Arcidiocesi di Udine

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Arcidiocesi di Udine
Archidioecesis Utinensis
Chiesa latina
UdineDuomovistacentrale.jpg
Regione ecclesiastica Triveneto
  Diocesi udine.jpg
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Arcivescovo metropolita Andrea Bruno Mazzocato
Arcivescovi emeriti Pietro Brollo
Sacerdoti 398 di cui 316 secolari e 82 regolari
1.218 battezzati per sacerdote
Religiosi 99 uomini, 506 donne
Diaconi 21 permanenti
Abitanti 505.018
Battezzati 484.898 (96,0% del totale)
Superficie 4.500 km² in Italia
Parrocchie 374
Erezione 6 luglio 1751
Rito romano
Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Annunziata
Santi patroni Santi Ermagora e Fortunato
(12 luglio)
Indirizzo Via Treppo 7, 33100 Udine, Italia
Sito web www.diocesiudine.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia
Lapide degli arcivescovi Bricito e Zaffonato nella cattedrale di Udine

L'arcidiocesi di Udine (in latino: Archidioecesis Utinensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica senza suffraganee ed appartenente alla regione ecclesiastica Triveneto. Nel 2010 contava 484.898 battezzati su 505.018 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi parrocchie dell'Arcidiocesi di Udine.

L'arcidiocesi comprende la provincia di Udine eccetto 11 comuni della Bassa friulana orientale appartenenti all'arcidiocesi di Gorizia e storicamente appartenuti alla contea e provincia di Gorizia ed include il comune di Sappada oggi in provincia di Belluno.

Sede arcivescovile è la città di Udine, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Annunziata.

Il territorio è suddiviso in 374 parrocchie e 24 foranie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi fu eretta il 6 luglio 1751 con la bolla Iniuncta nobis di papa Benedetto XIV, con la quale il pontefice ratificava un accordo tra i governi austriaco e veneziano, che prevedeva la soppressione del patriarcato di Aquileia e la sua divisione in due nuove circoscrizioni ecclesiastiche: l'arcidiocesi di Udine, cui fu assegnata la giurisdizione sulle terre sotto il dominio della Serenissima; e l'arcidiocesi di Gorizia, cui toccarono le terre sotto il dominio asburgico.

Con la Iniuncta nobis perciò il papa soppresse il patriarcato e contestualmente eresse l'arcidiocesi di Udine. Questa decisione fu confermata dallo stesso papa con la bolla Suprema dispositione del 19 gennaio 1753[1], con la quale il pontefice definì tutte le questioni accessorie, tra cui le diocesi suffraganee della nuova sede metropolitana, ossia tutte quelle dell'antico patriarcato in territorio veneziano: Padova, Vicenza, Verona, Treviso, Vicenza, Ceneda, Belluno, Feltre, Concordia, Capodistria, Emonia, Parenzo e Pola.

Fu nominato primo arcivescovo il patriarca di Aquileia Daniele Dolfin, che mantenne anche il titolo di patriarca fino alla morte.

Il 1º maggio 1818, in forza della bolla De salute Dominici gregis di papa Pio VII, Udine divenne semplice vescovato, soggetto alla sede metropolitana di Venezia.

Il 30 aprile 1846 le parrocchie cadorine dei distretti di Pieve e di Auronzo furono staccate dalla diocesi di Udine ed aggregate alla diocesi di Belluno con la bolla Universalis Ecclesiae regimen di papa Gregorio XVI.

Papa Pio IX, anche per le sollecitazioni del cardinale Fabio Maria Asquini[2], con la bolla Ex catholicae unitatis[3] del 14 marzo 1847 elevò nuovamente la diocesi al rango sede metropolitana senza suffraganee rendendola immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Il 20 febbraio 1932 in seguito alla bolla Quo Christi fideles di papa Pio XI incorporò il decanato di Tarvisio, che era appartenuto alla diocesi di Gurk e la parrocchia di Fusine in Valromana che era appartenuta alla diocesi di Lubiana.

In ricordo dell'antico patriarcato, l'arcivescovo di Udine ha il privilegio di indossare l'abito corale, lo zucchetto, la fascia e la filettatura della talare di un colore rosso abbrunato rispetto alla porpora cardinalizia (anche in seta moiré), detto "rosso patriarchino". Lo stemma degli arcivescovi di Udine prevede il galero verde, foderato in rosso patriarchino.

All'Arcivescovo spetta il titolo di Marchese di Rosazzo.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 505.018 persone contava 484.898 battezzati, corrispondenti al 96,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 534.750 535.000 100,0 901 819 82 593 215 1.245 488
1969 497.600 497.812 100,0 834 739 95 596 125 1.363 406
1980 501.357 508.470 98,6 714 602 112 702 1 153 1.015 487
1990 480.550 495.550 97,0 573 518 55 838 10 83 891 373
1999 478.500 488.000 98,1 507 412 95 943 14 121 787 373
2000 477.900 488.000 97,9 495 405 90 965 15 116 777 373
2001 478.000 488.000 98,0 491 396 95 973 14 120 767 373
2002 478.000 488.000 98,0 479 384 95 997 14 120 757 373
2003 478.000 488.500 97,9 457 367 90 1.045 16 115 757 373
2004 478.000 488.500 97,9 438 348 90 1.091 16 115 757 373
2010 484.898 505.018 96,0 398 316 82 1.218 21 99 506 374

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Testo della Bolla in Cappelletti, op. cit., pp. 842-858.
  2. ^ Dizionario biografico friulano.
  3. ^ Testo della bolla in Cappelletti, op. cit., pp. 867-871. In questa bolla si afferma che l'arcidiocesi udinese fu eretta con la Suprema dispositione del 1753.
  4. ^ Dal 1803 al 1807 la sede fu amministrata dal vicario capitolare mons. Mattia Cappellari da Pesariis, canonico penitenziere della Metropolitana, nel 1807 fu nominato arcivescovo Vittorio Filippo Melano, vescovo di Novara che, però, rinunciò per motivi d'età (vedi sito ufficiale).

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]