San Pietro di Cadore

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San Pietro di Cadore
comune
San Pietro di Cadore – Stemma San Pietro di Cadore – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Sindaco Silvano Pontil Scala (lista civica) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 46°34′00″N 12°35′00″E / 46.566667°N 12.583333°E46.566667; 12.583333 (San Pietro di Cadore)Coordinate: 46°34′00″N 12°35′00″E / 46.566667°N 12.583333°E46.566667; 12.583333 (San Pietro di Cadore)
Altitudine 1100 m s.l.m.
Superficie 52 km²
Abitanti 1 719[1] (31-12-2010)
Densità 33,06 ab./km²
Frazioni Costalta, Mare, Presenaio, Valle
Comuni confinanti Obertilliach (AT-7), San Nicolò di Comelico, Santo Stefano di Cadore, Untertilliach (AT-7)
Altre informazioni
Cod. postale 32040
Prefisso 0435
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 025047
Cod. catastale I088
Targa BL
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti sampietrini
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
San Pietro di Cadore
Posizione del comune di San Pietro di Cadore nella provincia di Belluno
Posizione del comune di San Pietro di Cadore nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

San Pietro di Cadore (San Pieru in ladino[2]) è un comune italiano di 1.833 abitanti della provincia di Belluno, in Veneto.

Geografia fisica e frazioni[modifica | modifica sorgente]

Il paese di San Pietro di Cadore si colloca a 1038 m. s.l.m. nel Comelico Inferiore. Giuridicamente unita al capoluogo è la borgata Mare, situata lungo la strada statale 355 di Val Degano in vicinanza del Piave a 979 m s.l.m.

Il comune è composto da tre altre frazioni:

  • Presenaio (Par[d]nèi): sorge anch'essa lungo la SR 355. Il nome deriva dal latino pratum Ienuarii e si lega forse al restringimento della valle del Piave dove si colloca la frazione (ianua = porta).
  • Valle (Val), anche detta Valle di San Pietro per non confonderla con Valle di Cadore.
  • Costalta (Costàuta): sorge a 1303 m. s.l.m. ed è la frazione più alta del comune di San Pietro di Cadore.

Storia[modifica | modifica sorgente]

San Pietro di Cadore

In passato il paese veniva chiamato Oltrerino (Otarìn nella parlata locale): infatti il suo confine con il comune di Santo Stefano era segnato dal torrente Rin (parola comelicana di origine celtica che significa "torrentello"[3]). La denominazione del comune fu quindi San Pietro fino al 1868; dal 1868 al 1957 fu San Pietro Cadore.[4]

Nel 1869 la frazione di Valle fu distrutta da un incendio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Poli-De Pol[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Poli-DePol

È oggi la sede ufficiale del comune di San Pietro di Cadore, con gli uffici, la biblioteca e l'archivio comunale. Questo palazzo, considerato una delle più belle ville del Cadore, venne commissionato nel 1665 dalla famiglia Poli, potente schiatta di notai che esercitava il commercio del legame. Il capitale imponente, accumulato con queste attività, permise loro di comprare l'ingresso nella nobiltà veneta versando nel 1663 alla Serenissima oltre 100.000 ducati. Poco dopo cominciò la costruzione del palazzo, che rimanda a caratteristiche tipiche delle ville venete: esso rappresenta il più riuscito trapianto in Cadore dell'architettura gentilizia di pianura. La facciata dell'edificio è attribuita a Baldassarre Longhena. Un bel ciclo di affreschi, legati a Girolamo Pellegrini, è presente in tre sale al piano nobile. Raffinato anche il ballatoio ligneo interno. Il palazzo venne ceduto nel 1813 alla famiglia De Pol, che la conservò fino al 1930, allorché il Comune di San Pietro l'acquistò, trasformandola in municipio.

Palazzo Cesco[modifica | modifica sorgente]

L'elegante villa affrescata settecentesca nella borgata di Mare, appartenuta alla famiglia Cesco, è oggi di proprietà privata e non è dunque accessibile al pubblico. Interessante sull'esterno una meridiana ad ore italica, decorata con l’immagine della morte armata di falce.

Chiesa di S. Pietro Apostolo[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Pietro è parrocchiale dal 1857, dopo il distacco da Santo Stefano: l'edificio è di stile gotico, eretto nel sec. XIII e ampliato nel '700. Esso presenta una pala con i Ss. Paolo, Pietro e Simone, attribuita a Marco Vecellio.

