Spilimbergo

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Spilimbergo
comune
Spilimbergo – Stemma Spilimbergo – Bandiera
Spilimbergo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Pordenone-Stemma.png Pordenone
Amministrazione
Sindaco Renzo Francesconi (PdL) dal 16/04/2008 rieletto il 23/4/2013
Territorio
Coordinate 46°06′41″N 12°54′06″E / 46.111389°N 12.901667°E46.111389; 12.901667 (Spilimbergo)Coordinate: 46°06′41″N 12°54′06″E / 46.111389°N 12.901667°E46.111389; 12.901667 (Spilimbergo)
Altitudine 132 m s.l.m.
Superficie 71,88 km²
Abitanti 12 300[1] (31-12-2011)
Densità 171,12 ab./km²
Frazioni Barbeano, Baseglia, Gaio, Gradisca, Istrago, Tauriano, Vacile
Comuni confinanti Arba, Dignano (UD), Flaibano (UD), Pinzano al Tagliamento, San Daniele del Friuli (UD), San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Vivaro
Altre informazioni
Cod. postale 33097
Prefisso 0427
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 093044
Cod. catastale I904
Targa PN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 626 GG[2]
Nome abitanti spilimberghesi
Patrono Maria Ss. Assunta in cielo; san Rocco
Giorno festivo 15 e 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Spilimbergo
Posizione del comune di Spilimbergo nella provincia di Pordenone
Posizione del comune di Spilimbergo nella provincia di Pordenone
Sito istituzionale

Spilimbergo (Spilimberc[3] o Spilinberc[4] in friulano) è un comune italiano di 12.300 abitanti[5] della provincia di Pordenone in Friuli-Venezia Giulia, sulla sponda destra del Tagliamento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Spilimbergo inizia attorno all'XI secolo, quando i conti Spengenberg, originari della Carinzia, si trapiantarono nella zona in qualità di vassalli del patriarca di Aquileia. Dal castrum de Spengenberg, come fu detto il loro castello, derivò il nome del paese.

In verità la presenza umana ha origini ben più antiche. Nella frazione Gradisca, infatti, sono stati individuati i resti di un castelliere, mentre lo stesso castrum potrebbe risalire all'epoca romana: per di qui transitava una strada che, provenendo da Sacile, attraversava il Tagliamento per dirigersi poi verso la Germania.

Nei secoli successivi all'insediamento degli Spengenberg, Spilimbergo si sviluppò sia come piazzaforte militare, sia come centro di transito commerciale. Si assistette a una vistosa crescita demografica e urbanistica, grazie anche all'arrivo di "forestieri" come lombardi, toscani ed ebrei. Nel 1284, ad opera del conte Walterpertoldo II, si iniziò la costruzione del Duomo, uno dei più pregevoli monumenti romanico-gotici del Friuli; coevi sono il palazzo del Daziario, la casa del Capitano e la Loggia (attuale municipio). Nel 1326, su iniziativa dei conti Bregonia e Bartolomeo, la giurisdizione di Spilimbergo si dotò addirittura di un proprio corpus legislativo lo "Statuto della Terra di Spilimbergo".

Nel 1420 la cittadina seguì le sorti della Patria del Friuli e passò alla Repubblica di Venezia.

La guerra della Lega di Cambrai colpì particolarmente la regioni che fu teatro dello scontro tra le fazioni filoimperiali (Strumieri) e filoveneziane (Zamberlani). Nel 1511 il castello venne attaccato e incendiato.

Nonostante tutto, negli anni successivi Spilimbergo proseguì il suo periodo di prosperità economica che si rifletté anche a livello culturale. Di questo periodo sono la ricostruzione del castello in forme rinascimentali e le opere lasciate da insigni artisti quali Giovanni Antonio Pilacorte, il Pordenone, Pomponio Amalteo, Gasparo Narvesa e Irene da Spilimbergo. In campo letterario si distinsero Gian Domenico Cancianini, Eusebio Stella e Bernadino Partenio, quest'ultimo fondatore di un'accademia per lo studio del latino, del greco e dell'ebraico. Notevole il contributo trasmesso da alcune dinamiche casate di estrazione borghese come i Balzaro, i Monaco, gli Stella, i Cisternini, i Fannio e i Santorini.

Dopo la caduta della Repubblica di Venezia (1797) anche Spilimbergo attraversò i convulsi eventi dell'epoca napoleonica approdando poi nell'Impero Austriaco a partire dal 1814. Alcuni suoi cittadini si distinsero nei moti del 1848, in particolare Giovanni Battista Cavedalis e Leonardo Andervolti ma solo dopo la terza guerra d'indipendenza (1866) il Friuli entrò a far parte del Regno d'Italia.

