89º Reggimento fanteria "Salerno"

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89º Reggimento "Salerno"
CoA mil ITA rgt fanteria 089.png
Armoriale del 89º Reggimento "Salerno"
Descrizione generale
Attiva 1884 - 1926
1926 - 1943
1958 - 1991
Nazione bandiera Regno d'Italia
Bandiera dell'Italia Italia
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
CoA Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Fanteria
Dimensione Reggimento
Ultima sede del reggimento nel 1991 Salerno
Motto "Non chiedo dove"
Battaglie/guerre Guerra d'Eritrea
prima guerra mondiale
Guerra di Etiopia
Seconda guerra mondiale, ARMIR, Fronte orientale (seconda guerra mondiale), Seconda battaglia difensiva del Don, Operazione Piccolo Saturno
Anniversari 17 dicembre 1942 Battaglia di Nikitovka[1].
Decorazioni Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia

Medaglia d'oro al valor militare Medaglia d'Argento al Valor Militare Medaglia d'Argento al Valor Militare Medaglia d'Argento al Valor Militare Medaglia di bronzo al Valor Militare Medaglia di bronzo al Valor Militare Croce di guerra al valor militare Croce di guerra al valor militare

Medaglia commemorativa terremoto siculo 1908 Croce di guerra francese 1914/1918
Simboli
Mostrina del 89º Reggimento fanteria "Salerno" Mostrina rgt fanteria 089 Salerno.png

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L'89º Reggimento "Salerno" è stata un'unità dell'esercito italiano, erede delle tradizioni e della storia dell'89º Reggimento fanteria "Salerno", avente sede a Genova in tempo di pace prima della seconda guerra mondiale e nella Caserma "Generale Antonino Cascino" di Salerno come sua ultima sede prima dello scioglimento con il nome di 89º Battaglione Fanteria Salerno.

Indice

[modifica] Storia

Il 1º novembre 1884 venne formata la Brigata "Salerno", composta dall’89º Reggimento, costituitosi con decreto 4 settembre 1884, con compagnie cedute dai 9°, 11°, 39°, 49° e 71° reggimenti e l’unione con il 90º Reggimento fanteria. A seguito della legge 11 marzo 1926 sul nuovo ordinamento dell'esercito, la brigata venne divisa, separando nuovamente i due reggimenti. Contemporaneamente prende il nome di 89º Reggimento Fanteria "Salerno" con la contestuale formazione delle Brigate da tre reggimenti viene assegnato alla Vª Brigata di Fanteria unitamente al 41º Reggimento fanteria "Modena" e al 42º Reggimento fanteria ''Modena''. In tale situazione, il reggimento è articolato su tre battaglioni, compreso uno proveniente dal disciolto 158º reggimento. Dal 25 marzo 1939 i due reggimenti, l’89° e il 90° furono nuovamente affiancati per costituire, unitamente al 37º Reggimento artiglieria divisionale (sostituito nel 1942 dal 108º Reggimento artiglieria divisionale di nuova formazione) la 5ª Divisione fanteria "Cosseria".[2].

[modifica] Nella guerra di Abissinia (1895-1896)

Nel 1896 partecipa alla "battaglia di Adua” con 275 uomini e 8 ufficiali suddivisi nel III° - VI° - XV° Battaglione Cacciatori.

[modifica] Nella guerra italo-turca o Guerra italo-turca (1911-1912)

L'11 febbraio 1912, a bordo del piroscafo Verona[3] salparono da Napoli l’89° fucilieri, comandato dal colonnello De Albertis. L'89° fucilieri faceva parte della decima brigata, comandata dal maggior generale Buonino e destinata ad operare a Zuara. La brigata “Salerno”, con l’89° fu inviata a rinforzare le truppe di Homs ed a formar un grosso contingente con le altre truppe di fanteria, che già si trovavano dislocate in Cirenaica. Durante la campagna libica guadagna la prima medaglia d'argento al Valor Militare per l'eroismo del I° Battaglione che, il 27 febbraio 1912, conquista, con irresistibile slancio, l'altura del monte Mergheb. Nella battaglia di Homs presero parte ai combattimenti anche l'8º Reggimento bersaglieri, un Battaglione del 6º Reggimento fanteria "Aosta", un Battaglione del 37º Reggimento fanteria "Ravenna" e il Battaglione Alpini "Mondovì".

[modifica] Nella prima guerra mondiale (1915-1918)

