182º Reggimento fanteria corazzata "Garibaldi"

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182º Reggimento fanteria corazzata "Garibaldi"
Descrizione generale
Attiva 1 novembre 1958 - 15 luglio 1976
Nazione bandiera Italia
Servizio CoA Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Reggimento
Ruolo Fanteria
Comandanti
Comandanti degni di nota Ugo Zaniboni Ferino

[senza fonte]

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Il 182º Reggimento fanteria corazzato Garibaldi fu l'erede diretto della formazione partigiana Divisione italiana partigiana Garibaldi (Montenegro) e successivamente del Reggimento Fanteria Garibaldi di Viterbo dal 1945 assegnato alla Divisione meccanizzata "Folgore" e dal 1949 con sede a Sacile presso la caserma di via Fasan intitolata allo scrittore triestino e volontario irredentista Scipio Slataper.

Dal 1º novembre 1958 assunse la denominazione 182º Reggimento Fanteria Corazzato Garibaldi costituito dall'XI Battaglione Bersaglieri e dal XIII Battaglione Carri. Come segno dell'origine garibaldina i militari del Reggimento portarono prima il fazzoletto rosso al collo che successivamente fu sostituito da una cravatta rossa.

Indice

[modifica] XIII Battaglione Carri "Pascucci"

Fu costituito nel 1941 e partecipò nel 1942 alla guerra nel deserto egiziano con il 132º Reggimento Carri “Ariete”, prendendo parte ai seguenti battaglie:

  • dal 30 agosto al 3 settembre 1942: "offensiva di Santa Roma" ovvero l'azione per rompere le posizioni inglesi ad El Alamein;
  • dal 4 settembre al 22 ottobre 1942 : rimase riserva corrazzata nel settore difensivo della Divisione paracadutisti “Folgore” nel corso dei combattimenti di assestamento;
  • dal 23 ottobre al 5 novembre 1942 : battaglia di El Alamein, nel corso della quale si immolò eroicamente a fianco dei paracadutisti della “Folgore”. La sera del 5 novembre 1942 il XIII Battaglione non esisteva più. Fu assegnata una Medaglia d’Oro al V.M. alla memoria del Comandante della 10ª Compagnia, il tenente Luigi Pascucci.

Il XIII fu ricostruito nel 1961 ed inquadrato nel 182º Reggimento Corrazzato “Garibaldi" come riserva della Divisione “Folgore”.

[modifica] XI Battaglione Bersaglieri "Caprera"

Fu costituito nel 1910 quale XI Battaglione ciclisti. Ha partecipato alla prima guerra mondiale dal 1915 al 1918, inquadrato nell’11º Reggimento Bersaglieri. Le principali battaglie:

  • 20-21 luglio 1915 nella seconda battaglia dell’Isonzo il battaglione conquistò il Monte San Michele e lo difese contro i furiosi contrattacchi austriaci fino alla morte di tutti i suoi effettivi;
  • 6 agosto 1916 nella zona del Carso di Monfalcone il battaglione affiancò il III battaglione ciclisti diefendendo la quota 85 nei combattimenti corpo a corpo- In questa battaglia muore il bersagliere Enrico Toti del III battaglione .
  • 14-15-16 ottobre 1918 nella zona di Revine Lago, in un attacco i bersaglieri superano di slancio i reticolati e sbaragliano il nemico austriaco.

Fu disciolto nel 1920 ma fu ricostituito nel 1964 ed inquadrato nel 182º Reggimento Corazzato “Garibaldi”

[modifica] Ristrutturazione delle Unità

Dal 15 luglio 1976 il Reggimento fu soppresso e i due battaglioni furono resi autonomi:

[modifica] Medaglia d'Oro al V.M.

Questa fu la motivazione della Medaglia d'Oro al Valor militare concessa alla bandiera del Reggimento il 12 ottobre 1953.