Negli anni recenti non è venuta meno la tradizione artistica della città con la fondazione della Scuola mosaicisti del Friuli, intitolata a Irene di Spilmbergo.

Spilmbergo fu trai comuni maggiormente colpiti dal terremoto del Friuli del 1976: il paese pianse una vittima e vide la devastazione del suo patrimonio storico-artistico. La ricostruzione degli anni successivi portò alla rinascita della città[6].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d’alto senso del dovere, meritevole dell’ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Corso Roma

Il cuore della città è sicuramente Corso Roma, che attraversa il centro storico da est ad ovest. È luogo di passeggio sul quale si affacciano storici edifici multicolori.

Percorrendo la via partendo da ovest si incontra subito la Torre occidentale, risalente al XIV secolo e che era l'ingresso al Borgo Nuovo, racchiuso dalla terza cinta muraria, ora scomparsa.

Duomo

Proseguendo verso est si incontra prima il Palazzo Monaco e si giunge poi in Piazza Garibaldi, centro ideale della città. A sud della piazza si trovano la Chiesa di San Giuseppe e Pantaleone, nel cui interno è conservato il Coro Ligneo, e la Chiesa di San Giovanni.

Proseguendo ancora si arriva alla Torre Orientale, che apparteneva alla seconda cinta muraria. Adagiata alla torre si può ammirare la Casa Dipinta, con affreschi del XVI secolo rappresentanti scene della vita di Ercole.

Castello

Corso Roma termina in piazza Duomo, delimitata a sud dal Duomo, risalente al XIII secolo. Affacciati alla piazza, a ovest il Palazzo de Daziaro e a nord la Loggia della Macia, sulla cui colonna ad angolo è ancora visibile la Macia, unità di misura di lunghezza anticamente usata negli scambi commerciali.

Palazzo di sopra, attuale sede municipale

Dalla piazza, attraverso un ponte sull'antico fossato, si entra nel Castello, l'edificio più orientale della città, costruito sul limitare del fiume Tagliamento. Risale al 1120 il primo documento che parla del Castrum de Spengenberg. Distrutto da un incendio nel 1511 fu ricostruito secondo schemi medioevali. Al suo interno il Palazzo Dipinto e il Palazzo Tadea, costruzione portata a termine nel 1566 da Tadea, vedova del conte Bernardino.

A nord del castello si trova il Palazzo di sopra, recentemente restaurato e ora sede del Municipio. Dal cortile del palazzo si gode di una magnifica vista sulla valle del Tagliamento. Di fronte al palazzo il quartiere Valbruna, dalla tipica struttura medioevale.

Tra il Castello e il Palazzo di sopra, a fianco della strada che scende verso il greto del fiume Tagliamento, si trova la Chiesetta dell'Ancona.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 1.538, ovvero il 12,6% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[8]:

  1. Albania Albania, 419
  2. Burkina Faso Burkina Faso, 313
  3. Romania Romania, 278
  4. Marocco Marocco, 62
  5. Moldavia Moldavia, 52
  6. Ucraina Ucraina, 52
  7. Croazia Croazia, 36
  8. Serbia Serbia, 36
  9. Polonia Polonia, 32
  10. Macedonia Macedonia, 26

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua friulana.

A Spilimbergo, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano occidentale, una variante della lingua friulana. Nel territorio di Spilimbergo vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[9], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

È famosa la sua Scuola Mosaicisti del Friuli, che assegna a Spilimbergo il nome di città del mosaico.

Persone legate a Spilimbergo[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Sapori d'Europa (maggio), rassegna gastronomica
  • Folkest (luglio), rassegna internazionale di musica folk
  • Campus Internazionale per il Perfezionamento Orchestrale (tra luglio e agosto), che attira molti musicisti dall'Italia e dall'estero.
  • agosto spilimberghese, nel quale si inserisce la rievocazione storica della Macia.
  • Rivivono antichi sapori (ottobre), mostra mercato di prodotti tradizionali

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio della città è l'U.S. Spilimbergo che milita nel girone A friulano di 2ª categoria. È nata nel 1924

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana.
  4. ^ La forma Spilimberc è quella utilizzata a livello ufficiale, ma è attestata anche la variante Spilinberc, cfr. Ce fastu?, Vol. 79-80, Società Filologica Friulana, 2003.
  5. ^ Dato Istat al 31/12/2011.
  6. ^ La Città e la sua Storia, Comune di Spilimbergo. URL consultato il 31 luglio 2014.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  9. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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