Pieve di Cadore

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Pieve di Cadore
Panorama di Pieve di Cadore
Pieve di Cadore - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Veneto
Provincia: stemma Belluno
Coordinate: 46°26′0″N 12°22′0″E / 46.43333, 12.36667Coordinate: 46°26′0″N 12°22′0″E / 46.43333, 12.36667
Altitudine: 878 m s.l.m.
Superficie: 66 km²
Abitanti:
4.087 31-05-2007 ( ISTAT )
Densità: 62 ab./km²
Frazioni: Nebbiù, Pozzale, Sottocastello, Tai 
Comuni contigui: Calalzo di Cadore, Cimolais (PN), Domegge di Cadore, Perarolo di Cadore, Valle di Cadore, Vodo di Cadore
CAP: 32044
Pref. telefonico: 0435
Codice ISTAT: 025039
Codice catasto: G642 
Nome abitanti: pievani 
Santo patrono: Natività di Maria Vergine 
Giorno festivo: 8 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Piazza

Pieve di Cadore è un comune di 4.087 abitanti della provincia di Belluno.

Indice

[modifica] Geografia

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Pieve di Cadore.

[modifica] Storia antica

Il territorio di Pieve ha sempre avuto un ruolo importante per il Cadore; il controllo dell’incrocio fra la valle del Piave e la valle del Boite dev’essere stato fondamentale fin da tempi molto antichi. Non stupisce quindi che i reperti siano parecchi e che ci sia un edificio romano ancora ben conservato. Sulle pendici di uno dei due monti che dominano l’area, monte Ricco, è stato fatto un ritrovamento molto interessante; alla fine dell’Ottocento dei militari che eseguivano degli scavi trovarono dei muri di una stanza al cui interno furono recuperati una statua di Diana cacciatrice alta cm.10, varie monete romane, una patera (piatto) in bronzo con dedica a Marte in latino, due cucchiai e una paletta. Il materiale sembrerebbe votivo, anche perché i cucchiai potrebbero essere dei simpula. Il materiale viene datato in C.A.V. tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C. Sempre sul monte Ricco nel 1889 fu scoperta un oggetto rotto di bronzo con iscrizione venetica (ITIKITHI secondo il Ronzon), descritto come chiave ma forse un manico di simpulo. Presso il museo di Pieve si conservavano anche un sigillo (?) in pietra grigia iscritto, un anello iscritto e una piccola lapide iscritta; tutte le iscrizioni erano in venetico (il Cadore, 10 ottobre 1891); tutti i reperti venivano dal monte Ricco, a parte il sigillo che era stato trovato sul monte Castello, poco lontano. Sul lato opposto del monte Ricco a m.2 di profondità vennero trovate alcune monete romane, tra cui una di Costantino (337-340 d.C.), all’interno di uno strato di carboni di cm 30. Nell’attuale centro di Pieve, costruendo il municipio, si trovò un edificio romano, oggi restaurato, datato al II secolo d.C. Varie testimonianze raccontano che in zona costruendo altre case si erano trovati dei muri ma non si è mai riusciti a documentarli. Soltanto nel 2004 il rinnovo della piazza Tiziano ha permesso di scoprire davanti all’entrata del Gran Caffe' Tiziano, una stratificazione di parecchi secoli che culminava con l’abitato romano e con reperti molto interessanti, fra cui un altare con iscrizione latina, un frammento d’osso iscritto in venetico, un frammento di vaso in terracotta probabilmente della cultura di Fritzens-Sanzeno (Reti). L’indagine non è stata completata per mancanza di fondi. Poco distante dall’edificio romano era stata scoperta una statua bronzea di Cerere (prima del 1891) presso la seconda casa della strada maestra che da Pieve andava a Pozzale, consegnata al museo di Pieve e poi ripresa dal proprietario che la vendette per emigrare in America (Il Cadore anno III n.20 10/11/1891). L’abitato romano si estendeva nella zona dell’attuale centro di Pieve parzialmente al di sopra di quello più antico; per quanto riguarda l’insediamento preromano la parte più cospicua era a Pozzale, a una quota più alta di m 200. Lo dimostra il ritrovamento dei resti di una capanna con i frammenti di un vaso, anche se un’altra capanna con ceramica datata al IX-X secolo a.C. probabilmente costruita sui bordi di un laghetto è stata scoperta a Nebbiù grazie all’intervento di Giancarlo Arnoldo. Le necropoli preromane sono state scoperte a Pozzale (IV-II secolo a.C.), a Pecol (pre-romano non precisato) e in località “il Cristo” lungo la strada per Valle (tarda età del ferro). Nel caso di Pozzale e del “Cristo” le sepolture proseguono anche in periodo romano dimostrando una continuità dell’insediamento. Molto significativa a Pozzale è un tumulo di ciottoli con parecchie sepolture; da un lato c’erano le armi in ferro, di tipo celtico, e lamine di cinturone, in un'altra zona le situle bronzee e gli elementi di corredo (fibule, elementi in pasta vitrea), al centro due elmi, torques, simpula, una tazzina. Vicino alla tomba una stele in pietra iscritta in venetico, non tradotta con certezza.

