Perarolo di Cadore
| Perarolo di Cadore comune |
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Veduta del centro con la chiesa |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Pier Luigi Svaluto Ferro (lista civica) dal 07/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 46°23′44″N 12°21′23″E / 46.39556°N 12.35639°ECoordinate: 46°23′44″N 12°21′23″E / 46.39556°N 12.35639°E | ||||
| Altitudine | 532 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 43 km² | ||||
| Abitanti | 388[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 9,02 ab./km² | ||||
| Frazioni | Caralte, Fontanelle, Macchietto, Peron | ||||
| Comuni confinanti | Cimolais (PN), Erto e Casso (PN), Ospitale di Cadore, Pieve di Cadore, Valle di Cadore | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 32010 | ||||
| Prefisso | 0435 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 025037 | ||||
| Cod. catastale | G442 | ||||
| Targa | BL | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Nome abitanti | perarolesi | ||||
| Patrono | san Nicolò | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Perarolo di Cadore nella provincia di Belluno |
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| Sito istituzionale | |||||
Perarolo di Cadore (Peraruò in ladino[2]) è un comune di 369 abitanti della provincia di Belluno.
Indice |
[modifica] Geografia
Perarolo è situato all'estremità sud-ovest della gola attraverso la quale scorre il Piave dopo la diga di Pieve di Cadore, dove il torrente Boite confluisce nel Piave.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Perarolo di Cadore. |
[modifica] Storia
Era da quest'area che partivano le zattere per il trasporto del legname diretto alla Repubblica di Venezia per via fluviale, traffico che fu per molti secoli, a partire dalla seconda metà del XIV, alla base dell'economia di questo territorio, a prevalenza boscoso.
Nei primi del Novecento, però, con l'arrivo nella valle della ferrovia (1913), questo modello economico secolare decadde e, con esso, il prestigio di Perarolo. Inoltre, negli anni ottanta fu dismessa la Cavalera, unica strada praticabile nel percorso Longarone - Cortina d'Ampezzo e passante per Perarolo: furono costruiti il viadotto e il Ponte Cadore, che tagliarono fuori il paese anche dal traffico automobilistico, pregiudicando così un'economia legata al turismo diretto a Cortina e sulle Dolomiti.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Chiesa parrocchiale
La chiesa parrocchiale di Perarolo nacque nel 1515 e fu intitolata a San Nicolò, patrono degli zattieri, la cui attività era al centro dell'economia perarolese. Curata dal 1604, la chiesa divenne parrocchiale solo nel 1857.
[modifica] Chiesa di San Rocco
La chiesa di San Rocco è importante in quanto luogo tizianesco, dove operò Francesco Vecellio, fratello maggiore di Tiziano. Qui infatti egli lascia la pala (ad egli attribuita) rappresentante Madonna con Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano, della prima metà del XVI secolo[3].
[modifica] Museo del cìdolo e del legname
Il Museo del cìdolo e del legname è stato fondato nel 2005 per avvalorare l'importante storia economica di Perarolo. Centrale nell'organizzazione del museo è, appunto, il vecchio cìdolo[4] di località Sacco (smantellato nel secondo XX secolo): tale tipo di struttura, presente solo nel Cadore, faceva da barriera ai tronchi che scendevano per via fluviale, senza impedire però il passaggio regolare delle acque e permettendo di rifornire le numerose segherie vicine con regolarità[5].
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Pier Luigi Svaluto Ferro (lista civica) dal 07/06/2009
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Variazioni
La denominazione del comune fino al 1955 era Perarolo.[6]
[modifica] Personalità legate a Perarolo
- Tiziano Vecellio: l'artista della vicina Pieve di Cadore era un noto commerciante di legnami: questa sua attività in Venezia aveva come punto di partenza l'area di Perarolo, dove egli possedeva due falegnamerie (a Ansogne).
- Cecilia Soldano: originaria di Perarolo, fu sposa, nel 1525, del pittore Tiziano Vecellio, al quale fu legata fino alla morte, avvenuta nel 1531, alla nascita della figlia Lavinia, dopo il terzo difficile parto. Cecilia è descritta da Alvise Zorzi come bella, bionda, solida e robusta[7].
- Giosuè Carducci: conobbe Perarolo e così la citò nell'ode Cadore: [...] il carrettiere per le precipiti vie tre cavalli regge ad un carico di pino da lungi odorante, e al Cidolo ferve Perarolo, e tra le nebbie fumanti ai vertici tuona la caccia [...][8].
- Margherita di Savoia: fu ospite per due estati consecutive di Luigia Lazzaris, a palazzo Costantini, sulla facciata del quale una lapide recita così: Margherita di Savoia Regina d'Italia e Vittorio Emanuele Principe di Napoli qui soggiornarono dal dì 8 agosto al dì 8 settembre 1881.
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 481.
- ^ Cfr. Lungo le vie di Tiziano, pp.99-101
- ^ Vedi anche: Pagina dedicata ai cìdoli in cidolo.it
- ^ Cfr. Lungo le vie di Tiziano, pp. 94-96.
- ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
- ^ Cfr. Alvise Zorzi, Il colore e la gloria. Genio, fortuna e passioni di Tiziano Vecellio, Mondadori, 2004.
- ^ Cfr. Giosuè Carducci, Rime E Ritmi, BiblioBazaar, LLC, 2008, pp.60-1.
[modifica] Bibliografia
- AAVV, Lungo le vie di Tiziano, a. c. di M. Mazza, Skira editore, 2007, pp. 94–96.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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