Pieve di Cadore

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Pieve di Cadore
comune
Pieve di Cadore – Stemma Pieve di Cadore – Bandiera
Pieve di Cadore – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Amministrazione
Sindaco Maria Antonia Ciotti (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 46°26′00″N 12°22′00″E / 46.433333°N 12.366667°E46.433333; 12.366667 (Pieve di Cadore)Coordinate: 46°26′00″N 12°22′00″E / 46.433333°N 12.366667°E46.433333; 12.366667 (Pieve di Cadore)
Altitudine 878 m s.l.m.
Superficie 67,17[1] km²
Abitanti 4 017[2] (31-12-2010)
Densità 59,8 ab./km²
Frazioni Nebbiù, Pozzale, Sottocastello, Tai
Comuni confinanti Calalzo di Cadore, Cimolais (PN), Domegge di Cadore, Perarolo di Cadore, Valle di Cadore, Vodo di Cadore
Altre informazioni
Cod. postale 32044
Prefisso 0435
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 025039
Cod. catastale G642
Targa BL
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti pievani
Patrono Natività di Maria Vergine
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pieve di Cadore
Posizione del comune di Pieve di Cadore nella provincia di Belluno
Posizione del comune di Pieve di Cadore nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

Pieve di Cadore (Pièe in ladino) è un comune italiano di 4.017 abitanti della provincia di Belluno, in Veneto.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Pieve di Cadore.

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Pieve ha sempre avuto un ruolo importante per il Cadore nel controllo dell’incrocio fra la valle del Piave e la valle del Boite fin da tempi molto antichi. I reperti archeologici venuti alla luce sono molti, tra cui un edificio romano ancora ben conservato.

Sulle pendici di uno dei due monti che dominano l'area, il Monte Ricco, alla fine dell'Ottocento sono stati ritrovati, da alcuni militari che eseguivano degli scavi, dei muri di una stanza al cui interno furono recuperati una statua di Diana cacciatrice alta 10 cm, varie monete romane, una patera in bronzo con dedica a Marte in latino, due cucchiai ed una paletta, probabilmente risalenti al periodo tra la fine del I secolo a.C. ed il I secolo d.C.
Sempre sul Monte Ricco nel 1889 fu scoperto un oggetto rotto di bronzo con iscrizioni di origine veneta.

Presso il museo di Pieve[3] si conservavano vari reperti provenienti da Monte Ricco e Monte Castello, dove vennero trovate alcune monete romane, tra cui una di Costantino (337-340 d.C.). Nell’attuale centro di Pieve, negli scavi per la costruzione del Municipio cittadino, si trovarono i resti di un edificio romano, oggi restaurato, datato al II secolo d.C.

Varie testimonianze raccontano che in zona costruendo altre case si erano trovati dei muri ma non si è mai riusciti a documentarli. Soltanto nel 2004 con il rinnovo della Piazza Tiziano, alcuni scavi hanno permesso di scoprire davanti all'entrata del Gran Caffe' Tiziano, una stratificazione di parecchi secoli assieme a reperti interessanti, fra cui un altare con iscrizione latina, un frammento d’osso iscritto in venetico, un frammento di vaso in terracotta.

Poco distante dall'edificio romano era stata scoperta una statua bronzea di Cerere (prima del 1891) presso la seconda casa della strada maestra che da Pieve andava a Pozzale, consegnata al museo di Pieve e poi ripresa dal proprietario che la vendette per emigrare in America[4].

L'abitato romano si estendeva nella zona dell’attuale centro di Pieve; per quanto riguarda l’insediamento pre-romano la parte più cospicua era a Pozzale. Lo dimostra il ritrovamento dei resti di una capanna con i frammenti di un vaso nelle vicinanze del paese. Necropoli pre-romane sono state scoperte a Pozzale (IV-II secolo a.C.), a Pecol (periodo pre-romano non precisato) e in località "Il Cristo" (tarda età del ferro).

Siti d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Piazza
L'interno dell'Arcidiaconale
Monumento a Tiziano Vecellio

Arte civile[modifica | modifica wikitesto]

Pieve è la "capitale" storica e sociale dell'intero Cadore. Nella piazza, dedicata a Tiziano (monumento in bronzo di A. Del Zotto del 1880), spicca il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore (XVI secolo, con torre merlata) alla cui base è posto un ricordo marmoreo di Pier Fortunato Calvi e di altri patrioti cadorini morti nelle guerre d'indipendenza contro l'Impero d'Austria. Sempre nella piazza, si incontrano: la Casa di Tiziano l'Oratore (tardo cinquecentesca), oggi sede in una fondazione di ricerca storico-artistica, con affreschi del 1590 circa; ed il Palazzo Jacobi-Solero (seicentesco, con rimaneggiamenti successivi).

Dalla piazza, scendendo per la via Borgata Arsenale, troviamo la Piazzetta Arsenale con una piccola fontana settecentesca sormontata dalla statua di San Giovanni Nepomuceno, il Palazzo Sampieri-Vallenzasca (tardo cinquecentesco), con affreschi interni ed esterni e la cinquecentesca Casa natale di Tiziano oggi museo.

Arte sacra[modifica | modifica wikitesto]

Vicina alla piazza Tiziano è la Chiesa arcidiaconale di Santa Maria Nascente (XIX secolo), con varie tele di Cesare Vecellio e (terzo altare laterale sinistro) la Madonna, un santo Vescovo, Sant'Andrea e Tiziano del grande Tiziano Vecellio.[5]

Palazzo della Magnifica Comunità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Magnifica Comunità di Cadore.

Fu costruito nel 1447, su delibera del Consiglio della Comunità, che all'epoca governava la zona. La torre merlata venne portata a termine nel 1491 e in questo anno venne posta anche la prima campana alla torre. Subì molti danni per un incendio durante la guerra della Lega di Cambrai e i lavori di ricostruzione terminarono nel 1518. Nel 1589 crollarono il tetto e parte della facciata a causa del peso della neve, che le cronache dicono fosse cadutà in quantità eccezionale. Caratteristica è la Sala del Pretore, con il soffitto in legno intagliato, e che ai quattro angoli porta le quattro insegne: del lavoro, della guerra, dell'arte e della religione. Nel centro del soffitto nel 1864 in seguito ai fatti dell'unità di Italia venne aggiunta una scritta: "La patria unisce insieme le sue più care memorie: 1864".

Attorno alla sala sono presenti 40 nicchie che ospitano i busti di diversi personaggi illustri del Cadore, tutti opera dello scultore Valentino Besarel. Vengono rappresentati: Folco, marchese e signore del castello di Cadore, amato dal popolo ma in disputa col patriarcato; Scaffardo, ricco commerciante e potente di Domegge di Cadore; Voltrico di Cadore, religioso a cui si deve la riforma del Capitolato d'Aquileia che riguardava queste terre e altri personaggi che in un modo o nell'altro hanno segnato la storia del Cadore.

Persone legate a Pieve di Cadore[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Sito Provincia Belluno con indicazioni per il museo
  4. ^ Il Cadore anno III n.20 10/11/1891
  5. ^ Musei di Pieve di Cadore
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Palazzo della Magnifica Comunità - dal libro Cadore e suoi dintorni, Renato Zanolli, Matteo Editore.