[modifica] Siti d'interesse

L'interno dell'Arcidiaconale
Monumento a Tiziano Vecellio

[modifica] Arte civile

Pieve è la "capitale" storica e sociale dell'intero Cadore. Nella piazza, dedicata a Tiziano (monumento in bronzo di A. Del Zotto, 1880), spicca il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore (XVI sec., con torre merlata; v. oltre) alla cui base è posto un ricordo marmoreo di Pier Fortunato Calvi e di altri patrioti cadorini morti nelle guerre d'indipendenza contro l'Impero d'Austria. Sempre nella piazza, si incontrano: la Casa di Tiziano l'Oratore (tardo cinquecentesca), oggi sede in una fondazione di ricerca storico-artistica, con affreschi del 1590 circa; ed il Palazzo Jacobi-Solero (seicentesco, con rimaneggiamenti successivi).

Dalla piazza, scendendo per la via Borgata Arsenale, troviamo la Piazzetta Arsenale con: una piccola fontana settecentesca sormontata dalla statua di San Giovanni Nepomuceno; il Palazzo Sampieri-Vallenzasca (tardo cinquecentesco), con affreschi interni ed esterni; la cinquecentesca Casa natale di Tiziano (adibita a museo).

[modifica] Arte sacra

Vicina alla piazza Tiziano è la Chiesa arcidiaconale di Santa Maria Nascente (XIX sec.), con varie tele di Cesare Vecellio e (3° altare laterale sinistro) la Madonna, un santo Vescovo, Sant'Andrea e Tiziano del grande Tiziano Vecellio.

[modifica] Palazzo della Magnifica Comunità

Fu costruito nel 1447, su delibera del Consiglio della Comunità, che all'epoca governava la zona. La torre merlata venne portata a termine nel 1491 e in questo anno venne posta anche la prima campana alla torre. Subì molti danni per un incendio durante la guerra della Lega di Cambrai e i lavori di ricostruzione terminarono nel 1518. Nel 1589 crollarono il tetto e parte della facciata a causa del peso della neve, che le cronache dicono fosse cadutà in quantità eccezionale. Le due scale in pietra che sono poste sulla facciata portano alla Sala della Comunità. Caratteristica è la Sala del Pretore, con il soffitto in legno intagliato, e che ai quattro angoli porta le quattro insegne: del lavoro, della guerra, dell'arte e della religione. Nel centro del soffitto nel 1864 in seguito ai fatti dell'unità di Italia venne aggiunta una scritta: "La patria unisce insieme le sue più care memorie:1864". Attorno alla sala sono presenti 40 nicchiette che ospitano i busti di diversi personaggi illustri del Cadore, tutti opera dello scultore Valentino Besarel. Vengono rappresentati: Folco, marchese e signore del Castello di Cadore, amato dal popolo ma in disputa col patriarcato; Scaffardo, ricco commerciante e potente di Domegge di Cadore; Colomano, ricco proprietario in attrito col potere clericale; Voltrico di Cadore, religioso a cui si deve la riforma del Capitolato d'Aquileia che riguardava queste terre; Giovanni Piloni, diplomatico abile che entrò nel governo di Carlo di Moravia che lo volle nelle ambasciate più complesse; Negrone Posilio, capo dei Cadorini assassinato dai Carni e altri personaggi che in un modo o nell'altro hanno segnato la storia del Cadore, non ultimo Don Giacomo Talamini.

[modifica] Personalità di rilievo

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Maria Antonia Ciotti (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0435 500257
Posta elettronica: segr.pieve@cmcs.it

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Fonti

  • Il Palazzo della Magnifica Comunità: dal libro Cadore e suoi dintorni, Renato Zanolli, Matteo Editore.
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