La Brigata il 22 maggio 1915 è stanziata a Cividale del Friuli, dipendente della 8ª divisione. Il 29 appoggia l’azione dei reggimenti che attaccano il monte Merzli (Mrzli vrh) e il monte Sleme. La Salerno partecipa alle operazioni di guerra sino al 5 giugno 1915, poi venne avvicendata per un periodo di riposo. Da luglio è di nuovo in trincea. Le difese nemiche del Mrzli sono su punti strategici talmente efficienti da non consentire operazioni degne di nota, che portano solo modesti successi, pagati con enormi perdite umane. nel periodo da agosto ad ottobre vengono più volte tentate delle sortite con ripetuti gli assalti alla prima linea avversaria; il 24 ottobre l’89° porta avanti l’azione contro la quota 1360, l’ultima trincea nemica prima della vetta. I soldati compiono sforzi disumani per oltrepassare il reticolato sotto il pressante fuoco di cannoni e dalle mitragliatrici, ma sono costretti a entrare nuovamente nelle trincee di partenza. L’azione prosegue fino al giorno 26, data in cui i fanti riescono ad espugnare alcuni avamposti, ciò nonostante, la reazione austriaca non permette di resistere nelle posizioni conquistate, obbligando il ripiego. Tornata nelle retrovie, la brigata Salerno presidierà la seconda linea sino a fine anno. All’inizio del marzo del 1916, la Brigata Salerno viene posizionata sull’Altopiano di Asiago. Da qui, l’11 aprile si schiererà nel settore Osteria del Termine (Passo Vezzena). Il 15 maggio i fanti della “Salerno” si trovarono in prima linea quando il nemico lancia la sua offensiva (Strafexpedition). Dopo un intenso bombardamento seguì un violento attacco di fanteria, che fu contenuto in un primo momento. Le seguenti ripetute battute d’artiglieria sfibrano la resistenza della Salerno che è costretta a ripiegare; il 21 maggio, dopo aver perso importanti posizioni laterali, la Salerno è costretta ad ritirarsi ancora sino a giungere sul margine estremo dell’altipiano, fortunatamente già presidiato dalle divisioni provenienti dall’Isonzo. Terminata la battaglia, la Salerno è praticamente annientata, ha perso 4213 soldati tra morti, feriti, dispersi, prigionieri. In attesa dei nuovi complementi viene nuovamente trasferita nelle retrovie per un periodo di riposo. In giugno la brigata è di nuovo in prima linea e collabora alle azioni sul fronte del monte Interrotto, Busa del Termine, Col del Rosso. Stabilizzatosi il fronte degli altipiani, in agosto, la Brigata viene inviata sulla linea del Carso nel settore di Doberdò. Il 14 settembre è alla testa delle truppe che attaccano le posizioni nemiche di Merna-Castagnevizza (Nova Vas) riuscendo a conquistarle. La successiva avanzata verso quota 208 è implacabilmente fermato. L’attacco a quota 208 verrà ripetuto il 10 ottobre, dove lo slancio porterà i fanti ad conquistare parte delle difese austriache e l’intero paese di Nova Vas. La brigata è talmente decimata che viene ancora una volta fatta rientrare nelle retrovie per un periodo di riposo. Fino a maggio 1917 la Brigata conduce normali turni di trincea e riposo fino al giorno 23 dove è chiamata a prendere parte all’attacco contro la linea Fornaža (Fornace) – Stari Lovka – quota 289; la dura battaglia prosegue per tre giorni, fra attacchi e contrattacchi, sono occupate controllate alcune posizioni verso Boscomalo e Sella delle Trincee (Hudi Log), in questa battaglia la brigata perde altri 2319 soldati. Il 19 agosto il comando d’armata assegna alla brigata il compito di sorpassare le difese di Flondar, verso l’Hermada; gli assalti, portati con vigore e senza risparmio di energie, fanno cadere il tunnel ferroviario di quota 43, mentre ulteriori avanzamenti sono impediti dai furiosi bombardamenti dell’ artiglieria avversaria. Il 28 agosto i superstiti della Undicesima battaglia dell'Isonzo ricevono il cambio e possono scendere a riposo. In settembre la Salerno viene trasferita nelle vicinanze di Feltre; In settembre la Salerno viene trasferita nelle vicinanze di Feltre; il 23 ottobre viene sorpresa nell’alto Isonzo quando il nemico irrompe sul nostro fronte a Caporetto e il Comando Supremo Italiano invia la Brigata di Fanteria “Salerno” agli ordini del generale Zoppi a presidiare il monte Matajur.La Brigata era partita da Bassano il 22 ottobre ed era giunta a Savogna trasportata su autocarri La sera del 23, a causa della totale disorganizzazione negli spostamenti di truppe e i conseguenti ingorghi stradali, il reparto dovette proseguire a piedi, per raggiungere marciando per un’intera giornata, il paese di Luico (Livek). Dopo l'assembramento a Luico, senza poter riposare, l’unità incominciò la salita del Matajur, la cui cresta venne raggiunta dai primi reparti all’alba del giorno 24. Gli ultimi reparti giunsero in vetta soltanto a sera. Il monte Matajur era però sprovvisto di qualsiasi tipo di opera difensiva, erano del tutto assenti trincee e reticolati. Solamente la strada che da Luico saliva verso la vetta, tra l'altro non del tutto terminata, era l’unica opera militare che potesse agevolare le operazioni belliche. Le condizioni in cui la Brigata “Salerno” avrebbe dovuto difendere il monte sembrò subito non all'altezza del compito a cui i militari erano chiamati a compiere. Ad aumentare lo svantaggio tattico contribuì anche la provenienza della brigata da altri settori del fronte operativo. I comandi non conoscevano la zona in cui i soldati dovevano combattere. Lo schieramento dei reparti si completò nella mattinata del 25. I reparti dell'89º Reggimento furono posizionati a quota 700 circa, completamente isolati dagli altri reparti e privi di qualsiasi collegamento con altri settori. Quando la Brigata Bersaglieri che difendeva il passo di Luico, capitolò sotto le predominanti forze della 12ª Divisione Slesiana e dell’Alpenkorps Bavarese e un'avanguardia del Wurttemberg, agli ordini di un giovane Tenente Erwin Rommel, anche il destino della Brigata “Salerno” sembrava segnato. L’attacco tedesco alla conquista del Matajur vide l’azione frontale da parte dell’Alpenkorps che si incuneò fra le due linee difensive in cui la brigata era disposta, mentre, reparti della 12ª Divisione Slesiana con una rapida manovra, aggiravano da nord, risalendo le valli del Natisone, raggiungendo alle spalle la linea di difesa sulla cima, annientando anche il dal 90º Reggimento. A seguito gli avvenimenti del 25, 26 e 27 ottobre, i fanti della Brigata, dopo aver combattuto contro forze notevolmente superiori, ripiegarono in disordine. All’accerchiamento della 12ª divisione di Slesia sopravvissero solo 387 uomini. Praticamente annientata, la Brigata viene inviata a riordinarsi in attesa di ordini superiori a San Secondo Parmense. Nella primavera del 1918, la Germania, in seguito al ritiro dal conflitto da parte della Russia, sconvolta dalla Rivoluzione d'ottobre, decise di avvalersi della sua temporanea superiorità numerica lanciando un attacco massiccio e decisivo contro la Francia. L'offensiva venne preparata concentrando sul fronte franco-tedesco tutti i mezzi disponibili. Prevedendo tale mossa, la Francia avvio un rafforzamento delle linee, rafforzamento a cui anche l’Italia partecipò. Il governo italiano inviò sessantamila soldati che furono impiegati soprattutto in lavori di manovalanza. Questo contingente era chiamato truppe ausiliare italiane in Francia (T.A.I.F). L’Italia inviò anche truppe militari, per sdebitarsi dell'aiuto ricevuto dagli Alleati nel novembre del 1917, dopo la disfatta di Caporetto. Quindi, nel marzo 1918 la brigata, con l’organico di nuovo al completo degli effettivi venne inviata, inserita nella 3ª divisione agli ordini del II° corpo d’armata del generale Alberico Albricci, sul fronte francese. Componevano la 3ª Divisione, due squadroni del 15°Cavalleggeri di Lodi e il II° Corpo degli Arditi, la Brigata fanteria "Napoli" (75º e 76º reggimento Fanteria), la Brigata “Salerno” (89º e 90º reggimento Fanteria) e il 10º reggimento Artiglieria. Il 12 giugno la “Salerno” è schierata nelle Argonne, sulla riva destra del fiume Aire. La grande offensiva tedesca sarà sferrata il 15 luglio, prima contro l’8ª divisione italiana (ala sinistra) poi contro la 3° (ala destra), dopo aver resistito alle varie ondate, i battaglioni della Brigata ripiegano con ordine sino ad occupare la linea del vallone di Courmas. Nei giorni seguenti, nonostante aver più volte vacillato sotto il formidabile impatto nemico, non si registrarono altri ripiegamenti; il 23 luglio i reparti passarono alla controffensiva e rioccupando l’importante sperone del Bois Naveau. Alla fine di settembre, dislocata nel settore dell’Aisne, nella notte del 29 attacca con decisione il fronte nemico, sorpassando le truppe coloniali francesi ed entrando per prima nel villaggio di Chavonne. Avvicendando i reggimenti per sostenere sempre l’attacco, prosegue sino a Croix en Tête e Cour Soupir. Bloccata dalla reazione tedesca, il 10 ottobre la brigata riprende l’avanzata sino ad occupare la cresta dello Chemin des Dames. Il 21 ottobre riceve il cambio e può portarsi nelle retrovie a riposo per ritornare in prima linea il successivo 5 novembre, dove trova il nemico in grave crisi e può rioccupare posizioni ed avanzare conquistando diversi villaggi; Nelle prime ore dell’11 novembre reparti di cavalleria della Brigata unitamente a truppe della 121ª divisione francese entrano a Rocroi, alle ore 11 dello stesso giorno cessarono le ostilità.[4][5][6][7]

[modifica] Nella guerra di Etiopia (1935-1936)

Nell'Agosto 1935 venne predisposto per la campagna africana e a settembre 1936 fu trasferito in a Bengasi in Cirenaica, dove rimarrà fino a dicembre, inquadrato nella Divisione di Fanteria "Cosseria II" (105a). Prende parte alla guerra fornendo alcuni reggimenti e reparti vari mobilitati, con un organico di 38 ufficiali e 185 soldati. Nei primi giorni di gennaio del 1936 venne trasferita in Eritrea e dislocata ad Adi Gualà nell'alto Mareb. In questa zona svolge principalmente attività di controllo e protezione delle retrovie del fronte di combattimento. In marzo avanza lungo l'itinerario Adi Onfitò-Axum e in aprile si disloca nella zona di Adua. In settembre fece rientro in patria.

[modifica] Nella seconda guerra mondiale (1940-1945)

