prima, denominata "Cimpello", si trova nei pressi dell'omonima frazione; la seconda è posta vicino a Praturlone e ha assunto la denominazione "Azzano Decimo". L'infrastruttura si snoda in direzione sudest-nordovest, coinvolgendo l'estremità occidentale del comune.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio settentrionale di Fiume è attraversato dalla ferrovia Venezia-Udine, ma entro i confini comunali non sorge alcuna stazione ferroviaria. La fermata più vicina è quella di Cusano, a 3,5 km dal centro del capoluogo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Fiume Veneto - Statuto.
  2. ^ Relazione di Fine mandato - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Relazione di Fine mandato del commissario al 31-12-2012
  5. ^ a b c L'Ambiente, Comune di Fiume Veneto. URL consultato il 20 dicembre 2011.
  6. ^ Cenni storici in Comune di Fiume Veneto. Vivi la città 2004-2005, Gruppo Media, pp. 5. URL consultato il 16 dicembre 2011.
  7. ^ Comune di Fiume Veneto, Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 16 dicembre 2011.
  8. ^ Parrocchia San Nicolò vescovo, Diocesi di Concordia-Pordenone. URL consultato l'11 gennaio 2012.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 24 giugno 2012.