Museo Etnografico Casa Angiul Sai[modifica | modifica sorgente]

Casa Angiul Sai

Situata nella frazione di Costalta in uno dei fabbricati storici più suggestivi, raro esempio di dimora arcaica, questa casa-museo è dedicata all'architettura rurale montana. Sviluppata su tre piani, essa si divide in due parti: l'abitazione e i vani a destinazione rurale. Il museo, oltre a testimoniare il modo tradizionale di vivere della vallata disponendo di appositi itinerari di visita, ospita anche mostre temporanee (scultura, artigianato, fotografia).

La miniera di Salafossa[modifica | modifica sorgente]

Lungo la SR 355 sul fiume Piave in prossimità della frazione di Presenaio, nella località di Salafossa è stata svolta dal 1959 al 1986 un'attività mineraria, con estrazione di zinco (un quarto della produzione italiana) e piombo. Tra i maggiori giacimenti delle Alpi, la miniera nel suo periodo d'attività ha dato lavoro a circa 250 persone, rappresentando la maggior fonte di reddito per il Comelico Inferiore. Le sue strutture - esempio di moderna tecnica mineraria, oggi dismesse, si svolgono soprattutto in galleria: la miniera di Salafossa costituisce anzi un notevole esempio di archeologia industriale sotterranea. Le prime testimonianze di sfruttamento della miniera tuttavia riportano molto più indietro, al 1544. Il sito, in disuso, è visitabile previo contatto dell'Ufficio Turistico a Santo Stefano di Cadore. [5]

Parrocchiale di Sant'Anna[modifica | modifica sorgente]

A Costalta è presente una chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Anna, risalente in origine al Cinquecento e oggetto di rifacimenti nel 1820 e nel 1862. Nel 1963 è stata eretta a parrocchiale.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Nella frazione di Presenaio si situa la scuola pubblica che raccoglie in un unico edificio scuola dell'infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado.

Musica[modifica | modifica sorgente]

  • Gruppo musicale di Costalta: gruppo formatosi nel 1983.

Persone legate a San Pietro di Cadore[modifica | modifica sorgente]

  • Maurilio De Zolt (sciatore di fondo)
  • Silvio Fauner (sciatore di fondo)
  • Attilio Pradetto Battel (1906-1995), comandante della forestale, medaglia d'oro
  • Plinio Pradetto Battel (1903- 1993), illustre generale della guardia di finanza

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Le frazioni di Mare e Presenaio sono attraversate dalla strada statale 355 della Val Degano, che proveniente dalla Carnia, entra in Veneto a Sappada e tocca appunto Presenaio come primo paese del Comelico.

San Pietro di Cadore è attraversato dalla SP 17 di San Pietro ed è possibile raggiungerlo da Presenaio o da Mare.

Costalta invece è attraversata dalla SP 30 Panoramica del Comelico ed è raggiungibile da Costalissoio (anch'essa attraversata dalla SP 30) o dall'incrocio per raggiungere San Pietro di Cadore da Mare.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Il servizio extraurbano DolomitiBus garantisce il collegamento dei paesi del comune con autobus di linea.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 giugno 1985 21 marzo 1990 Tito Cesco Gaspere PSI Sindaco [7]
21 marzo 1990 24 aprile 1995 Tito Cesco Gaspere PSI Sindaco [8]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Varzi Pradetto Battel indipendente Sindaco [9]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Varzi Pradetto Battel lista civica Sindaco [10]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Silvano Pontil Scala lista civica Sindaco [11]
8 giugno 2009 in carica Silvano Pontil Scala lista civica Sindaco [12]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune è parte della comunità montana Comelico-Sappada.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Comunità Montana Comelico e Sappada - Sportello Ladino.
  3. ^ La parola si trova in realtà in tutto il Cadore, basti pensare al rio Rin di Lozzo o alla Val da Rin, in val d'Ansiei
  4. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  5. ^ A. Cecchi, La miniera di Salafossa, in L’Industria Mineraria, 1988 n. 1, pp. 33-39
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Eletto il 12 maggio.
  8. ^ Eletto il 6 maggio.
  9. ^ Eletto il 23 aprile.
  10. ^ Eletto il 13 giugno.
  11. ^ Eletto il 13 giugno.
  12. ^ Eletto il 7 giugno.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]