Allo scoppio delle ostilità, il 10 giugno 1940, il reggimento è composto da un comando, una compagnia comando, tre battaglioni di fucilieri, una compagnia mortai da 81, quattro batterie di armi di accompagnamento da 65/17. Essendo l’89º reggimento dislocato a Ventimiglia, prende subito parte agli aspri combattimenti sul monte Grammondo e nell’entroterra. Unitamente al 90º reggimento fanteria "Salerno" e al 41ºe 42º reggimento fanteria "Modena" entra a Mentone. I reparti della 5ª divisione rimasero in territorio di occupazione fino all’agosto del 1941, quando rientrarono in Italia per essere adoperati a difesa delle coste della Liguria occidentale. Nel 1942 il reggimento, (unitamente a tutta la divisione Cosseria di cui faceva parte) fu trasferito da Ventimiglia, tra 15 giugno e il 10 luglio, in Russia, per partecipare alla campagna del CSIR prima e poi dell’ARMIR. Dopo un viaggio di 15 giorni in tradotta militare e altri 5 di marcia, il reggimento arrivò a Gorlowka. Il primo compito ricoperto assunto fu dietro al XXXV° Corpo d'Armata come grande unità di riserva. Successivamente seguì nell'avanzata le unità attaccanti e il 15 luglio giunge nella zona di Stalino (Doneck), per poi arrivare il 25 a Voroshilovgrad, da dove prosegue verso il fiume Don dopo aver superato il Donez a Luganskaja. Nella prima quindicina di agosto i reparti della Divisione Cosseria, inquadrati nel II° Corpo d’Armata, assumono la responsabilità di un tratto di fronte sul Don, a nord della Divisione Ravenna, nel settore compreso fra Nowo Kalitwa e l'ansa di Werkmamon. La linea difensiva era così disposta; il II° battaglione dell’89° a sinistra (Nowo Kalitwa-Korciani) il I°/89° a destra in prima linea, il III/89° di rincalzo. A destra il 90º reggimento fanteria, un reggimento tedesco e la divisione Ravenna. Durante la prima offensiva sovietica sul Don, portata dal 20 al 26 agosto, i reparti della divisione sostengono nuovi combattimenti per sostenere il fronte e resistono senza cedere terreno sulle posizioni attaccate di Krassno Orechowoje. L'11 settembre durante un ulteriore tentativo di attacco nemico a Krassno Orechowoje e a Deresowko, alcune posizioni vengono perdute ma, a seguito di un immediato contrattacco portato il giorno successivo, ritornano nelle mani della divisione. Subito dopo, la Divisione viene sostituita al fronte e impiegata parte di rinforzo alla Divisione Ravenna e parte in riordinamento nelle retrovie. Fino a dicembre, sul Don la situazione era sopportabile. Tranne qualche scaramuccia con piccole sparatorie di armi portatili, qualche tiro di artiglieria e colpi di mano notturni da una parte e dall’altra. A metà dicembre le azioni offensive dei russi si facevano più frequenti ed accanite fino a rendersi conto che stavano preparando un’offensiva vera e propria. Un attacco condotto dai russi con notevoli forze contro il I/90° costò la vita al comandante del battaglione e ai quattro comandanti di compagnia, morirono molti ufficiali subalterni e militari di truppa. Per ristabilire la situazione fu impiegato il III/89° fanteria che respinse il nemico. Il 12 dicembre 1942 alle 5,30 iniziò la grande offensiva russa, nel quale ci fu un massiccio impiego di uomini, armi carri armati e aerei. I sovietici, dopo aver quasi sguarnito tutto il resto della linea del Don, riuscirono a realizzare una azione di sorpresa in un periodo invernale ed attaccando il punto più favorevole. Periodo invernale nel quale i tedeschi avevano scartato nelle loro previsioni ogni possibile azione nemica. L'ampiezza del settore da difendere, lunga oltre 270 km, da Kamilschova a Vescenskaja, era eccessiva. L'8ª armata poteva schierare una Divisione ogni 30 km di fronte, mentre il settore coperto dal II° Corpo d'Armata, prescelto dai sovietici per l'attacco, aveva un'ampiezza persino superiore ai 60 km. Basta questo per capire in quali condizioni il II° Corpo d'Armata abbia affrontato la battaglia. L'attacco violentissimo, preceduto da azioni di bombardamento intense e micidiali, travolse alcune postazioni del II/89° fanteria. Sopraggiunsero gruppi di rinforzo che ristabilirono la situazione della linea del fronte. Verso le ore 21, un contrattacco condotto dalle forze russe contro l'11ª compagnia, fu respinto e disperso. Da quel momento ci furono attacchi e contrattacchi condotti dai superstiti del II/89° e III/89°. Durante la notte del 13 e 14 dicembre ci furono aspri combattimenti durante i quali, il comandante del reggimento, colonnello Paolo Maggio, riunì tutti i soldati, cucinieri e gli autisti compresi, e più volte andò all'assalto delle forze russe cadendo ferito a morte. Con lui il suo aiutante in seconda, e molti ufficiali e militari di truppa. La pressione russa produce una flessione in direzione di Orobinskij per cui viene minacciato di aggiramento tutto lo schieramento divisionale. Nel corso del giorno 15 e nella notte del 16 crollò la resistenza del I° battaglione. I resti del reggimento si raggrupparono alla periferia di Nowo Kalitwa e formarono un caposaldo con l'ordine di resistere ad oltranza e di non arretrare a prezzo della vita. Mentre gli ultimi capisaldi combattevano sul Don era già caduta Zapcovo sede di comando del Corpo d'Armata, situato più arretrato di 20 km dalla linea del fronte. I giorni di 17, 18 e 19 furono giorni di lotta continua, assediati da continue ondate di un nemico inarrestabile. Nel pomeriggio del giorno 19 dicembre il caposaldo di Nowo Kalitwa si spostò a quota 196 dove giunse il battaglione Cividale (4ª Divisione alpina "Cuneense") per dare il cambio ai resti dell'89º reggimento. In conseguenza delle gravi perdite subite la divisione viene sostituita in linea da unità tedesche e impiegata in rinforzo della Divisione Ravenna nella zona di Rowenko, nelle retrovie, per riordinarsi e assumere successivamente il controllo e la difesa delle linee di rifornimento. Gli avvenimenti sfavorevoli, determinati da ulteriore pressione nemica nelle zone di rottura del fronte, costringono i resti della divisione a continuare il ripiegamento. Il movimento verso sud-ovest viene effettuato dapprima mantenendo un largo fronte, successivamente in colonne moventi su uno o più itinerari in relazione alle vicende dei combattimenti e agli attacchi delle unità corazzate nemiche che agivano sulle retrovie della divisione in ritirata. Il 2 gennaio 1943 le residue forze vengono inviate a difendere l'abitato di Rovenki, alle dipendenze del Corpo d’Armata Alpino. Successivamente, i resti stremati della divisione, continuano l'estenuante marcia che li porta sul Donez a Forschadt e quindi a raggiunge Izjum. Da qui inizia la lunga marcia della ritirata. A piedi, i fanti della Cosseria percorrono oltre 1.300 km, attraversando Karkov, Ahtyrka, Romny, Priluki, Neshin, fino a Novo Beliza, nella zona di Gomel, che viene raggiunta il 7 marzo. Nelle battaglie del Don la Divisione Cosseria, che si ritirò un mese prima del corpo alpino, ebbe 1273 morti, tutti caduti sulla linea di combattimento. Il “Salerno” riuscirà a tornare in patria solamente verso la fine di aprile del 1943. Una volta rimpatriata l’intera Divisione, venne trasferita in Toscana per potersi riorganizzare. Dopo la permanenza nei pressi di Firenze, venne trasferita a Milano e dislocata a Sesto San Giovanni con compiti di ordine pubblico. In tale località, seguendo le sorti della 5ª Divisione, cessò definitivamente ogni attività militare il 12 settembre 1943 e venne sciolta, in conseguenza dei fatti che determinarono l'armistizio.[8][9]

[modifica] Tempi recenti

Il 1º luglio 1958 il Reggimento fu ricostituito ad Imperia con la denominazione di 89º Reggimento fanteria "Salerno” C.A.R. (Centro addestramento reclute). Compongono l’89º Rgt. fant. CAR ”Salerno” il comando di reggimento, presso la caserma “Crespi” di Imperia, quattro battaglioni: Arma di Taggia caserma “G.B.Revelli”, Pieve di Teco caserma “Manfredi”, Albenga ,caserme "Piave" e "A. Turinetto", Diano Castello caserma "B. Camandone" e a Savona la caserma Bligny. A metà degli anni settanta il reggimento fu trasferito a Salerno, presso la Caserma Generale Antonino Cascino, ora Caserma D'Avossa. Il 23 novembre 1980, in conseguenza del terremoto dell'Irpinia fu tra i primi reparti dell'esercito ad intervenire in aiuto delle popolazioni funestate. Nel 1982, un giovane soldato del Battaglione, di scorta ad un convoglio, fu vittima di un attacco terroristico da parte delle Brigate Rosse. In seguito a quei fatti perse la vita il caporale Antonio Palumbo (vedi Strage di Salerno del 26 agosto 1982). Nell'ultima sede di Salerno, l'89º Battaglione Fanteria Salerno venne definitivamente sciolto il 31 gennaio 1991 cedendo il posto presso la Caserma Cascino al 19º Reggimento Cavalleggeri Guide.[10].L'archivio documentale è sito presso la Caserma Angelucci di Salerno.

[modifica] Stemma

Scudo : scudo sannita fasciato d’oro e di rosso. Banda d'azzurro ai tre gigli d'oro (Borbone). Il tutto al capo d'oro con il quartier franco d'azzurro caricato del tridente d'Ucraina d'oro.

