Antonio Panciera

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Antonio Panciera
cardinale di Santa Romana Chiesa
Coat of arms of cardinal Antonio Panciera.svg
Nato 1350
Deceduto 1431

Antonio Panciera, talvolta anche Pancerini o Panciarini (Portogruaro, 1350Roma, 3 luglio 1431), è stato un cardinale e patriarca cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Antonio Panciera e nipote del suo predecessore alla guida della Patria del Friuli, Antonio Gaetani; dopo aver frequentato l'università di Padova divenne segretario di papa Bonifacio IX, che lo nominò canonico del capitolo di Aquileia e Cividale nel 1390. Entrato al servizio del cardinale Pietro Tomacelli, futuro papa Bonifacio IX (che ricompenserà la sua fedeltà l'11 settembre 1393 con il permesso di inserire lo stemma del Tomacelli in quello del casato dei Panciera), di cui divenne scrittore ed abbreviatore, fu da questi eletto vescovo di Concordia il 12 luglio 1392, carica che ricoprirà fino alla nomina a patriarca di Aquileia, il 27 febbraio 1402. Dal 1410 e fino alla nomina a patriarca ricoprì inoltre la carica di abate commendatario di Moggio Udinese.

Durante il periodo alla guida della Patria del Friuli dovette affrontare le sempre maggiori pressioni degli Asburgo e della Serenissima su Bonifacio IX, Innocenzo VII e Gregorio XII perché venisse deposto. Nell'ottobre del 1403, estinto il ramo maschile della famiglia Zoppola, riuscì ad ottenere per la propria famiglia il possesso del castello di Zoppola e l'annesso titolo di Conte palatino, inserendosi con successo nella disputa che si era aperta fra altre famiglie nobili. Visto lo stato di crisi in cui versava il patriarcato, egli seguì una politica filo-veneziana suscitando le proteste di Cividale che scrisse a Roma (1407); Gregorio XII lo rimosse dall’incarico (1408) ma fu riconfermato come patriarca dal concilio di Pisa.

Rifiutato di presentarsi davanti a papa Gregorio XII alla corte papale, venne da lui deposto (13 giugno 1408) e sostituito da Antonio Da Ponte, molti cardinali ostili al papa non appoggiarono però la sua decisione; il patriarca fece ricorso presso il Concilio di Pisa e fu restaurato. Trovatosi suo malgrado coinvolto nella disputa fra i vari papi ed antipapa, fu eletto cardinale (6 giugno 1411) dall'Giovanni XXIII così da poter liberare il trono patriarcale per Ludovico di Teck, candidato sostenuto dall'impero, di cui l'antipapa voleva guadagnarsi le simpatie.

Antonio Panciera rimase in Friuli esercitando i suoi doveri da patriarchi finché gli ormai continui scontri tra fazioni non lo costrinsero a partire, entrò così nella Curia Romana il 4 marzo 1412. Partecipò al Concilio di Costanza assieme a Gregorio XII nel 1414 ma si schierò ben presto dalla parte dei suoi accusatori; nel 1417 prese parte all'elezione di papa Martino V. Fu nominato prima amministratore di Satriano (dal 24 giugno 1419 al 23 dicembre 1420), divenne poi Amministratore di Frascati il 13 agosto 1420; ritornato presso il papa a Tivoli il 25 giugno 1421. Divenuto abate commendatario del monastero di Rosazzo nel 1424, ottenne il trasferimento alla sede di Concordia il 23 luglio 1425 anche se non vi si trasferì mai. Divenuto abate commendatario del monastero di Summaga nel 1431, nello stesso anno partecipò al conclave che elesse papa Eugenio IV.

Antonio Panciera trascorse gli ultimi anni della sua vita nel Monastero di San Biagio presso Cantusecuto (che ricevette in commenda il 22 gennaio 1424). Morì il 3 luglio 1431 e fu sepolto nelle grotte della Basilica di San Pietro in Vaticano, dove si trovano tuttora alcuni frammenti marmorei del suo monumento funebre.

Fu un personaggio di raffinata cultura, un abile politico, ma in particolare un dotto umanista. Ci ha lasciato più di mille lettere, di grande interesse per conoscere la civiltà e le attività religiose dell'epoca, che egli visse da protagonista.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Patriarca di Aquileia Successore PatriarchNonCardinal PioM.svg
Antonio Caetani 1402-1412 Antonio Da Ponte (antipatriarca) Ludovico di Teck
Predecessore Patriarca della Patria del Friuli Successore Bandiere dal Friûl.svg
Antonio Caetani 1402-1412 Antonio Da Ponte (antipatriarca) Ludovico di Teck

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