≪Degni eredi delle tradizioni militari e del sublime eroismo delle divisioni “Taurinense” e “Venezia”, duramente provate prima e dopo l’armistizio, i reparti di fanteria della Divisione Italiana partigiana “Garibaldi”, dai resti di quelle unità derivati, si forgiavano in blocco granitico ed indomabile, animato da nobili energie e da fede nei destini della Patria. In 18 mesi di epici ed ininterrotti combattimenti, scarsamente riforniti di viveri, senza vestiario ne medicinali, con gli effettivi minati da malattie, tenevano alto, in terra straniera, il prestigio delle armi italiane, serbando intatta la compagine spirituale e materiale dei propri gregari che volontariamente preferirono la sanguinosa lotta della guerriglia ad un’avvilente resa. Ultimata la guerra in Balcania e rientrati in Patria, ridotti di un terzo, dopo i duri combattimenti sostenuti sulle aspre montagne del Montenegro, dell’Erzegovina, della Bosnia e del Sangiaccato, chiedevano unanimi l’onore di difendere il suolo natale, emuli di quanti si immolarono all’Italia e al dovere, tramandando ai posteri le leggendarie virtù guerriere della stirpe- Jugoslavia, 8 settembre – Italia, 25 aprile 1945≫

[modifica] Araldica del 182º Reggimento Fanteria Corazzato Garibaldi

[modifica] Sintesi

La storia del 182º Reggimento Fanteria Corazzato "Garibaldi" offre numerosi elementi alla rilevanza araldica, tra i quali:

  • origine derivante direttamente dalla Divisione di Fanteria "Venezia" e dalla Divisione Alpina "Taurinense", le cui unità formarono le Brigate partigiane che diedero vita alla Divisione "Garibaldi";
  • eredità, attraverso la stessa Divisione "Taurinense", delle tradizioni del Gruppo "Aosta", che costituì da solo la 1ª Brigata ed il cui comportamento nell'aspra lotta fu sottolineato dal conferimento della massima ricompensa al valor militare;
  • carattere volontaristico della sua componente fondativa;
  • nome distintivo di "Garibaldi" assunto nei momenti dell'epica lotta e riconosciuto e confermato in tempi di pace;
  • valore, ardimento e gloria militare materializzati dalla Medaglia d'oro al valor militare, conferita con Decreto del 12 ottobre 1953, alla Bandiera del Reggimento.

Questi elementi opportunamente distribuiti secondo la precedenza araldica e la rilevanza dei fatti, comporranno lo stemma proprio del 182º Reggimento Fanteria Corazzato “Garibaldi”.

[modifica] Deduzioni per la blasonatura

I Scudo

  1. Partizione araldica. Gli elementi storici del 182º "Garibaldi" araldicalmente rilevanti sono, come notato nella sintesi precedente, molteplici e ne risulterebbe una blasonatura sovraccaricata e confusa se si volesse tener conto di tutti.
    Saranno perciò uniti nello scudo soltanto i simboli di origine e quello del nome e dello spirito garibaldino, che indirizzano la scelta dalla partizione nella figura inquartata.
  2. Smalti:
    • di rosso, della Divisione "Venezia", nel primo;
    • di verde, della Divisione "Taurinense", nel secondo;
    • di nero, del Gruppo “Aosta”, nel terzo;
    • di rosso, dei Gruppi Garibaldini, nel quarto;
    • d'oro, a ricorso della Medaglia al V.M., nel capo;
    • di verde e di azzurro, del Montenegro, nel quartier franco.
  3. Pezze onorevoli: .
    • palo di porpora, posto sul tutto, a ricordo della caratteristica volontaristica;
    • capo d'oro, come disposto per la massima ricompensa al valore, al quale viene abbassato tutto lo scudo;
    • capo d'oro, al quale è abbassato il terzo del Gruppo "Aosta" che fu decorato di Medaglia d'Oro.
  4. Pezze araldiche: Quartiere franco riproducente i motivi araldici del Montenegro, dove il Reggimento conseguì la massima ricompensa.
  5. Figure naturali:
    • Leone di S. Marco, della Divisione "Venezia";
    • Toro d'oro, della Divisione "Taurinense";
    • Leone d'argento, del gruppo "Aosta";
    • Leone, stella d'oro, scoglio e mare, elementi araldici delle diverse formazioni «Garibaldi»;
    • Leone passante, di Montenegro, da inserire nel quartier franco.

II Fregio: dell'Arma di fanteria, specialità corazzata. III Ornamenti esteriori dello scudo: nastro d'azzurro filettato d'oro. IV Motto: «OBBEDISCO».

[modifica] Bibliografia

  • Documenti allegati alla targa araldica del 182º Reggimento Fanteria Corazzato Garibaldi
  • Documento di presentazione ai soldati da parte del comandante del Reggimento negli anni 1970 al 1976

[modifica] Collegamenti esterni

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