Corona turrita

Ornamenti esteriori: lista bifida: d'oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l'alto, riportante il motto: "NON CHIEDO DOVE". Nella versione del regno d’Italia la lista bifida è orizzontale sotto la punta dello scudo e colorata come le mostrine del reggimento.

onorificenza: accollata alla punta dello scudo con l'insegna dell'Ordine Militare d'Italia pendente al centro del nastro con i colori della stessa.

nastri rappresentativi delle ricompense al Valore: una medaglia d'oro, tre medaglie d'argento e due medaglie di bronzo al Valor Militare, una medaglia di bronzo al valore dell'esercito. Sono annodate nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda dal punto predetto, passando dietro la parte superiore dello scudo.

[modifica] Insegne e Simboli dell'89º Reggimento "Salerno"

Il Reggimento indossava il fregio della Fanteria (composto da due fucili incrociati sormontati da un elmo volto a sinistra).

Le mostrine del reggimento erano rettangolari di colore cremisi con due bande laterali bianche. Alla base della mostrina si trova la stella argentata a 5 punte bordata di nero, simbolo delle forze armate italiane.

[modifica] Onorificenze

[modifica] Decorazioni alla bandiera di guerra

L'89º Reggimento "Salerno" è decorato con le seguenti onorificenze:

Croce di cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia
«"Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell'aspra battaglia,conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace , domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia. Conferita con R.D. il 5 giugno 1920»
— Guerra 1915-18[11][12]
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
« "Da quattro mesi in posizione di resistenza, già distintosi in precedenti azioni di guerra, durante sette giorni di aspra lotta contro forze cinque volte superiori, resisteva in posto passando reiteratamente al contrattacco per rigettare oltre Don forze nemiche sempre incalzanti sostenute da potente appoggio di artiglieria e mortai, da violente azioni aeree, causando all’avversario perdite ingentissime in uomini e materiali. Superato in questa lotta accanita ogni limite di umana resistenza e ricevuto ordine di ripiegare su posizioni retrostanti, contrastava passo per passo le posizioni al nemico, inchiodandolo successivamente al terreno e infliggendogli continue gravi perdite, con sublime mirabile estremo sacrificio di pochi prodi stretti attorno al colonnello comandante di reggimento, caduto eroicamente sul campo alla testa di essi in epica leggendaria affermazione di valore militare, spirito di sacrificio, fedeltà al dovere fino all’estremo" »
— Fronte russo, Don, 12-17 dicembre 1942[13].
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
« "Per la splendida condotta tenuta dal I° battaglione nel combattimento del Mergheb" »
— Mergheb, 28 febbraio 1912 (conferita con Regio Decreto 19 gennaio 1913)
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
« "Con irresistibile slancio ed indomabile energia, travolte le accanite resistenze nemiche lottò eroicamente per quattro giorni, conquistando e mantenendo formidabili posizioni a prezzo di largo e generoso olocausto di sangue" »
— Hermada, agosto 1917 (conferita R.D. 5 giugno 1920)[14].
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
« "Sui campi di Francia diede brillanti prove di valore e salda disciplina, resistendo tenacemente alle posizioni affidategli, ed infrangendo possenti attacchi avversari. Iniziata, poi la controffensiva alleata, superando ostinate resistenze e conquistando, con bell'impeto e gravi sacrifici di sangue importanti e ben difese posizioni, confermò le alte virtù guerriere di inarrivabili fanti" »
— Courmas, Saint-Euphraise-et-Clairizet, Bligny, Chemin des Dames, Soissons 15 luglio-11 novembre 1918 (conferita con R.D. 5 giugno 1920)[14].
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
« "In tre giorni di aspra e sanguinosa lotta, sotto violento fuoco di artiglieria e di armi automatiche in opere protette, espugnava un munitissimo sistema, suscitando l'ammirazione dello stesso avversario" »
— I Colletti Mentone (fronte italo-francese), 22-24 giugno 1940[15].
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
« "Durante due giorni di duri combattimenti, il III° battaglione, con pronto trasferimento in un settore di un altro reggimento della Divisione, svolgeva ripeturi contrattacchi che conducevano alla riconquista di importanti posizioni, ricacciando il nemico oltre il fiume Don” »
— Quota 158 Don (fronte russo), 11-12 settembre 1942.
Medaglia d'oro commemorativa del terremoto Calabro-Siculo al Reggimento - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro commemorativa del terremoto Calabro-Siculo al Reggimento
« "Si segnalò per operosità, coraggio, filantropia, abnegazione nel portare soccorso alle popolazioni funestate dal terremoto Calabro-Siculo” »
— Calabria-Sicilia 1908 (conferita con Regio Decreto 5 giugno 1910)
Croce di guerra francese 1914-1918 - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra francese 1914-1918
« "Diede prova di notevole tenacia nella difesa di una posizione importantissima, dopo aver resistito per più giorni sotto violento bombardamento e avere respinto gli attacchi nemici, nonostante l'estrema fatica, ritrovò tutto il suo ardore per passare allo attacco e ricacciare i tedeschi" »
— Bois de Bligny, 22 luglio 1918[14].

[modifica] Decorazioni ai Militari

[modifica] Medaglie d'oro al valor militare

Valor militare gold medal BAR.svg 10

Colonnello TROSSARELLI GIOVANNI nato a Savigliano (CN) comandante dell’89º reggimento fanteria della brigata "Salerno". M.O.V.M alla memoria.

"Dopo avere, per più giorni, guidato con slancio il proprio reggimento all’attacco di una forte posizione nemica, colpito a morte mentre, dimentico di sé, non pensava che alla direzione del combattimento, spirava sul campo senza voler essere trasportato al posto di medicazione, e vietando, anzi, agli astanti di parlare dell’accaduto, per il timore che la sua morte impressionasse il reggimento e ne diminuisse lo slancio nel difficile attacco." Mrzli, 29 agosto 1915. Data del conferimento: 25/06/1916[16].

Valor militare gold medal BAR.svg

Capitano MARIANI GIUSEPPE AUGUSTO nato a Seregno(MI) comandante 619ª compagnia mitraglieri "Fiat" dell'89º reggimento fanteria "Salerno"

"Mentre sulla linea era impegnato un furioso corpo a corpo, rimasto solo alla propria mitragliatrice, ferito alla spalla, continuava un fuoco violento per trattenere la foga irrompente del nemico. Sopraffatto, non si arrendeva, quantunque ferito una seconda volta alla gamba. Sopraggiunti i nostri con un contrattacco, mentre si apprestava nuovamente a falciare l’avversario, cadeva riverso sulla propria arma, colpito in pieno petto. Soccorso e trasportato al vicino posto di medicazione, trovava ancora la forza di incitare e rincorare i compagni." Carso, 21 agosto 1917. Data del conferimento: 10/02/1918[17].

Valor militare gold medal BAR.svg

Tenente GALLARDI CARLO nato a Vercelli (VC) Comandante della 3ª compagnia brigata "Salerno"

"Durante un contrattacco nemico, in un momento di grave pericolo, strappava al capo arma una mitragliatrice, la portava arditamente in campo aperto, maneggiandola egli stesso. Mentre il nemico, specialmente per l’ardito intervento di lui, ripiegava, cadeva ucciso sull’arma. La sera precedente, avendo riportata una frattura all’avambraccio destro in seguito a scoppio di proietto avversario, tenne contegno veramente stoico. Non abbandonò la linea, si fece fasciare il braccio da un sergente e stette tutta la notte vigilando, dando mirabile esempio di sentimento del dovere e di abnegazione." Carso, quota alberata, 21 - 22 agosto 1917. Data del conferimento: 19/08/1921[18].

Valor militare gold medal BAR.svg

Sottotenente SIFFREDI ANGELO nato a Porto Maurizio (IM) Comandante reparto speciale bombardieri dell'89º reggimento fanteria "Salerno"

"Fulgido esempio di attività, fermezza e coraggio, con slancio e sangue freddo ammirabili, impugnando la pistola, alla testa del proprio plotone, lo trascinò all’attacco di una forte posizione. Ferito una prima volta al braccio destro, impugnò l’arma con la mano sinistra, continuando ad avanzare. Colpito successivamente al braccio sinistro, perdendo così l’uso di ambedue le braccia, continuò a procedere risolutamente e ad incoraggiare i suoi uomini. Giunto primo fra tutti nella trincea avversaria, mentre attendeva a riordinare il reparto, colpito nuovamente alla tempia, incontrava morte gloriosa sul campo." Boscomalo, 23 maggio 1917. Data del conferimento: 16/8/1918[19].

