Pomponio Amalteo

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L'affesco dell'Amalteo sotto la loggia cenedese di Vittorio Veneto

Pomponio Amalteo (Motta di Livenza, 1505San Vito al Tagliamento, 9 marzo 1588) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Leonardo della Motta e Natalia Amaltei, da cui prese il nome perché i fratelli erano illustri in ambito artistico e letterario: Paolo e Marcantonio Amalteo maestri di Girolamo Aleandro. Il cognome lo diede un avo materno tal Giambattista: Amaltheus, quelli della malta, muratori stranieri il cui nome venne ingentilito secondo l'uso degli umanisti. (Amalthea è anche il terzo satellite di Giove e deriva dalla mitologia greca: la ninfa che nutrì Zeus. [1]Pomponio nacque a Motta di Livenza nel 1505[2] e fu allievo del Pordenone, di cui sposò la figlia Graziosa. Anche il fratello Girolamo fu un valente pittore.

Nel 1536 lasciò Motta per trasferirsi a San Vito al Tagliamento, dove rimase fino alla morte.

Fu lodato dal Vasari nel 1568: l'artista toscano ne parla molto bene, specialmente a proposito dell'opera maggiore dell'Amalteo, gli affreschi di San Vito al Tagliamento.

Morto a San Vito nel 1588 probabilmente di peste, fu sepolto nella locale Chiesa di S.Lorenzo Salvaroli, detta localmente i Frari [3].

Tipologia e dislocazione delle opere[modifica | modifica sorgente]

Le pale[modifica | modifica sorgente]

Profeta Baruch - Lacunare proveniente da chiesa di san Giovanni di Gemona del Friuli.

Operò principalmente in Friuli come pittore di pale d'altare, ad olio su tela. Ecco un elenco parziale dei luoghi delle pale:

  • San Giovanni di Casarsa, Decollazione di San Giovanni Battista, Duomo di San Giovanni Battista;
  • Cividale del Friuli, Annunciazione, Duomo;
  • Francenigo di Gaiarine, 'Vergine in gloria tra san Giovanni Battista e san Tiziano, Chiesa di san Tiziano;
  • Gemona del Friuli, lacunari per il soffitto della chiesa di san Giovanni in Brolo a Gemona del Friuli, ora conservati nel Museo civico della cittadina friulana;
  • Maniago, Il Redentore in gloria e i santi Giovanni Battista, Giovanni evangelista, Giuseppe, Pietro e Giacomo apostolo, 1558, olio su tela, 253x180 cm, Duomo di san Mauro;
  • Oderzo, Storie di san Giovanni Battista, 1549, Duomo;
    • Nascita del Battista, olio su tela, 55x125 cm;
    • Predica del Battista, olio su tela, 55x150 cm;
    • Battesimo di Cristo, olio su tela, 55x132 cm;
    • Decollazione del Battista, olio su tela, 55x150 cm;
    • Testa del Battista al banchetto di Erode, olio su tela, 55x125 cm;
  • Portogruaro, Chiesa del Seminario;
  • Portogruaro, Storie di sant'Andrea, portelle dell'organo del Duomo;
    • Chiamata di san Pietro e sant'Andrea;
    • Predica di sant'Andrea;
    • Sant'Andrea davanti al giudice;
    • Crocifissione di sant'Andrea;
    • Sepoltura di sant'Andrea;

Gli affreschi[modifica | modifica sorgente]

San Vito al Tagliamento - Chiesa di Santa Maria dei Battuti - Assunzione della Vergine.

Fu soprattutto autore di cicli ad affresco, in Friuli e in Veneto:

L'artista[modifica | modifica sorgente]

Stile[modifica | modifica sorgente]

Da buon imitatore e traduttore dello stile del Pordenone, Pomponio Amalteo spesso è confuso, in alcune sue opere, con il suo eminente maestro: già questa è una garanzia del suo spessore artistico.

È nella maturità, liberato dai legami e spesso dalle dipendenze dal Pordenone (che gli affidava alcuni lavori da lui non completati o gli faceva soddisfare committenti non accontentati), che l'Amalteo dà grandi prove e dimostra la sua predisposizione ritrattistica: è il caso degli affreschi di Baseglia; pur non possedendo la stessa inventiva del suocero, risulta essere il più notevole affrescatore dell'area friulana del secondo Cinquecento e non solo.

Le opere dell'Amalteo sono affollate di figure in movimento, dove i caratteri pordenoniani sono portati a un livello tale da essere talvolta considerabili manieristici: è il caso degli affreschi di Castello Roganzuolo e ancor più di quelli di San Vito al Tagliamento. Cifra stilistica dell'Amalteo, rispetto al Pordenone, è la tendenza a schiarire, svilire quasi, in alcuni punti, la forza del colore: quello che può apparire un difetto, pare essere invece la peculiarità di molti affreschi.

Un punto di riferimento[modifica | modifica sorgente]

Per il secondo Cinquecento e per il Seicento, Amalteo costituisce fonte d'osservazione e d'ispirazione per tutti gli artisti friulani, così come, per lui, lo era stato il Pordenone. Pomponio Amalteo è l'ultimo grande affrescatore cui la terra friulana diede i natali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ dal cardinale e l'architetto.Girolamo Aleandro e il rinascimento adriatico veneziano di Alfonso Vesentini Argento ed. Apostrofo Cremona ISBN 9788897819158
  2. ^ Una dedica posta sulla pala del duomo di Portogruaro realizzata nel 1583 riporta che il lavoro fu fatto in etate de anni 78.
  3. ^ Luoghi storici d'Italia, pubblicazione a cura della rivista Storia Illustrata, pag. 266, Arnoldo Mondadori editore (1972)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Affreschi del Friuli, Ist. per l'Enciclopedia del Friuli, Udine, 1973.
  • G.Vasari, Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori.
  • Caterina Furlan e Paolo Casadio, Pomponio Amalteo: Pictor Sancti Viti, 1505-1588, Ed. Skira, 2006.
  • Caterina Furlan, Temi profani nell'Amalteo, Ed. Arti grafiche friulane, 1980
  • Ernst Gombrich - Dizionario della Pittura e dei Pittori - Einaudi Editore (1997)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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