Valor militare gold medal BAR.svg

Tenente BLUM GIULIO nato a Vienna (Austria) Comandante 1ª compagnia della brigata "Salerno" M.O.V.M. alla memoria.

"Soldato volontario di guerra a 62 anni, in breve raggiunse per la costante devozione al dovere, per l’inestinguibile entusiasmo, per la prova di valore offerta e per il sangue due volte eroicamente versato, il grado di tenente. Fremente per patriottismo, del più alto spirito guerriero, chiese ed ottenne di partecipare all’assalto con i fanti di una brigata. Postosi alla testa di un forte gruppo di valorosissimi da lui nobilmente arringati e che lo avevano con entusiasmo acclamato degno di guidarli alla contrastata vittoria, egli li precedette con la bandiera in pugno, incitatore magnifico ed eroico. Cadde colpito a morte, al grido di: Savoia !." Quota 145 sud, pendici settentrionali dell’Hermada, 23 agosto 1917. Data del conferimento: 22/11/1917[20].

Valor militare gold medal BAR.svg

Soldato BIANCHI EMILIO da Ancona (AN) 84ª compagnia zappatori 89º reggimento reggimento "Salerno" M.O.V.M. alla memoria.

"Sempre primo ove più grave era il pericolo, raggiungeva sotto violento fuoco, la trincea nemica. Colpito da una granata avversaria che gli asportava la gamba sinistra, con mirabile sangue freddo estraeva dalla tasca un coltello e, tagliando i lembi della carne sanguinante, alzava nella mano destra la gamba mozzata, gridando parole magnifiche di incoraggiamento ai propri compagni. Rivoltosi poi al proprio ufficiale, esclamava: Viva l’Italia !. Il giorno seguente perdeva la vita". Hudi Log, 24 maggio 1917. Data del conferimento: 22/12/1917[21].

Valor militare gold medal BAR.svg

Capitano MATTEOCCI SESTILIO, nato a Lugnano di Villa Troiano (RI), comandante di compagnia dell'89º reggimento fanteria "Salerno". M.O.V.M alla memoria.

"Comandante di una compagnia ai arditi, dava in più azioni fulgide prove di animo intrepido. Sempre primo nel cimento, nella offerta, nel sacrificio, si lanciava alla testa del reparto all'attacco. Colpito da mitragliatrice, non piegava, ma con stoica fierezza perseverava nella lotta. Colpito una seconda volta da scheggia di granata, aveva troncata una gamba. Non piegato l'eroico spirito, ai soldati ordinava di proseguire verso gli obiettivi. Colpito una terza volta, e mortalmente, rivolgeva il pensiero in estremo atto di devozione al colonnello ed alla famiglia reggimentale. Luminoso esempio di elette virtù militari già. segnalate con altre prove di valore sui campì di battaglia d'Etiopia." Castel del Lupo, passo San Paolo di Ventimiglia, 22 giugno 1940)[22].

Valor militare gold medal BAR.svg

Sottotenente di cpl. ORLANDO ADALBERTO, nato a Manduria (TA) 89º reggimento fanteria "Salerno" M.O.V.M alla memoria.

"Ufficiale reduce dal fronte occidentale, rinunciava al congedo spettantegli quale laureando in medicina, per seguire il suo reparto in A.S. Comandante di reparto isolato sottoposto ad intenso fuoco di artiglieria e mitragliatrici dell’avversario che cagionava perdite rilevanti, fronteggiava con calma la difficile situazione, efficacemente prodigandosi, nella tregua del combattimento, nel soccorso dei feriti ed operando l’amputazione di un braccio ad uno di essi colpito più gravemente. Attaccato dal nemico con mezzi meccanizzati e nuclei di mitraglieri, reagiva all’offesa rimovendo dalla postazione un pezzo anticarro ed effettuando il tiro allo scoperto contro carri armati nemici avanzanti. Ferito persisteva valorosamente nell’azione di fuoco, fino a quando fulminato da raffica di mitragliatrice dell’avversario si abbatteva esanime sul pezzo. Esempio di alto spirito di sacrificio, assoluta dedizione al dovere ed eroismo." Zona di Tobruk (A.S.), 22 aprile 1941[23].

Valor militare gold medal BAR.svg

Sottotenente DE MICHIEL VINCENZO di Giuseppe, nato a Fanna il 30 maggio 1920, Comandante di plotone fucilieri della 11ª Compagnia 89º Reggimento fanteria

"In un contrattacco della sua compagnia contro forze soverchianti per numero e mezzi, si slanciava più volte e con impeto irresistibile all'assalto alla testa del suo reparto sotto l'infuriare delle mitragliatrici e dei mortai avversari. Dopo più ore di tenace e cruenta lotta, respinto il nemico, lo incalzava con rinnovato impegno oltre la linea delle primitive posizioni e, con movimento aggirante, tentava di tagliargli la ritirata. Rimasto con pochi uomini ed assalito violentemente da nuovi folti gruppi di avversari, li affrontava impavido a colpi di bombe a mano finché, sopraffatto dal numero e colpito a morte, cadeva da prode. Esempio di fulgido eroismo, di valore personale e di amor di Patria." Quota 158 di Deresowka (Fronte russo) 11 settembre 1942.[24].

Valor militare gold medal BAR.svg

Sottotenente PIERO BORROTZU di Giuseppe, nato a Orani (NU) il 25 aprile 1921, Ufficiale del 89º Reggimento fanteria, M.O.V.M. alla memoria

"Volontario nella Brigata d'assalto “Lunigiana”. Catturato da reparti tedeschi e della Xª MAS, si assunse la responsabilità di comandante per salvare questi e la popolazione residente da rappresaglie. Offertosi volontariamente al nemico per salvare da strage un paese innocente”. Dopo aver subito sevizie tanto efferate da restarne sfigurato." Fucilato a Chiusola (SP) il 05.04.1944[25].

Valor militare gold medal BAR.svg

Tenente GAZZANI CESARE nato a Campobasso (CB) Comandante del 2º plotone dell'11ª compagnia fucilieri dell' 89º reggimento M.O.V.M alla memoria

"Comandante di una ridotta, attaccata improvvisamente e violentemente di notte e messa a fuoco, con serena e tranquilla energia fece fronte al nemico soverchiante ed irrompente e con l'eroico sacrificio suo e di buona parte del plotone cagionò al nemico perdite rilevanti, ne ritardò efficacemente l'avanzata dando tempo ad una colonna di soccorso di accorrere e di ricacciarlo". Monticelli di Lebda, 12 giugno 1912.[26].

[modifica] Medaglie d'argento al valor militare

Valor militare silver medal BAR.svg 142 (86 a ufficiali; 56 a militari di truppa)[27]

  • Tenente med. Longoni Elia nato a Seregno (Mi) il 2.11.1879, Uff. medico 89º reggimento fanteria "Salerno"

“Ammalato, attese ugualmente al proprio compito. Benché il suo Battaglione fosse in una posizione arretrata, sistemò il posto di medicazione in una località avanzata, noncurante dell'intenso fuoco nemico pur di trovarsi nel luogo più acconcio per rendersi utile anche ai feriti di altri reparti. Calmo e sereno, prestò con grande attività la sua opera di soccorso, finché venne mortalmente colpito da una granata avversaria". Doberdò 10-10-1916”[28]

  • S.Tenente Durelli Giuseppe di Alfredo, nato a Bologna, morto nella 5ª ambulanza chirurgica il 24/5/1917, comandante sezione mitraglieri 89º reggimento fanteria

"Comandante una sezione di mitragliatrici, sotto l'intenso bombarda­mento nemico, si slanciava con ammirevole coraggio contro le prime e le se­conde linee avversarie e, con opportune posizioni fatte prendere alle sue ar­mi, era di valido appoggio alla truppa della sua ondata, battendo con effi­cacia camminamenti e trincee e fronteggiò contrattacchi avversari sempre alla testa del proprio reparto, mentre, noncurante del pericolo, si disponeva per dirigerne il fuoco. Colpito all'addome, cadeva eroicamente fra i suoi uo­mini, incitandoli fino all'ultimo alla resistenza". Bosco Malo, 23 maggio 1917.[29]

  • Caporale Fabris Isidoro di Antonio nato il 12-5-1896 a Costabissara (VI) 89º reggimento fanteria

"Procedendo all'assalto su terreno fortissimamente battuto da mitragliatrici e artiglieria nemica, in testa a tutti, sorreggeva col braccio un ufficiale sessantenne, volontario di guerra, sventolando con lui il tricolore. Caduto ucciso l'ufficiale, egli sempre in testa continuò a combattere". Hermada, quota 145 Sud. 23-8-1917.[30]

  • Maggiore Di Giorgio Antonino da San Fratello (ME), Comandante di Battaglione 89º reggimento fanteria[31]
  • Maggiore Gaitier cav. Achille da Rivoli Veronese (VR) comandante II° battaglione 89º reggimento fanteria
  • Capitano Delboch Carlo da Pontedassio (IM) Comandante compagnia 89º reggimento fanteria
  • Tenente Aiutante Maggiore Nessano Virgilio da Venezia, comandante compagnia 89º reggimento fanteria
  • Tenente complemento Della Cella Giacomo da Genova, 9/10/1890 Altopiano d'Asiago 26/5/1916 89º reggimento fanteria
  • S.Tenente complemento Parodi Umberto da Genova 26/09/1892 Altopiano d'Asiago 17/8/1915 89º reggimento fanteria
  • S.Tenente complemento Perroni Davide da San Pier d'Arena (GE) 27/11/1892 Tolmino 2/6/1915 89º reggimento fanteria
  • S.Tenenete Pedenovi Guido da Tortona (AL) 29/09/1889 Tolmino 24-10-1915 Tolmino 89º reggimento fanteria[32]
  • S.Tenente Carlo Lanzani da San Colombano (MI) 24/10/1885 Osp. Mil. Reggio Emilia 26/10/1917 89º reggimento fanteria[33]
  • S.Tenete Pasquale Amedeo Sebastiano di Ferdinando, nato a Catanzaro il 21/7/1891 caduto il 10/10/1916 a Doberdò Ufficiale Medico 89º reggimento[34]
  • Sergente Storace Dante Gaetano da San Piero d'Arena (GE) 26/10/1885 Tolmino 24/10/1915 89º reggimento fanteria
  • Mar. Aiutante di battaglia Arata Giovanni Battista da Silvano d'Orba (AL) 23-06-1890 Bligny (F) 23-06-1918 89º reggimento fanteria (3 M.A. e 1 M.B.)[35]
  • Sergente De Paoli Paolo da Dorno capo pezzo mitraglieri caduto sul Monte nero 89º reggimento fanteria[36]
  • Fante Pasti Crispino da Baricella 12ª compagnia 89º reggimento fanteria[37]
  • Fante Salvatori Luigi di Giovanni, nato nel 1898 a Castel del Rio, morto il 19 agosto 1917 per ferite a quota 130 (Viadotto Monfalcone) 89º reggimento fanteria[38]
  • Colonnello MAGGIO Paolo, Comandante 89º Reggimento fanteria, Fronte russo 1942[39]
  • Maggiore GUERRIERO Enrico, Fronte russo 1942[39]
  • Capitano CASSANELLO Giuseppe, Fronte russo 1942[39]
  • Capitano EMANUEL Alfredo, Fronte russo 1942[39]
  • Capitano FIORENZI Cherubino, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente BONETTO Paolo, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente LISTUZZI Ferruccio, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente MELIS SEMINO Tullio, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente RAIMONDO Agostino, Fronte russo 1942[39]
  • Sottotenente CONTI Franco, Fronte russo 1942[39]
  • Sottotenente GALLETTI Carlo, Fronte russo 1942[39]
  • Sottotenente GERMANO Pietro, Fronte russo 1942[39]
  • Sottotenente STEFANILE Edoardo, Fronte russo 1942[39]
  • Caporale CAREDDU Antonio, Fronte russo 1942[39]
  • Caporale LUCARELLA Giovanni, Fronte russo 1942[39]
  • Caporale ROSSI Olinto, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato CANTERUCCIO Giuseppe,Fronte russo 1942[39]
  • Soldato PIROMALLO Giuseppe, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato PRECE Antonio, Fronte russo 1942[39]

[modifica] Medaglie di bronzo al valor militare

Valor militare bronze medal BAR.svg 202[27]

  • Capitano De Cia Amedeo Comandante di compagnia 89º reggimento fanteria "Salerno"

"Rioccupava, con la sua Compagnia una Posizione, che le altre truppe avevano dovuto abbandonare a causa del violento fuoco nemico, dando così prova di grande fermezza e di ascendente sul proprio Reparto" Monte Mrzli- Monte Sleme 4 giugno 1915

  • Calzona Carmelo da Parghelia, Aspirante Ufficiale 89º Reggimento Fanteria "Salerno"

" Comandante di un pattuglione d'assalto, lo guidava con risoluta fermezza alla conquista di un bosco, noncurante dell'intenso fuoco di fucileria e mitragliatrici. Ferito da una scheggia di granata avversaria, continuava ad incitare i propri dipendenti fino a che, dall'aggravarsi della ferita, non fu costretto a recarsi al posto di medicazione. " Bois d'Onrezj 18 luglio 1918[40]

  • Rabitti Luigi da Guastalla, tenente 89º Reggimento Fanteria "Salerno", morto all’ospedale di Modena il 24 Giugno 1917.

"Già distintosi per fermezza ed ardire in precedenti azioni in giornata di aspro combattimento, decimata la compagnia e rimasta priva di comandante, per le gravissime perdite subite, assumeva il comando dei superstiti, e riusciva col suo energico contegno a respingere vari contrattacchi conservando la posizione." Monte Interrotto 3 Luglio; quota 208 (sud Carso) Agosto; Hudi–Log 12-14 Settembre 1916”.[41]

  • Fante Antonio Albero da Sarno, di anni 26, XIIª comp. fucilieri dell’89º reggimento fanteria “Salerno”

“Nel corso di un contrattacco, gravemente colpito da bomba da mortaio, dopo aver tentato con sforzi sovrumani di partecipare all'azione, chiedeva ai compagni di essere aiutato per inseguire il nemico in ritirata. Con forza d'animo ammirevole sopportava le dolorose medicazioni e, conscio dell'imminente fine, rivolgeva un estremo saluto alla Patria e al suo colonnello." Quota 158 - Don (fronte russo), 11 settembre 1942.

  • Maggiore Vernetta Pietro di Paolo, nato a Genova il 19/3/1873 caduto sul Carso 21/12/1916 89° regg. fanteria
  • Maggiore Rubini Luigi, di Ludovico, nato a Ceriana (IM),89° regg. fanteria
  • Maggiore Strada Giovanni, di Filippo, nato a Savignone (GE), 89° regg. fanteria
  • S. Tenente Sciarano Aniello, di Aniello, nato a Salerno (SA), 89° regg. fanteria
  • Fante Di Prospero Bruno, di Sisto, nato ad Alatri (FR), 89° regg. fanteria
  • Fante Sier Guerrino, di Giuseppe, nato a Bassano del Grappa (VI) 89° regg. fanteria
  • Maggiore SANTILLI Silvio, Fronte russo 1942[39]
  • Capitano CARIONI Ugo, Fronte russo 1942[39]
  • Capitano CORSI Cleto, Fronte russo 1942[39]
  • Capitano EMANUEL Alfredo, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente BIANCO Luigi, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente BOLA Dante, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente medico CASTELLANO Romualdo, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente CASTELLETTI NICORA Luigi, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente LONGO Giuseppe, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente MELIS SEMINO Tullio, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente VECCHI Franco, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente VIRANDO Alfredo, Fronte russo 1942[39]
  • Sottotenente CURATOLA Michele, Fronte russo 1942[39]
  • Sottotenente FACCHIN Massimo, Fronte russo 1942[39]
  • Sottotenente PIAZZA Angelo, Fronte russo 1942[39]
  • Sottotenente VEGLIO Renato, Fronte russo 1942[39]
  • Sergente DAL BIANCO, ArmandoFronte russo 1942[39]
  • Sergente PALMERO Andrea, Fronte russo 1942[39]
  • Sergente SALUSTRI Quinto, Fronte russo 1942[39]
  • Sergente UCCELLI Otello, Fronte russo 1942[39]
  • Caporal maggiore SERBORARIA Rinaldo, Fronte russo 1942[39]
  • Caporale ALLEGRETTI Gracco, Fronte russo 1942[39]
  • Caporale GALBUSERA Beniamino, Fronte russo 1942[39]
  • Caporale TAGLIAFERRI Ernesto, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato BANCHERO Orazio, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato BELLIA Angelo, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato BENICA' Aldo, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato BOSCHETTO Gino, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato CASSETTA Battista, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato CINI Nello, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato DATTERI Francesco, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato LOTTERO Aldo, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato POIRÈ Amedeo, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato RAFFO Cesare, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato RUBINO Carmine, Fronte russo 1942[39]
  • Soldato VIRGILIO Stefano, Fronte russo 1942[39]

[modifica] Croce di guerra al valor militare

Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
  • Tenente Colonnello ELIO BETTINI nato a Samolaco (SO) il 24 febbraio 1895 caduto a Corfù il 30 settembre 1943

Comandante I° Battaglione 89º Reggimento fanteria

"Ufficiale a disposizione del reparto del Reggimento, coadiuvava il Comantante dello stesso prodigandosi durante quattro giorni di duri combattimenti per mantenerlo collegato con i battaglioni dipendenti. In momenti difficili ed in mancanza di comunicazioni telefoniche percorreva lunghi tratti battuti dal fuoco avversario per raccogliere notizie ed assicurarsi dell'esecuzione degli ordini" I Colletti di Mentone (fronte italo-francese), 22-24 giugno 1940[42].

  • Tenente FUSCO GERARDINO nato a Fisciano (SA) Aiutante Maggiore di battaglione dell'89º Reggimento fanteria

"Si distingueva in più giorni di aspri combattimenti per recapitare ordini ai reparti avanzati, far affluire rifornimenti di munizioni, mantenere i collegamenti. Nel corso di un violento attacco condotto con forze preponderanti dal nemico che, superate le linee avanzate stava per giungere al posto comando, assumeva il comando di pochi uomini del nucleo comando e con essi opponeva strenua resistenza finché non era costretto a ripiegare dalla sempre maggiore pressione nemica."

Pressi di Koscharni (fronte russo del Don) 12-17 dicembre 1942 Bollettino Ufficiale n. 11/1949

  • Maggiore BALOCCO Giuseppe, Fronte russo 1942[39]
  • Capitano AICARDI Stefano, Fronte russo 1942[39]
  • Capitano FEBRARO Chiarino, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente CATANZARO Catello, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente FUSCO Gerardino Fronte russo 1942[39]
  • Tenente MELE Argiro, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente MOTTI Lucio, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente MURGO Michele, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente PASTORINO Giorgio, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente SALVALAI Francesco, Fronte russo 1942[39]
  • Tenente TEOT Attilio, Fronte russo 1942[39]
  • Sottotenente CAMBIAGGIO PierinoFronte russo 1942[39]
  • Sottotenente CARUSI Nicola, Fronte russo 1942[39]
  • Sottotenente DAL LAGO Mario, Fronte russo 1942[39]
  • Sottotenente SENTINELLI Ovidio, Fronte russo 1942[39]
  • Sottotenente SPINA Giulio, Fronte russo 1942[39]
  • maresciallo DI CERBO Michele, Fronte russo 1942[39]
  • maresciallo ROMAGNANO Remigio, Fronte russo 1942[39]
  • sergente BRENNA Santo, Fronte russo 1942[39]
  • sergente CACCIABUE Giuseppe, Fronte russo 1942[39]
  • sergente COCCOLO Angelo, Fronte russo 1942[39]
  • sergente CORETTI Salvatore, Fronte russo 1942[39]
  • sergente PEZZOTTA Mario, Fronte russo 1942[39]
  • sergente RAVAZZI Pasquale, Fronte russo 1942[39]
  • sergente SIMEONI Agostino, Fronte russo 1942[39]
  • caporal maggiore MARIANI Bruno, Fronte russo 1942[39]
  • caporale GALLETTI Giuseppe, Fronte russo 1942[39]
  • caporale GUGLIRLMI Ernesto, Fronte russo 1942[39]
  • caporale PACCHINI Guglielmo, Fronte russo 1942[39]
  • caporale SAITTA Cosimo, Fronte russo 1942[39]
  • soldato AIELLO Gaetano, Fronte russo 1942[39]
  • soldato ALIOTTA Carlo, Fronte russo 1942[39]
  • soldato ARTIGLIA Luigi, Fronte russo 1942[39]
  • soldato AULICINO Pasquale, Fronte russo 1942[39]
  • soldato BRIGNONE Salvatore, Fronte russo 1942[39]
  • soldato CANTU' Giovanni, Fronte russo 1942[39]
  • soldato CASSISSA Giovanni Battista, Fronte russo 1942[39]
  • soldato MAINENTE Gaetano, Fronte russo 1942[39]
  • soldato MAMMOLITI Pasquale, Fronte russo 1942[39]
  • soldato MINEO Salvatore, Fronte russo 1942[39]
  • soldato MONTERASTELLI Antonio, Fronte russo 1942[39]
  • soldato OTTONE Marcello, Fronte russo 1942[39]
  • soldato PAMPANINI Aldo, Fronte russo 1942[39]
  • soldato PEREZ Zopito, Fronte russo 1942[39]
  • soldato PERLI Angelo, Fronte russo 1942[39]
  • soldato PESENTI Virginio, Fronte russo 1942[39]
  • soldato REBORA Emanuele, Fronte russo 1942[39]
  • soldato REPETTO Giuseppe, Fronte russo 1942[39]
  • soldato STASSI Antonino, Fronte russo 1942[39]
  • soldato TOFFAOLO Giovanni, Fronte russo 1942[39]
  • soldato TOGNINI Antonio, Fronte russo 1942[39]
  • soldato UCCELLATORE Calogero, Fronte russo 1942[39]

[modifica] Altre onorificenze

  • Maggiore Generale Luigi Basso Comandante della brigata Salerno

Commendatore OMS BAR.svg Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia[14].

Data del conferimento: 19/09/1918

Cavaliere BAR.svg Cavaliere Ordine Militare di Savoia

Data del conferimento: 05/08/1917

Cavaliere BAR.svg Cavaliere Ordine Militare di Savoia

Data del conferimento: 04/03/1921[43]

Cavaliere BAR.svg Cavaliere Ordine Militare di Savoia

Data del conferimento: Marzo 1912[31]

  • Colonnello Luigi Amantea Comandante dell’89º reggimento “Salerno”

Cavaliere BAR.svg Cavaliere Ordine Militare di Savoia

Data del conferimento: 19/09/1918[44]

[modifica] Comandanti "Brigata Salerno" e 89º Reggimento fanteria "Salerno"

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Comandanti "Brigata Salerno" e "89º Reggimento Salerno".

Nel 1884, al momento della creazione della BRIGATA SALERNO:

Colonnello Marchetti, comandante BRIGATA SALERNO

Colonnello Taraffi, comandante 89º reggimento fanteria "Salerno"

Tenente Colonnello Galli, comandante I° battaglione 89º reggimento fanteria "Salerno"

Maggiore Vismara, comandante II° battaglione 89º reggimento fanteria "Salerno"

Maggiore Peverelli, comandante III° battaglione 89º reggimento fanteria "Salerno"

Maggiore Calderini, comandante IV° battaglione 89º reggimento fanteria "Salerno"

Tenente Colonnello Ferrentino, comandante dell'89º Battaglione Fanteria "Salerno" fino al 1988

Tenente Colonnello Vincenzo Gaglione, comandante dell'89º Battaglione Fanteria "Salerno" dal 1989.

[modifica] Caduti, feriti, dispersi 1ª Guerra Mondiale

[modifica] Ufficiali

Anno Caduti Feriti Dispersi
1915 32 64 8
1916 30 86 61
1917 24 90 75
1918 7 31 3

[modifica] Sottoufficiali e Truppa

Anno Caduti Feriti Dispersi
1915 357 1961 370
1916 562 1728 2468
1917 910 2191 2002
1918 122 638 143

[modifica] Totali Ufficiali

Caduti Feriti Dispersi
93 271 147

[modifica] Totali Sottoufficiali e Truppa

Caduti Feriti Dispersi
1951 6518 4983

[modifica] Motto del Reggimento

"NON CHIEDO DOVE"

[modifica] Inno del Reggimento

Il ritornello dell'Inno del Battaglione recita: "Ottantanove sei tu, reggimento di virtù, che gloriosa tradizione, che infiamma i nostri cuori. Non chiediamo dove andremo, sempre e ovunque noi saremo: porteremo la bandiera sulla vetta a sventolare! Ottantanove, non chiedo dove, dobbiamo andare altrove! Ottantanove sei tu, reggimento di virtù, di gloriosa tradizione che infiamma i nostri cuori, non chiediam dove andremo, perche' ovunque noi saremo, porteremo la bandiera, la bandiera del nostro amor"

Un'altra e più completa versione dell'Inno (tuttora in uso in occasione delle Rimpatriate) recita: "Con l’amore che noi Ti portiamo, Patria bella, noi qui siam raccolti per adempiere al Sacro Dovere di difender la Tua libertà. Sotto l'ombra del nostro vessillo noi siam sempre uniti e concordi e barriera al nemico faremo per respingerlo ai nostri confin. Battaglione, sei tu Reggimento di Virtù: che gloriosa tradizion che infiamma i nostri Cuor… Non chiediamo dove andrem perché, ovunque noi sarem, porteremo la Bandiera sulla vetta a sventolar! Siam più Fanti ma unico è il Cuore che ci rende capaci all'ardire; siamo fieri del nostro passato di eroico Spirito guerrier! Vogliamo essere degni dei Padri che la vita ci voller donare; Colonnello, comanda e siam pronti per respingere il nemico invasor! Battaglione, sei tu Reggimento di Virtù: che gloriosa tradizion che infiamma i nostri Cuor… Non chiediamo dove andrem perché, ovunque noi sarem, porteremo la Bandiera sulla vetta a sventolar! Porteremo la Bandiera sulla vetta a sventolar!"


[modifica] Festa del Reggimento

17 dicembre, anniversario della battaglia del Don.

[modifica] Dediche

Al Tenente Carlo Gallardi, M.O.V.M., venne intitolata la caserma, sede dell'89º reggimento, costruita a pertire dai primi anni trenta ed inaugurata il 16 luglio 1935 a Ventimiglia.[45]. Anche la via sul quale si affaccia la struttura è intitolata al militare. Questa caserma fu la struttura dove erano accasermati i militari prima della battaglia delle Alpi e l'ultima sede del reggimento prima della partenza per il fronte russo. L'89° fanteria "Salerno" non rientrerà più a Ventimiglia.

Sempre in Ventimiglia la caserma della Guardia di finanza è intitolata al Colonnello Trossarelli Giovanni, M.O.V.M.. Anche in questo caso la via sul quale si affaccia la caserma è intitolata al militare.

Al Tenente Giovan Battista Revelli, venne intitolata la caserma, sede del I° battaglione dell'89º reggimento ad Arma di Taggia. Revelli fu il primo ufficiale dell'89° fanteria "Salerno" caduto durante la conquista di Mentone.[46].

[modifica] Personalità legate al Reggimento

  • Il cantante Gianni Morandi ha effettuato il C.A.R. nell'89º reggimento fanteria presso la caserma "Revelli" ad Arma di Taggia.

[modifica] Sedi del reggimento

Bologna Sede del reggimento alla costituzione nel 1884 fino al 1909

Genova Sede del reggimento dal 1909 al 1926

Ventimiglia Sede del reggimento dal 1926 al 1943

Imperia Sede del reggimento dal 1958 al 1975

Salerno Ultima sede del reggimento (in seguito "Battaglione") dal 1975 allo scioglimento nel 1991

[modifica] Voci correlate

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ [1] Sito Esercito Italiano - visto 12 Maggio 2011
  2. ^ [2] Sito Regio Esercito - visitato 12 Maggio 2011
  3. ^ [3] Sito The postal gazette - visitato il 12 Maggio 2011
  4. ^ [4] Sito Fronte del Piave- visitato 12 Maggio 2011
  5. ^ [5] Sito - visitato 12 Maggio 2011
  6. ^ [6] Sito - visitato 12 Maggio 2011
  7. ^ [http://www.caicividale.it/sottosezione/valnatisone/2011/2011-09-04-Monte-Matajur-Descrizione-Storica.pdf Sito - visitato 12 Maggio 2011
  8. ^ [7] Sito - visitato il 12 Maggio 2011
  9. ^ [8] Sito - visitato il 12 Maggio 2011
  10. ^ [9] Sito - visitato il 12 Maggio 2011
  11. ^ L'ordine militare venne assegnato a quasi tutte le unità di fanteria che parteciparono alla prima guerra mondiale
  12. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2010
  13. ^ [10] Sito Quirinale - visitato il 1º Maggio 2011
  14. ^ a b c d http://www.cimeetrincee.it/salerno.pdf
  15. ^ [11] Sito archivio storico La Stampa- visitato il 12 Maggio 2011
  16. ^ [12] Sito Quirinale - visitato il 12 Maggio 2011
  17. ^ [13] Sito Quirinale - visitato 12 Maggio 2011
  18. ^ [14] Sito Quirinale - visitato il 12 Maggio 2011
  19. ^ [15] Sito Quirinale - visitato il 12 Maggio 2011
  20. ^ [16] Sito Quirinale - visitato il 12 Maggio 2011
  21. ^ [17] Sito Quirinale - visitato il 12 Maggio 2011
  22. ^ [18] Sito Quirinale - visitato il 12 Maggio 2011
  23. ^ [19] Sito Quirinale - visitato il 12 Maggio 2011
  24. ^ [20] Pag. 61 di 81 Sito visitato il 12 Maggio 2011
  25. ^ [21] A.N.P.I. Tigullio, Sito visitato il 15 Maggio 2011
  26. ^ [22] Sito Quirinale - visitato il 12 Maggio 2011
  27. ^ a b [Ministero della guerra Albo d’oro dei caduti nella guerra 1915/1918 ]Volume IX° Liguria
  28. ^ [23] Sito visitato il 24 Maggio 2011
  29. ^ [24] Sito visitato il 17 Maggio 2011
  30. ^ [25] Sito visitato il 17 Maggio 2011
  31. ^ a b [26] Sito visitato il 17 Maggio 2011
  32. ^ [27] Sito visitato il 17 Maggio 2011
  33. ^ [28] Sito visitato il 17 Maggio 2011
  34. ^ [29] Sito visitato il 23 Giugno 2011
  35. ^ [30] Sito visitato il 17 Maggio 2011
  36. ^ [31] Sito visitato il 21 Maggio 2011
  37. ^ [32] Sito visitato il 21 Maggio 2011
  38. ^ [33] Sito visitato il 17 Maggio 2011
  39. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc [34] Sito visitato il 4 Settembre 2011
  40. ^ [35] Sito visitato il 16 Maggio 2011
  41. ^ CADUTI e storie di soldati GUASTALLESI | Pietri Amedeo, classe 1890
  42. ^ [36] Sito - visitato il 16 Maggio 2011
  43. ^ [37] Sito del Quirinale –visitato il 12 Maggio 2011
  44. ^ [38] Sito del Quirinale visitato il 17 Maggio 2011
  45. ^ [39] Sito - visitato il 27 luglio 2011
  46. ^ [40] Sito - visitato il 12 Maggio 2011

[modifica] Bibliografia

  • La guerra della fanteria 1915-1918 Basilio di Martino
  • La guerra italo-austriaca 1915-1918 Amedeo Tosti
  • Riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918 Corpo di stato maggiore, Ufficio storico
  • L'Esercito italiano nella grande guerra 1915-1918 Vol. 2 e 4 Corpo di stato maggiore. Ufficio storico
  • La guerra italo-austriaca 1915-1918 Aldo Valori
  • Politica e strategia in cento anni di guerre italiane Vol. 2, tomo 2, Mario Montanari, Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico, 2000 - 860 pagine
  • Da Caporetto al Grappa: Erwin Rommel e il battaglione da montagna del Württemberg sul fronte italiano nella grande guerra Marco Rech, G. Rossato, 1998
  • Il tragico Don: cronache della campagna italiana in Russia (1941-1943) Piero Fortuna, Raffaello Uboldi A. Mondadori, 1980 - 495 pagine
  • Tutti i vivi all'assalto Alfio Caruso, Longanesi, 2003 - 386 pagine
  • Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza Enzo Nizza, La Pietra, 1968
  • L'Italia in guerra Vol. 1, 2, 3, 4, anni 1940, 1941, 1942, 1943, Romain Rainero, Antonello Biagini, Commissione italiana di storia militare 1993

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[modifica] Collegamenti esterni

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